Nel febbraio del 1991 (la coincidenza con la guerra del Golfo è tutto fuorché casuale), Paolo Mieli, allora direttore della «Stampa», affidò a Guido Ceronetti uno spazio quotidiano sulla prima pagina del suo giornale. Con quelle poche righe Ceronetti immetteva, come lui stesso dice, «una goccia di pensiero» proprio là dove, per definizione, il pensiero medesimo tende a latitare: in una sede, dunque, del tutto incongrua e inadatta ad accoglierlo. Era una pausa di refrigerio – per usare ancora le sue parole – destinata a funzionare da «antidoto», e che diventò in brevissimo tempo un appuntamento atteso da tutti i lettori. Ora, ripresi e ampliati (completati, nei casi in cui il pensiero era stato compresso e limitato dalle regole dell’impaginazione), questi pensieri di altri – gli altri più disparati e imprevedibili, da Confucio a Campanile, da Heidegger a Šalamov a Yeats – divenuti per una sorta di osmosi tanto più «ceronettiani» in quanto chiamati a rappresentare, in sintesi, le passioni, gli sdegni, le idiosincrasie del «raccoglitore» di questa singolare antologia, vengono dallo stesso Ceronetti riuniti in volume: li precede una nota in forma di viatico per un viaggio, o vagabondaggio, appunto, tra pensieri.
Guido Ceronetti è un poeta, filosofo, scrittore, giornalista, drammaturgo italiano. Uomo di erudizione e di sensibilità umanistica, ha cominciato nel 1945 a collaborare con vari giornali; la sua presenza sul quotidiano La Stampa ebbe inizio nel 1972 e continua tuttora. Nel 1970 ha dato vita al Teatro dei Sensibili allestendo, insieme alla moglie Erica Tedeschi, spettacoli itineranti con le sue "marionette ideofore". Amico di Emil Cioran, quest'ultimo gli ha dedicato un capitolo di Esercizi di ammirazione pubblicato in Italia nel 1988. Nel 1981, all'uscita del primo libro tradotto in italiano di Emil Cioran (Squartamento), presso Adelphi, Ceronetti scrisse la prefazione definendo lo scrittore rumeno-francese "squartatore misericordioso". Di rilievo la sua attività di traduttore, sia dal latino (Marziale, Catullo, Giovenale, ecc.), sia dall'antico ebraico (Salmi, Qohèlet, Libro di Giobbe, ecc.). È noto per essere un acceso sostenitore del vegetarismo. Nel 2012 è stato insignito del premio "Inquieto dell'anno" con cerimonia avvenuta il 2 giugno 2013 nell'auditorium di santa Caterina a Finale Ligure
"Gli uomini solitari vedono cose che noi non vediamo: hanno visioni dal mondo soprannaturale. Essi affinano l’anima attraverso l’isolamento, il pensiero e la continenza. Noi la rendiamo ottusa con i contatti, la mancanza di riflessione, i piaceri. Per questo essi vedono quel che noi non possiamo vedere." – Konstantinos Kavafis, Note di poetica (1902-1905)