What do you think?


Giulia Tofana. Gli amori, i veleni
Nella Roma barocca di Urbano VIII trionfa l'arte e imperano le feste, ma anche il Tribunale dell'Inquisizione lavora senza soste. Le leggi le fanno ancora gli uomini e le donne le subiscono, assieme ai matrimoni imposti e ai maltrattamenti non puniti, prepotenze a cui nessuno, nemmeno il Santo Padre, intende porre rimedio. La musica cambia, però, quando nella città sul Tevere approda una bella forestiera, Giulia Tofana, giovane plebea di dubbia morale e cuore schietto. Innamorata persa di un barone e amante di un bel frate, non ne sa di scienza né di lettere, ma a forza di trafficare con l'arsenico e l'antimonio, ha messo a punto la formula di un veleno che non lascia tracce, non desta sospetti. Un veleno perfetto, dunque, che però non è per paladina di giustizia, Giulia lo vende soltanto alle donne. Per liberarsi di mariti grevi e maneschi, che non hanno scelto.
240 pages, Paperback
Published March 10, 2017
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
February 3, 2020
Adoro i romanzi storici, in particolare se le protagoniste sono donne realmente esistite, che hanno combattuto contro i pregiudizi della loro epoca, che hanno cercato di affermare la loro personalità e soprattutto indipendenza. Avevo letto la storia dell’acqua tofana, mi aveva molto incuriosito e sono stata felice di scoprire che esisteva un romanzo su questa vicenda. Purtroppo però sono rimasta delusa, forse per le mie aspettative troppo alte; mi aspettavo che la protagonista fosse davvero l’acqua tofana e che la vicenda di Giulia ruotasse tutta attorno a questa sua particolare capacità e sapienza; mi aspettavo un racconto molto più intrecciato e avvincente, che mi facesse gioire, soffrire e spaventare assieme alla giovane; mi aspettavo che il romanzo ripercorresse tutta la vita di Giulia fino alla sua morte violenta.
Invece ho letto qualcosa di troppo semplice nella trama, blando nei sentimenti, superficiale nel trattare l’affasciante e pericolosa arte venefica; il racconto poi in terza persona ha sicuramente smorzato il tutto ancora di più. Non so se questa sia stata una precisa scelta dell’autrice o se sia proprio il suo stile, perché è il suo primo lavoro che leggo, ma sinceramente non so se leggerò altro, di sicuro attraverso questo romanzo non si è fatta particolarmente amare e non mi ha incuriosito così tanto da desiderare di conoscerla di più.
Invece ho letto qualcosa di troppo semplice nella trama, blando nei sentimenti, superficiale nel trattare l’affasciante e pericolosa arte venefica; il racconto poi in terza persona ha sicuramente smorzato il tutto ancora di più. Non so se questa sia stata una precisa scelta dell’autrice o se sia proprio il suo stile, perché è il suo primo lavoro che leggo, ma sinceramente non so se leggerò altro, di sicuro attraverso questo romanzo non si è fatta particolarmente amare e non mi ha incuriosito così tanto da desiderare di conoscerla di più.
December 4, 2017
Una prosa raffinata per raccontare una figura di donna, realmente esistita, che fu quasi una femminista ante litteram. Dava infatti la famosa acqua Tofana di sua invenzione alle donne maltrattate da mariti maneschi e prevaricatori. Certo, era un modo un po' estremo di farsi giustizia, ma in un'epoca in cui i matrimoni erano imposti e i maltrattamenti non venivano puniti il motto "a mali estremi, estremi rimedi" sembrava l'unica soluzione.
Pure il modo in cui Giulia Tofana gestì le sue relazioni amorose è indice di una personalità forte e moderna, anche se non sempre le portò la felicità.
Un bel romanzo storico, molto interessante, come sempre quelli proposti da questa casa editrice entrata ormai di diritto fra le mie preferite.
Pure il modo in cui Giulia Tofana gestì le sue relazioni amorose è indice di una personalità forte e moderna, anche se non sempre le portò la felicità.
Un bel romanzo storico, molto interessante, come sempre quelli proposti da questa casa editrice entrata ormai di diritto fra le mie preferite.
