در شبی طوفانی و تاریک، ناشری با یک قرارداد چشمگیر به دیدن نویسندهای معروف و تنها در خانهی قایقیاش میرود تا از او بخواهد برایش رمانی جنایی و پرفروش بنویسد. اما ماجرا به این سادگیها هم نیست چون نویسنده باید تصمیم بگیرد بین خواستههای بازار و باورهای ادبی خودش یکی را انتخاب کند، پاسخ او هولناک و پیچیده است.
بیورن لارسون، نویسندهی معاصر و پرکار سوئدی با این رمان تحسین برانگیز صرفا یک اثر جنایی عادی ننوشته بلکه با لحنی شاعرانه و زبانی کتابی، روابط بینالملل حاکم بر فضای دفاتر نشر و پشت پردهی انتشار کتابها را نیز مورد اشاره قرار داده است. رمان حاضر همانقدر که سرگرمکننده است وجههی ادبی قدرتمندی هم دارد و نمونهی درخشانی است از ادبیات امروز کشور سوئد.
Larsson mi ha sorpresa ancora una volta. "I poeti morti non scrivono gialli" (Iperborea) è un romanzo lontano e per diversi aspetti molto diverso da "Il porto dei sogni incrociati" e "La lettera di Gertrud". Manca del tutto quel pizzico di magia del primo, ed è lontanissimo come temi e riflessioni dal secondo. Non so come ci riesca, ma questo autore a mio avviso rimane credibile in ogni cosa in cui si cimenta, specie perché c'è un aspetto che unisce ogni suo romanzo: la profonda umanità dei suoi personaggi.
Björn Larsson in "I poeti morti non scrivono gialli" si diverte a scrivere "una specie di giallo" che va avanti fluido, piacevole. Una lettura scorrevole nella quale si intrecciano una riflessione sulla poesia - e in generale sul mercato editoriale - e la ricerca dell'assissino di un poeta, avendo come perno centrale le emozioni e i sentimenti dei singoli personaggi.
Come sempre, Larsson affrontà l'emotività con estremo realismo. A seguito della scoperta dell'omicidio di Jan Y. i vari personaggi sono sì, dispiaciuti, ma un secondo dopo intravedono una possibilità per se stessi. L'editore falsifica la firma del poeta per fargli firmare il contratto che avevano in sospeso, il poliziotto si fa avanti nella speranza di venire pubblicato, l'amico Anders spera di conquistare la donna che era sempre stata vicina al poeta... Nulla di "politicamente corretto" se così si può dire, ma che sin da subito mostra non solo un lato del carattere dei personaggi, ma anche l'attinenza al reale della scrittura di questo autore.
Reale che in molti casi coincide con la ricerca della verità. Ho trovato molto stimolante il parallelismo tra poesie e lavoro investigativo. Il personaggio del poliziotto, Martin Barck, è estremamente complesso e sfaccettato, e probabilmente è quello che il lettore arriva a conoscere meglio.
"Su quel punto non c'era differenza tra il poliziotto e il poeta. Era tutta questione di vedere, le cose nascoste come quelle talmente evidenti che non ci si faceva più caso, le cose che non c'erano come quelle che non avrebbero dovuto esserci, gli indizi come le false piste".
Tutti i personaggi de "I poeti morti non scrivono gialli" non sono perfetti, né fingono di esserlo. Sono insoddisfatti, chi in ambito lavorativo, chi nella sfera sentimentale, sono alla ricerca di qualcosa e si lasciano spesso condizionare dalle proprie emozioni, sbagliando a giudicare gli altri. Ma, in fondo, "cosa vuoi aspettarti dagli esseri umani?".
Sono molto interessanti anche tutti gli incisi che riguardano l'editoria e la letteratura. Larsson spesso parla del mercato (rimanendo attuale nonostante non sia un romanzo recente), ma si concentra maggiormente sulla figura dello scrittore, delinenadone caratteristiche e indole:
"Lui sarebbe stato al settimo cielo se fosse riuscito a farsi pubblicare una poesia, una sola. Ma poi? Poi si alzava l'asticella e si voleva essere apprezzati, ottenere belle recensioni e lettori che ti prendono sul serio, magari perfino vedersi tradotti in altre lingue. Poi si saliva ancora un po', si voleva scrivere una poesia ancora più bella, un capolavoro che sarebbe passato allo storia. Ma dopo?".
