Ottobre 2020: per la prima volta nella storia della magistratura un ex membro del Csm viene radiato dall'ordine giudiziario. Chi è Luca Palamara? Una carriera brillante avviata con la presidenza dell'Associazione nazionale magistrati a trentanove anni. A quarantacinque viene eletto nel Consiglio superiore della magistratura e, alla guida della corrente di centro, Unità per la Costituzione, contribuisce a determinare le decisioni dell'organo di autogoverno dei giudici. A fine maggio 2019, accusato di rapporti indebiti con imprenditori e politici e di aver lavorato illecitamente per orientare incarichi e nomine, diventa l'emblema del malcostume giudiziario. Incalzato dalle domande di Alessandro Sallusti, in questo libro Palamara racconta cosa sia il "Sistema" che ha pesantemente influenzato la politica italiana. "Tutti quelli - colleghi magistrati, importanti leader politici e uomini delle istituzioni molti dei quali tuttora al loro posto - che hanno partecipato con me a tessere questa tela erano pienamente consapevoli di ciò che stava accadendo." Il "Sistema" è il potere della magistratura, che non può essere scalfito: tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze, o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato. È quello che succede anche a Palamara: nel momento del suo massimo trionfo (l'elezione dei suoi candidati alle due più alte cariche della Corte di Cassazione), comincia la sua caduta. "Io non voglio portarmi segreti nella tomba, lo devo ai tanti magistrati che con queste storie nulla c'entrano."
Alessandro Sallusti è un giornalista e opinionista italiano, dal 7 settembre 2023 direttore responsabile de il Giornale. Giornalista professionista dal 1981, ha scritto per il Giornale, Il Messaggero, Avvenire e Corriere della sera; è stato vicedirettore de Il Gazzettino di Venezia e direttore di La Provincia (Como) e Libero. È stato direttore de Il Giornale dal 2010 al 2021, anno in cui si è dimesso e ha assunto la carica di direttore di Libero. È noto al pubblico televisivo per le partecipazioni a programmi quali Ballarò (Raitre), In Onda (La7) e Mattino Cinque (Canale 5). Tra le sue pubblicazioni: con L. Palamara, Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana (2021) e Lobby & Logge (2022); con G. Meloni, La versione di Giorgia (2023).
Ci indigniamo, firmiamo petizioni e facciamo manifestazioni per le ingiustizie dall’altra parte del mondo.. Questo libro dovrebbero leggerlo tutti. Se ne dovrebbe parlare a tutte le ore su tutte le reti. Mi aspettavo di leggere di un sistema marcio e corrotto, ma la storia va molto oltre. Se facessero una serie tv surclasserebbe “Scandal” e “House of Cards”
"Non c'è tirannia peggiore di quella esercitata all'ombra della legge e con i colori della giustizia" Montesquieu. A. Sallusti intervista il magistrato L. Palamara sulla vicenda scandalo del Sistema: un intreccio di nomine, favori, pressioni e politica nella magistratura negli ultimi vent'anni. Non si racconta solo "Il Sistema", ma si va oltre: Palamara porta alla luce, dopo le accuse a lui rivolte, un rodaggio che coinvolge la magistratura italiana e che solo oggi viene alla luce. Un sistema creato dallo stesso Palamara di cui è però rimasto vittima.
Nonostante il sottotitolo così forte, che "il sistema Palamara" non fosse stato tutta farina del sacco dell'ex magistrato era un po' un segreto di Pulcinella. Dall'intervista di Sallusti emergono comunque dei dettagli che fanno solo aumentare il disgusto verso l'utilizzo strumentale e politico della magistratura, che esisteva prima di Palamara e che putroppo continuerà ad esistere. Questo libro, più che un'inchiesta rivelatrice, è l'occasione per Palamara di fare un "muoia Sansone con tutti i Filistei" e non mi stupisce che la sua uscita sia passata sotto silenzio da tutti, perché sono cose "note" ma scomode e che non fa piacere a nessuno che vengano rese pubbliche.
Risvolto Ottobre 2020: per la prima volta nella storia della magistratura un ex membro del Csm viene radiato dall'ordine giudiziario. Chi è Luca Palamara? Una carriera brillante avviata con la presidenza dell'Associazione nazionale magistrati a trentanove anni. A quarantacinque viene eletto nel Consiglio superiore della magistratura e, alla guida della corrente di centro, Unità per la Costituzione, contribuisce a determinare le decisioni dell'organo di autogoverno dei giudici. A fine maggio 2019, accusato di rapporti indebiti con imprenditori e politici e di aver lavorato illecitamente per orientare incarichi e nomine, diventa l'emblema del malcostume giudiziario. Incalzato dalle domande di Alessandro Sallusti, in questo libro Palamara racconta cosa sia il "Sistema" che ha pesantemente influenzato la politica italiana. "Tutti quelli - colleghi magistrati, importanti leader politici e uomini delle istituzioni molti dei quali tuttora al loro posto - che hanno partecipato con me a tessere questa tela erano pienamente consapevoli di ciò che stava accadendo." Il "Sistema" è il potere della magistratura, che non può essere scalfito: tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze, o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato. È quello che succede anche a Palamara: nel momento del suo massimo trionfo (l'elezione dei suoi candidati alle due più alte cariche della Corte di Cassazione), comincia la sua caduta. "Io non voglio portarmi segreti nella tomba, lo devo ai tanti magistrati che con queste storie nulla c'entrano."
