Este libro íntimo y provocador es la historia del encuentro entre una escritora que ha consagrado su vida a la palabra y una mujer a la que la palabra le fue negada. A Dacia Maraini y a Clara de Asís las separan siglos de historia y de evolución de la condición femenina, pero ambas están indisolublemente ligadas por la necesidad visceral de hacer oír su voz en contra de la opresión patriarcal.
De este hilo conductor que une el presente con el pasado nace un texto en el que la escritora consigue devolver a la santa rebelde las palabras que le censuraron, el protagonismo histórico que le arrebató la figura de Francisco, así como destacar el valor rompedor de su renuncia y de su inquebrantable abnegación.
En esto, de hecho, reside la desobediencia de Clara, retratada por Maraini con delicadeza y complicidad en un libro a veces duro, salpicado de preguntas y reflexiones: en su obstinada insumisión ante las convenciones de una época dominada, al igual que hoy, por el hombre.
Dacia Maraini is an Italian writer. She is the daughter of Sicilian Princess Topazia Alliata di Salaparuta, an artist and art dealer, and of Fosco Maraini, a Florentine ethnologist and mountaineer of mixed Ticinese, English and Polish background who wrote in particular on Tibet and Japan. Maraini's work focuses on women’s issues, and she has written numerous plays and novels.
Alberto Moravia was her partner from 1962 until 1983.
Partendo da una lettera di una giovane ragazza siciliana che non si sa se sia esistita o meno, la Maraini racconta la storia di Chiara di Assisi, una consorella che ha seguito San Francesco lungo il suo percorso di vita, di religione, di ascesa alle vette della spiritualità. Dacia Maraini si rivela bravissima a scandagliare la sofferenza di Chiara, a indagare nelle sue scelte, a mostrarci la sua vita di monaca all' interno del monastero. Il cammino di Chiara è il cammino di chi cerca la sua strada, il suo percorso inseguendo i propri ideali, le proprie idee, il proprio coraggio alla consapevolezza di sé stessa. Non è sicuramente il suo libro migliore, ma molto utile per conoscere meglio Chiara di Assisi, una donna prima di essere monaca che ha scelto sé stessa, la sua libertà, perché" la libertà non è solo arbitrio, rifiuto delle regole. È anche curiosità, scoperta, vagabondaggio".
Un libro difficile da classificare questo di Dacia Maraini. Un po’ biografia, un po’ romanzo e un po’ saggio. Tutto inizia con una lettera all’autrice da parte di una ragazza siciliana che vive in un paesino dell’isola che si rivelerà poi inesistente, come misteriosa è la stessa figura di Chiara Mandalà (questo il nome della ragazza), che sfrutta l’omonimia con la santa di Assisi per far breccia nell’autrice. Inizia così una fitta corrispondenza tra le due donne fino a che Chiara non si fa più sentire, ma tanto è bastato a instillare il germe della curiosità nell’autrice che si mette a studiare il personaggio di Chiara d’Assisi in modo molto approfondito. Ne viene fuori un quadro della santa che non è la classica biografia che bene o male tutti conoscono. No, Dacia Maraini scava più nel profondo della vita monastica della fondatrice delle Clarisse (la vita pre-monacale è appena accennata). Indaga più la sua mente che le sue gesta che sono solo di “sottofondo” all’opera. Come in sottofondo aleggia lo spirito di San Francesco, probabilmente colui che ha contribuito a fare di Chiara d’Assisi la sua omologa femminile. Addirittura Chiara sarà ancora più ortodossa di San Francesco. Entrambi predicano la povertà, soprattutto quella della Chiesa che sarà causa del loro trovarsi sempre in bilico tra santità e eresia, ma Chiara è più estrema. Al contrario di San Francesco rifiuta la predicazione per strada, rifiuta qualsisasi genere di proprietà, anche quella minima indispensabile per la sopravvivenza sua e delle sue consorelle. Indossa costantemente il cilicio e guarisce, lei costretta a letto, le persone che le vengono presentate (in questo ricorda molto un’altra santa vissuta circa un secolo prima di Chiara d’Assisi, Ildegarda di Bingen dottore della Chiesa). Il suo giaciglio è ridotto ad un pagliericcio fatto con gli sfalci della vite e un sasso su cui appoggiare la testa. Tutto quanto raccontato è però visto dal punto di vista “psicologico”. Si scava nelle sensazioni, nei sentimenti, nelle sofferenze della santa; si studia il modo di trascorrere le giornate (bello a questo proposito il riferimento al racconto di Pirandello “Il treno ha fischiato”: <<[…] un impiegato mezzemaniche che ogni giorno compie gli stessi gesti, copia le stesse carte, percorre lo stesso percorso da casa all’ufficio e dall’uffiicio a casa. Solo una volta solleva la testa ascoltando il treno fischiare. Quel treno è sempre passato e ha sempre fischiato ma lui non l’ha mai sentito. Quel giorno lo ode e alza la testa dalle carte. Quello è il giorno della sua morte e lui non lo sa, ma sente che qualcosa sta cambiando, e si accorge che un giorno o cento giorni sono la stessa cosa per lui. Quando i gesti si ripetono sempre uguali diventano invisibili, scompaiono e finiscono per assomigliare a un’eternità senza senso>>) e la loro utilità con la sensazione che la clausura e la vita vissuta da Chiara d’Assisi possa essere fine a se stessa. Ne viene fuori un ritratto originale e un po’ fuori dal comune di Santa Chiara. Ritengo che comunque un libro come questo andava scritto perché dà spunto per riflessioni complesse ma al tempo stesso fondamentali per comprendere il senso della vita.