May 23, 2017
La storia di Giulia racchiude mille sfumature di storie mai raccontate, di amori per il quale la pena vivere e come se non fosse abbastanza, Adriana Assini si serve del personaggio per sottolineare il ruolo della donna in un epoca maschilista, che non si faceva problemi a schiacciare il sesso femminile perchè ritenuto inferiore.
Il linguaggio ricercato non ha appesantito la lettura del romanzo, che si è rivelato piacevole. Pur essendo il primo libro che leggo dell’autrice ne sono rimasta affascinata, ogni capitolo di Giulia Tofana era colmo di dettagli sugli usi e costumi dell’epoca. Si capisce che c’è stata un’accurata ricerca alla base del romanzo. Il personaggio così tanto discusso non è altro che una donna comune, non malvagia, come ci si aspetterebbe che fosse, ma una donna in preda alle delusioni e imprevisti della vita, bastonata anche da essa. Ciò nonostante la forza con la quale Giulia si rialza sempre ad ogni caduta è invidiabile. Come sempre Scrittura & Scritture offre il meglio ai suoi lettori, ero rapita dalla collana “Catrame”, ma devo dire che anche “Voci” comincia davvero ad incuriosirmi. Non vedo l’ora di leggere Un caffè con Robespierre.
Recensione completa: http://stambergadinchiostro.altervist...
Il linguaggio ricercato non ha appesantito la lettura del romanzo, che si è rivelato piacevole. Pur essendo il primo libro che leggo dell’autrice ne sono rimasta affascinata, ogni capitolo di Giulia Tofana era colmo di dettagli sugli usi e costumi dell’epoca. Si capisce che c’è stata un’accurata ricerca alla base del romanzo. Il personaggio così tanto discusso non è altro che una donna comune, non malvagia, come ci si aspetterebbe che fosse, ma una donna in preda alle delusioni e imprevisti della vita, bastonata anche da essa. Ciò nonostante la forza con la quale Giulia si rialza sempre ad ogni caduta è invidiabile. Come sempre Scrittura & Scritture offre il meglio ai suoi lettori, ero rapita dalla collana “Catrame”, ma devo dire che anche “Voci” comincia davvero ad incuriosirmi. Non vedo l’ora di leggere Un caffè con Robespierre.
Recensione completa: http://stambergadinchiostro.altervist...
June 12, 2017
Il personaggio di Giulia Tofana è sicuramente negativo (è un'avvelenatrice!) ma la Assini riesce a sollevare lo spesso strato di storia e svelarci l'altro volto di una donna di estrema intelligenza.
Una donna che, in un'epoca pervasa di maschilismo e proibizioni, rendeva giustizia a suo modo.
In un modo discutibile, Giulia Tofana si spinge ad alleviare le sofferenze di quelle donne che come lei avevano subito maltrattamenti e soprusi, donne che vivevano in un momento storico in cui erano considerate esclusivamente un oggetto da parte di uomini nobili ed ecclesiastici.
Questo romanzo mi ha permesso di entrare nella vita di una donna che non conoscevo, di una figura storica che ho ammirato. Si, perchè se il mezzo e il fine sono discutibili da ogni punto di vista, emerge la forza di una donna che lotta per farsi spazio in una società dominata dall'uomo, che cerca di affermare la propria identità.
La recensione completa qui: http://emozionitralerigheilblog.blogs...
Una donna che, in un'epoca pervasa di maschilismo e proibizioni, rendeva giustizia a suo modo.
In un modo discutibile, Giulia Tofana si spinge ad alleviare le sofferenze di quelle donne che come lei avevano subito maltrattamenti e soprusi, donne che vivevano in un momento storico in cui erano considerate esclusivamente un oggetto da parte di uomini nobili ed ecclesiastici.
Questo romanzo mi ha permesso di entrare nella vita di una donna che non conoscevo, di una figura storica che ho ammirato. Si, perchè se il mezzo e il fine sono discutibili da ogni punto di vista, emerge la forza di una donna che lotta per farsi spazio in una società dominata dall'uomo, che cerca di affermare la propria identità.