Non metto nessuna stella, perché ci sarebbe da piangere. Se fosse vero anche solo un decimo di quanto rivelato in questo libro, come Nazione fondata sullo stato di diritto, saremmo comunque spacciati. E non ho idea di cosa si dovrebbe fare per uscirne. Dal cancro a volte si esce col bisturi, a volte con la chemio, a volte con entrambi. Per il cancro narrato in questo libro occorrerebbe una cura nuova e diversa, forse aliena. Povera, povera Italia.
Il "caso Palamara" non ci fa capire, come molti (alcuni in malafede) vogliono farci credere, che il sistema giudiziario in Italia non funziona ed è marcio. Al contrario ci dimostra che la magistratura funziona benissimo, che ha del marcio dentro di sè (come praticamente ogni organizzazione), ma che c'è una parte sana che crede nella Giustizia, fino al punto di indagare un proprio "simile" e portarlo a processo.
Adesso invece la "intellighenzia" in mala fede elegge Palamara a paladino della verità credendo (ingenuamente?) ad ogni sua parola.
Palamara è un magistrato, se ha delle verità da confessare deve farlo nelle aule giudiziarie, non in un libro in cui il suo unico contraddittorio avviene con un giornalista che da sempre ha la palese "missione" di delegittimare la Magistratura italiana.
Se la Magistratura Italiana fosse un organo marcio, il "sistema Palamara" non sarebbe mai venuto fuori.
Questo ovviamente è il mio modestissimo parere dopo aver letto il libro.
Alessandro Sallusti intervista Luca Palamara e racconta “Il Sistema” che si nasconde all’interno della Magistratura italiana e che ne gestisce ogni sua sfaccettatura. L’intervista è esposta in modo molto scorrevole e non diventa mai pesante, né scontata. Un libro che sta facendo parlare molto di sè in questo momento.
Abbastanza interessante, anche se meno di quanto mi aspettassi. Che la magistratura sia marcia, con il sistema correntizio delle nomine, l'ingerenza nella politica (e della politica), ecc., lo sappiamo già tutti.
Però Palamara racconta molte vicende (forse troppe) e lo fa in maniera precisa e circoscritta, facendo nomi e cognomi.
Forse un po' troppi nomi e cognomi. E' un po' pesantuccio, e secondo me un po' disordinato. Troppe vicende, sparate una dopo l'altra. E le parti intricate sui giochi delle nomine le ho trovate noiose.
Comunque è un buon libro per farsi un'idea dei giochi sporchi che avvengono all'interno della magistratura
La Casta 2.0 Può sembrare inverosimile, ma la lettura di questo libro in contemporanea al coevo “Aristocrazia 2.0” di Roger Abravanel (il noto consulente paladino del concetto di meritocrazia in Italia) conferma quello che anche un osservatore distratto non può non constatare: il sistema Italia è dominato da un potere istituzionale – il potere giudiziario - che ormai è diventato assoluto, autoreferenziale, del tutto privo di quei bilanciamenti con gli altri poteri che in realtà caratterizzano gli altri due poteri istituzionali (legislativo ed esecutivo) e, tutto sommato, anche i mass media e la stampa (i cosiddetti quarto e quinto potere). Questo strapotere della magistratura è il frutto di un coacervo di fattori storici e politici e non necessariamente della cattiva volontà di alcuni suoi rappresentanti. Ma è un dato di fatto indiscutibile. E richiede un rapido riequilibrio nei meccanismi di “check and balance”, indispensabili per garantire una piena democrazia. E anche un rilancio dell’economia e della società italiana, ormai in declino da molti anni. La scoraggiante testimonianza di Palamara raccolta da Sallusti (e raccontata con uno stile molto efficace e appassionante), da nessuno smentita neanche nei più minimi particolari, costringe noi cittadini a pretendere una rapida riforma che smantelli lo strapotere dell’Associazione Nazionale Magistrati e renda il CSM un organo più imparziale.
Impietosa pagina del sistema giudiziario italiano, delle correnti, delle amicizie, delle decisioni prese da pochi in barba alle più logiche analisi di osservazione degli atti. Credo che il capitolo più emblematico sia uno degli ultimi, quello in cui la rappresentazione del simbolo della giustizia equivale a quello della fortuna: la dea bendata. Una metafora che spiega bene il senso di una “giustizia” un po’ malandata in Italia...un po’ come per la politica. Ti resta un po’ di amaro in bocca, una volta lette tutte queste Pagine. Perché ti rendi conto che dal tritacarne, qualora malauguratamente ci finisci, e’ difficile uscirne!
