Amy Wirkner ha diciotto anni e tutta la vita davanti: intelligente e determinata, vuole andare al college e diventare una veterinaria, per lasciarsi alle spalle i bulli, che la chiamano Lady Chevy per il suo fondoschiena massiccio come una Chevrolet, e i suoi genitori, eredi di un retaggio culturale razzista e responsabili di pessime scelte. Come molti altri cittadini di Barnesville, Ohio, i Wirkner hanno infatti venduto i diritti di estrazione mineraria delle proprie terre alla Demont, che sta avvelenando l’acqua e gli abitanti, incluso il fratellino di Amy. Una notte, alla porta di Lady Chevy bussa Paul, il ragazzo di cui lei è innamorata, che vuole far saltare in aria una cisterna della Demont. Amy si lascia coinvolgere e dovrà fare i conti con un omicidio spietato, un assillante senso di colpa, e con l’enigmatico agente Hastings.
Intrecciando toni noir e atmosfere di horror quotidiano, John Woods racconta un’America violenta e maltrattata, devastata da irrimediabili ambiguità morali. E ci regala Lady Chevy, una protagonista indimenticabile, che non ha paura del mostro nascosto nella sua anima ed è pronta a liberarlo pur di conquistare il cielo aperto del futuro.
Questo libro è per chi da piccolo inseguiva il bagliore delle lucciole nei boschi, per chi ha intravisto l’abisso nelle pagine di Cuore di tenebra, per chi cambia le parole delle canzoni trasformandole in incantesimi, e per chi sa che andarsene non significa soltanto fuggire da qualcosa, ma anche correre incontro a ciò che da sempre sappiamo di meritare.
John Woods grew up in Appalachian Ohio. He is the author of the novel, LADY CHEVY, and the collection of linked short stories, SOMETHING TENDER (with publisher Albin Michel in France). His fiction is set in The Ohio Valley and explores small-town despair and environmental decay. His writing is an intersection of literary noir and psychological horror. He has published short stories in the journals Meridian, Midwestern Gothic, Fiddleblack, and The Rag. He lives in Yorktown, Virginia.
Praise for Lady Chevy:
“Using stark imagery and evocative prose, Woods paints an unflinching portrait of small-town brutality and despair. Fans of Appalachian noir will be well satisfied.” (Publishers Weekly)
“Woods’ accomplished but very dark novel about a town where violence is epidemic is an extended exercise in a kind of nihilism. It is unsettling and invites long thoughts about the world Amy inhabits.” (Booklist)
"If Cormac McCarthy wrote women, he'd write them like Amy 'Chevy' Wirkner of Ohio. This is a stark, beautiful novel about a devastated land and its devastated people. From end to end, it's terrific, haunting and precise, deft and damning. A great new voice." (Tom Franklin, New York Times bestselling author of "Crooked Letter, Crooked Letter" and "Poachers" )
"Lady Chevy is a compelling look at some of the bleaker realities of modern America, but the best thing about it is its humanity. John Woods writes with honesty and compassion about a young woman trying to survive in a dark and violent world. In doing so, he creates a heroine fit for our troubled times." (Jake Hinkson, author of "Dry County" )
"Reading Lady Chevy by John Woods reminds me of my first encounters with the work of William Gay, Larry Brown, and Donald Ray Pollock. It's poetic and visceral, full of characters I won't soon forget, the place deeply alive on the page. It's a book of great emotional power, a book that's built to last. Searing, humane, and truly haunting." (William Boyle, author of "Gravesend," "The Lonely Witness," and "A Friend Is a Gift You Give Yourself" )
"John Woods' Lady Chevy is a hard-bitten work of the heart. He knows his people and their widely-neglected corner of America, knows their language, undying hopes and relentless fears. And knows how to bring them all to energetic life on every page." (James Carlos Blake, author of "In the Rogue Blood," winner of the L.A. Times Book Prize )
Quando Lady Chevy – facendo esplicito riferimento all’automobile così chiamata per le dimensioni del suo lato B – compie 18 anni suo zio Tom – che si è costruito un bunker nel giardino, in casa tiene appesa una bandiera rossa con un cerchio bianco e una svastica nera, e sui bicipiti, nel punto in cui una volta c’era il tatuaggio del corpo dei marine, ne ha un altro: SS in lettere runiche, due fulmini stilizzati - le regala un fucile a pompa con l’impugnatura a pistola. Poi la indottrina come segue: Il Cristianesimo è la peggiore sciagura che ci sia mai capitata. Elogia la debolezza e la servitù, propugna un egualitarismo che si oppone al progresso evolutivo. È da allora che il nostro popolo ha cominciato a marcire. Il popolo cui si riferisce zio Tom – che certo non ha nulla da spartire con quello della celebre capanna – è quello ariano. Razza, e supremazia bianca. Non è l’unico aspetto che mette i brividi nella sua famiglia, l’armadio è pieno di scheletri (bruciati e impiccati): per esempio, una foto di lei da bambina con la sorella e il nonno gela il sangue nelle vene: KKK! Eppure zio Tom le vuole molto bene, è pronto ad aiutarla economicamente negli studi, ed è l’unico membro della famiglia che insiste perché dimagrisca: in effetti non è solo il lato B di Amy che ha dimensioni automobilistiche, ma un po’ tutto. A parte il viso, bello e delicato. Zio Tom tiene alla sua nipote, si preoccupa per lei.
Copertina
Nella chiesa presbiteriana dove Amy, che è il vero nome di Lady Chevy, va con la sua famiglia, mentre la madre - che pesa 130 chili e la notte esce di casa per andarsi a scopare chiunque le faccia un sorriso, il minimo complimento, un briciolo di attenzione, e lei gli succhia il cazzo, per saziare l’abisso della sua insoddisfazione e della sua fame - allatta al seno il fratellino nato deforme (nome Stonewall) dopo avergli dato uno Xanax per tenerlo tranquillo, le panche iniziano a tremare, i lampadari oscillano, l’acqua santa sciaborda e si rovescia, e il reverendo che è dotato di buon spirito d’ironia commenta: Perbacco. Non pensavo che il mio sermone avrebbe provocato una risposta così vigorosa. Ma Sadie, la migliore amica di Amy, seduta tra le panche davanti, perché di famiglia abbiente (i poveracci come Lady Chevy e famiglia devono sedere in fondo), grida senza ritegno: Sono le cazzo di scosse dovute al fracking!
