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25%: Una donna su quattro

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Il venticinque per cento delle gravidanze termina con un aborto spontaneo. Una donna su quattro, insomma. Non si tratta quindi di un caso isolato, ma di milioni di donne che si trovano di fronte a quello che ad oggi resta uno dei più grandi tabù. Questo stesso tabù si colloca all’interno di una categoria più ampia che è quella degli argomenti inavvicinabili legati al mondo femminile. Questo libro ambisce ad essere un’esplorazione della femminilità a tutto tondo attraverso l'esperienza dell'interruzione di gravidanza involontaria. Nei diversi capitoli andremo a percorrere sentieri più o meno battuti per comprendere cosa significhi essere donna nel 2020. Essere donna non è un’esperienza universale, ma ci sono delle tematiche ricorrenti sulle quali è corretto interrogarsi per potersi interfacciare al mondo che ci circonda. Questo libro si apre mettendo in discussione alcune parti del femminismo odierno e attraversando l'esperienza personale dell'autrice, tra disordini alimentari, PCOS, depressione e aborto spontaneo.

110 pages, Kindle Edition

Published January 4, 2021

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About the author

Erica Isotta

20 books

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Community Reviews

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2 (7%)
1 star
1 (3%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for sfogliarsi.
434 reviews374 followers
February 17, 2022
Questo libro mi ha trasmesso tanto e a parole sicuramente non sarò all’altezza.
Questo libro nasce dall’esperienza personale dell’autrice e si dirama in altri argomenti fondamentali al giorno d’oggi, spiegando cosa vuol dire essere donna oggi nel mondo intero. L’autrice si mette a nudo raccontando la sua esperienza relativa all’aborto spontaneo. Un libro che fa riflettere, emozionare ed arrabbiare. Un libro breve ma intenso, che dona così tanto. Felicissima di averlo letto, perché le pagine sono ricche di informazioni, informazioni che ogni donna e non, dovrebbe sapere, perché al mondo non si è mai soli nonostante il dolore. Un libro che apre gli occhi su alcune parti “del femminismo odierno”, molti argomenti che angora oggi sono considerati dei tabù in molte società, come le mestruazioni, gli aborti spontanei, il femminismo, il dolore, l’essere donna, la depressione, disordini alimentari oltre all’esperienza personale dell’autrice.
Profile Image for Giò.
91 reviews24 followers
November 6, 2021
il 25% delle gravidanze termina con un aborto spontaneo, è questo l’assunto da cui parte la conversazione che Erica Isotta inizia con chi legge il suo pamphlet. La perdita del suo bambino è stata per lei la spinta alla scrittura di questo breve testo, per dare voce anche alle altre donne che nella quasi totalità dei casi vengono portate a nascondere il proprio dolore perché “tanto ci puoi sempre riprovare”.

In 25% l’autrice non tesse le lodi di un movimento sociale (quello femminista) definendolo intoccabile, bensì lo analizza evidenziandone anche i limiti e le criticità.

Isotta, che si definisce femminista e impegnata nella difesa dei diritti delle donne, non si limita per questo dal criticare le mancanze da cui è costituito il femminismo, mancanze che non aiutano le donne a superare in maniera efficacie il proprio dolore dopo un aborto spontaneo. Una delle più grandi battaglie del femminismo è quella per rendere legale in tutto il mondo l’interruzione volontaria della gravidanza, la motivazione da cui parte la battaglia è la tutela del diritto di scelta della donna che supera - o dovrebbe superare - le convenzioni sociali che ritengono un “ammasso di cellule” (il feto o l’embrione n.d.r.) possessore di diritti dannosi per la libertà di scelta della donna. Per questo spesso alcuni gruppi femministi non sanno come comportarsi di fronte ad una donna devastata dalla perdita di un figlio non ancora nato. Rendere noto il gap del femminismo non fa di Isotta una finta-femminista, la rende invece un’attivista consapevole dei punti di forza e dei limiti di un movimento grazie al quale milioni di donne occupano posizioni di potere, ma che necessita di continue riforme per stare al passo coi tempi e con i bisogni delle donne che anno dopo anno, avranno nuove battaglie da combattere.

Il pamphlet presenta diversi spunti di riflessione e argomenti interessanti, molto toccante la parte dedicata alla salute mentale e alla gestione del trauma che purtroppo molte donne in questa situazione sono costrette a superare da sole. La sciocca noncuranza con cui le persone vicine a Isotta la “rassicuravano” è uno degli strascichi dell'inadeguata educazione emotiva con cui tutti noi dobbiamo fare i conti prima o poi.
Ci tengo a precisare che non mancano purtroppo i refusi, il testo non giustificato può essere ostico per chi non è abituatə a questo tipo di impaginazione ma ho apprezzato molto l’illustrazione in copertina.

Il contenuto molto interessante lo rende piacevole e informativo, sicuramente consigliato.

Ringrazio la c.e. @womenplot per avermi mandato questa loro pubblicazione ❤💫
Profile Image for Micaela Šehović.
9 reviews3 followers
January 12, 2021
L'autrice ci guida passo passo nell'esperienza del suo aborto involontario, il suo perché ognuno è unico e il suo dolore diventa il nostro dolore. Ci guida nelle riflessioni e nei dubbi provati facendoci sentire lì sul divano di casa sua, penzoloni anche noi. Una lettura che scorre veloce e che lascia il segno.
Profile Image for Irene Merola.
87 reviews
January 12, 2021
Sono affezionata all’autrice che seguo dagli esordi e anche questa volta non ha deluso, anzi. Si nota la sua crescita, non solo personale ma anche come autrice. Un libro bello, informativo, vero, crudo, necessario. A chiunque. Mi sono commossa.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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