Arkeologların ve paleoantropologların çalışmalarını kullanarak fiziksel kalıntıları yorumlamanın bizlere tarihöncesi perspektifler hakkında nasıl fikir verdiğini inceleyen W.M. Spellman, ölümü farklı zaman dilimlerinde, farklı mekânlarda, farklı kültürlerde ele alıyor. Ölüm kavramının tarihin akışı içindeki gelişimini hem dinsel hem de seküler-bilimsel yaklaşımlara bakarak anlatıyor: Mezopotamya ile Mısır’daki ölüm algısı nasıldı? Antik Yunan ve Roma filozofları ruh ve beden üzerine neler tartıştı? Budizm, Hinduizm, Taoizm gibi inanç sistemleri ile semavi dinlerin ölüm, ölü bedenin akıbeti ve ölümden sonra yaşamın var olup olmadığına dair düşünceleri neydi? İntihar, ötenazi, uzun yaşam ve yaşam kalitesi gibi çağdaş tartışmalar bugün bize ne söylüyor?
Ölümün Kısa Bir Tarihi, insanlığın ilk günlerinden bu yana kendi ölümlülüğümüz ve onun olası sonraki yaşam formlarına karşı duygu ve tutumlarımız hakkında geniş bir perspektif sunuyor.
W. M. Spellman is professor of history and humanities at the University of North Carolina at Asheville. He is the author of The Latitudinarians and the Church of England, 1660–1700 (1993) and European Political Thought, 1600–1700 (1998).
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Breve storia della morte è un buon libro per iniziare ad avventurarsi in quella che è la storia di come gli esseri umani abbiano affrontato la morte dalla preistoria a oggi. Il libro si concentra sul cosiddetto Occidente, ma butta un occhio anche in altre aree geografiche e altre culture.
Per chi è espertə di morte e dintorni risulterà quasi sicuramente un libro noioso: essendo una breve storia non è granché approfondita, ma fornisce un buon punto di partenza per andare a esplorare (nelle note troverete una ricca raccolta di libri che parlano di morte). Da profana, posso dirvi di aver notato che, soprattutto nel racconto che Spellman fa della preistoria e dell’inizio della storia, ci sono diversi elementi dati per certi che so essere messi in discussione dalla storiografia.
Nel complesso, è un libro che consiglio: non è troppo sofisticato, pensato anche per chi non ha particolari conoscenze filosofiche pregresse, e nessunə può eccepire che l’argomento non lə riguardi.
L’elemento più sorprendente per me è stato leggere quanto la concezione della morte sia cambiata attraverso i secoli: ero propensa a credere che la morte fosse sempre stata più o meno affrontata negli stessi modi, fatte salve le diverse religioni e l’ateismo. Invece, le vite degli esseri umani sono cambiate tanto quanto è cambiata la loro morte: vale davvero la pena di indagare sulla nostra fine, per quanto il solo pensiero possa risultarci sgradevole, anche solo per tutte le informazioni che ci dà su come viviamo il nostro tempo e il nostro spazio.
An interesting but slightly difficult read - the writing style is not very accessible. I learned a lot but it took a few months to try and get through it, despite how short it is. The author's personal beliefs are clearly expressed in the last chapter but not presented as such.