Giovanna Pancheri, corrispondente dagli USA dal 2016 per Sky TG24, negli ultimi anni ha percorso la nazione in lungo e in largo realizzando preziose, toccanti e alle volte incredibili interviste di prima mano, da quella al leader del Ku Klux Klan, che sostiene l'irragionevole teoria della sostituzione etnica, al racconto di un giornalista di Tijuana dei narcotunnel scavati sotto al muro del confine. Testimonianze che spaziano dagli esclusivi dialoghi con politici di rilievo o figure ai vertici di Goldman Sachs fino alle reazioni dei cittadini alle ultime elezioni avvenute sotto emergenza sanitaria. Lei stessa ha contratto il Covid-19 e il racconto della sua vicenda personale si intreccia all'attento resoconto degli stravolgimenti arrecati dalla pandemia alla società americana. Una società che Giovanna Pancheri osserva con estrema lucidità, mentre assiste al diffondersi del movimento suprematista Alt-Right, all'incancrenirsi di sentimenti razzisti, alle reazioni d'orgoglio del movimento Black Lives Matter, a incontri tra famiglie divise dal muro sul confine tra Messico e Stati Uniti, al sorgere del movimento ambientalista che ha trovato in una ragazzina svedese la sua eroina, fino alla definitiva sconfitta di un Presidente che pur di mantenere il potere le ha provate tutte, creando un clima d'odio e sospetto persino sulla risposta della scienza al Coronavirus. Un libro inchiesta sugli Stati Uniti, «dove è nato il Quarto Potere, dove un tratto di inchiostro è stato in grado di far cadere governi, dove il giornalismo ha regalato al mondo figure leggendarie, e il confine tra fatti e opinioni è diventato sempre più evanescente».
Alla fine di questa lettura sono perplessa. L’analisi che fa la Pancheri con tanto di numeri incrociati è sicuramente rigorosa, giornalisticamente ineccepibile. Ma se scelgo di leggere un libro per capire quella parte degli States che mi sfugge non sono sicura che questa lettura mi abbia aiutata. Mi spiego meglio: mi sembra che il punto di vista dall’autrice sia troppo uguale al mio, che invece temo sia frutto di pregiudizi e incomprensioni verso un fenomeno che mi vede curiosa ma anche un po’ ignorante. Da figlia dell’Europa quando devo pagare una assicurazione sanitaria salatissima a mia figlia che va a studiare in America mi viene il nervoso e comincio a sproloquiare sulla sanità che è un diritto e non un privilegio, difendendo il welfare del vecchio Continente contro il sogno americano che privilegia l’individuo e lascia indietro chi non ce la fa. Però mi rimane la voglia di comprendere anche il punto di vista loro. Per questo forse la lettura precedente, di Francesco Costa "Questa è l'America" mi aveva aiutato di più, spiegandomi la mentalità Americana e i meccanismi, per noi poco comprensibili, di quel grande Paese. Certo che quando discuto con parenti in casa che hanno vissuto e lavorato negli Stati Uniti, uso proprio i ragionamenti della Pancheri, anzi esagero pure, il meglio che utilizzo per chiudere loro la bocca è: “un paese che genera i Terrapiattisti non ha un futuro”, ben consapevole comunque di quanto invece sia una terra del “tutto è possibile”, un paese che ha le risorse per creare il vaccino contro il Covid in sei mesi (ma che poi usa gli studi di una coppia di Turchi, che non avrebbero avuto accesso negli Stati Uniti grazie ai divieti di Trump…) e potrei continuare così, all’infinito. Insomma, rimango confusa e ignorante quanto prima.
Cinque stelle per l’analisi, ma tre per l’utilità personale. Una media di quattro. L’autrice divide alla fine “i buoni dai cattivi”, nonostante il libro esca prima dei fatti di Capitol Hill, anche se dopo la vittoria di Biden.
E su questa suddivisione del mondo io comunque non sono mai d’accordo.