È anche in questo caso torna il tema dell'insoddisfazione, del non sentire mai di essere arrivati alla meta, di voler sempre qualcosa in più, nonostante il prezzo sia davvero alto. E lo sanno bene i personaggi di questo romanzo...
"I poeti morti non scrivono gialli" è "una specie di giallo" perché alla fine non è tanto importante risolvere il caso, quanto sondare nelle pieghe dell'animo umano. La trama infatti non si sviluppa in un crescendo di tensione, ma di disperazione. Se state cercendo un romanzo giallo nel senso classico del termine, non è questo il libro adatto. Se amate una buona prosa e se avete voglia di leggere acute riflessioni su quanto, in fondo, ognuno di noi sia irrimediabilmente imperfetto, allora sì, andate sul sicuro.
P.S.: Ho avuto la fortuna di conoscere Larsson al Salone del Libro di Torino, lo scorso 10 maggio. Parla italiano ed è estremamente gentile. Abbiamo chiacchierato del suo ultimo romanzo, mi ha detto: "Magari non sarà il più bello, ma di certo è per me il più importante". Abbiamo parlato delle ultime pagine de "La lettera di Gertrud", della sua scelta per il finale e io gli sono stata grata per essersi aperto con me, con semplicità e umiltà. Doti rare, che mi hanno fatto capire molto dell'uomo oltre che dello scrittore. Grazie anche a Iperborea che ha dato la possibilità a noi lettori di incontrarlo. Non mi resta che attendere il suo prossimo romanzo!
یه رمان جنایی پلیسی و نزدیک به واقعیت ،که قرار نیست از در و دیوار مدرک و سرنخ بباره برای حل پرونده،منتهی ترجمه خیلی خوب نبود و یه جاهایی از یکنواختی روند داستان خسته میشدی هیجان انچنانی نداشت
Finora avevo letto di Larsson solo La vera storia del pirata Long John Silver, spinta dalle moltissime recensioni entusiaste: a me aveva lasciato piuttosto indifferente. Evidentemente però a questo autore piace giocare con la letteratura, perché mentre in quel libro immaginava di riscrivere ed espandere la storia del classico L'isola del tesoro di Stevenson, qui scrive "una specie di giallo" (è il sottotitolo) con un libro nel libro, prendendo spunto dalla mania per il "giallo nordico" che allora (il romanzo è uscito nel 2010) era veramente imperante. Questo aspetto di satira del mondo editoriale e l'elemento di "finto libro nel libro vero" (lo pseudo-romanzo al centro della trama si intitola "Uomini che odiano i ricchi", con chiaro riferimento al mega bestseller dell'altro Larsson) erano quel che mi spinse, nel lontano 2012, se non sbaglio dopo aver letto una recensione su una rivista, ad acquistare il libro. Anni dopo, ora che finalmente l'ho letto, posso dire che anche stavolta B. Larsson mi ha deluso. L'aspetto di satira/parodia che più mi interessava è fiacco e anzi quasi inesistente, più che altro è una riflessione sulla poesia e sulla scrittura. Anche a volerlo leggere come puro e semplice giallo, è noioso e prevedibile. Insomma, autore che evidentemente non fa per me.
This book is set in publishing business in Sweden. It is a well written crime book and I enjoyed reading it. It was good to read about matters related to book publishing. It is worth reading.
درواقع بهش ۲ و نیم میدم. داستان بدی نبود ولی برا من یکم حوصله سر بر بود. نمی دونم انتظار یه داستان جنایی تر که هیجان انگیزتر باشه داشتم ولی خب داستان دقیقا مثل متودهای خود یان ای بود و به شدت واقع نگرایانه و واسه من یکم خسته کننده بود ولی حس بدی نداشت. ولی خب بیشتر از اینکه یه داستان جنایی باشه یه داستان مفهومی طور بود و همون طور که حدس میزدم اصل داستان روی جنایی بودنش تمرکز نداشت هرچند که حول اون می چرخید. به نظرم بیشتر درمورد مفاهیم دیگه می خواست صحبت کنه ولی در قالب یک کتاب جنایی.
Una specie di giallo, come lo definisce lo stesso autore, che approfitta di un tipo di trama che appassiona sempre più lettori per parlare del rapporto tra realtà e poesia, di verità e verosimiglianza, scrivere un nuale di mascrittura, omaggiare alcuni grandi scrittori scandinavi di genere e prendere bonariamente in giro gli altri, parlare del mondo editoriale, della sua grandezza e delle sue molte piccinerie. Bello.