La recensione completa qui: http://emozionitralerigheilblog.blogs...
June 14, 2018
Recensione completa sul blog https://romanceealtririmedi.wordpress...
Ammetto che prima di leggere il romanzo della Assini non avevo nessuna idea di chi fosse Giulia Tofana ed è stato davvero interessante conoscere la sua storia grazie all’omonimo romanzo di questa autrice.
Combinando la fantasia con i dati storici, la Assini ci porta a ritroso nel tempo in un’epoca difficile e molto interessante per gli studiosi: il 1600. Le difficoltà in quegli anni erano a dir poco numerose: la peste mieteva molte vittime e disordini e tafferugli erano all’ordine del giorno. Quelli erano, inoltre, gli anni in cui il tribunale dell’Inquisizione lavorava con operosità.
Giulia Tofana è una ragazza siciliana di umili origini che lotta ogni giorno con la povertà per la sua sopravvivenza. È una figura controversa e di dubbia moralità che non esita a prostituirsi insieme a Girolama, sua “sorella di latte”, per poter avere almeno il minimo indispensabile per tirare avanti. (...)
Ammetto che prima di leggere il romanzo della Assini non avevo nessuna idea di chi fosse Giulia Tofana ed è stato davvero interessante conoscere la sua storia grazie all’omonimo romanzo di questa autrice.
Combinando la fantasia con i dati storici, la Assini ci porta a ritroso nel tempo in un’epoca difficile e molto interessante per gli studiosi: il 1600. Le difficoltà in quegli anni erano a dir poco numerose: la peste mieteva molte vittime e disordini e tafferugli erano all’ordine del giorno. Quelli erano, inoltre, gli anni in cui il tribunale dell’Inquisizione lavorava con operosità.
Giulia Tofana è una ragazza siciliana di umili origini che lotta ogni giorno con la povertà per la sua sopravvivenza. È una figura controversa e di dubbia moralità che non esita a prostituirsi insieme a Girolama, sua “sorella di latte”, per poter avere almeno il minimo indispensabile per tirare avanti. (...)
September 23, 2026
Non si può ridurre il personaggio storico di Giulia Tofana a,,,questo.
No.
No.
April 12, 2017
“Emozioni forti le sue, che la lasciavano stordita, senza fiato”.
La vita della Tofana è divisa tra amore e la produzione del veleno, l’acqua tofana, un liquido letale di sua invenzione. Giulia appare come una donna forte e senza peli sulla lingua, che vive in bilico sul filo di un rasoio, scappando sempre dal suo passato e da ciò che è stata, per Manfredi. Il bel barone le ha fatto perdere la testa come nessun uomo aveva fatto, pur di averlo sarebbe disposta a fare di tutto, anche a sposarlo, in segreto, solo per amore.
Girolama, la sua migliore amica, cerca in tutti i modi di tenerla con i piedi per terra, ammonendola a non esporsi troppo per non perdere il lume della ragione per un uomo, che rischia soltanto di rovinare entrambe. Il veleno che lei produce è un rimedio usato da moltissime donne per sottrarsi agli abusi dei loro consorti, se lei non presta attenzione rischia di rovinarsi la vita.
“Per sapere quale direzione premere, seguo l’istinto e il mio destino lo leggo nelle stelle”.
La fattucchiera è una donna testarda e nonostante non sia colta, ha sempre preso le sue decisioni basandosi sulle sue convinzioni tuttavia lo stesso destino nel quale ripone fiducia finisce per pugnarla alle spalle. Gaspara, la moglie di don Mimì fa il suo ingresso in scena per procurarsi l’acqua miracolosa della cortigiana.
“Ci oltraggiano, ma non ci domandano perdono. Ci uccidono e se la cavano con un’ammenda”.
Per gli uomini come don Mimì non c’è cura migliore di una morte sofferta, per questo Giulia è felice di aiutare le donne in difficoltà a porre fine ai loro tormenti.
“L’amore senza ombre non vi appartiene”.
Il suo sogno è quello di poter essere all’altezza del suo Manfredi, per questo mette da parte i danari provenienti dalla sua attività come prostituta e dalla vendite del suo veleno, per comprarsi un titolo nobiliare.
