Un altro "caso impossibile" bussa alla porta dell'avogadore Marco Pisani: una serie di rapimenti si susseguono a Venezia, le vittime sono tutte donne belle, giovani e bionde che spariscono senza lasciare traccia. Fa da sfondo una Venezia settecentesca novembrina che deve fare i conti con le piogge e l'acqua alta.
Quinto di una serie di romanzi scritti da Maria Luisa Minarelli che ha come protagonista il bell'avogadore, fa vivere al lettore la Venezia dell'epoca a 360 gradi, permettendo di entrare completamente nel "quadro" attraverso magistrali descrizioni di luoghi, costumi, vita quotidiana e circostanze storiche, servendosi dei suoi personaggi. Questo è un aspetto che mi ha fatto innamorare non solo di questi romanzi ma anche della città di Venezia.
Purtroppo devo dire che, rispetto ai precedenti, biondo veneziano risulta molto meno intrigante a livello di trama, è piatto fin dall'inizio senza, a mio parere, alcun effetto sorpresa.
Stessa piattezza si riscontra a livello di relazioni umane: Marco e Chiara si sono finalmente sposati e vivono felici e contenti, da qui pochissimi sviluppi interessanti nella vita personale e /o sentimentale dei personaggi che non danno quel tocco in più alla storia. Ridondante fino alla noia la situazione secondo la quale Marco non vuole che Chiara si serva del suo Dono per aiutare lui e gli amici nella risoluzione del caso, perché preoccupato da esperienze precedenti. Al di là di questo, però, ritrovare questi personaggi tutti insieme dopo quattro romanzi dà l'impressione di ritrovare i propri amici di sempre in un luogo familiare.
Tutto sommato è piacevole e scorrevole, ma non posso considerarlo un "libro ossessione" come quelli precedenti, che mi hanno regalato forti emozioni.