"Secondo lui i poeti avevano commesso un errore, rifugiandosi nelle silenziose pagine dei libri La poesia andava letta ad alta voce per le strade e nelle piazze, doveva essere cantata e gridata. Era perchè aveva iniziato a essere stampata e letta in silenzio che la poesia aveva perso terreno, non solo nei confronti dei romanzi, ma soprattutto delle canzoni e della musica popolare."
Ho preso questo libro in biblioteca perchè avevo sia voglia di un giallo, che di un libro di Larsson. Solo una volta iniziato ho realizzato che, come era scritto in copertina, non si trattava di un vero e proprio romanzo giallo. Sembra quasi un caso, ma prima di cominciare Döda poeter skriver inte kriminalromaner ho preso in mano (e abbandonato per il momento) Se una notte d'inverno un viaggiatore, dove libri e libri si sovrappongono. In un certo senso ciò avviene anche in quest'opera: quello che il poeta Jan Y. decide di scrivere è ett slags kriminalroman, una sorta di giallo, perchè non riesce a non inserire la poesia al suo interno. Ed è proprio quello che anche Larsson fa: è un giallo, certo, ma non lo è veramente. La poesia, le forti critiche sul mondo dell'editoria sono in primo piano - e, a dire il vero, a volte oscurano l'intreccio principale, che cerca di portare avanti la narrazione. Quindi si forma un contrasto che non dà al libro un andamento regolare: per quanto le riflessioni poetiche siano interessanti affossano il mistero. Come insieme il libro funziona, e funziona bene, e non credo mi aspettassi altro da Larsson: non volevo un normale giallo scandinavo, ma qualcosa che andasse oltre alle normali "riflessioni" di, per citare qualcuno, Camilla Läckberg. Allo stesso tempo, però, ci si rende conto che i gialli non sono il genere che riesce meglio a Larsson (e lo stesso accade a Jan Y. nel libro). Ma per aver trovato riflessioni del genere in un giallo, sono piuttosto soddisfatta della mia lettura.
"Ma credo, o voglio credere, che la Setta dei Poeti Assassinati non sia una congrega particolarmente numerosa, a meno di includere appunto anche i casi limiti: i suicidi, gli esclusi e i deportati. Forse i despoti pensano che gli uomini della parola vadano soffocati letterariamente e mentalmente, mentre si deve uccidere chi si ribella fisicamente o un avversario politico. [...] Forse questo indica in realtà una paura più profonda del potere della parola e della poesia, che di un avversario manifesto (o a vita più breve). Qui si nasconde tuttavia un paradosso che i tiranni e i macellai non hanno considerato, e che gioca a loro sfavore: molti degli uccisi, proprio in quanto uccisi, sopravvivono nel ricordo ferito, nella loro arte, come voci intrnsigenti e a volte necessariamente sovversive, e noi continuiamo ad ascoltarli e attraverso di loro scopriamo i macabri meccanismi del potere e la necessità di guardarsi da ogni genere di squadre della morte nemiche dell'arte (e dell'umanità in genere). E' un prezzo alto - sempre troppo alto - ma forse vincono loro, no, vincono non è la parola giusta, forse gli uccisi alla fine vengono riablitati come viventi e attivi nelle coscienze del futuro. I boia, come i loro capi e mandanti, vengono dimenticati o restano come fulgidi esempi della malvagità umana. Un boia morto è morto, un poeta morto resta pur sempre un poeta."