“Se di me vuoi fare semplicemente la tua amante, allora non hai neppure bisogno di perdonarmi”.
Quando confessa al suo amore chi è e cosa fa per vivere, Giulia sente per la prima volta di aver perso, si sente vulnerabile e ferita dalla reazione di Manfredi. Meditando sul suo amore, il destino le gioca il secondo brutto scherzo. Il frate Nicodemo bussa alla sua porta confessandole di averla presa a cuore. La vuole tutta per sè, corpo e mente. Per questo le propone di venire via con lui.
“Sto imparando sulla mia pelle che il dolore non è mai come ce lo immaginiamo”.
Il suo piano rischia di andare in fumo quando è lo stesso barone a confessarle che la sua matrigna, Gaspara, ha ucciso il padre. Per Giulia sarà solo l’inizio del declino. Cerca in tutti i modi di capire quanto lui sappia e tenta di depistarlo affinché non capisca che dietro ci sia lei, la donna di cui è innamorato.
Il dolore ha reso vulnerbile l’uomo che ama, che alla fine cede e decide di sposarla in segreto per non rovinarsi la sua reputazione. La meretrice dovrebbe sentirsi felice, ma qualcosa nel suo cuore la turba.
Ciliegina sulla torta, la notizia del suo amore impegnata con un’altra donna la trafigge come una spada. È stata tutto frutto della sua mente? Lui giura di amarla ma lei sa che di illusioni non può vivere e perciò, prima che lui parta, decide di dirgli addio.
“Dammi un bacio. Ma che sia lungo e senza alcun pudore. Dammelo come se me ne volessi dare altri mille, e invece fosse l’ultimo”.
Da quel momento comincia un nuovo capitolo della vita di Giulia, la quale decide di voler andare oltre il sentimento che la lega a Manfredi per partire con Nicodemo e diventare sua moglie. Nonostante il suo cuore sia in frantumi, la Tofana si dimostra in tutti i modi di essere forte e procede a testa alta.
“Rimasta sola, Giulia non pianse. Pensò soltanto a risanare il suo cuore in frantumi […]. Intimorita e sola come un uccello separato dal suo stormo, si rifugiò in un altro mondo, sospesa tra sogno e memoria, verità e fantasia”.
Nonostante sappia di non poter dimenticare Manfredi si sforza di farsi piacere una vita con un uomo del tutto sconosciuto, il unico scopo sembra quello di farla soffrire. Quando ne ha occasione il frate le ricorda del suo amore perduto, del fatto che non potranno mai stare insieme e, nonostante Giulia soffra, trova il modo di rispondergli a tono per far valere la sua voce. Non c’è modo di stabilire un vero e proprio rapporto con lui, dato che preferisce ferire piuttosto che agire.
“Ritrovando Giulia, ritroverò me stesso”.
“Pensò a Nicodemo, che troppo spesso le avvelenava le giornate, ma che ancora le piaceva”.
Il frate più la punzecchiava e tanto più piaceva alla cortigiana. Mandredi, venuto a sapere della partenza di Giulia decide di partire alla volta di Roma. Nel frattempo la vita nella grande città procede frenetica, nonostante sia più misera della sua Palermo.
Nicodemo non riusciva a scampare al fascino di Giulia.
“Sei tu che mi danni. Sei tu che mi salvi”
Il rapporto tra i due funziona solo perchè ognuno conosce le debolezze dell’altro, per questo riprende a lavorare alla sua produzione di veleno e questa volta non per semplice denaro. Vivere in una patria dove le donne sono trattate come oggetti, domate come bestie e abusate per i piaceri della carne, la Tofana diventa una giustiziera a tutti gli effetti. Da quando erano partiti il pensiero di Manfredi era andato scemando.
“Finora aveva sempre vinto, attraversando la vita senza curarsi delle leggi, sfidando il buio dell’animo e la mano del boia. […] Cresciuta nel fango era attratta dal lusso, come le falene dalla luce”.