Le luci, molto poche in verità ma sorprendentemente qualcosa c’è stato, e le tante ombre, spesso minacciose come solo certe tenebre sanno essere (mi viene da pensare all’oscurantismo del medioevo) della presidenza Trump, contrapposta alla sfida di Joe Biden; di entrambi, ma soprattutto del Presidente uscente, Giovanna Pancheri, giornalista di Sky News da quattro anni accreditata alla Casa Bianca (e chi ha visto The West Wing sa esattamente di cosa si parli) descrive causa ed effetto, contrapponendoli al dopo, a quello che è successo a fine mandato: da qui la suddivisione del libro (scritto durante la quarantena per Covid della stessa giornalista, e poi concluso nei giorni dell’elezione di Biden, appena prima dell’assalto a Capitol Hill di quegli inquietanti figuri che tutti abbiamo visto in video e in foto) in capitoli tematici - Sanità (Trumpcare e ObamaCare a confronto e relative implicazioni), Economia, Lavoro, Immigrazione, Razzismo, Sicurezza, Ambiente, Esteri, Whashington e su, trasversale su tutto, le motivazioni e la maturazione di quanto ha finito per determinare il passaggio da Trump a Biden attraverso Primarie, prima, e Presidenziali, poi - e in un paragrafo conclusivo per ciascuno intitolato “il Fattore C”, in cui Pancheri mette a confronto le evoluzioni del tema trattato a causa della comparsa e del diffondersi del Covid-19.
Rigorosa (per ogni affermazione c’è un link che confuta quanto scritto, che si tratti di statistiche o di avvenimenti documentati da siti giornalistici americani o del governo), giornalistica (Pancheri rivendica il ruolo super partes del giornalismo, che deve far parlare i fatti e permettere ai lettori di avere gli elementi per formarsi una propria opinione - anche se talvolta l’aspetto umano prende il sopravvento e si lascia andare a considerazioni di carattere personale), a tratti frettolosa (come quando attribuisce a Albert Einstein la famosa frase sulla “razza umana”) e troppo citazionista (Filangieri, Calvino, Olivetti, Einstein - appunto, e molti altri - troppi, a mio parere, in certi momenti sembrava di leggere i miei temi del liceo). In ogni caso una buona lettura per chi, come me, quest’anno di “affari americani” ha letto e ascoltato parecchio, da Jessica Bruder, a Francesco Costa, a Joe Biden, e ha ancora voglia di saperne di più e di approfondire.
«Se Joe Biden vuole far spiccare il volo alla Fenice, se vuole dare il via a una “Rinascita americana” non può ignorare le ceneri o sminuirle, e quelle ceneri avvolgono anche chi si fida di Trump. Non pochi isolati bianchi razzisti, ma uomini e donne provati dalle sfide quotidiane, incapaci di poter vivere il loro “sogno americano” in un paese che rimane, troppo spesso, cieco e sordo di fronte al malcontento e alle diseguaglianze, destinate a essere ulteriormente esacerbate dal virus. La storia per non ripetersideve insegnare, e guardando al 2016 una riflessione si impone: Donald Trump ha vinto proprio perché ha avuto l’intuizione di cogliere, seppure con cesoie e tagli netti, i frutti dei semi della disillusione, i frutti più amari della Speranza, ma gli unici in grado di definire, nel bene e nel male, una Nazione.
La prova lampante della riuscita di questo libro è il fatto che mentre lo leggi ti fa venire voglia di leggere altri mille libri di approfondimento su tutte le tematiche specifiche trattate: dalla crisi scatenata dall’abuso di farmaci antidolorifici all’immigrazione, dal razzismo e i movimenti BLM alla crisi climatica. Incredibili i passaggi delle interviste fatte dalla Pancheri durante i suoi anni come inviata dall’America: descritti con semplicità e accuratezza, ti portano di fronte alle persone intervistate come se li stessi osservando ed ascoltando in un documentario. Interessante anche la struttura del libro che per ogni capitolo prevede un approfondimento tematico diverso e per ciascuno una sezione (“Il fattore C”) a fine capitolo che affronta lo stesso tema e i suoi cambiamenti in relazione al coronavirus e alla pandemia. Assolutamente da leggere se siete interessati alle “cose americane”.
