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E allora le foibe?

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«Decine di migliaia», poi «centinaia di migliaia», fino a «oltre un milione»: a leggere gli articoli dei giornali e a sentire le dichiarazioni dei politici sul numero delle vittime delle foibe, è difficile comprendere le reali dimensioni del fenomeno. Anzi, negli anni, tutta la vicenda dell’esodo italiano dall’Istria e dalla Dalmazia è diventata oggetto di polemiche sempre più forti e violente. Questo libro è rivolto a chi non sa niente della storia delle foibe e dell’esodo o a chi pensa di sapere già tutto, pur non avendo mai avuto l’opportunità di studiare realmente questo tema. Questo “Fact Checking” non propone un’altra verità storica precostituita, non vuole negare o sminuire una tragedia. Vuole riportare la vicenda storica al suo dato di realtà, prova a fissare la dinamica degli eventi e le sue conseguenze. Con l’intento di evidenziare errori, mistificazioni e imbrogli retorici che rischiano di costituire una ‘versione ufficiale’ molto lontana dalla realtà dei fatti. È un invito al dubbio, al confronto con le fonti, nella speranza che questo serva a comprendere quanto è accaduto in anni terribili.

136 pages, Paperback

First published January 14, 2021

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About the author

Eric Gobetti

15 books13 followers
Eric Gobetti (Torino, 1973) è uno storico italiano, studioso del Fascismo, della seconda guerra mondiale, della Resistenza e della storia della Jugoslavia nel Novecento.

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Displaying 1 - 30 of 51 reviews
Profile Image for paper0r0ss0.
653 reviews58 followers
October 16, 2021
Come gia' sapeva quel furbacchione del faraone Ramsete II 3300 anni fa, spacciando per grandiosa vittoria la battaglia di Qadesh contro gli Ittiti (a malapena un pareggio nel migliore dei casi), la Storia si presta alla strumentalizzazione, alla falsificazione per tornaconto. Qualcuno si spinge a teorizzare l'essenza stessa della storiografia come strumentalizzazione. Senza arrivare a questo vetta di cinismo, e' facile constatare quanto sia ardua una ricerca storiografica "onesta". Non stupisce quindi l'artificiosa controversia sulle foibe. Che una parte politica stia tentando, con parziale successo, di distorcere i fatti per mero calcolo propagandistico disgusta ma non sorprende. Il discorso sarebbe lungo ma i numeri delle ricerche serie sono ormai un dato di fatto appurato a livello internazionale (non in Italia a quanto pare). 5000 vittime per eccesso accertate (per le vicende del '43 e del '45) contro le "centinaia di migliaia" o i "milioni" di martiri (ovviamente mai dimostrati) non lasciano molto spazio di confronto razionale. Le vittime furono soppresse, in molti casi in maniera tragicamente ingiusta, non per la loro presunta italianita' come preteso da certa propaganda (innumerevoli furono gli slavi dal cognome forzatamente italianizzato nei decenni precedenti) ma per la vera o presunta adesione fascista. Questo, lungi dall'attenuare le eventuali ingiustizie, colloca la vicenda nell'alveo di quello che fu il terribile dopoguerra europeo. La sete di vendetta provoco' sanguinosi regolamenti di conti ben piu' drammatici in Francia, in Germania, in Europa orientale, in Scandinavia. Perche' qui sta il vero punto di svolta della questione: gli assalitori non spuntarono dal nulla, non furono le crudeli belve slave sanguinarie che di punto in bianco decisero di azzannare alla gola senza motivo i poveri italiani. Si veniva da piu' di vent'anni di occupazione italiana delle zone istriano-dalmate tutt'altro che leggeri. Una cosa deve essere chiara: il mito degli "italiani brava gente" e' una balla ideologica autoassolutoria. In Jugoslavia, gli italiani hanno rastrellato, fucilato, internato, bombardato, affamato, bruciato, dieci, cento volte di piu' (peggio ancora fecero i tedeschi che ancora peggio furono trattati a fine guerra). Ipotizzare che gli scannati fino al giorno prima, di punto in bianco ci dessero una pacca sulla spalla, mi pare perlomeno disonesto intellettualmente. Inappuntabile il libro, la giusta dose di cartine geografiche e una bibiliografia preziosa per l'approfondimento.
Profile Image for Val.
54 reviews15 followers
February 13, 2021
Nessun evento storico accade per caso, e il massacro delle foibe non è un'eccezione. L'evento di per sé è un evento familiare a tutti noi, insegnato nelle scuole ma mai approfondito nel dettaglio. Da qualche anno a questa parte poi, con l'avvento di Facebook, ogni 10 febbraio spuntano post a destra e sinistra (per lo più a destra...) in ricordo degli italiani uccisi per mano slava, e ogni anno i numeri cambiano. Chi parla di oltre diecimila vittime, chi ha sostenuto fossero centinaia di migliaia. Di questo passo entro il 2026 saranno diventate almeno un milione (come dichiarò Gasparri nel 2004).