Fracking sugli Appalachi dell’Ohio.
Siamo in Ohio - dall’elezione di Trump diventato lo stato più hot degli Stati Uniti – e la famiglia di Lady Chevy ha affittato il suo pezzo di terra a una compagnia d’estrazione (principalmente gas) con il metodo del fracking. In cambio ricevono 900 dollari al mese, che durante la presidenza Obama però non bastano certo a mantenere una famiglia di quattro persone. Il risultato, oltre il modesto introito economico e le frequenti scosse, è un inquinamento generale, dall’acqua al terreno, al punto che Stonewall, il fratellino di Amy, nasce deforme e viene così descritto: Ha l’orecchio sinistro ripiegato su se stesso come l’ala di un pipistrello. Gli occhi azzurri affogati di lacrime. Ogni settimana gli viene una crisi, digrigna i denti, ha le convulsioni, sbava sangue. Gli arti paffuti cominciano a tremare e a sbattere sul pavimento. Quando piange, sembra di sentire i gorgoglii di una bocca che annega.
Ohio River Valley: segna il confine di cinque stati (Ohio, Illinois, Indiana, Kentucky, West Virginia).
Il racconto procede parallelo alternando capitolo più lunghi - nei quali è direttamente Lady Chevy a raccontare in prima persona - ad altri più brevi, dove il narratore in terza esplora la torbida vita di un poliziotto laureato in filosofia. Chiaro che le due storie parallele sono destinate a congiungersi (la celebre convergenza parallela coniata da Aldo Moro?) e infine a sovrapporsi. E tra case mobili e pick-up, suprematisti bianchi (neo-nazisti?) e KKK, presbiteriani e amish, individualismo spinto e capitalismo selvaggio, armi a go go e giustizieri (della notte, ma anche del giorno e pomeriggio), la cosiddetta più grande democrazia del mondo non sembra messa molto bene, se è mai stata sana. Tra noir e horror John Woods racconta una storia di pece a tratti insostenibile, e sembra dirci che l’impero sta crollando. Dopo l’attacco/assedio a Capitol Hill non è difficile credergli.
Amy è una ragazza sovrappeso che proviene da una famiglia particolare. Esclusa e bullizzata dai compagni viene soprannominata aperte "Chevy" per il suo generoso fondoschiena. Frequenta l'ultimo anno di liceo e non vede l'ora di andare all'università per evadere dalla provincia che sta inghiottendo la sua vita. Lacittadina dove, Barnesville, è stretta nella morsa della crisi economica e la popolazione si mantiene attraverso i sussidi statali e la vendita dei propri terreni alla Darmont. Questa azienda attraverso l'estrazione mineraria, inquina le falde acquifere, devastando la natura e provocando malattie e malformazioni nella popolazione.
"È semplice. Il mio futuro sta per essere inghiottito. Per riprendermelo devo superare la tempesta. Non sono più stupida, basta maledire la sfortuna, l'ingiustizia o il fato, come una bambina che frigna. Ho sfogato tutta quella merda laggiù nel buio, tra le lacrime. Questa tempesta era nell'aria da sempre. Mi stava solo aspettando al varco."
Un imprevisto rischia di far cadere i sogni e le speranze di Emy, così lei si ritrova a dover scendere a patti con gli insegnamenti della propria realtà culturale, razzista e violenta.
" Potrei diventare una veterinaria. Potrei andare in prigione. Potrei cambiare nome, trasferirmi altrove e ricominciare tutto daccapo. Non importa. Non c'è nessuna luce ad aspettarmi chissà dove. Il buio non mi segue. Il buio sono io."
Con una scrittura che porta il lettore ad amare ed odiare i personaggi: dal padre di Amy buono ma debole, alla madre, gentile e infedele, dallo zio che le vuole molto bene, ma è un razzista amante delle armi, al poliziotto Hastings disturbato e sociopatico. Un libro meraviglioso che racconta la vita della provincia americana che spesso preclude la vita dei propri giovani. Strepitoso. Un libro che consiglio a tutti!
Amy Wirkner lives in a small Ohio town. She is obese and is routinely bullied by her peers, thus her nickname, Chevy because of her size. She is obese and bullied and shamed about it. Amy's parents were cajoled into selling mineral rights to a slick salesman, which has led to fracking, polluted water, and a little brother with serious developmental problems. Amy is smart though, determined to go to college, and become a vet. Her best friend convinces her to drive him to plant a bomb at one of the fracking sites. A security guard wings the friend, and is trying to catch them, when Amy unloads her shotgun twice to disable the car, but does much more. The cops investigate, and Amy takes decisive action to defend her freedom. There is also a second, strange storyline about a local cop who likes to play judge, jury and executioner. I was glad to get out of this one alive. Many others did not. Too much hatred and violence for me, without any sort of moral compass.
"Grandpa told me that a man who wears a cross can’t be trusted. Nor can a man who prays before one. He didn’t like crosses, my grandpa Shoemaker. What he liked was burning them."
"These self-righteous social justice warriors who think they have a monopoly on intelligence. They are the blindest of the blind, no different from Christians. That’s the ironic thing they’ll never admit. They’re just like Christians, with all their egalitarian moral bul***it. And just like Christianity, these liberal PC zealots have inserted themselves into policing private thought and speech. They want to shame us whites into submission, into guilty, passive little geldings who will just hand over the world without a shot fired. ... The Western world once had empires. And we p**sed them away. Bad times breed hard people. Hard people make good times. Good times breed soft people. Soft people lose everything. In two hundred years, we went from racial manifest destiny to slicing our own throats with leftist bul***it."
