Protagonista del breve romanzo di Carbone è un giornalista che si appresta a trascorrere il mese di agosto nella casa dei genitori, partiti per le vacanze estive, cercando di sopravvivere alle giornate e di svolgere il suo lavoro senza entusiasmo e senza trarne alcuna gioia. Qui, inaspettatamente, la sua vita si intreccia con quella di una ragazzina di 15 anni che, avendo una famiglia orribile alle spalle, finirà la sua esistenza nel peggiore dei modi. Attorno al protagonista, poi, veicolano alcuni personaggi la cui presenza all'interno del romanzo sfugge alla mia comprensione. Non ho colto il significato della parentesi relativa all'amico Raimondo, nè di quella relativa al ragazzino suicida, nè, tantomeno, il senso del flusso di pensiero presente in qualche pagina a cui non sono riuscita ad attribuire la proprietà. Insomma, un romanzo breve che, purtroppo, non ho compreso appieno e che, dunque, non riesco ad apprezzare come avrei voluto.
Purtroppo, proprio per gli stessi motivi, non riesco nemmeno a separare la narrazione dallo stile di scrittura in quanto sono elementi fusi tra loro che mi provocano un pochino di caos e che mi suscitano qualche interrogativo.
In conclusione, quindi, non ho apprezzato questo libro.