Cercare di analizzare un evento storico senza contestualizzarlo, non solo è inutile da un punto di vista critico ma può portare a interpretazioni completamente errate, come è spesso il caso per il massacro delle foibe di cui Gobetti parla. L'intento in questo breve libro è di raccontare i fatti e dare i numeri, cosa che viene contestata da molti perché evidentemente anche se Gobetti di mestiere fa lo storico, è troppo di sinistra per essere credibile. Le critiche a questo libro, se le andate a cercare, vengono sempre da persone che chiaramente non hanno in particolare simpatia Eric Gobetti, e poco dicono sul libro in sé (che è comunque ricco di citazioni di altri storici, quindi non ci stiamo affidando alla sua parola come sacra).

Nell'introduzione del libro si mette subito in chiaro che nessuno vuole negare la tragedia e nessuno vuole negare la storia. Ma non raccontare la storia per quel che è e nel suo contesto originale rischia di diventare un capro espiatorio per gruppi e individui filo-fascisti. Gobetti dà un contesto storico e geografico già nel primo capitolo, partendo dall'Impero Romano, passando per la Repubblica di Venezia e arrivando all'Unità d'Italia. Passiamo poi al concetto di identità italiana, che prima era sfumato ma con l'avvento della dittatura diventa un'imposizione, cancellando qualsiasi sfumatura slava tipica dell'area intorno al confine orientale. Si passa poi a un'analisi più approfondita degli avvenimenti del '43 e poi del '45, che per quanto terrificanti da leggere, erano la norma all'epoca in un contesto di guerra. Si conclude con l'esodo e con le accuse di occultazione della tragedia e sulla svolta politica successiva alla dissoluzione della Yugoslavia e il modo in cui l'episodio è stato politicamente strumentalizzato. È un libro breve e conciso, basato su dati e numeri e l'analisi che ne deriva nel contesto storico in cui gli eventi sono avvenuti.

Nella mia limitata esperienza con libri di saggistica a stampo storico, ho sempre trovato una tendenza a creare elenchi (è successo questo, poi questo, poi questo, e infine questo) che normalmente mi lascia ben poco se non una serie di nomi confusi in testa e date che probabilmente dimenticherò nel giro di qualche mese. Invece Gobetti ha messo nero su bianco fatti e numeri in maniera estremamente chiara, di facile comprensione anche per chi non ha una conoscenza dei fatti superiore agli insegnamenti del liceo o poco più grazie al contesto più vasto che viene presentato.
Profile Image for SusyG.
354 reviews76 followers
April 24, 2021
Libro che TUTTI dovrebbero leggere! Mi spiace davvero che l'autore sia stato bollato da alcuni personaggi come "negazionista" (spoiler: non nega assolutamente nulla), quando invece spiega benissimo gli eventi orrendi che si sono susseguiti sul confine del Friuli-Venezia Giulia... Eventi che invece la politica italiana manipola e distorce per fini propagandistici. Testo davvero importante, superconsigliato!
Profile Image for GiuseppeB.
131 reviews23 followers
February 26, 2022
Da leggere se si vuol capire, aldilà della propaganda.
Profile Image for Thomas.
Author 1 book13 followers
June 11, 2023
Sono stato di recente in vacanza nella bella città di Trieste, che sognavo di vedere da una vita, o almeno da quando ho cominciato a leggere libri in italiano. Mi ero ovviamente preparato per la visita, per potere apprezzare di più e capire meglio. E poi sul posto, ho comprato questo libro, e devo dire che ne avevo l’intenzione da prima.