LADY CHEVY is a work of cool, cruel, beautiful ugliness that doubles as a valuable window into which those outside deepest, darkest Appalachia can see how those inside it can sound completely reasonable and completely Trumpy at the same time. It is completely authentic and completely of its moment, and deserves a readership as wide as its nonfiction analogue.
I especially enjoyed it for how it subverted character tropes. One of two point-of-view characters, teenager Amy Wirkler, is fat, isolated, marginalized, kin to a weak father, a mother who blithely justifies her open infidelity, an uncle who's kind, supportive, educated and full of racist, eugenicist filth. But she's no passive victim. When her best friend, a boy on whom she's long harbored an unrequited love, ropes her into an act of revenge that goes tragically sideways, Amy surprises both of them by uncovering a hidden steel core of cold determination to survive. One that threatens anyone who threatens to run afoul of her goal to get out of town, go to a good college, become a veterinarian and leave her dead-end life and dead-end Ohio town far behind. As she says once she realizes who she really is: "There’s a power I didn’t know I had, a black unfurling in my heart that terrifies me."
The other POV character, local cop Brett Hastings, is a Nietzsche-worshiping sociopath whose dark words and deeds are housed in a blandly handsome exterior. He's pretty sure Amy is behind the dark deeds in town that he himself isn't behind, but the suspense likes in what he'll do with that knowledge — or what he WON'T do with it. (One of the novel's trope-busting surprises is that a fellow cop who knows is exactly who did what to who is marginalized as a dismissible loudmouth idiot.) Hastings has his own ideas about justice, a mishmash of canonical philosophers and his own darkly ethical amorality, but they all come back to center on white male power.
Think about how you'd feel about dealing with a cop who thinks like this: “I started grad school. Like undergrad, it immediately struck me as a kind of kindergarten for the immature. It did not prepare a man for life. Not only did it assume the desirability of social justice, but it also necessarily assumed the existence of cosmic justice. It never touched reality at any point. It’s a fantasy world built on bad art, bad myths.” That, and "Whether they accept it or not, women respond to power, both subtle and overt expressions of force. It’s in their natures, their biological drives. I learned a long time ago that love isn’t real, and that I would have a very hard life if I expected cats to learn how to bark, and dogs to learn how to meow.”
While LADY CHEVY honors the form of the crime novel — there are murders, there's an investigation, there are high stakes and there's much suspense over the fate of the POV characters — it is as much a social-issues novel in the McTEAGUE or ARROWSMITH model. And that dark weight is underscored by darkly beautiful prose that manages, mostly, to avoid that pungent whiff of critique-averse workshop prose that often permeates MFA writing. Examples:
"He measures his own time in the frothy snap of aluminum tabs."
"I don’t touch him. I cannot save him. But I stay with him. It strikes me all as very unimpressive, very biomechanical, his severed veins like slit wires, the heart a collapsing valve, his brain a cracked battery. The blood, all that blood, is just oil, lubrication."
"She loves the old black-and-white romances, when men were men and smoked cigars and wore trench coats and suspenders and spoke firmly while peering from under fedora brims. She once told me that when she was a little girl, she wanted to be kissed like how Humphrey Bogart kissed Ingrid Bergman in Casablanca. She wanted to be gripped by the shoulders, thrown up against the wall, shook a little before being squeezed and loved full on the mouth. I wonder if her first kiss went this way, if it was everything she wanted. And all these other men now, does she give them instructions? Does she even have a say at all, with all her bruises and scratches, all her hurt? My mom doesn’t look for love in all the wrong places, I’ve decided, nothing stupid like that. She lucked out with Dad, a good man, comparatively. She’s just always empty, hungry. And it makes sense, in its own way. Her father is also a lover of the classics."
"When she sees it’s me, she stops, keeps half her body hidden behind the oak door, and studies me with disinterested appraisal, the look of a bitter woman who’s worked hard to tailor herself into the mechanizations of a man’s world. There’s a hatefulness to her that has always discomforted me, both a model and a warning to all us ambitious girls."
And one that seems to act as a thesis statement to this novel: "After these incidents, the bullying decreased. It was a valuable lesson, a realization I should have accepted years ago. Violence has a way of settling things."
*****
One other thing about LADY CHEVY:
In all the talk about writers appropriating the voices and experiences of others that they have not lived, one principle has emerged: "It's OK to render the experiences of people you aren't, just don't mess it up." I mention this because in LADY CHEVY, a white male author has decided to write in the voice of a female teenager, and one with deep-seated body issues to boot. There's a lot of talk about the size and shape of her body, and about her breasts. I'm not rendering judgment on it; as a white male I am distinctly unqualified. In my eyes, the teen-girl POV voice is not used to prurient "male gaze" effect. Your mileage may vary. Consider this a trigger warning.
Reading LADY CHEVY by John Woods reminds me of my first encounters with the work of William Gay, Larry Brown, and Donald Ray Pollock. It's poetic and visceral, full of characters I won't soon forget, the place deeply alive on the page. It's a book of great emotional power, a book that's built to last. Searing, humane, and truly haunting.
Cresciuto nella regione degli Appalachi in Ohio, John Woods ha ambientato questo suo romanzo d’esordio nei luoghi che ben conosce; si tratta di un’opera difficile da classificare, troppo riflessiva per un thriller, troppo drammatica e ricca di personaggi e tematiche collaterali per essere un classico romanzo di formazione, presenta elementi forti ed originali, come le radici profonde del suprematismo bianco o le ripercussioni sulla popolazione locale della sistematica attività di trivellazione del terreno (anche se il termine “fracking” indica più esattamente una perforazione della roccia per fratturazione idraulica, fortemente inquinante la falda e ad elevato rischio sismico).