Chiara d’assisi Le aspettative che avevo nel leggere questo romanzo erano ben diverse da quelle che si sono poi rivelate. Pensavo di leggere un classico romanzo, invece mi sono trovata di fronte ad un opera storica, quasi un saggio, grazie alle numerosi citazioni di testi dell’epoca e ai tanti documenti. Una giovane Chiara dei nostri tempi che contatta la scrittrice Dacia Maraini proponendole di scrivere un libro sulla vita di Chiara d’Assisi. Ecco che la scrittrice inizia a raccogliere varie documentazioni e testimonianze rilasciate nel periodo della canonizzazione. Ci trasporta nel 1200, quando una giovane fanciulla ricca e di una insolita bellezza, decide di lasciare tutto per affidare la sua vita al signore. Decide di seguire Francesco nella REGOLA DELLA POVERTA’. Chiudendosi in convento e privandosi di ogni suo bene, facendo i conti con la fame, la malattia e la povertà. La Maraini è brava a renderci viva e reale la sofferenza di Chiara, ci fa riflettere molto su come fosse dura la vita nel monastero e la continua lotta a superare i vari sconforti. Di notevole bellezza e di una immensa commozione sono le pagine in cui l’autrice ci parla della quotidianità di Chiara,dei suoi piccoli miracoli con le sue sacre mani, della sua caparbietà e volontà nel portare avanti i suoi progetti. Ci descrive una Chiara che come voce della disobbedienza non ha problemi ad infrangere le regole che relegavano la donna a determinati ruoli e a confrontarsi con persone più elevate di lei. Con grande maestria la mano dell’autrice ci mette in evidenza la ricerca della semplicità e dell’ essenzialità delle cose che Chiara predicava e voleva in assoluto. Spesso ricorda alle sorelle che si doveva vivere di carità e di elemosina; mai nulla dovevano possedere di proprio. La Maraini ti fa i toccare con mani la sofferenza e la povertà che esisteva nel convento. Brava in tutto questo, ma a parer mio manca qualcosa, il romanzo infatti non mi ha soddisfatto completamente soprattutto nella parte centrale del libro, dove questa continua ricerca nei vari documenti hanno fatto si che la storia in se si perdesse. In alcuni punti contradditorio, dove scrive l’autrice che Chiara entrò in convento per sfuggire al matrimonio, ma era desiderosa di girare il mondo e quindi la sua malattia alle gambe, che la resero inferme per quasi trent’anni, era quasi voluta, si sente poco il valore e il peso dei suoi miracoli, e qualche volta ritorna sui suoi passi, forse per mancanza di argomenti, non so. Purtroppo raggiunge solo le tre stelline. La copertina è molto bella!! “LA LIBERTA’ NON E’ SOLO ARBITRIO, RIFUGIO DELLE REGOLE. E’ ANCHE CURIOSITA’, SCOPERTA, VAGABONDAGGIO. LA MERAVIGLIOSA, TERRIBILE LIBERTA’ DI CHIARA DI ESSERE NUDI AL MONDO.”
Compré este libro en la Feria del Libro y no me lo había leído has ahora. Sin embargo, creo que ha llegado justo en el momento adecuado. No es un libro que narre la historia de la Santa, sino más bien explica todo lo que ella era y hacía, lo revolucionario de su forma de pensamiento y de actuar, además de indagar en el contexto sociocultural de la Edad Media.
Gran parte de la forma de pensar de Clara de Asís gustaría a más de uno hoy en día (y no me refiero a los ultracatólicos derechistas), a aquellos que creen que renunciar a toda propiedad, cosa individual y entregarse a una causa mayor que ellos es su forma de vida. Aunque no me considero muy afín a esa forma de vida la valoro, al igual que valoro que Clara luchase por su forma de entender la fé y su relación con Dios.
