La premessa è quella di due scienziati che, nel 1906, sono vittime di un naufragio al largo di Capo Horn e trascorrono tre anni in una terra sconosciuta, che battezzano Stranalandia, della quale descrivono animali e usi e costume dell’unico abitante umano, Osvaldo.
Realtà o fantasia? Il mondo accademico si interroga su questo diario.
E ed è proprio nel diario, un catalogo di creature surreali che vanno dal Leometra all’Orso Tennista, con aggiunta di un linguaggio che Osvaldo usa principalmente per parlare con se stesso e altre divertentissime curiosità sul mondo di Stranalandia.
Inutile dire quanto mi sia divertita leggendo quelle descrizioni di improbabili animali come il Virgolo (e il Puntolo), il Gattacielo e il Topo Cagone, con anche qualche punta di critica nemmeno tropo velata alla nostra società (si legga la descrizione dell’Avvoltoio Volatore, che segue solo chi comanda, dando sempre ragione ai potenti e cambiando rotta quando questi cambiano).
Alcuni riferimenti, ai nostri giorni, andrebbero persi: nessun bambino del 2022 può sapere cosa sia la bolletta della SIP, ma io faccio parte di quella generazione di bambini per i quali Benni ha scritto (il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1984) e me lo sono goduto in ogni particolare.
D’altra parte, Benni è uno di quei pochi autori che non mi ha mai deluso e sempre entusiasmato.
Un unico appunto: caro Stefano, se i due scienziati hanno vissuto all’inizio del XX secolo, di certo non potevano sapere cosa fosse un televisore!
Il punteggio è comunque massimo: cinque osvaldi!