Non manca certo il materiale a questo autore autoctono che tuttavia, come tutti gli esordienti, tende ad accumulare troppi temi, tanto che, soprattutto nella seconda parte, sembra che il racconto non sappia bene quale direzione prendere per governare tutti i fili narrativi introdotti nei primi notevoli capitoli. Per di più, quanto sopra rappresenta solo una cornice, pur significativa e sostanziosa, entro la quale si svolge la storia più personale, d’amore e amicizia, di bullismo e voglia di evasione da parte della protagonista, diciottenne cresciuta in una famiglia disfunzionale.
“Lady Chevy”, soprannome derivante dalla stazza abbondante come l’omonima autovettura dai fianchi larghi, narra in prima persona gli eventi drammatici ed intimi di cui è vittima ma soprattutto è artefice, nel gestire con una determinazione fuori dal comune le influenze pressanti di familiari dalla personalità ingombrante ed estrema, dal nonno ex ku-klux-klan allo zio fanatico delle armi e costruttore di un attrezzatissimo bunker in previsione della guerra per la difesa della razza bianca, e di altre (troppe) figure in veste di mentore ma dal carattere ambiguo (l’agente di polizia, l’insegnante dalle mani lunghe, il veterinario che la orienterà agli studi…)
Va riconosciuto all’autore un notevole impegno nella costruzione dei caratteri dei personaggi sopra citati e di altri destinati a rivestire un ruolo rilevante nel romanzo e nella crescita della protagonista che, nelle sue laceranti contraddizioni e nei suoi tormenti interiori, forse troppo insistiti nella seconda parte, rimane il fulcro di un racconto comunque valido e suggestivo.
Ne esce un quadro policromo di un America feroce e rancorosa, misera e inquinata, diffidente e sconfitta, un quadro che Woods dipinge senza separare buoni e cattivi, ma dove ognuno alberga dolori segreti, granitici pregiudizi, paure ancestrali, miserie e slanci di compassione. Il romanzo è stato pubblicato nel 2020, anno delle presidenziali: è facile immaginare il voto espresso dalla comunità di Barnesville…
4.5* Tremendous debut by John Woods. Part American Rust (Philip Meyer), part Pop.1280(Jim Thompson) this is fabulous page turner. The author takes on lots of contentious issues and delivers big style. Central to the book is fracking and the devastion it causes to communities and to the environment. Dick Cheney gets a massive bootfuck. Clever writing, it's a spellbinding story and I can't recommend this highly enough.
Wow !! Libri come questo sono la mia seconda pelle. Storie drammatiche dell'America rurale. C'è l'America vera con le sue contraddizioni, è una celebrazione del caos della vita.
È ambientato in Ohio, un luogo che mi sta affascinando molto, specialmente dopo aver letto il libro di esordio di Stephen Markely che si intitola appunto "Ohio". Aggiungiamo che è un noir e che è un romanzo di letteratura americana contemporanea. Il risultato è un libro che sembra sia stato confezionato apposta per me.
John Woods esordia con questo libro che è potente e intenso come pochi. Non è libro adatto per i deboli di cuore. Travolge e distende.
Lady Chevy in realtà si chiama Amy, e il suo personaggio incarna il modello americano più tristemente noto. Chevy è il soprannome che le è stato affibbiato per il suo fondoschiena che sembra una Chevrolet. Bullizzata da sempre per il suo peso, Amy è un'alunna con ottimi risultati a scuola, ma non è una ragazza tranquilla, è ribelle e tosta, una vera guerriera. Si troverà coinvolta in un omicidio assieme al suo migliore amico. Si innesca da parte dell'agente Husting, una ricerca ai colpevoli accusati di omicidio ed ecoterrorismo. Il futuro di Amy tutto d'un tratto si trova incerto. Il sogno di diventare una veterinaria, sembra traballare pericolosamente quando la polizia inizia ad indagare.
Ma la vera protagonista di questa opera è Barnesville, un piccola cittadina rurale di 5000 anime che tra l'altro esiste davvero. Sono stata catapultata in questo ruvido luogo dell'entroterra dell'Ohio orientale. Un luogo che per le problematiche sulla salute della popolazione locale, potrei paragonare in un certo senso alla "nostra Terra dei fuochi". La società Demont ha convinto molte famiglie, tra le quali anche quella di Amy a cedere i diritti minerari per installare un impianto di perforazione. I danni di avvelemento delle falde acquifere, della vegetazione, dell'aria sono purtroppo troppo frequenti, anche sugli stessi abitanti. Ma la comunità, consapevole di ciò che sta accadendo è ben salda e lotterà contro il fracking e contro tutti i problemi ambientali dei quali è responsabile. 🔹️ Bullismo, alcolismo, razzismo, nazismo, droga, povertà, omicidi, suicidi.. Questi sono altre tematiche trattate in questa lettura. 🔹️ Sebbene sia una lettura cruda, la scrittura di Woods è calibrata, a tratti lirica. L'autore è riuscito sapientemente a trovare un equilibrio per mantenere un controllo preciso ed accurato. È tutto minuziosamente controllato. 🔹️ I capitoli sono alternati da due differenti narrazioni. Una è narrata da Amy, l'altra è narrata dall'agente Hasting. Una scelta azzeccata e intrigante che da la possibilità di vedere la storia da due punti di vista differenti. Uno dall'esterno e uno dall'interno della storia stessa, dando completezza e una visione a 360° . 🔹️ Immaginate un'opera teatrale drammatica, confezionata ad arte. Così è questo libro. Non mi stupirei se tra un pò di tempo ne venisse fuori una serie tv o un film. 🔹️ Una storia incalzante che non lascia spazio a pause. Lo leggerete voracemente. 🔹️ Geniale in tutto, la trama, i personaggi, le ambientazioni, lo svolgimento dei fatti. La scrittura!!! La prosa è spettacolare. 🔹️ Questo libro è velenoso e tossico. Imperdibile per gli amanti dei noir e dei thriller. 🔹️
Amy Wirkner is a high school senior, cruelly called Chevy by her classmates because she’s very fat. She lives in Appalachian Ohio, a once beautiful but now blighted part of the American heartland, where all the decent-paying jobs have been moved offshore and fracking poisons the earth, water and air. Her baby brother Stonewall was born with deformities and suffers seizures of increasing frequency and intensity. Amy’s smart and works hard, makes good grades, and is counting on a scholarship to get her into veterinary school in Columbus, away from her loathed small, rural hometown and into a better future. When her best friend Paul asks for her help one night to destroy a fracking tower, she agrees to drive, against her better judgement (she’s been crushing on him for years, and can’t bring herself to say no), but things go terribly wrong, and a man is killed. Amy sees her dreamed-of future slipping away from her, keeps her head, and starts to do what is necessary to escape suspicion. But inside, she’s a churning mess of guilt and horror, and seems to be irrevocably changed.