Nonostante stesse rischiando di essere scoperta la meretrice si dimostra calma mentre Nicodemo si agita sempre di più per l’arrivo di Manfredi, che tenta in tutti i modi di evitare affinché non incontri Giulia, almeno fino a quando non si ritrova di fronte al siciliano che lo riconosce. Spaventato, tenta di deviare l’attenzione su altro, promettendo al barone di fargli avere notizie più avanti, ma questo non accade ed è allora che lo stesso giovane si mette in marcia e cerca di raggiungere la sua amata. Il destino ancora una volta gioca un tiro mancino a tutti, Girolama viene arrestata insieme ad Olimpia per la produzione di veleno e poco dopo anche Tofana. Le tre vennero massacrate come bestie selvagge. Quando Nicodemo e Manfredi visitano Giulia si rendono conto delle atrocità che ha dovuto patire.
“Per le mogli diventò un incubo anche di giorno”.
Giulia e le sue complici riuscirono a scampare alla pena capitale del tribunale di essere murate vive nei sotterranei di Palazzo Pucci.
Manfredi, dopo essere riuscita ad aiutare l’amante, vuole a tutti i costi incontrarla.
“Che c’è di sagliato nel volere sia il sole che la luna?”
Per quanto il barone ci provi, non riesce a provare odio per Giulia, il suo unico amore, che più volte ha rischiato di affondarlo. La Tofana era una donna difficile da dimenticare, l’uomo lo sa bene e per questo, dopo aver letto le parole che lei gli ha scritto, non può far altro che lasciarsi andare al fremito di quel sentimento che non si è mai spento.
“Lascia che te lo dica: dobbiamo separarci,
anche se in amore una cosa sola siamo;
così che le macchie su di me rimangano,
e senza coinvolgerti le porterò da sola.
Non sempre in pubblico mi mosterò tua amica,
per non investirti delle mie tante colpe;
né tu mi onorerai di pubblici riguardi,
per non esporre la tua reputazione.
No, non lo fare: tanto io t’amo che,
essendo tu me stessa, mio è il tuo buon nome”.
La storia di Giulia racchiude mille sfumature di storie mai raccontate, di amori per il quale la pena vivere e come se non fosse abbastanza, Adriana Assini si serve del personaggio per sottolineare il ruolo della donna in un epoca maschilista, che non si faceva problemi a schiacciare il sesso femminile perchè ritenuto inferiore.
Il linguaggio ricercato non ha appesantito la lettura del romanzo, che si è rivelato piacevole. Pur essendo il primo libro che leggo dell’autrice ne sono rimasta affascinata, ogni capitolo di Giulia Tofana era colmo di dettagli sugli usi e costumi dell’epoca. Si capisce che c’è stata un’accurata ricerca alla base del romanzo. Il personaggio così tanto discusso non è altro che una donna comune, non malvagia, come ci si aspetterebbe che fosse, ma una donna in preda alle delusioni e imprevisti della vita, bastonata anche da essa. Ciò nonostante la forza con la quale Giulia si rialza sempre ad ogni caduta è invidiabile. Come sempre Scrittura & Scritture offre il meglio ai suoi lettori, ero rapita dalla collana “Catrame”, ma devo dire che anche “Voci” comincia davvero ad incuriosirmi. Non vedo l’ora di leggere Un caffè con Robespierre.
Continua a leggere: http://stambergadinchiostro.altervist...
La vita della Tofana è divisa tra amore e la produzione del veleno, l’acqua tofana, un liquido letale di sua invenzione. Giulia appare come una donna forte e senza peli sulla lingua, che vive in bilico sul filo di un rasoio, scappando sempre dal suo passato e da ciò che è stata, per Manfredi. Il bel barone le ha fatto perdere la testa come nessun uomo aveva fatto, pur di averlo sarebbe disposta a fare di tutto, anche a sposarlo, in segreto, solo per amore.
Girolama, la sua migliore amica, cerca in tutti i modi di tenerla con i piedi per terra, ammonendola a non esporsi troppo per non perdere il lume della ragione per un uomo, che rischia soltanto di rovinare entrambe. Il veleno che lei produce è un rimedio usato da moltissime donne per sottrarsi agli abusi dei loro consorti, se lei non presta attenzione rischia di rovinarsi la vita.