C'est en 2016 que j'ai rencontré Björn Larsson, au Festival du livre en Bretagne. Suite à l'une de ses conférences, j'ai décidé de me rendre sur son stand pour échanger avec lui et acheter un exemplaire de son dernier roman, Les poètes morts n'écrivent pas de romans policiers. D'après le titre et la quatrième de couverture, ce roman avait tous les ingrédients pour me plaire. Effectivement, j'ai pu les retrouver au fil des chapitres. Cependant, je ne suis pas autant convaincue que j'aurais souhaité l'être. Je vous explique pourquoi. Dans un premier temps, j'ai immédiatement été captivée par la mise en abîme de l'intrigue et la rapidité des événements. Le fait que les chapitres soient relativement courts donne également du rythme, renforçant cette impression d'être directement plongé dans l'enquête. Pourtant, alors que le suspense me tenait en haleine, tout s'est brutalement arrêté, pour partir dans une satire de la poésie et, plus largement, du monde éditorial et de la perception des différents genres littéraires. J'étais bien entendu prévenue qu'un tel sujet serait abordé. En revanche, je m'attendais à ce que ce soit fait de manière plus subtile, tout au long de la recherche d'indices, de l'audition des témoins et des suspects et, peut-être même, en suivant le point de vue du meurtrier. Malheureusement, cela a davantage donné lieu à de longues descriptions, nous éloignant parfois même du sujet principal du roman, à savoir l'enquête policière. L'idée de lier les deux univers, incarnée d'ailleurs par le commissaire Barck, est très intéressante et je ne peux que souligner le travail de mise en scène et de recherches effectué par Björn Larsson. Néanmoins, je pense qu'il aurait été plus appréciable encore si l'aller-retour entre la satire et l'enquête policière avait été plus équilibré. Autre point qui m'a laissée sur ma faim, c'est d'avoir découvert très rapidement qui était à l'origine de cette histoire sombre. L'auteur a eu beau usé de détours tout au long de son roman et tenté de noyer le poisson, ce qui m'a d'ailleurs fait espérer jusqu'à la fin que je me sois trompée sur l'identité du tueur, le dénouement fut finalement similaire à celui que j'avais imaginé au départ. J'aurais bien entendu souhaité un twist final qui remettrait en cause toutes mes certitudes, mais cela n'a pas été le cas. Je peux néanmoins me féliciter d'avoir été suffisamment attentive aux détails pour déjouer les pièges... On se console comme on peut ! Enfin, le point positif de ce roman, à mes yeux, ce sont ses personnages. A la fois accessibles et complexes, ils ont cette ambivalence que j'aime retrouver dans les romans policiers. Ni tout blancs, ni tout noirs, ils ont une personnalité qui fait qu'on a l'impression d'être baladé d'un chapitre à un autre, et d'un élément de l'enquête à un autre, sans parvenir à reprendre les commandes. Pour un roman à l'intrigue sombre, je trouve cela très percutant d'avoir des protagonistes qui prennent les choses en main et nous emportent avec eux dans leur univers. En définitive, mon avis sur ce roman est plutôt en demi teinte. S'il y a certains aspects que j'ai beaucoup appréciés, d'autres m'ont moins convaincue. Les poètes morts n'écrivent pas de romans policiers reste tout de même un roman intéressant à lire, notamment d'un point de vue sociétal.
Probabilmente il fatto che questo libro non sia un vero giallo è il motivo che mi ha convinta a leggerlo, ad arrivare fino alla fine e, a storia conclusa, ad apprezzarlo tantissimo. Perché in fondo non si tratta della storia di un delitto, ma di un valzer (o un requiem?) della scrittura.
Tutti i personaggi della storia hanno un ruolo all'interno del sistema editoriale (il poeta, l'editore, il ghostwriter, la musa). Perfino il poliziotto che indaga ha la sua parte (l'aspirante scrittore) e l'unico indizio che guida alla scoperta dell'assassino si trova all'interno di un romanzo. A questo proposito, uno dei concetti che mi ha affascinato è stato proprio il paragone tra la figura del poeta e quella del poliziotto. Entrambi sono accomunati dalla capacità
"di vedere, le cose nascoste come quelle talmente evidenti che non ci si faceva più caso, le cose che c'erano come quelle che non avrebbero dovuto esserci".
In più ho amato le poesie inserite nel testo, le ho amate tantissimo:
"Una volta gli ho chiesto quali tra i suoi versi ritenesse i più belli che avesse mai scritto. E lui mi recitò questi: Si erano amati tanto che la morte indietreggiò di un'ora per lasciarli passare. Spiegandomi di averli scritti un giorno che aveva visto una coppia di anziani a un mercato".
Altro elemento per me importante è la sottile ironia che pervade l'intera vicenda e che ricade un po' su tutti i personaggi, che sono umani, troppo umani, al punto che riusciamo comunque a comprenderne azioni e motivazioni anche quando non sono del tutto "positive".
Un libro che consiglio a tutti, anche a quei lettori che, come me, non amano il giallo.
Premetto che sono stata costretta a leggere questo libro, altrimenti non credo l'avrei mai fatto per due motivi: -in questo periodo della mia vita è un genere di cui non sento il bisogno -per ogni genere cerco sempre di partire dai classici (e infatti qualche mese fa ho letto un libro della Christie che mi ha lasciato più che soddisfatta)
Comincio con i punti a favore di questo libro, anzi il punto, per quanto mi riguarda, ossia la scorrevolezza: non per niente l'ho letto in due giorni, nonostante la traduzione mi abbia lasciato un po' perplessa in alcuni punti (qualche congiuntivo cannato?)