Da tedesco, sono stato educato a confrontarmi con un passato imbarazzante in modo umile e responsabile: se la tua storia, pure non per tua colpa propria e personale, ingombra così violentemente i rapporti con i popoli vicini, la minima cosa che puoi fare e riconoscerlo, e essere onesto. Per questo, come la maggior parte dei miei connazionali, sono anche abbastanza indignato per quelle persone, fortunatamente (per ora?) una minoranza, che cercano di ignorare o di mentire su una semplice verità: se alla fine della guerra e nel dopoguerra, i tedeschi hanno subito bombardamenti, violenze, hanno perso i loro averi e in parte, le loro patrie e terre di origini, questo è stato essenzialmente il risultato di azioni tedesche contro il vicinato, che erano altrettanto, se non addirittura ancora più violente. Insomma, se le sono buscate, anche se la vendetta altrui non è andata per il sottile nel distinguere e pesare le colpe personali.

Una memoria sana di passate vicende storiche di conflitto passa quindi da un esame di coscienza: cosa ha fatto la mia stirpe in questo contesto, che possa spiegare il comportamento della controparte, che ricordo come un’aggressione? Se l’obiettivo è vivere in pace con i vicini e con se stessi, così si deve fare. E questo è il punto di partenza di Gobetti.

Un’altro criterio importante è partire dai fatti accertati. E così il libro non è una nuova ricerca: tira le somme di decenni di ricerche fatte da più generazioni di storici, di provenienza diversa e varia.

La quintessenza del libro è che le foibe sono state un fenomeno abbastanza limitato, specie nel contesto di estrema violenza che la seconda guerra mondiale presentava nei Balcani. Il numero delle vittime italiane “infoibate” è inferiore, per esempio, al numero dei partigiani e civili jugoslavi fucilati da truppe italiane, o al numero di donne e bambini morti di stenti nei campi di concentramento allestiti dagli italiani in Istria e Dalmazia, o ancora, delle vittime ammazzate nella sola risiera di San Saba.

Nel discorso ufficiale fatto dalla creazione del giorno della memoria del 10 febbraio, questo confronto manca, e le cifre di vittime sono esagerate. Manca una commemorazione delle vittime di altre nazioni. Vengono commemorati come vittime delle foibe dei criminali di guerra accertati.

Sono addolorato dal fardello di un mancato confronto adeguato con i punti più complessi del passato fascista, che l’Italia si porta addosso. Il risultato delle ultime elezioni politiche è anche il risultato di questo. Il libro di Gobetti andrebbe diffuso nelle scuole italiane, non dei fumetti che raccontano storielle propagandistiche su vittime italiane di violenze jugoslave. Questi ultimi non aiutano a capire niente e seminano odio. Il libro di Gobetti è una lezione su come procedere per trovare ed analizzare i fatti concreti.
Profile Image for Elodie.
126 reviews4 followers
January 17, 2021
Divulgazione di qualità