Me ha gustado mucho que la autora plantea preguntas, muchas preguntas, sobre la época, la figura de la mujer, la Iglesia y demás, e intenta responderlas. El libro tiene una perspectiva histórica muy fuerte, es como transporte a otro tiempo.
Ha sido una lectura muy interesante de la cual no me arrepiento para nada y que recomiendo a cualquier cristiano, o persona interesada en conocer más sobre Clara o sobre cómo eran los monasterios durante la Edad Media (no necesariamente cristiano). Quien iba a decir que Clara sería una de las primeras comunistas.
Get to know more about Clare of Assissi, and so many other women who opted out of the normal marriages of the day, to join with God amd other women in sacrificial living. Insightful and well-researched.
Dov'è povertà e letizia, ivi non è cupidigia nè avarizia." Una lettura diversa per me, questa, non il solito romanzo o biografia, comunque si è rivelata una piacevole scoperta, Dacia Maraini ha fatto un'analisi accurata e attenta del personaggio di Chiara di Assisi cercando non solo di raccontarci il suo modo di vivere, in un'epoca lontanissima da noi, nel Medioevo circa nel 1200, ma anche di capire i pensieri e le dottrine che la muovevavano a vivere un'esistenza fatta di assoluta povertà, di dolore fisico e di amore incondizionato verso le sue simili (le consorelle di San Damiano) e Dio, seguendo le orme del suo amico San Francesco. Una lettura che ci porta a riflettere e che è interessante anche se Chiara ha vissuto una vita tanto diversa dalle nostre e in un mondo e in un'epoca così lontana, impariamo e scopriamo cosa la portava a scegliere di chiudersi dentro ad un monastero, costretta a non vedere mai la luce del sole, sembra incredibile, ma per lei quella era libertà, aveva preferito ciò, piuttosto che un amore imposto dalla famiglia, un'esistenza scelta da altri senza avere diritto di replica. "Una libertà non dettata da enigmi e vendette, ma da una fedeltà ancora più profonda alle proprie scelte religiose. Padrona di sé, autonoma nell'elaborazione di un pensiero proprio, rivendicatrice di una libertà se non sociale, cosa impossibile per quei tempi, per lo meno psichica e mentale." Altra scelta difficile da accettare oggi è quella di vivere in estrema povertà e che per Chiara e Francesco era la base fondamentale della loro professione di fede, rinunciare a tutto, sopravvivere solo di elemosina li rendeva profondamente felici, questa verità dovrebbe far riflettere molte persone oggi che vivono solo seguendo un Dio, non quello dei cieli, ma quello del denaro, che non porta libertà, ma solo schiavitù e disuguaglianza, mentre loro avrebbero voluto vedere gli uomini come creature tutte uguali, un concetto eccellente e stupefacente, difficilmente realizzabile, ma molto molto avanti per quei tempi. "Chiara certamente non aveva inteso proporre il suo amore per la povertà in questi termini, ma le parole, come in tutte le parole dei grandi, si possono trovare verità valide per tutti i tempi. Esistono verità talmente rivoluzionarie che possono funzionare anche oggi, come stimolo a bandire ogni forma di proprietà meccanica e irrispettosa, carnale e amorosa. E questo costituirebbe una originale medicina per i mali di questi tempi di nevrosi del possesso e del consumo." Un libro interessante, che affronta tante tematiche, che ci portano a riflettere, pensare, rivalorizzare ed ammirare questi uomini e donne che hanno vissuto nel nome di Dio e che hanno lasciato un segno nella storia. "La sua fiducia in Cristo era tale che riusciva a comunicarla a chiunque le si avvicinasse. E fiducia e speranza, sono contagiose e possono sollevare da qualsiasi pena."
IN PRAISE OF DISOBEDIENCE is a deep personal meditation on the life of St. Clare of Assisi, disguised as an epistolary novel, a correspondence between the “Author” and a mysterious young woman who keeps urging the Author to write about St Clare. This fictional frame for the story allows the author, in the guise of the “Author”—to free St. Clare’s story from its hagiographical baggage, and to meditate on the life and faith of Saint Clare with fresh eyes. It’s quite an extraordinary journey. There are many liturgical and literary references throughout and these thrilled me. the Author/author interweaves apocryphal stories from the lives of the saints, meditations on myths from other traditions, contemporaneous accounts of Clare as a historical figure, and autobiographical anecdotes from her own life. Never ponderous, almost playful in its reassessment of women’s lives and choices, and sometimes soaring effortlessly into the metaphysical, this novel is a one of a kind read that made me grateful to be literate.