D'altro canto, capisco che questo libro non sia un giallo vero e proprio ma più una "parodia", ma della brillante satira di cui parla la quarta di copertina io non ho trovato davvero nulla. Apprezzabili le varie citazioni di autori di ogni tempo però personalmente talvolta le ho trovate fuori luogo (non ho mai sentito nessun prete fare tutte quelle citazioni in un'omelia, poi può darsi pure che i tempi siano cambiati, dato che non entro in chiesa da almeno 6 anni...)
Per quanto riguarda il delitto, sarà che non sono per nulla perspicace, ma non avevo indovinato l'assassino. Non ho neanche però sentito la necessità di spremere le meningi perché gli indizi erano pressoché inesistenti... Inoltre è andata troppo per le lunghe, un centinaio di pagine si potevano benissimo eliminare.
Insomma, non sono per niente soddisfatta e in più devo leggere un altro suo libro. Spero vada meglio, altrimenti la storia tra me e Larsson finisce qui!
A dir la verità il titolo, una volta letto, mi son resa conto che ben presenta il contenuto. Semplicemente e lucidamente è così, è quel che avviene. E' chiaro che è un giallo-non giallo, ma neanche romanzo o qualunque altra etichetta ci si sogna di dargli. Ma poi perchè? Chi ha detto che bisogna a tutti i costi indirizzarlo in qualche scaffale? Sfugge continuamente a questo tentativo e forse è quello che vuole. L'assassino o i motivi del gesto non sono quello che spinge ad andare avanti nella lettura quanto piuttosto gli stati d'animo dei personaggi, la vita di bordo del poeta assassinato, un amore impossibile, un commissario che ha perso l'abitudine ad analizzare delitti. Si respira aria di porto, un non-luogo, confine fra la terraferma con le sue regole e lo spazio sconfinato del mare che risponde a ben altre leggi: quelle della natura. In questo piccolo grande angolo del mondo, la morte di un poeta poco apprezzato in vita, apre mille dibattiti sulle regole del mercato editoriale, il purismo del messaggio poetico e il ruolo della poesia nella vita moderna. Ma tutto soggiace infine alle solite dinamiche e pulsioni umane: amore, invidia, profitto. L'essere umano, un essere capace di grandi azioni e creazioni e allo stesso tempo vittima dei più bassi e miseri istinti.
Avevo zero voglia di leggere questo libro e bassissime aspettative... la scritta “una specie di giallo” sulla copertina mi aveva fatto presagire che il delitto fosse solo un pretesto per scrivere tutt’altra storia, che sarebbe stato dunque noioso e avrebbe portato alla delusione di non scoprire la soluzione del crimine (anche se alla fine è stata piuttosto facile da intuire). Forse per queste ragioni, alla fine l’ho trovato un libro davvero gradevole dal punto di vista dell’intrattenimento. L’ho letto con estremo piacere anche se appunto manca quasi del tutto l’aspetto scientifico o perlomeno intuitivo dell’indagine. In questo periodo in cui la voglia di leggere è sempre poca, è stato un ottimo compagno... perciò lo promuovo!
Questa lettura mi ha piacevolmente spiazzato. Non è un giallo nel senso classico del termine (e lo scrive anche l'autore sulla copertina che è "una specie di giallo" quindi non potete dire che non siete stati avvertiti! :D), perché la trama non si snoda al servizio del crimine commesso, alla risoluzione del caso, alla ricerca del colpevole, ma si focalizza sul lato umano dei singoli personaggi, sulle loro emozioni e riflessioni. E il protagonista, udite udite, non è colui che porta avanti l'indagine. Unica pecca: la lentezza degli svedesi. Ma me ne sono fatta una ragione :) Ringrazio la mia carissima amica per avermi consigliato questo titolo, sicuramente recupererò anche gli altri perché è un autore che mi ha incuriosito.
Il poeta svedese Jan Y. è stato convinto dal proprio editore a scrivere un romanzo giallo. L'uomo all'inizio è molto indeciso, in quanto ha paura di perdere la reputazione di poeta che si è costruito negli anni, poi si lascia convincere a raccontare una storia che, in qualche modo, denunci le enormi diversità reddituali esistenti tra le varie categorie di lavoratori. Alla vigilia della pubblicazione l'uomo è trovato dal proprio editore impiccato nella barca in cui vive. Si tratta di omicidio o di suicidio? È questo che deve scoprire Martin Barck... Questo giallo non mi è piaciuto affatto, è lento e prevedibile. Ha di carino solo il titolo.