The author does an admirable job of painting a picture, not only of the damaged beauty of the land, but of the moral rot that has seeped into everything, just as the fracking poison has infiltrated the groundwater. Amy’s maternal grandfather is a Klan grand dragon with blood on his hands, and his creepy acolytes and philosophy are everywhere. Her beloved uncle is an ex-military neo-Nazi planning for the end times. There’s an extremely chilling cop (who just loves his black uniform) in town who considers it his duty to exact justice as he sees fit.
There’s not a single soft thing in this artful, horrifying book, but it was fascinating, in the sense that a cowering small mammal can’t look away from a snake that’s approaching. What a world view. Shudder.
Non un romanzo di formazione in senso stretto. Lady Chevy è un racconto viscerale, crudo e spietato di quello che l'adolescenza, quando ti investe come un monster truck, può farti.
È un libro che ti sporca le mani, che rimane con te in alcuni passaggi e non ti si scolla più di dosso.
Salvaguardia ambientale, suprematisti bianchi, una terra devastata dal fracking, dall'inquinamento che t'ammazza per un po' di dollari, e dai traumi della povertà e del disagio sociale. Un contesto di periferia che ti intrappola in un angolo e ti fa pensare che l'unica soluzione sia la violenza.
L'ottimo esordio di un autore che spero di poter leggere ancora.
a small town in Ohio near the West Virginia border lives an 18 year old girl named Chevy. The land around the town has been damaged by strip-mining and fracking and the vast majority of the people are white supremacists. Most are unemployed or work at a coal mine. Chevy is trying to do her utmost to leave the area until she encounters trouble. A realistic tale about the towns that outsourcing left behind and strip mining destroyed.
The author does a wonderful job of describing the appalling conditions in towns that have been left behind as a result of the loss of manufacturing jobs. Towns in which the population has resorted to drugs and alcohol as substitutes. Among this setting there is hope for one young girl trying to escape and achieve her goal of becoming a veterinarian. She will do anything to get out of this town. A gritty and moving story.
Con uno stile che intreccia toni noir ad atmosfere quasi da horror, John Woods ci racconta un’America maltrattata e per questo violenta. Si tratta di un romanzo davvero difficile, con tematiche orribili trattate in maniera quasi naturale.
Non c’è nulla di positivo in questo romanzo, persino la voglia di riscatto della protagonista viene sporcata dalle circostanze e dalle decisioni prese da ogni singolo personaggio.
La storia potrebbe sembrare un normale thriller con tutti gli ingredienti del caso. Quello che balza all’occhio del lettore è il confine tra bene e male quasi inesistente, una sottile cortina che fa scivolare tutto in un grosso buco nero dove niente è distinguibile.
Ci vuole coraggio a trattare temi importanti come il razzismo e l’avvelenamento atmosferico e John Woods ha dimostrato non solo di averne da vendere ma anche di saper toccare il lettore senza impietosirlo.
La voce narrante principale è quella di Amy, alternata da capitoli in cui si racconta la vita del poliziotto Hastings in terza persona. Amy racconta la sua realtà e le vicende connesse senza veli. La sua è una visione spietata e disincantata del mondo nonostante la giovane età. Una realtà violata, che le altera l’animo e che la porta a compiere gesti orribili pur di preservare quel cielo azzurro che le sembra il suo futuro.
Penna impeccabile, linguaggio diretto e mai scontato, caratterizzazione perfetta e una storia che rimane aggrappata con le unghie e con i denti: questi sono gli ingredienti per un romanzo d’esordio formidabile.
Lady Chevy di John Woods è un romanzo duro, difficile da mandare giù, ma che racconta una sfaccettatura della vita, in una parte del mondo, che molti di noi non conoscono o fanno finta di ignorare.
Lady Chevy is a brilliant and thorough examination of contemporary Midwestern life. Pulling absolutely zero punches, no topic is off the table. Racism, poverty, fracking, sexism, bullying, and gun culture are all examined with razor-sharp insight. If you are looking for a breezy weekend read—move on. John Woods peels layer after layer to reveal a rust belt psyche in need of serious self-reflection, and in doing so, asks us all to take a deep and thorough look at our toxic relationship with the planet and each other. Highly recommended for anyone remotely interested in understanding the nuances of modern American life.
Fracking, and the unwanted, dispossessed souls, bad sentiments, bad words, hate and racism awaits, all told through walking of one complicated young woman Amy.
A story like Faulkner encouraged masses to write, ones of “..the problems of the human heart in conflict with itself," terrible histories, blood on hands of kin. There is a prison and crucible that a young woman wants escaping from. Family dynamics and troubles in the mix. There is racist sentiment and doings going far back and one wonders if she will shack them off or inherit the disease. Be hard time undoing. One hopes that she flees and transforms to something great and that is the hook in this tale, a compelling believable lead female character tough and fragile at same time.
There is an officer with nihilistic ruminations, amongst other troubles, bringing me back to that True Detective character played by Matthew McConaughey.
