La storia senza perdono di una montagna che urla la sua rabbia, di avidità e soprusi, intrighi e segreti, di una giornalista che non ha paura di lottare contro tutto per gridare in faccia al mondo la brutale verità.
Intenso, emozionante, pieno. La tragedia del Vajont vissuta sin dal principio, attraverso gli occhi di una bambina, diventata partigiana per difendere la libertà, e poi giornalista per lo stesso motivo. Una storia profonda, forte, ma adatta anche ai più piccoli, per trasmettere tutte le ingiustizie degli uomini potenti, che hanno portato a quello che Tina definisce un altro olocausto. Perché, per l'ennesima volta, il potere ha eliminato la libertà di parola, e ha portato con sé morte e distruzione.
Questo libro mi ha rapito, lo stile di Percivale è leggero e profondo al tempo stesso, forse proprio per questo è adatto a trattare di simili argomenti. La storia è reale e orribile ma è stata raccontata in una maniera che tiene i lettori alla giusta distanza, al centro delle azioni e dei sentimenti senza però farli sentire in qualche modo colpevoli.
Carino ma non eccezionale. Si legge in fretta. Indicato per ragazzi delle medie. Livello di approfondimento scarso, ampie digressioni sulla storia personale di Tina Merlin.