Agile volumetto di recente pubblicazione, il testo si rivolge ad un pubblico medio, non specialista e con scarsa dimestichezza nella metodologia della ricerca storica.
Con un linguaggio chiaro ed accessibile, l'autore riesce a esporre con grande efficacia gli avvenimenti relativi alle vicende che hanno interessato il confine italo-jugoslavo durante la Seconda guerra mondiale, contestualizzando i fatti nel panorama europeo e restituendo loro la corretta complessità.
Il libro si struttura in nove brevi capitoli, ciascuno dedicato a un luogo comune diffuso presso l'opinione pubblica che viene esposto e successivamente confutato alla luce dei dati emersi dalla ricerca storiografica. Uno dei pregi del volume, oltre alla chiarezza di linguaggio e alla piacevolezza di lettura, è infatti l'eccellente capacità di fornire argomentazioni puntuali e convincenti all'interno di un discorso organico. Nonostante ciascun capitolo affronti un tema diverso, si può riconoscere una struttura espositiva che accomuna tutte le parti del libro e lo rende una sorta di breve monografia sull'argomento.
Pur trattandosi - come si è detto - di un testo di divulgazione, l'autore offre alla fine una bibliografia ragionata che, anche se un po' ridotta, si rivela un utile strumento per orientarsi ed approfondire temi che sono spesso esposti in modo superficiale o strumentalizzato sul web.
In conclusione, appaiono del tutto ingiustificati gli attacchi e le accuse che sono emersi in modo virulento già ben prima della pubblicazione del testo sulla sola base del titolo.
In un panorama come quello italiano in cui la divulgazione di qualità è quasi assente, il libro si pone come una piacevole eccezione; inoltre l'autore ha il merito di segnalare all'attenzione pubblica la necessità di fare divulgazione non solo in ambito scientifico, ma anche in quello storico.
Profile Image for Ruby.
115 reviews45 followers
February 2, 2023
Bellissimo saggio per cominciare a leggere sull'argomento complesso delle foibe. Lo consiglierei a chiunque volesse conoscere almeno le basi, poi si può approfondire con altri libri di studiosi.

Siccome è un libro molto corto, io lo farei leggere anche nelle scuole superiori invece di far vedere quell'obbrobrio chiamato "rosso istria" che, a quanto parte, viene fatto vedere (ed è anche andato in onda in prima serata sulla rete nazionale ew)
Profile Image for Annalisa.
245 reviews46 followers
February 24, 2024
Sintesi divulgativa, chiara e documentata di eventi complessi, che hanno creato e continuano a creare polarizzazioni politiche con effetti propagandistici; ha il pregio dell’ obiettività dello storico serio, mostra l’Intreccio di situazioni che hanno radici profonde e che non si possono ridurre a semplificazioni da slogan.
Profile Image for frisco - فریسکو.
59 reviews12 followers
January 24, 2021
Libro di divulgazione storica, assolutamente necessario.

Un breve video che illustra il livello del dibattito e dell'analisi storica in Italia: link video youtube
Questo esempio di profonda ignoranza, se non vera e propria malafede, è citato da Gobetti nel suo libro.
Nel video, tratto dal programma Porta a Porta di RaiUno del 13/02/2012, la storica Alessandra Kersevan fa presente a Bruno Vespa che l'immagine utilizzata come sfondo in studio non ritrae l'uccisione di italiani da parte di partigiani jugoslavi. In realtà mostra la fucilazione di cinque partigiani jugoslavi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). In studio segue la solita scenata tra invitati e politici italiani, Vespa richiede ulteriori fonti (???) e Kersevan viene ritenuta provocatrice e non affidabile. Il pubblico, soddisfatto, applaude.
Profile Image for Ruppe.
515 reviews51 followers
December 26, 2021
Fra 3 stelle e mezzo e 4.

Primo testo che leggo di questo autore, sicuramente non l’ultimo.
Lo trovo un libro di divulgazione piuttosto esemplare; mi piace soprattutto l’equilibrio, non facile da raggiungere, tra professionalità e competenza nella documentazione, ricerca e narrazione da un lato, capacità di parlare a tutti e creare una narrazione coinvolgente dall’altra.
Equilibrio non facile, dicevo, perché ci si può sbilanciare da un lato verso il manuale universitario, ricco di contenuti ma indigesto ai più, e dall’altro verso libro commerciale edulcorato e predigerito.
Al testo manca solo un po’ di eleganza letteraria, l’autore è probabilmente più studioso e divulgatore che non autore esperto di letteratura. Quindi la struttura è semplice e poco stratificata, le ripetizioni lessicali abbondanti (in queste 115 pagine la parola “contesto” si deve essere usurata..).