Ancora non ho ben capito se, vivendo al suo fianco, Chiara d'Assisi mi sarebbe piaciuta o meno. La religione per me é stato sempre un argomento polemico, non ho mai apprezzato i fanatismi e forse la vita di Chiara mi sembra esageratamente priva di tutto. I digiuni, le privazioni nel vestire o nel dormire sono per me eccessivi. É vero che chi ha poco apprezza di più ciò che ha, ma non per questo non bisogna non mangiare per poi dopo apprezzare un misero tozzo di pane e acqua. Bella però la scrittura e lo studio sul ruolo della donna nel Medioevo e il ruolo della religione nella società.
In Praise of Disobedience by Dacia Maraini and translated by Jane Tylus is a unique and fascinating book that delves into the life of St. Clare of Assisi.
This is such a unique and interesting novel. Through a series of letters back and forth, we get to learn more about the infamous St Clare of Assisi and through a modern window and narrative, we can see how she lived, dedicated her life, and how that life has changed, altered, and is felt in this modern young woman.
Truly intricate, yet simplistic in its message of love, faith, hope, feminism, and promise.
4/5 stars
Thank you EW and Rutgers University Press for this wonderful arc and in return I am submitting my unbiased and voluntary review and opinion.
I am posting this review to my GR and Bookbub accounts immediately and will post it to my Amazon, Instagram, and B&N accounts upon publication on 1/13/23.
È un libro strano: una ricerca storico-biografica in forma di scambio epistolare e di diario. Racconta la storia di Chiara, ma anche la storia della scrittura di un libro su Chiara. Tra le sue pagine si svolge un'indagine e allo stesso tempi si costruisce la relazione fra due donne che si scrivono e fra queste e la Santa. Difficile classificarlo, difficile entrare nella logica del libro senza un minimo di premessa. Merita una rilettura per apprezzarne l'originalità senza più disorientamento iniziale.
Le he dado 2 estrellas porq ciertos temas que trata me pueden llegar a interesar. Lectura incómoda. Además, la he dado por terminada sin haberlo hecho porq Andrea no me deja leer más.
Quest'estate trascorrerò qualche giorno ad Assisi, così ho deciso di andarci preparata poiché so poco o niente sui santi. Ho già letto I Fioretti di San Francesco e poi mi è stato consigliato questo della Maraini su Santa Chiara (நன்றி தனரஜ்!). Prossimamente leggerò anche dell'altro.
Il libro inizia come un romanzo epistolare (a dire la verità si tratta di mail, non lettere cartacee) tra Dacia Maraini e una lettrice di nome Chiara Mandalà che chiede alla scrittrice di scrivere un libro su Santa Chiara. La scrittrice, dopo alcune titubanze, si lascia convincere e così inizia a narrare di Santa Chiara. Ci sono alcune notizie sulla vita della santa prima di entrare in convento, ci sono molti approfondimenti sul periodo storico ma, soprattutto, sono elencati i suoi piccoli miracoli e come si svolgeva la sua quotidianità nel monastero. La Maraini punta molto sulla forza interiore di Santa Chiara, come se si trattasse di una forza femminile innata. Nonostante fosse chiusa in un convento, la santa aveva conquistato una libertà difficilmente ottenibile in un'epoca misogina: aveva abbandonato la famiglia, ricchezze, agiatezza e un buon matrimonio organizzato per seguire la sua vocazione vivendo in totale povertà. La libertà sta proprio nell'essere riuscita a sottrarsi a una vita già prestabilita per poter seguire la sua vocazione e nell'essere riuscita a far firmare al papa, dopo quasi 40 anni, la prima regola dell'ordine scritta da una donna. La Maraini si pone molte domande sulla figura di Santa Chiara e la sua sacralità, ma lo fa con una mente razionale del XXI secolo quindi vorrebbe fare un paragone troppo azzardato. Santa Chiara non va tolta dal tuo contesto e dal periodo storico in cui ha vissuto. Inoltre, come dice anche Chiara Mandalà in una delle sue mail nel libro, il sacro ha bisogno di silenzio e accettazione.
Non so quanto possa essere dettagliata e approfondita questa biografia, anche se molto accurata, ma io l'ho comunque apprezzata perché non sapevo assolutamente niente di Santa Chiara. E' un libro scorrevole e penso possa andar bene per un primo approccio. Non so se può piacere a chi ha già letto altre biografie di questa santa.