“Per sapere quale direzione premere, seguo l’istinto e il mio destino lo leggo nelle stelle”.
La fattucchiera è una donna testarda e nonostante non sia colta, ha sempre preso le sue decisioni basandosi sulle sue convinzioni tuttavia lo stesso destino nel quale ripone fiducia finisce per pugnarla alle spalle. Gaspara, la moglie di don Mimì fa il suo ingresso in scena per procurarsi l’acqua miracolosa della cortigiana.
“Ci oltraggiano, ma non ci domandano perdono. Ci uccidono e se la cavano con un’ammenda”.
Per gli uomini come don Mimì non c’è cura migliore di una morte sofferta, per questo Giulia è felice di aiutare le donne in difficoltà a porre fine ai loro tormenti.
“L’amore senza ombre non vi appartiene”.
Il suo sogno è quello di poter essere all’altezza del suo Manfredi, per questo mette da parte i danari provenienti dalla sua attività come prostituta e dalla vendite del suo veleno, per comprarsi un titolo nobiliare.
“Se di me vuoi fare semplicemente la tua amante, allora non hai neppure bisogno di perdonarmi”.
Quando confessa al suo amore chi è e cosa fa per vivere, Giulia sente per la prima volta di aver perso, si sente vulnerabile e ferita dalla reazione di Manfredi. Meditando sul suo amore, il destino le gioca il secondo brutto scherzo. Il frate Nicodemo bussa alla sua porta confessandole di averla presa a cuore. La vuole tutta per sè, corpo e mente. Per questo le propone di venire via con lui.
“Sto imparando sulla mia pelle che il dolore non è mai come ce lo immaginiamo”.
Il suo piano rischia di andare in fumo quando è lo stesso barone a confessarle che la sua matrigna, Gaspara, ha ucciso il padre. Per Giulia sarà solo l’inizio del declino. Cerca in tutti i modi di capire quanto lui sappia e tenta di depistarlo affinché non capisca che dietro ci sia lei, la donna di cui è innamorato.
Il dolore ha reso vulnerbile l’uomo che ama, che alla fine cede e decide di sposarla in segreto per non rovinarsi la sua reputazione. La meretrice dovrebbe sentirsi felice, ma qualcosa nel suo cuore la turba.
Ciliegina sulla torta, la notizia del suo amore impegnata con un’altra donna la trafigge come una spada. È stata tutto frutto della sua mente? Lui giura di amarla ma lei sa che di illusioni non può vivere e perciò, prima che lui parta, decide di dirgli addio.
“Dammi un bacio. Ma che sia lungo e senza alcun pudore. Dammelo come se me ne volessi dare altri mille, e invece fosse l’ultimo”.
Da quel momento comincia un nuovo capitolo della vita di Giulia, la quale decide di voler andare oltre il sentimento che la lega a Manfredi per partire con Nicodemo e diventare sua moglie. Nonostante il suo cuore sia in frantumi, la Tofana si dimostra in tutti i modi di essere forte e procede a testa alta.
“Rimasta sola, Giulia non pianse. Pensò soltanto a risanare il suo cuore in frantumi […]. Intimorita e sola come un uccello separato dal suo stormo, si rifugiò in un altro mondo, sospesa tra sogno e memoria, verità e fantasia”.
Nonostante sappia di non poter dimenticare Manfredi si sforza di farsi piacere una vita con un uomo del tutto sconosciuto, il unico scopo sembra quello di farla soffrire. Quando ne ha occasione il frate le ricorda del suo amore perduto, del fatto che non potranno mai stare insieme e, nonostante Giulia soffra, trova il modo di rispondergli a tono per far valere la sua voce. Non c’è modo di stabilire un vero e proprio rapporto con lui, dato che preferisce ferire piuttosto che agire.
“Ritrovando Giulia, ritroverò me stesso”.
“Pensò a Nicodemo, che troppo spesso le avvelenava le giornate, ma che ancora le piaceva”.