Il saggio è suddiviso in sezioni: una utilissima prima parte che riprende la storia dalla prima guerra mondiale al post Costituzione italiana, con il mirino puntato sulla zona di Istria, Dalmazia e sui rapporti complessi tra Italia e queste aree.
Una seconda parte che approfondisce le strumentalizzazioni della violenza partigiana “jugoslava” dalle origini ai giorni nostri, con illuminanti chiarificazioni su metodo e motivazioni che ancora oggi - anzi, a maggior ragione oggi - vengono usate da nazionalisti, neofascisti mascherati e via discorrendo per farsi ancora una volta vittime, negando il ruolo distruttivo, violento e imperialista dell’Italia tra 800 e 900.
Profile Image for Homo Faber.
1 review
January 28, 2021
Eric Gobetti è talmente uno storico super partes che basta una semplice ricerca in rete per trovare sue foto alla tomba di Tito e mentre saluta con indosso fazzoletto rosso e bandiere yugoslave alle spalle. Il centinaio scarso di pagine del volume riflettono questa sua aderenza ideologica. Se cercate lavori onesti sull'argomento allora cercate altrove.
Profile Image for Andrea.
1,141 reviews56 followers
June 17, 2021
Un libretto divulgativo su un tema complesso, che con l'obiettivo di rettificare la lettura diffusamente strumentale di due fenomeni come foibe ed esodo utilizza argomentazioni solo parzialmente convincenti.
Profile Image for Valerio Spisani.
189 reviews28 followers
July 3, 2021
Un libro necessario, in un momento in cui la "questione foibe" viene sempre più strumentalizzata a dismisura da tutto il ciarpame neofascista (e non solo, purtroppo), per cercare di far chiarezza su quello che è successo negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale sul confine orientale tra Italia e ex Jugoslavia. Gobetti è il primo a non negare che ci siano state violenze da parte di partigiani jugoslavi nei confronti di civili - non solo italiani, tra le altre cose - ma fa chiarezza su alcuni punti fondamentali alla luce dei quali viene ribaltato il senso di tutto ciò che di solito viene sbandierato dai propagandisti. Ben venga quindi questo agile volume, scritto in maniera chiara e precisa con tanto di citazione delle fonti, come tutti gli storici seri dovrebbero fare: un lavoro dedicato in particolar modo a chi solitamente non si occupa di storia ma è semplicemente curioso di approfondire la questione. Prezioso.
Profile Image for Supernovae.
190 reviews
February 27, 2024
Uno storico palesemente di parte che in poco più di 100 pagine non racconta nulla. Tutto un susseguirsi di frasi che in poche parole vogliono dire "si ma i morti nelle foibe erano fascisti". Le uniche pagine interessanti che avrebbe potuto approfondire di più sono state le ultime due/tre.
Profile Image for Pieradeglispiriti.
66 reviews
May 12, 2022