Giovanna Pancheri, giornalista che per lavoro vive negli Stati Uniti dal 2016, ci racconta in questo libro l’America di Trump, tutt’altro che finita, e tutte le contraddizioni che convivono all’interno di quell’immensa nazione la cui democrazia è stata messa in pericolo durante l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Pancheri ha esaminato il paese sotto ogni punto di vista, ha girato in lungo e in largo intervistando politici, gente comune, leader di gruppi estremisti, membri di sette pericolose e chiunque altro potesse aiutarla a capire un contesto tanto variegato come quello americano. Ciò che ha trovato suscita sgomento, ma è anche illuminante per poter capire la complessità di un modo di pensare che noi europei riusciamo solo a scrutare con la fronte aggrottata, in preda allo sconcerto più assoluto.
In questo libro troviamo il razzismo elevato a normalità e giustificato da informazioni false, il terrorismo interno esaltato come istanza di libertà, l’amore assoluto per la cultura delle armi, la voglia di rivalsa dei poveri che hanno innalzato un miliardario a loro paladino e mille altri aspetti di una società profondamente frammentata. L’autrice non concede nulla all’approssimazione. Ogni notizia, ogni informazione, ogni fatto riportato nel libro è corredato di un link che conduce a siti istituzionali oppure porta a documentazioni ufficiali. Ogni citazione è corredata di una nota bibliografica che indica il testo da cui è stata tratta.
Nella perizia con cui ogni contenuto di questo saggio è stato documentato risulta l’evidente abitudine a riferire soltanto fatti precisi. E sono questi i giornalisti di cui abbiamo bisogno. Consiglio questo libro a tutte le persone che desiderano capire qualcosa dell’America e soprattutto degli americani, al di là di stereotipi e pregiudizi.
Sbalorditivo! Questo libro mi ha completamente catturata: lo stile di scrittura della Pancheri è magnetico e ti tiene incollat* alle pagine, anche quelle dei capitoli più duri e difficili da superare. Una giornalista vera, di cui in Italia c'è un gran bisogno. Spero che continui ad avere una carriera costellata di successi e libri meravigliosi come questo.
Un libro ben scritto che ha il sapore del vero giornalismo e che sa far vibrare il senso della democrazia, dei suoi valori e delle sue sfide.
Consigliatissimo!
Scorrevole, puntuale, mai troppo arzigogolato. La divisione del testo in ‘argomenti’ l’ha reso, a mio avviso, ancora più interessante.
Ottima sguardo sull’America vera soprattutto per chi, come me, non ha familiarità con il Paese ma è affascinato dalle vicende di attualità e dalla grande Storia di cui siamo testimoni.
Unico peccato di quest’opera: la pubblicazione a pochi giorni dal 6 gennaio 2021 e l’assalto a Capitol Hill a Washington. Un fatto che per forza rientra nell’analisi che l’autrice fa del mandato di Trump. (Magari in una prossima edizione del libro ci sarà posto per un nuovo capitolo).
Interessanti le interviste e l'argomento. Scorrevole la scrittura. Purtroppo la capacità di analisi della giornalista non oltrepassa la banalità diffusa, in questo caso all'interno di una visione moralistica-pseudoprogressista, malgrado le buone intenzioni di imparzialità dell'autrice. Niente a che vedere con un Luca Ricolfi o un Rampini. Al di là del racconto dei fatti il commento della giornalista non aggiunge valore al libro. Libro che sicuramente non posso consigliare a chi ha esigenze intellettualmente superiori alla media.
Preciso, dettagliato e scorrevole. Dove i dati, i fatti sono contestualizzati e immersi alla perfezione nel contesto. Non un punto di arrivo ma di partenza mi ha invogliata ad approfondire ogni singolo argomento.