Il frate più la punzecchiava e tanto più piaceva alla cortigiana. Mandredi, venuto a sapere della partenza di Giulia decide di partire alla volta di Roma. Nel frattempo la vita nella grande città procede frenetica, nonostante sia più misera della sua Palermo.
Nicodemo non riusciva a scampare al fascino di Giulia.
“Sei tu che mi danni. Sei tu che mi salvi”
Il rapporto tra i due funziona solo perchè ognuno conosce le debolezze dell’altro, per questo riprende a lavorare alla sua produzione di veleno e questa volta non per semplice denaro. Vivere in una patria dove le donne sono trattate come oggetti, domate come bestie e abusate per i piaceri della carne, la Tofana diventa una giustiziera a tutti gli effetti. Da quando erano partiti il pensiero di Manfredi era andato scemando.
“Finora aveva sempre vinto, attraversando la vita senza curarsi delle leggi, sfidando il buio dell’animo e la mano del boia. […] Cresciuta nel fango era attratta dal lusso, come le falene dalla luce”.
Nonostante stesse rischiando di essere scoperta la meretrice si dimostra calma mentre Nicodemo si agita sempre di più per l’arrivo di Manfredi, che tenta in tutti i modi di evitare affinché non incontri Giulia, almeno fino a quando non si ritrova di fronte al siciliano che lo riconosce. Spaventato, tenta di deviare l’attenzione su altro, promettendo al barone di fargli avere notizie più avanti, ma questo non accade ed è allora che lo stesso giovane si mette in marcia e cerca di raggiungere la sua amata. Il destino ancora una volta gioca un tiro mancino a tutti, Girolama viene arrestata insieme ad Olimpia per la produzione di veleno e poco dopo anche Tofana. Le tre vennero massacrate come bestie selvagge. Quando Nicodemo e Manfredi visitano Giulia si rendono conto delle atrocità che ha dovuto patire.
“Per le mogli diventò un incubo anche di giorno”.
Giulia e le sue complici riuscirono a scampare alla pena capitale del tribunale di essere murate vive nei sotterranei di Palazzo Pucci.
Manfredi, dopo essere riuscita ad aiutare l’amante, vuole a tutti i costi incontrarla.
“Che c’è di sagliato nel volere sia il sole che la luna?”
Per quanto il barone ci provi, non riesce a provare odio per Giulia, il suo unico amore, che più volte ha rischiato di affondarlo. La Tofana era una donna difficile da dimenticare, l’uomo lo sa bene e per questo, dopo aver letto le parole che lei gli ha scritto, non può far altro che lasciarsi andare al fremito di quel sentimento che non si è mai spento.
“Lascia che te lo dica: dobbiamo separarci,
anche se in amore una cosa sola siamo;
così che le macchie su di me rimangano,
e senza coinvolgerti le porterò da sola.
Non sempre in pubblico mi mosterò tua amica,
per non investirti delle mie tante colpe;
né tu mi onorerai di pubblici riguardi,
per non esporre la tua reputazione.
No, non lo fare: tanto io t’amo che,
essendo tu me stessa, mio è il tuo buon nome”.
La storia di Giulia racchiude mille sfumature di storie mai raccontate, di amori per il quale la pena vivere e come se non fosse abbastanza, Adriana Assini si serve del personaggio per sottolineare il ruolo della donna in un epoca maschilista, che non si faceva problemi a schiacciare il sesso femminile perchè ritenuto inferiore.
Il linguaggio ricercato non ha appesantito la lettura del romanzo, che si è rivelato piacevole. Pur essendo il primo libro che leggo dell’autrice ne sono rimasta affascinata, ogni capitolo di Giulia Tofana era colmo di dettagli sugli usi e costumi dell’epoca. Si capisce che c’è stata un’accurata ricerca alla base del romanzo. Il personaggio così tanto discusso non è altro che una donna comune, non malvagia, come ci si aspetterebbe che fosse, ma una donna in preda alle delusioni e imprevisti della vita, bastonata anche da essa. Ciò nonostante la forza con la quale Giulia si rialza sempre ad ogni caduta è invidiabile. Come sempre Scrittura & Scritture offre il meglio ai suoi lettori, ero rapita dalla collana “Catrame”, ma devo dire che anche “Voci” comincia davvero ad incuriosirmi. Non vedo l’ora di leggere Un caffè con Robespierre.