Interessantissimo, consiglio l’ascolto (io l’ho ascoltato su audible) perché integrato con testimonianze audio che fanno da contesto all’analisi degli eventi.
Profile Image for Ilaria.
118 reviews
July 15, 2023
Sintetico e chiaro quanto basta per spiegare la questione a chi non ne sa nulla. Interessante anche la bibliografia ragionata.
Profile Image for Anto_s1977.
801 reviews36 followers
Read
February 24, 2022
L'autore ricostruisce in questo breve testo la questione del confine adriatico italiano: le motivazioni politiche, le follie dei partigiani comunisti jugoslavi, i massacri delle foibe.
Una lettura interessante che permette di conoscere meglio una questione poco discussa e ricordata.
Profile Image for Luca Baldini.
41 reviews
August 18, 2021
“Fermo restando le naturali differenze fra i diversi contesti, credo sia evidente come le foibe e l’esodo possono essere compresi in un contesto più ampio che riguarda la storia di quei territori di confine e le vicende che colpiscono l’Europa centro-orientale nel suo complesso durante e dopo il conflitto. La guerra, la sconfitta militare, il cambiamento dei confini sono le principali ragioni, il minimo comun denominatore alla base di tutti questi fenomeni” (Eric Gobetti)
Le violenze affibbiate ai barbari slavi e alla resistenza comunista di Tito all’indomani dell’8 settembre 1943 e poi successivamente nel 1945 non possono essere comprese correttamente se non contestualizzandole geograficamente e temporalmente. Dalla fine della prima guerra mondiale, quando i territori del cosiddetto “confine orientale” vengono assegnati all’Italia, e soprattutto col regime fascista comincia, da parte degli italiani occupanti, una serie di violenze e tentativi di denazionalizzazione e italianizzazione delle popolazioni slave, che portano a un cospicuo esodo di slavi dalla regione (circa 100 mila).
Allo scoppiare della seconda guerra mondiale e in seguito all’intervento nazista nella regione, l’Italia ottiene il governo della regione di Lubiana e della Dalmazia. In questo periodo aumentano le violenze sommarie, tanto che si parla addirittura di “bonifica etnica”.
Le successive violenze slave e partigiane vanno quindi classificate come aventi varie matrici: spontaneo sentimento di vendetta nei confronti dei crudeli padroni precedenti; costruzione di uno stato comunista che non ha spazio per grandi proprietari e collaboratori fascisti.
Queste violenze, tra cui quelle delle foibe, si aggirano intorno alle 3/4 mila vittime. Un numero alto, ma molto contenuto se considerato nel contesto di violenze dell’epoca, tanto che l’autore giustamente parla di numeri “da Europa occidentale” più che orientale.
Il celebre esodo, sviluppatosi nel quindicennio successivo, fu poi conseguenza di alcune pressioni delle autorità slave, ma soprattutto dalla sensazione psicologica da parte dei residenti italiani che non ci fosse più alcuni spazio per loro in quelle terre.