Un libro disordinato, una serie di pensieri sparsi che non si possono definire un romanzo né un saggio. Uno scambio epistolare con una ragazza siciliana bulimica e cantante lirica - probabilmente fittizia -, Chiara Mandalá, dà il via a questi scritti. La ragazza chiede alla Maraini di scrivere sulla santa di cui porta il nome e questo spinge suo malgrado l'autrice a fare delle ricerche sulla vita della santa. Il resto del libro sono riflessioni della Maraini su quelle ricerche, come una sorta di giustificazione al fatto che da non credente si sia interessata alla figura di Chiara d'Assisi, interrotte verso la fine - forse quando si è resa conto che il libro stava diventando una noiosa esposizione dei risultati delle letture e delle ricerche - nuovamente da uno scambio epistolare con Chiara Mandalá. In realtà sulla vita della santa si viene a sapere qualcosa solo a sprazzi, perché la Maraini tende a sottolineare solo che la scelta di vivere in povertà e di fondare il suo ordine fu in realtà un atto di ribellione verso la consuetudine del tempo, che l'avrebbe voluta sposa già dodicenne, di un uomo molto più vecchio; e la forza di far valere la sua volontà - pur senza usare la voce - in un mondo a cui faceva comodo che le donne non avessero una voce.
I became interested in Italian writer Dacia Maraini when I discovered that she spent the early part of her childhood growing up in wartime Japan. Her father, Fosco Maraini, was an ethnologist and alpinist (re:adventurer) who brought the family to Japan when he got a position at a Japanese university. He and his wife were anti-fascists so when Italy aligned with Japan during the war, the Maraini family were put into a prisoner-of-war camp. Little Dacia of the time was roughly the same girlhood age as my Japanese mother and suffered the deprivations of wartime Japan in startlingly similar ways, I was to discover on reading her biography and talking to my mother.
But I digress ... this is meant to be a review of one of Maraini's novels. I stumbled on this recently translated title of hers while researching her books and was immediately curious about it. I tried ordering the book from inter-library loan from my public library back in the fall of 2023, but they didn't have it. So I was stuck, and didn't feel a srong enough urge to buy the book, until I heard about Marguerite Porete, a twelfth century midieval heretic, at a dim sum lunch I had at Christmastime with other writers and translators of poetry. I had just finished translating with two other translators, a book of 17th century German devotional poetry by Catherina Regina Von Greiffenberg, and was feeling at a bit of a loss for spiritual inspiration.
Reading Porete's Mirror of Simple Souls led me to the Beguines -- that midieval sisterhood of spiritual women who lived communally in towns and cities in continental Europe. I picked up Laura Swan's Wisdom of the Beguines which briefly mentioned Clare of Assisi and was reminded of Mariani's book. I then ordered it at once from Amazon. The title says the book is a novel, but as I got into it, I thought of it more as creative non-fiction as well as a meta-narrative.
How do we come to understand a midieval woman's spirituality in this modern age? Or rather, how did I get so suddenly drawn into this world by acquiring and reading these books about this subject in rapid succession? The midieval spiritual woman's world of self-imposed poverty, celibacy, mortification of the flesh, ritualized living seems a remote call to investigate the truly alien. A remote call, indeed, but still a call. And that is how Maraini starts her novel. A woman named Chiara e-mails the author and asks her to investigate her namesake -- Clare of Assisi (Chiara is the Italian name of Clare) -- for, as Chiara explains, she does not truly know herself and thinks the author might, by investigating Clare tell her, Chiara, who she might be or become.
The author is at first uninterested and annoyed, but Chiara persists by dropping tantalizing hints of what she's managed to research on her own about Clare, until finally the author succumbs to this woman's proddings, and tumbles headlong into researching and writing about the saint.
The set-up of the call by the e-mailer, the refusal and annoyance by the author, and then the slow seduction by the voice into a world strangely other and at turns richly disturbing and compelling is the framework of this novel, and such a framework will be familiar to anyone who has felt in their soul something stirring them to action. For the writer, the action is to read and interpret, internalize and contextualize the testimony and persona of the subject -- Clare of Assisi -- and then write. And for the record, writers, like any other human, can be called and seduced. By the end of the novel, the author feels a little bit like she's been tricked by this e-mailing Chiara but there is something sweet and sly about her, that makes the author soften towards her.
Who was Clare? She was an Italian saint who was one of the first followers of Francis of Assisi and who started a monastic order of women known as the Poor Clares in San Damiano. Maraini expands on this description of course, but not necessarily by creating scenes as some writers do. No, hers is an intellectual and occasionally visceral questioning of this woman's life -- for example, Mariani wonders if Clare had lice, imagining the rail-thin woman with her sisters sleeping on straw mats with stones for pillows and eating nothing but what is provided to them. She ponders the midieval construction of gender, wondering why women desire to become 'brides' of Christ (for wouldn't that make Christ a polygamist in heaven, Mariani muses.) At the same time, Maraini grapples with the mysterious impulses that govern a woman who is called to a radical life of obedience and faith.