Tragedy in Barnesville Ohio Valley awaiting with the words and characters cajoled together, pointing towards stories one would find penned by William Gay, Daniel Woodrell, and Joe Lansdale to name a few, with John Woods own elegant prose, potent and subduing.
It is all in here “ethnic hatred, police corruption, environmental decay, and gun violence” and dealt with great care in being evoked through young Alma’s eyes a Juxtapositioning with words and a new voice from Ohio Valley in a potent noir debut.
Mi devo riprendere da questo libro. E' stato davvero una botta da leggere (in senso positivo). In questa storia non ci sono eroi, ci sono solo persone che fanno cose reali. Se devono, uccidono. C'è tantissimo su cui pensare: l'America rurale che viene ignorata (fino a quando non ci sono elezioni) o devastata dalle multinazionali, l'inquinamento dilagante per via del fracking che distrugge fisicamente e mentalmente i cittadini, la povertà, il razzismo e suprematismo bianco dilagante tra chi cerca di dare un senso alla propria vita, desideri che trasformano le persone in mostri... La lista è lunga, è un libro che mi ha preso alla gola ma che ho adorato.
Wow !! Libri come questo sono la mia seconda pelle. Storie drammatiche dell'America rurale. C'è l'America vera con le sue contraddizioni, è una celebrazione del caos della vita.
È ambientato in Ohio, un luogo che mi sta affascinando molto, specialmente dopo aver letto il libro di esordio di Stephen Markely che si intitola appunto "Ohio". Aggiungiamo che è un noir e che è un romanzo di letteratura americana contemporanea. Il risultato è un libro che sembra sia stato confezionato apposta per me.
John Woods esordia con questo libro che è potente e intenso come pochi. Non è libro adatto per i deboli di cuore. Travolge e distende.
Lady Chevy in realtà si chiama Amy, e il suo personaggio incarna il modello americano più tristemente noto. Chevy è il soprannome che le è stato affibbiato per il suo fondoschiena che sembra una Chevrolet. Bullizzata da sempre per il suo peso, Amy è un'alunna con ottimi risultati a scuola, ma non è una ragazza tranquilla, è ribelle e tosta, una vera guerriera. Si troverà coinvolta in un omicidio assieme al suo migliore amico. Si innesca da parte dell'agente Husting, una ricerca ai colpevoli accusati di omicidio ed ecoterrorismo. Il futuro di Amy tutto d'un tratto si trova incerto. Il sogno di diventare una veterinaria, sembra traballare pericolosamente quando la polizia inizia ad indagare.
Ma la vera protagonista di questa opera è Barnesville, un piccola cittadina rurale di 5000 anime che tra l'altro esiste davvero. Sono stata catapultata in questo ruvido luogo dell'entroterra dell'Ohio orientale. Un luogo che per le problematiche sulla salute della popolazione locale, potrei paragonare in un certo senso alla "nostra Terra dei fuochi". La società Demont ha convinto molte famiglie, tra le quali anche quella di Amy a cedere i diritti minerari per installare un impianto di perforazione. I danni di avvelemento delle falde acquifere, della vegetazione, dell'aria sono purtroppo troppo frequenti, anche sugli stessi abitanti. Ma la comunità, consapevole di ciò che sta accadendo è ben salda e lotterà contro il fracking e contro tutti i problemi ambientali dei quali è responsabile. 🔹️ Bullismo, alcolismo, razzismo, nazismo, droga, povertà, omicidi, suicidi.. Questi sono altre tematiche trattate in questa lettura. 🔹️ Sebbene sia una lettura cruda, la scrittura di Woods è calibrata, a tratti lirica. L'autore è riuscito sapientemente a trovare un equilibrio per mantenere un controllo preciso ed accurato. È tutto minuziosamente controllato. 🔹️ I capitoli sono alternati da due differenti narrazioni. Una è narrata da Amy, l'altra è narrata dall'agente Hasting. Una scelta azzeccata e intrigante che da la possibilità di vedere la storia da due punti di vista differenti. Uno dall'esterno e uno dall'interno della storia stessa, dando completezza e una visione a 360° . 🔹️ Immaginate un'opera teatrale drammatica, confezionata ad arte. Così è questo libro. Non mi stupirei se tra un pò di tempo ne venisse fuori una serie tv o un film. 🔹️ Una storia incalzante che non lascia spazio a pause. Lo leggerete voracemente. 🔹️ Geniale in tutto, la trama, i personaggi, le ambientazioni, lo svolgimento dei fatti. La scrittura!!! La prosa è spettacolare. 🔹️ Questo libro è velenoso e tossico. Imperdibile per gli amanti dei noir e dei thriller.
Lady Chevy, all'anagrafe Amy Wirkner, è una ragazza sovrappeso, soprannominata così perché il suo culo, a detta dei suoi coetanei, somiglia a quello di una Chevrolet. Amy ha un carattere introverso e un unico sogno: lasciare la squallida cittadina in cui vive, la sua terra devastata dal fracking e dalle miniere di carbone, per iscriversi all'università. E farà di tutto per realizzarlo, di tutto. Il suo destino incrocerà quello dell'enigmatico agente Hastings, un uomo dallo spirito affine a quello di Amy, più di quanto lei stessa pensi. John Woods ci regala un romanzo che sembra un giallo, ma non lo è, in cui le tematiche della supremazia bianca e della salvaguardia ambientale si intrecciano alle scelte etiche e morali di protagonisti che vi obbligherranno, più volte, ad emettere giudizi difficili, mettendo in discussione la vostra stessa moralità. "Vittime o carnefici?" è la domanda che vi porterere dietro per tutta la lettura (e che forse dovremmo farci più spesso, messi di fronte alla colpa di qualcun'altro). Un libro le cui pagine vi scorreranno veloci tra le mani, come un suv lanciato a tutta velocità su una strada deserta nel cuore d'America e, pagina dopo pagina, vi investirà con tutta la sua forza, come se foste in mezzo a quella strada solitaria, ad spettare l'impatto.