Questa complessa vicenda, poco studiata fino a qualche decennio fa, come tanti altri contesti considerati divisivi della memoria della seconda guerra mondiale, si è trasformato dalla fine degli anni 90 in uno dei cavalli di battaglia del nazionalismo italiano.
In questa folle narrazione gli infoibati sarebbero decine di migliaia, uccisi “perché italiani”, ci sarebbe stato un tentativo di “genocidio” italiano da parte dei barbari slavi, le terre del confine orientale sarebbero “nostre da sempre”. Tutto questo è andato a confluire nella vittimistica celebrazione della Giornata del Ricordo.
Profile Image for Simona Calò.
484 reviews14 followers
May 10, 2022
Saggio della fortunata e necessaria collana Fact checking- la storia alla prova dei fatti di Laterza. Parlare di foibe è delicato e complesso: proprio per questo serve farlo, con competenza e fonti storiche alla mano, in un periodo in cui la disinformazione sull'argomento ha permesso all'estrema destra di strumentalizzare un evento storico che non può rimanere solo una rivendicazione fascista.
Era da tempo che non mi approcciavo a una lettura su un argomento di cui sono quasi del tutto a digiuno e la mia ignoranza ha reso la lettura veramente stimolante. Merito dell'autore, storico della seconda guerra mondiale e della resistenza jugoslava, che spiega con chiarezza e fedeltà alle ricerche storiche (prodotte negli anni '90 dalla collaborazione tra storici italiani e sloveni) che quello che è avvenuto nell'autunno del '43 e nella primavera del '45 lungo il confine orientale non è stato un genocidio del popolo italiano in quanto tale, nè tantomeno una pulizia etnica. E' legittimo invece parlare di una rappresaglia di matrice politica che presenta cause diverse, da ricercarsi inanzitutto nella cruenta occupazione italiana nel periodo fascista, e numeri ben lontani da quelli riportati dalle istituzioni nella giornata istituita a ricordo delle foibe. Un tentativo di negazionismo, dunque? Tutt'altro: senza negare l'efferatezza delle esecuzioni e la drammaticità di quelle morti, Gobetti fa chiarezza storica su una realtà che alla prova dei fatti è profondamente diversa da quella diffusa per decenni, su cui la scarsità di fonti ha prodotto mistificazioni, falsità, strumentalizzazioni ideologiche.
Un testo indispensabile circa un argomento su cui pochissimi possono dichiararsi informati, necessario per un cambiamento del discorso pubblico e per impedire a un manipolo di nazionalisti di appropriarsi politicamente di una pagina della storia di tutti gli italiani.
Profile Image for Simone Caruso.
3 reviews
January 23, 2023
Per quanto lo abbiano accusato di "revisionismo" e di essere "contro gli italiani", il saggio di Gobetti è per me interessantissimo dal punto di vista sociale e storico.
Essendo molto interessato alla storia del confine alto Adriatico, in particolare quello italo-sloveno, ho trovato questa lettura come un fortissimo arricchimento. Proprio perché - anche a livello scolastico, ma soprattutto istituzionale - si tende a minimizzare ogni cosa accaduta in quel territorio, occultandone gran parte, spesso proprio con quella frase: "E allora le foibe?" .
Profile Image for Mare.
10 reviews
April 18, 2021
Un riassunto semplice e contenente i fatti fondamentali per comprendere il dramma delle foibe, senza le distorsioni storiche che ultimamente vengono appioppate al racconto, tra cifre gonfiate e dinamiche raccontate altrove male che qui vengono analizzate in poche, ricche pagine
Profile Image for Lorenzo Pacini.
7 reviews
February 19, 2024
"E allora le foibe?"
Troppo spesso lo si sente ripetere in nome di un revisionismo malcelato da parte dei sostenitori di Tu Sai Chi e non solo. Questo libro tenta di portare alla luce la verità sui fatti di violenza che hanno colpito i territori a cavallo tra Italia e Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale e come questi vengano manipolati dalle varie forze politiche per i propri scopi. Il testo è molto breve e questo fa sì che il nocciolo della questione sia sempre ben a fuoco, ma non avrebbe guastato qualche approfondimento in più su questioni comunque molto complesse. Non mi sono piaciuti molto i primi capitoli in cui viene liquidata troppo in fretta la questione della presenza storica dell'etnia italiana in quelle zone, comunque esistente. Il concetto di Italia e di italiani è ben più vecchio del 1861, e in Istria e in Dalmazia è ben evidente l'influenza della cultura italiana (perché sì, Venezia era ed è Italia), anche solo guardando all'architettura dei luoghi. È vero però che il concetto di italianità fosse parecchio sfumato. Sarebbe quindi bello leggere degli approfondimenti su quella che è stata la storia di quelle zone prima che i nazionalismi rovinassero tutto, per capire più a fondo e non di certo per rivendicare