The life of faith has its own language -- for example, you are 'called,' and then you must respond to the call, and wrestle with it; eventually you must 'submit' and 'surrender' yourself to it. 'Submit' 'Surrender' 'Obey' -- these words are difficult to process and perhaps even slightly repellent. Especially if you don't bring God into the sentence. And even if you do, the images conjured are more martial than loving. The words also have a ring of defeat to them which made me wonder why Mariani chose the word 'disobedient' to describe Clare when she clearly was not, except to her society, and perhaps this is the interpretation Mariani slyly and provocatively intends with her use of the word.
As I read and puzzled my way through Porete's philosophical and mystical Mirror of Simple Souls and Laura Swan's historical Wisdom of the Beguines, and now through Maraini's novelistic In Praise of Disobedience, I came to an epiphany that was best expressed as below by the novelist. It encapsulated the mental experience for me of reading -- that is, the using of all the faculties of the heart, mind and soul to understand what it means to be a woman of faith.
"There's a fine line between logic and mystery, free will and the complete surrender of oneself. We journey balanced on a thread of logic that mustn't be forced. Surely, Clare had to believe that reasoning was form of presumption, because divine language is mysterious and shouldn't be interpreted in specious ways. Divine will must be experienced, absorbed, received with one's entire self in an act of generous surrender --an act that love alone can engender in the human heart."
Libro molto interessante nei contenuti, scorrevole dal punto di vista narrativo. L'autrice studia il personaggio di Santa Chiara in chiave contemporanea traendo le informazioni da testi medievali. Notevole il tentativo di spiegare al lettore contemporaneo il concetto di "liberta'" nel contesto Della scelta di privazione e mortificazione ai tempi bui del Medioevo. Avvincente
In Praise of Disobedience Clare of Assisi, A Novel by Dacia Maraini Pub Date 13 Jan 2023 Rutgers University Press Christian| Historical Fiction| Literary Fiction
I am reviewing a copy of In Praise of Disobedience through Rutgers University Press and Netgalley:
⭐️ ⭐️ ⭐️
I really wanted to like this book, but less than a quarter of the way in I had trouble following it. The concept was good, the execution not so much:
In a mysterious e-mail, an author is asked to tell the story of Clare of Assisi, an Italian saint from the thirteenth century.
After being annoyed by the request, the author begins researching Saint Clare and is captivated by her story. In the pages of the book we are also transported into the strange and beautiful world of medieval Italy, where we are witness to the daily rituals of life in a convent.
As the center of that life, Saint Clare stands out for her contradictions: physically disabled woman who travels widely in her imagination, someone who is unforgivingly harsh with herself yet infinitely generous with the women she supervises, someone who abnegates herself, but still knows she is valuable. A visionary who liberated herself from the chains of materialism and patriarchy. As a visionary who broke free from materialism and patriarchy, Saint Clare is an inspiration for a new generation.
The concept was good, but the narrative execution was poor, so I gave In Praise of Disobedience three stars.
This book is hard to rate or recommend because it doesn't quite know what it wants to be. It calls itself "a novel," but there isn't a narrative other than the emails exchanged between Chiara and the main character; and it is even a stretch to consider that frame to be a narrative. The dialogue is unrealistic and holds no pretense that it is native - the "emails" are inorganic, awkward, and obviously translated. When the main character writes about Clare, it is rambling and unorganized. I honestly wouldn't have finished the book if I didn't personally find St. Clare to be an incredibly interesting personality.
So, if it is not a novel, is it a nonfiction text? No, definitely not. These characters and their conversations are manufactured, and even the description of Clare's life and believes is tainted by the main character's personal insights. There is a list of sources in the end, but no in-text citations.
While I enjoyed some of the bits about St. Clare, it was nothing new to me. I wouldn't even recommend this text to someone who wanted to learn more about St. Clare because of the lack of primary material or citations. I can't imagine who the audience is for this book other than those who want to read Dacia Mariani's entire bibliography, or those who want to read absolutely every text written about St. Clare.