3,5 La prima parte un po' lenta, la seconda molto più ritmata ma con una conclusione che non rende giustizia all'opera. E' il ritratto di una parte di America rovinata dalla sete di guadagno e dal razzismo. Da un certo punto di vista mi ha ricordato la serie Dopesick. Consigliato a chi non si accontenta di pensare agli Stati Uniti solo come un luogo di realizzazione dei propri sogni.
Lady Chevy" è un noir che mette in luce un lato più nascosto e maledetto dell'America, trattando tematiche molto importanti quali l'inquinamento ambientale ma anche il razzismo e il bullismo. La scrittura è scorrevole e sono presenti dei colpi di scena che arricchiscono la trama ben congegnata. I personaggi sono caratterizzati perfettamente e presentano dei lati oscuri che li rendono più realistici e interessanti. Un romanzo crudo e cinico per chi, come noi, ama le storie imprevedibili e fuori dal comune.
Pare un poliziesco ma non lo è, non solo almeno. Avvincente, ansiogeno e adrenalinico, riesce a annullare il confine tra bene e male, a ribaltare il giudizio di giusto e sbagliato portando il lettore a dubitare anche di ciò che 'vede'. La figura della protagonista, una adolescente obesa immersa nella provincia americana che subisce gli effetti dell'abuso umano verso la natura e circondata da una società che crede nel suprematismo bianco, è una figura straordinaria, contraddittoria e potente. Si può amare Lady Chevy ma anche odiarla, si può provare pena e tenerezza per lei ma anche sperare che paghi caro il suo comportamento. È innocente e maligna, fragile e ferrea. L'autore è bravissimo a sospendere il giudizio e a non imboccare il lettore, neppure il finale gli renderà più semplice il lavoro.
"La vita è un orrore - dice. Molti non lo accettano mai, né ci si confrontano. Tu l'hai fatto. Ma non puoi superare l'orrore senza diventare un suo agente."
Lady Chevy John Woods Traduzione: Michele Martino Editore: NNe Pag: 384 Voto: 4/5
If you want to understand why the 2016 election went the way it did read Lady Chevy by John Woods. The book is a fictional thriller, but like so much fiction it illustrates a particular reality more clearly than any non-fictional Hillbilly Elegy can. It has gripping characters that you don't love, but that fascinate you and leave you wanting more. I'm hoping there is a sequel in the works.
Lady Chevy is Amy Wirkner called Chevy because of her size. She is obese and bullied and shamed about it. But Amy is also very smart and is determined to get out of of Barnesville, Ohio which is blightedd by fracking. There 's a lot of weird stuff going on in this story including Amy's parents, grandfather and a rogue cop. This is a dark novel, a look at racism, ethnic hatred, poverty, gun culture and a lot of violence. I think that the novel is very well written and certainly points out the ills of society through the life of a young woman without many choices.
“Una volta che qualcosa è stato visto, non potrà mai più essere invisibile.”
Il romanzo d’esordio di Woods rispecchia pienamente il contemporaneo nordamericano; a qualcuno non piace molto questa letteratura, la considera troppo autocompiaciuta. Io invece ci sguazzo dentro benissimo, quando ho bisogno di un libro che mi coinvolga so dove orientare la bussola.
Mi aspettavo che Lady Chevy fosse un buon libro, uno di quelli che cercavo. All’inizio mi è sembrato un déjà vu: avevo già incontrato l’ambientazione e le sue tematiche in precedenti romanzi, in altre serie tv viste di recente. Insomma, qualcosa di non proprio così originale. Poi, poco dopo la metà, Woods si inventa una cosa che mi ha preso in contropiede e… il romanzo spicca il volo. O forse è più corretto dire che affronta una “spirale di gradini che si avvita nel buio”. Il buio. Il racconto è pieno di buio.
Amy Wirkner è la Lady Chevy del titolo, perché una parte della sua imponente mole ricorda il posteriore di una Chevrolet, vive con i genitori e il fratellino disabile nella Ohio Valley, quella zona dello Stato sfruttata per la trivellazione e l’estrazione del gas naturale e di carbone. L’impianto doveva portare ricchezza a quella parte di mondo, invece ha portato solo inquinamento (fracking), malattie, cattivi odori, nubi scure, scosse del terreno improvvise. Amy è una ragazza impopolare ma sveglia, con dei sogni che la dovrebbero portare lontano dalla sua marcescente casa mobile. Ma Amy ha un’anima nera, nonostante sia ariana da generazioni. E lo sa, è perfettamente cosciente della sua oscurità e il romanzo restituisce l’oscurità della narratrice protagonista anche attraverso l’ambiente ostile e cupo, il cui equilibrio è continuamente minacciato dall’impianto di estrazione. Il cattivo odore dell’acqua sulfurea che esce dai rubinetti o la pesante nebbia chimica che avvolge Barnesville sono quasi tangibili, durante la lettura. La voce di Amy - in prima persona- si alterna col racconto in terza di Hastings, il poliziotto di paese, un’altra anima buia, la cui oscurità, però, è nascosta dalla nera divisa di ordinanza.
Cosa c’entra, vi chiederete, un poliziotto in questa storia (se non avete ancora letto la sinossi, perché altrimenti lo sapete già!)? C’entra perché la particolarità del romanzo è di avere la struttura del thriller: c’è un attacco ad una cisterna dell’azienda di estrazione a cui partecipa Amy con l’inseparabile amico Paul e c’è anche un omicidio. E quindi un’indagine. Ci sono bugie, tormenti, vendette, sensi di colpa, paure, incertezze. Tuttavia non si può parlare solo di thriller, perché ci sono altre tematiche importanti, quali la supremazia razziale e l’effetto dell’inquinamento sulla qualità della vita. Come vedete, niente di nuovo, come vi dicevo. Ma… questi aspetti, mescolati abilmente insieme, con una scrittura accattivante e veloce, rendono il primo lavoro di Woods decisamente interessante.