alcunché, cosa che nessuna persona sana di mente penserebbe mai di fare. Inizialmente non ho neanche apprezzato che, ogni volta che si facesse menzione ai morti italiani, se non direttamente fascisti, l'autore quasi si scusasse nel "minimizzarli". Se si sta portando avanti una tesi, che è quella di riportare numeri corretti, non serve ricordare in continuazione che non si vuole mancare di rispetto, già si capisce e lo si premette che si vuole ridare dignità a dei fatti purtroppo accaduti. Poi però il testo prende definitivamente il via, ci si scrolla di dosso questi difetti, la narrazione dei fatti diventa come io penso debba essere, il più "scientifica" possibile e senza giudizi, e finalmente, in poche pagine, entriamo a conoscenza di un'amara verità: quello degli italiani brava gente è un falso mito. Siamo la prima causa di quello che ci si è ritorto contro. Ce lo siamo procurati da soli, in 20 anni di governo dittatoriale, folle e violento, e in una guerra insensata, in cui abbiamo procurato tanto dolore al prossimo. E con questa cosa è arrivata l'ora di farne i conti, perché certi fatti che accadono oggi rimandano tremendamente agli anni che hanno preceduto quella follia. Molto bello anche il raffronto con altre violenze subite dagli italiani in altri contesti e di cui nessuno parla per mancanza di tornaconto. In definitiva siamo di fronte ad un libro che, nonostante qualche difetto, va letto, perché non mancherà di far riflettere.
Profile Image for Mark.
4 reviews
August 31, 2025
non esiste oggettività in una storia controllata da grandi governi, che siano totalitari o “democratici”, ma non per questo è impossibile risalire ad una verità più o meno realistica.
questo processo per la verità, nella moltitudine dei suoi metodi, non è facile da applicare, ma Gobetti è in grado di scavare in fondo, arrivando ad eventi antecedenti che sembrano c’entrare poco e niente con l’argomento, ma renderli rilevanti e riconoscibili nella realtà persino di oggi, dando un contesto dettagliato e coerente.
l’autore sostiene che questo non sia un libro per chi già conosce il drammatico episodio delle foibe nella sua realtà piuttosto che nella sua esagerazione, ed in parte ha ragione, perché per uno storico di professione non sarà una novità leggere le cifre delle vittime della persecuzione dei fascisti da parte dei partigiani, ma penso che, anche per questo storico, sarà interessante leggere il processo così a fondo di ciò che ha portato a questi eventi.
oltre questo, è un libro che mi sento in dovere di consigliare a chi conosce le foibe solo di nome, o chi ne sa qualcosa solo attraverso l’esagerazione propagandistica portata avanti dall’elusiva politica italiana.
5 stelle più che meritate.
Profile Image for Violino Viola.
265 reviews34 followers
February 12, 2024
Un libro chiaro e conciso per spiegare un fatto storico costantemente manipolato e distorto da più parti politiche per i propri fini. Le cifre gonfiate e distorte dalla comunicazione main stream non rendono giustizia alle vittime, ma servono solo per esercitare la retorica solita degli "italiani brava gente". italiani che non hanno mai fatto i conti con i crimini commmessi durate il fascismo nei territori nazionali e in quelli occupati.
8 reviews
March 14, 2021
Scrivere del confine orientale e di quanto accaduto in quelle terre nel secolo scorso è sempre divisivo. Gobetti lo fa sforzandosi di dare un nome alle cose, inquadrando i fatti - sempre documentati - nel loro giusto contesto, svestendoli di quelle incrostazioni ideologiche che, per decenni, hanno impedito (stanno impedendo?) un’onesta discussione sull’argomento.
Profile Image for Lord Casci.
149 reviews2 followers
March 6, 2025
Il saggio in sé è interessante ed espone in modo chiaro in cosa si intende per foibe e quello che è accaduto nel periodo della Seconda guerra mondiale tra Istria, Dalmazia e il Friuli.
Un difetto: bisogna tener conto del fatto che questo tema deve essere sempre contestualizzato perché si può cadere in fatti che alcuni potrebbero trovare inverosimili.
Profile Image for Masurin Salvadi.
22 reviews2 followers
February 7, 2021
Breve ma completo, credo sia rivolto a lettori non pratici della storia del confine orientale; tuttavia offre buoni spunti anche agli "esperti". Di lettura fluida, affronta i vari punti senza giri di parole...e per chi volesse poi approfondire, c'è la bibliografia ragionata.
Profile Image for Maria Barilà.
86 reviews
May 13, 2021
Ricordare perché la storia non si ripeta. Evitare di trasformare eventi storici drammatici in strumenti di propaganda politica. La storia va raccontata partendo dai fatti visti nella loro complessità senza farsi condizionare dal risultato che si vorrebbe dimostrare.
Displaying 1 - 30 of 51 reviews

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