"And if everything belonged to everyone and everyone forswore all possessions, even the most insignificant, what then about your own body? One’s hands, arms, thoughts, dreams, emotions? Were these, too, possessions to be avoided? There are moments when you have the impression that Clare went to extremes. Objects such as chairs, spoons, bowls, lids, pans, or towels did not belong to a single person but to the entire convent and had to be divided among the sisters. The body itself must be considered God’s, who decides whether to keep it healthy or make it sick. And if we move on to those elusive things such as thoughts, desires, or dreams, we discover that these, too, belong to the Lord. A person might make herself the vehicle of a thought, but she will never be its owner."
out in January; full review to come later, but just know that if you're interested in saints, sanctity, Medieval feminism, the possibilities of an enclosed life, "vile bodies," the ways that the Catholic Church has subjugated and controlled women, or just the concept of living your life with and through the knowledge, love, and grace of a historical figure: I think you're gonna love this one.
[full disclosure: although I do work for this publisher, my endorsement of this book is genuine!]
But a very interesting book how they wrote this book how they talked about The C LAR E Oh ASS IS. This one came from a lot of money in the middle ages. The way they wrote this book was very interesting they would talk about present day when the author would talk about it and then And then switch over to her life. She was very very independent and she did not want to marry so she went into the nunnery. This was really interesting about the Catholic churches at that time. I like the history behind that and how it all tied in together. Alice woman would perform miracles to help people. She loved children and she would Hope them out. She also liked to wash people's feet Because they were not allowed to wear shoes in the numery. She also warm a hair shirt which is very painful. She seemed to be very happy because she Do not have to have the strength of being married with children. The numbering let them have some kind of freedom to be who they are. It was very interesting how they were not allowed to talk and t And the Bells would recollect their what they had to do during the day. The title Title says i At all because it was disobedience Cause they do not have to live in The male Dominance in middle ages. They could be who they wanted to be on the free Thinkers.
I gave a 4* review for this novel for the amount of knowledge conveyed woven within the story. I have found fascinating to learn about Clare, her way of living and being. However we don't really know why she has become such an extreme personality.The author's main aim is to speculate about the reasons which pushed Clare to evolve the way she did. Even though I know that going to a convent was one of the only choices a woman was able and allowed to do, I am not sure that this feeling of feminism led to such extremes. For me the author focused too much on the topic of feminism. I felt that more emphasis on psychological aspects could have led to other interpretations, maybe closer to the truth? The writing style is epistolary at the beginning and conclusion. The more developed part of the novel reads more as a biography than a novel which is definitely not wrong. However, the two characters writing to each other did not appear credible to me and I have found them irrelevant to what I wanted to read about. I received a complimentary ARC of this novel from NetGalley and I am leaving voluntarily an honest review.
Partiamo da una considerazione, ovvero che sono contentissima di aver finalmente letto qualcosa di Dacia Maraini. Aspettavo questo momento da tanto tempo, e ne è valsa la pena. Questo libro mi ha coinvolto e appassionato: la figura di Chiara, nel suo silenzio, comunica molto più di tante altre donne. Meravigliose tutte le riflessioni sul corpo femminile, che da sempre crea problemi agli uomini, ma forse anche a noi stesse. E chissà se ancora oggi tentiamo di nascondere questo rapporto complicato con la nostra fisicità mettendola in mostra (con tanto di top e shorts). Toccanti tutte le storie di sacrificio (a volte fa venire i brividi, o disgusta), le testimonianze di chi ha vissuto in quel Medioevo che di poetico ha ben poco, visto con gli occhi di oggi. E delicato ma profondo tutto il pensiero sugli istinti, sulla parte più carnale degli uomini e delle donne. E forse queste donne del passato hanno tanto da dire a noi, donne del presente, a volte inconsapevoli delle nostre radici dolorose.
Sinceramente l'unico difetto è lo scambio fittizio di lettere con la presunta Chiara siciliana, futura clarissa; io l'ho trovato forzato. Per il resto, un'ottima ricerca storica e filologica su S. Chiara, riletta in chiave moderna e quindi eversiva. Come S. Francesco, anche Chiara è stata una realtà dirompente per la sua epoca e lo è tuttora; a maggior ragione rappresentando l'eversività della povertà francescana dal lato femminile e quindi in modo doppiamente rivoluzionario, dal punto di vista della rinuncia al potere e dal punto di vista della lotta di genere. La povertà assoluta e la rinuncia a sé sono rivoluzionarie oggi come ieri, dice la Maraini, e condivido in pieno. Come condivido il suo invito a riscoprire tutta quella letteratura medievale femminile mistica che purtroppo ancora oggi giace perlopiù ignorata o misconosciuta.