Insomma, se vi piace la provincia americana sporca, lontana chilometri dalle scintillio patinato, dove l’orrore si vive ogni giorno per strada, a scuola e nei bar, allora fate un pensierino su questo romanzo. Credo possa piacervi.
(Pensavo a Ohio di Markley, Ruggine americana di Meyer, Le cascate di JC Oates e alla serie norvegese Ragnarok)
Fosse per me, non salverei assolutamente nulla di questo libro. Ho capito l’input: quand’è che smetteremo di parlare di coming of age? Quando ci verranno, finalmente, a noia? (Mai.) Lady Chevy è un coming of age che mostra come non sempre sia scontato scegliere che tipologia di adulti si possa diventare. In fondo, in qualche modo, Wood ce lo vuole far capire: Amy non ha davvero potuto scegliere in che modo dispiegare la vita davanti a sé. Le cose che remavano contro di lei erano semplicemente troppo. Genitori incapaci di essere tali, povertà, il terreno avvelenato dalle tecniche di fracking (per l’estrazione del gas metano) dell’Ohio. L’acqua non si può bere, i bambini nascono malati... vedere un futuro in alcune cittadine abbandonate degli Appalachi è difficile. Così Amy si mette in testa che lei non continuerà a vivere in questa maniera, non si ritroverà incastrata nello stile di vita debole e ebbro di suo padre né in quello di donna forte ma fedifraga che è sua madre. Ci sono tanti personaggi in Lady Chevy: Paul, il miglior amico e ragazzo di cui Amy è innamorata; Sadie, migliore amica d’infanzia e colei che meglio rappresenta l’ossimoro delle esperienze sessuali e delle religioni (perché solo di questo si parla. Nel rendere Sadie una “svuotapalle”, Wood ha fatto proprio l’errore di non renderla... nient’altro). E poi la famiglia allargata di Amy, suo zio Tom e l’eredità genetica del nonno Shoemaker. In parallelo, seguiamo anche la vita dell’agente Hastings, un sociopatico ex filosofo di cui non si capirà bene il senso fino alla fine— e anche lì... Il compasso morale, in Lady Chevy, non esiste. Questo di per sé non sarebbe un problema, in quanto è difficile capire come una situazione ghettizzata come quella della cittadina possa modificare la moralità dei suoi abitanti. E però, quello che mi chiedo è: ma c’era bisogno? Di tutte le scene superflue e che poi non ricoprono nessuna utilità, del finale in cui Amy perde tutto il peso che l’aveva fatta etichettare come “cicciona” dall’inizio del romanzo, quasi a simboleggiare una qualche sorta di rinascita della fenice... c’era bisogno? Di tutti i personaggi abbozzati e di quelli disegnati, invece, proprio malamente... c’era bisogno? Perché il punto poi è quello. È difficile comunicare le azioni delle persone senza avere ben chiaro ogni singolo tassello della loro personalità e, in questo romanzo, tutto risulta casuale, le scene una sequela di “okay” dopo l’altro, tirato avanti da una forza di trazione innaturale giustificata da una storia che male si dispiega e che scorre solo perché è lo scopo ultimo di un lettore di fronte a un romanzo (andare avanti). L’empatia è difficile farla maturare quando tutte le azioni sembrano, appunto, fungere come deus ex machina fine a se stesso. Non saprei. Magari sono stata io a non capirci niente.
Lady Chevy isn’t just an Appalachian noir page-turner—though it is certainly that, in how Amy is constantly staying just one step ahead of “it,” whether that’s the crimes she commits, the guilt that comes from these acts, or her own sense of monstrosity that gradually envelops her. But Lady Chevy is a much more important novel than that. John Woods is a sort of Nostradamus of small-town and rural America. He doesn’t have special powers or a crystal ball. What he has is a particular sensitivity and insight into what shapes these places and their people, specifically southeastern Ohio, where racism, poverty, and drug addiction exist as landmines. As a writer, Woods’ greatest gift is his empathy, his ability to look beyond the surface, sociological implications of these issues and explore how they impact his characters in the most emotionally honest way possible. Lady Chevy isn’t just dark; it’s the Nietzschean abyss staring directly into your eyes. In its exploration of power and the egocentric structures that surround it, Lady Chevy is one of the most relevant books for our current times. Author Amber Sparks recently tweeted, “I sort of feel like white people write the pain and suffering of black people because it makes them feel like a ‘good’ bystander, when probably they should be writing the deep complicity of white people which is not a thing that makes anyone feel good but seems necessary.” This is exactly what Lady Chevy is, and it’s terrifying. This novel won’t just send chills down your spine, it’ll grab you by the bones and shake you.
Lady Chevy shines a hard, bright light on some dark, difficult truths. Haunting is an understatement; I dreamt about this setting, these characters, every night while I was reading it. Bob Dylan described them in his song “Only a Pawn in Their Game”: “From the poverty shacks, he looks from the cracks to the tracks/ And the hoofbeats pound in his brain/ And he’s taught how to walk in a pack/ Shoot in the back/ With his fist in a clinch/ To hang and to lynch/ To hide ’neath the hood/ To kill with no pain/ Like a dog on a chain/ He ain’t got no name/ But it ain’t him to blame/ He’s only a pawn in their game.” I never really understood those lyrics until Lady Chevy. My heart hangs heavy even now I’ve finished the book. But it feels important that I become more viscerally aware of the tragedy that is unfolding every day in forgotten corners of our country. I haven’t read any fiction as relevant as this in a long time, and it’s especially necessary now in our days of civil, economic, and environmental upheaval. I find myself with new levels of empathy; I feel like John Woods has seen and grappled with these dark truths for a long time and has given us all a gift, a chance to open our hearts instead of closing our eyes. It is an exciting, well-told story that will absorb you, but it is more than that. It is social commentary that makes no apologies and cuts out no gristle. It is not for the faint of heart. Read this book, try to love Amy Wirkner, and see if you aren’t changed.