"Un senso d'insicurezza domina le nostre vite. Temiamo di venir aggrediti per strada o in casa. Paventiamo di perdere il lavoro, di non ottenere la pensione, di cadere malati senza poterci curare. È vero che le protezioni dalla violenza e dai rischi dell'esistenza sono ancor oggi più elevate di quanto non fossero un secolo fa. Accade però che ambedue i generi di protezione vengano oggi erosi da un'ideologia che attribuisce solo all'individuo la responsabilità dei suoi mali, e da un sistema produttivo che divide le persone - classificazione abbietta - in vincitori e vinti. Per accrescere la sicurezza materiale dei beni e delle persone, nota l'autore, bisogna difendere lo Stato di diritto. Per contrastare l'insicurezza dinanzi al futuro occorre salvare lo Stato sociale, dotandolo della capacità di far fronte alle contingenze generate dalla ipermobilità del lavoro e dall'anarchia dei mercati. A ricondurre entro limiti ragionevoli l'una e l'altra dovrebbe provvedere, potremmo aggiungere, lo Stato senza aggettivi." Luciano Gallino
Une bonne introduction à la notion de vulnérabilité et d'insécurité dans le monde moderne. L'écriture est accessible mais précise. Le format court et bien structuré permet de suivre la pensée de l'auteur sans difficulté.
J'ai kiffé, merci Robert Castel de m'avoir fait louper mon arrêt de bus mdr (c'était super intéressant !) Pas mal d'infos que j'avais déjà vues en SES et dans des podcasts etc mais j'ai beaucoup aimé quand même Premier livre lu pour le concours ✅