una giovane ragazza , Chiara, alla ricerca della sua identità , di un corpo felice da abitare, affetta da anoressia e divoratrice di libri , scrive alla scrittrice per aiutarla a tracciare la vita di Santa Chiara d’Assisi. È questo L espediente letterario usato da Dacia Maraini per narrare la storia di Santa Chiara. Pur rispettando il rigore storico delle fonti che l’autrice stesso cita, questo libro è più di una biografia . È una riflessione sulla figura della donna nel Medioevo, della strumentalizzazione della donna e delle religiose da parte delle istituzioni ecclesiastiche di quegli anni. Non mancano inoltre le narrazioni di altre donne coraggiose. Sebbene il tema trattato e il genere letterario utilizzato (in parte epistolare e in parte in forma di diario) possano appesantire l’opera, la maestria della scrittrice rende la lettura scorrevole, piacevole e coinvolgente
Este libro es excepcional. Puede verse la figura de la Santa Chiara desde un punto de vista más real, y aún más importante, más humano. La forma en la que no la juzga ni pone en duda sus acciones, pero si pone en duda el pensamiento tradicional el cual parece encontrar ilógica la, loca, idea de que las mujeres podemos decidir nuestro destino y lo que queremos. Además de eso, la estructura, primero epistolar y luego en forma de diario, me parece la mejor opción. La estructura epistolar inicial que trae la figura de la Chiara contemporánea, mágica como ella sola, es increíble. Sin hablar además del excepcional juego-ejercicio de meta-narracion que hace. Y luego la función del diario, instrumento fundamental en la historia femenina para la emancipación de la mujer y que impulsa, no solo el auto conocimiento, también el pensamiento crítico. Increíble.
Avrei dovuto regalarlo questo libro, poi qualcosa non mi ha convinto e l'ho tenuto per me ... purtroppo o per fortuna, punti di vista. Avevo grandi aspettative (grandissimo errore lo so!) e sono andate deluse. Mi aspettavo un romanzo storico, denso ed illuminante. Ho trovato un misto di epistolario, tristemente banale e quotidiano, tra la scrittrice e una fittizia (?) ragazza siciliana anoressica, di nome Chiara che la spinge alla ricerca sulla vita della Santa, e un diario colmo di riflessioni e domande aperte, nonché di ripetizioni. Peccato, perché questa formula ha completamente rovinato, a mio gusto, quella che avrebbe potuto essere davvero una lettura piacevole, ma anche di approfondimento, seppur superficiale, su una figura importante come quella di Santa Chiara.
Este libro tiene cosas buenas e interesantes, como las narraciones acerca de las costumbres y él trato hacia las mujeres en la Edad Media e incluso la mención de la santa inquisición pero no le hace justicia a Santa Clara de Asís; todo lo relativo a ella se puede juntar en más o menos las primeras 20 páginas todo lo demás por mas interesante que sea la deja de lado. La autora incluye una conversación epistolar qué tubo con una tal clara, la que supuestamente la insta a escribir el libro pero todo ese diálogo es innecesario y desesperante. Respecto a la parte de la desobediencia pues me pareció inexistente.
Hace tiempo leí una bibliografía de ella realizada por RBA Editores, es corta y muchísimo mejor que está, en esa edición conocemos más a Clara.
Dacia Maraini fornisce una descrizione della donna Chiara. Non della santa, non dei miracoli, ma del suo aspetto "umano", così vicino a noi, dipingendo una ragazza prima e una donna poi forte, determinata, ribelle verso le convenzioni sociali, che nel silenzio del convento ritrova se stessa e la sua libertà. Non si tratta, quindi, di una biografia, né di un testo agiografico, ma quasi di un racconto articolato grazie alle testimonianze delle monache che conobbero Chiara.
Una lettura combattuta tra l’amore per il personaggio della narrazione ed una diffidenza feroce per l’autrice del libro. Alcuni artifici narrativi li ho trovati davvero fastidiosi; eppure ho apprezzato molto la maggior parte dei passaggi, nonché l’onestà intellettuale della Maraini nel cambiare opinione, a mano a mano che venivano alla luce nuove informazioni sulla Santa, con il procedere delle ricerche. Un libro che mi ha fatto riflettere enormemente.
Unfortunately this was a DNF for me at about 50%. I truly wanted to like it - I loved the concept! I just didn't find myself reaching for it all and had to force myself to keep plodding through it. The parts about St Clare were interesting, but it an easier and more interesting read as a biography of St Clare without the epistolatory aspect. The interaction between Chiara and the author felt forced and unrealistic to me.
Maraini podría haber explotado muchísimo más las posibilidades de escribir una novela a partir del diario y de la correspondencia, con las figuras de Chiara, la Santa, y Chiara, la Siciliana. Qué pena. Con todo, salvo las reflexiones de la autora, siempre listísima (sobre todo las relacionadas con la cuestión de la propiedad en el convento) y cómo ha ido volcando toda la investigación y el trazado del contexto histórico sin caer en el ensayo.