I poeti morti non scrivono gialli” è “una specie di giallo” perché alla fine non è tanto importante risolvere il caso, quanto sondare nelle pieghe dell’animo umano. La trama infatti non si sviluppa in un crescendo di tensione, ma di disperazione. Se state cercando un romanzo giallo nel senso classico del termine, non è questo il libro adatto. Se amate una buona prosa e se avete voglia di leggere acute riflessioni su quanto, in fondo, ognuno di noi sia irrimediabilmente imperfetto, allora sì, andate sul sicuro.
Effettivamente ha ragione il sottotitolo, si tratta di "una specie di giallo", perchè la vicenda si focalizza molto più sui personaggi e sull'argomento poesia e letteratura che non sul giallo che sta al centro della storia. Non è esattamente il mio genere di libro ma la lettura è stata comunque gradevole.
Les dialogues me sont apparus artificiels, peu réalistes. Les (longues) réflexions des personnages sur la poésie m'ont ennuyée ; elles paraissaient plaquées. Enfin, ayant compris qui était le meurtrier 200 pages avant la fin du roman, j'estime que l'intrigue n'était pas suffisamment bien ficelée.
Il libro è carino e scritto in modo molto scorrevole, ma si capisce con abbondanza di anticipo chi è l’assassino e ci sono delle falle nell’indagine che non quadrano (non controlla se qualcuno dei sospetti è stato a Stoccolma, come fa una donna a sollevare un corpo di uomo inconsciente..)
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یکی از چیزهایی که توجه رو جلب میکرد، ضعف ترجمه در برخی موارد بود. در مواقعی که شخصیت تینا که پرستار شیفت شب هست، سرکار بود، در ترجمه نوشته شده بود که تینا آن شب نگهبان بود! ما در فارسی از چنین کلمه ای با اینکاربرد استفاده نمیکنیم
شاعری برجسته ولی فقیر به درخواست ناشرش رمان پلیسی می نویسد ولی قبل از اتمام کتابش به قتل میرسه و کمیسر پلیسی که طبع شعر داره، پیگیر پرونده ی اون میشه و.... کتاب خوبی بود. بهتون توصیه میکنم.
Un po' delusa da questo libro. È vero che non si definisce veramente un giallo ma comunque stenta ad entrare al punto di dire: voglio continuare a leggerlo.
Cosa succede se ad un talentuoso ma poco conosciuto poeta viene chiesto di scrivere un giallo? Che probabilmente diventerà egli stesso protagonista del romanzo: come vittima però.
Ho apprezzato tantissimo la scelta di ambientare un giallo all'interno del mondo dell'editoria. Inoltre l'autore è riuscito a creare una sorta di metalibro, ricco di personaggi che si intrecciano tra una storia e l'altra.
Unica pecca: a metà libro avevo già capito chi fosse l'assassino. Non so se sia colpa dell'autore che l'ha messa giù troppo facile o se sono io che sono troppo intelligente. Ma poichè non ho fiducia nelle mie capacità intellettive, la colpa è del maggiord... ehm, di Larsson.
Un poeta squattrinato di valore convinto a scrivere un giallo bestseller. Un suicidio/omicidio. Un investigatore che si diletta a leggere poesie. Un romanzo nel romanzo. L’ambientazione è suggestiva, una barca ormeggiata al porto di Helsingborg, lo stretto di Oresund e un poeta impiccato. Tutti gli ingredienti per un buon giallo, magari prevedibile.Uno specie di giallo, più una dissertazione sul perché scrivere poesia. Il giallo è un genere che avevo molto amato e accantonato, quindi ho maggiormente apprezzato questo libro.
il misterioso suicidio di un poeta- che forse è un omicidio- è il pretesto per parlare di letteratura e poesia e fare precisi riferimenti al mondo editoriale. come giallo vale poco, ma è un romanzo (non di genere) intelligente e pure appassionante. astuta la mossa di inserirlo nella collana "ombre".
I really liked this unusual thriller. The story starts right away, the characters are a bit different from the ones in a normal thriller, like a policeman who writes poems. I wish the ending was more direct, even if it is easy to realise what will happen next.
Une idée amusante au départ, mais que de lourdeurs, de répétitions, d'étirage de lignes à faire claquer l'élastique. On s'ennuie vite alors qu'on ne le voudrait pas.