Continua a leggere: http://stambergadinchiostro.altervist...
April 24, 2017
Finito or ora e mettersi dalla parte di Giulia è stato un attimo! La donna che aiutò le donne ai tempi di Urbano nella Roma del '600 trova nel libro della Assini giustizia grazie ad una contestualizzazione del periodo precisa e puntuale. Veramente un bel libro, decisamente interessante e appassionante!
April 28, 2017
La storia di una donna forte e caparbia.
Recensione completa qui
http://duelettriciquasiperfette.blogs...
Recensione completa qui
http://duelettriciquasiperfette.blogs...
July 31, 2017
Adriana Assini ricostruisce in un ritratto meticoloso e attento la figura controversa di Giulia Tofana, una cosiddetta avvelenatrice seriale, vissuta nella prima metà del Seicento. Si tratta di un personaggio storico di cui poco si sente parlare, e molto piacevole e interessante è leggerne fra le pagine di questo romanzo. Giulia è una meretrice, vive nell'ombra e come fattucchiera sperimenta veleni sempre più perfetti ai danni di mariti violenti e inconsapevoli. In qualche modo, Giulia libera le donne che a lei si rivolgono e le salva.
Giulia è molto bella.
desiderata e adulata. Conosce le arti della seduzione e i compromessi del suo rango.
Vive con la sorella di latte, Girolama, che grazie al suo spirito pratico cerca sempre di riportarla alla vera essenza delle cose quando Giulia si lascia abbindolare dalle promesse del suo amato, soprattutto perché consapevole che presto dovranno fuggire da Palermo, dove rischiano di essere scoperte e giustiziate.
Perché, al di là delle false speranze alimentate dalle parole del suo bel Navarro, Giulia è un’assassina. Ha creato l’acqua tofana, che è un veleno inodore e insapore, impossibile da riconoscere. Tutto va bene fino a quando non scopre di avere avvelenato il padre del suo innamorato. Per non rischiare il linciaggio, sarà costretta a subire le avance di frate Nicodemo e a fuggire con lui a Roma.
La lingua utilizzata dall'autrice è ricca e preziosa, le ambientazioni sono particolareggiate e i dialoghi ben strutturati, tanto che il lettore si affeziona alla protagonista sebbene ella sia un personaggio negativo, un’avvelenatrice, appunto! Il contesto poi è reso vivido dai dettagli e sembra di trovarsi fra i vicoli del seicento in compagnia di questa donna volitiva e testarda che lotta per affermarsi e sopravvivere.
Giulia è molto bella.
desiderata e adulata. Conosce le arti della seduzione e i compromessi del suo rango.
Vive con la sorella di latte, Girolama, che grazie al suo spirito pratico cerca sempre di riportarla alla vera essenza delle cose quando Giulia si lascia abbindolare dalle promesse del suo amato, soprattutto perché consapevole che presto dovranno fuggire da Palermo, dove rischiano di essere scoperte e giustiziate.
Perché, al di là delle false speranze alimentate dalle parole del suo bel Navarro, Giulia è un’assassina. Ha creato l’acqua tofana, che è un veleno inodore e insapore, impossibile da riconoscere. Tutto va bene fino a quando non scopre di avere avvelenato il padre del suo innamorato. Per non rischiare il linciaggio, sarà costretta a subire le avance di frate Nicodemo e a fuggire con lui a Roma.
La lingua utilizzata dall'autrice è ricca e preziosa, le ambientazioni sono particolareggiate e i dialoghi ben strutturati, tanto che il lettore si affeziona alla protagonista sebbene ella sia un personaggio negativo, un’avvelenatrice, appunto! Il contesto poi è reso vivido dai dettagli e sembra di trovarsi fra i vicoli del seicento in compagnia di questa donna volitiva e testarda che lotta per affermarsi e sopravvivere.
Displaying 1 - 10 of 10 reviews











