Slipcased in a giant “K,” this beautiful book looks at three treatments of Kafka by Martin Kippenberger, Orson Welles and Tangerine Dream Gathering three works by Martin Kippenberger, Orson Welles and Tangerine Dream inspired by Kafka’s uncompleted novels Amerika , The Trial and The Castle , K is also a tribute to the publishers and translators of Kafka, and their republication of texts or first translations into English or Italian. The preferred editions of the three novels in English and Italian republished in K are those translated from the restored versions of the German texts.
The structure of the book is led by archival documents with cross-references shown next to the texts representing correspondences with Kafka’s thinking.
"Il mondo si sta oscurando di nuovo. Le ombre ricominciano ad allungarsi, l'angoscia e la paura di una svolta epocale di proporzioni ancora sconosciute si fanno più palpabili. Stiamo forse vivendo, come Kafka negli ultimi anni della sua vita, i persistenti, demoniaci miasmi del secolo precedente? E' arrivato il momento di rileggere i tre romanzi di Kafka per coglierne tutta l'attualità."
17 luglio 2020: è la data in cui ho visitato la mostra di cui al presente catalogo, presso la Fondazione Prada a Milano. Una mostra che, nel mio intento, doveva riappacificarmi con Kafka. Come tutti, ho letto stralci della "Metamorfosi" a scuola ma non mi era piaciuto; anzi, l'assurdità della situazione, la repulsione per l'oggetto del racconto, lo stile dell'autore mi avevano suggerito che Kafka non facesse per me e l'ho quindi chiuso nel cassetto con su scritto "Forse un giorno". Quel giorno è arrivato. La mostra si proponeva di accostare tre romanzi incompiuti di Kafka ("America", "Il processo" e "Il castello") a forme d'arte, rispettivamente una installazione di Martin Kippenberger, il cinema di Orson Welles e la musica dei Tangerine Dream. L'atmosfera che ne è derivata è stata coinvolgente e quindi eccomi qui a commentare il catalogo di questa mostra. Al netto del fatto che il catalogo nasce in lingua inglese e che quindi all'italiano è riservata una sezione in fondo a caratteri minuscoli (quindi scomodi da leggere), le pagine sono un viaggio in compagnia di Kafka e dei suoi estimatori, in primis i co-protagonisti della mostra. Pagina dopo pagina ho finalmente capito l'autore praghese, o perlomeno alcuni suoi obiettivi, e il senso dei tre romanzi citati. La mostra ha quindi raggiunto il suo scopo. E finalmente posso dedicarmi a scoprire Franz Kafka, racconto dopo racconto, romanzo dopo romanzo.