Premettendo che è una narrazione di parte e senza contraddittorio, Palamara viene lasciato parlare a ruota libera. Sono le sue verità, bisogna averlo in mente fin da subito. Tuttavia è un'intervista che scorre bene, mai noiosa nonostante il tema non sia dei più fluidi. Tutti sapevano che esisteva questo "sistema" ma nessuno se n'era mai preoccupato, anzi tutte le parti in gioco lo sfruttavano a proprio piacimento. E l'unico a farne le spese è stato appunto Palamara, sicuramente uno che ha le sue colpe, ma anch'egli vittima di un sistema, quello delle correnti, difficile da eradicare totalmente. Ha, semplicemente, pagato per tutti gli altri. Consigliato
Di cosa parla questo libro-denuncia? Parla del "sistema" marcio e contorto che si racchiude all'interno dell'organo che dovrebbe tutelare sistemi, marciume e complotti dell'Italia dalla nascita della Repubblica ad oggi, cioè della magistratura italiana. In particolare, le domande che Sallusti pone a Palamara spaziano dall'inizio della carriera di Palamara sino alla radiazione dalla magistratura nel 2020. Luca Palamara con dovizia di nomi, luoghi e anni, indica sotto le domande di Sallusti tutti i passi e i procedimenti per aiutare quello o l'altro giudice ad avere quella o quell'altra sedia, ruolo politico o incarico. Si avere letto bene, ruolo politico. Ma la magistratura non dovrebbe essere apolitica o quanto meno non dovrebbe interferire con la politica? A parole si, ma nei fatti Palamara spiegherà che non è per nulla così, così come la frase " La legge è uguale per tutti" non ha lo stesso valore se l'imputato o l'indagato è di destra piuttosto che di sinistra. Il capitolo del libro che più mi ha creato mal di pancia, per non dire schifo, è stato quello in cui Palamara spiega con dovizia di dettagli la questione di Luigi de Magistris, allora magistrato in servizio nella procura di Catanzaro, con l'inchiesta Why Not. L'inchiesta Why not, andava ad indagare personaggi di spicco della politica italiana, politica appena insediata di schieramento di sinistra ( governo Prodi ).
Ma cosa centra De Magistris e sopratutto Palamara con una indagine simile? Bene, De Magistris andava fermato, neutralizzato perchè non si poteva far vacillare un governo senza "l'autorizzazione" del sistema. Un governo a cui era stato dato il benestare perchè di corrente sinistra. Se il sistema non era d'accordo, nulla si poteva fare e De Magistris che viene definito un cane sciolto, senza quello che noi comunemente potremo chiamare "sindacato" perchè lui non ha mai fatto parte di alcuna corrente, andava assolutamente fermato.
Quindi cosa organizza il sistema? Trasferisce De Magistris d'urgenza, gli toglie l'inchiesta, gli scassinano la cassaforte e ne prendono il contenuto ( il faldone d'inchiesta ) e il tutto viene riassegnato ad altro magistrato appartenente al sistema.
Palamara confessa che il trattamento riservato a De Magistris è oltremodo esagerato ma necessario.
Una similitudine, di situazione, la troviamo con Ilda Boccassini e le indagini su Berlusconi, molte similitudini spiccano con il caso De Magistris, ma Berlusconi fa parte dello schieramento di destra, quindi quale occasione migliore per far cadere il suo governo? Ilda Boccassini viene paragonata spesso a De Magistris ma il sistema non muoverà un dito contro di lei, pur ammettendo l'esagerazione nel trattamento di Berlusconi. Ma Berlusconi doveva cadere. Queste sono solo due piccoli esempi che questo libro racchiude, un libro che pagina dopo pagina ha creato in me un forte mal di pancia per lo schifo letto. E meno male che " credo nella magistratura "... povera Italia.
Difficile giudicare un libro scritto da un giornalista che non stimo, che ha idee lontane dalle mie e che parla del mondo in cui lavoro giornalmente credendo in quello che faccio e lo fa attraverso una intervista ad un magistrato che ha fatto dell’inciucio un sistema. Ascoltato per curiosità e con la certezza che quando si sparano fatti così gravi nella loro portata lo si faccia per continuare ad essere al centro fi un’attenzione che è linfa vitale e senza la quale si soccombe. Non mi piace Sansone che butta giù il tempio per morire con tutti i Filistei.
Un vero libro bomba, come lo sono tutti i libri d'inchiesta. Lo sporco, il marcio, la vera cacca che percorre e permea ogni singolo poro della magistratura italiana, messo in piazza senza mezzi termini. Ci sono nomi, cognomi, luoghi d'incontro, orari, chat, messaggi, email, e chi più ne ha più ne metta. Il Sistema, con la S maiuscola, creato e perpetrato dagli uomini, realmente, più potenti d'Italia, e che ha condizionato la politica degli ultimi vent'anni in Italia. Imperdibile, davvero, e si legge tutto d'un fiato.
*Non dice niente di nuovo, sono cose che è facile intuire anche per i non addetti ai lavori. Che la magistratura avesse qualcosa da nascondere, al pari della politica, era ovvio.
*Mi ha indignato parecchio, lo ammetto, nonostante stesse "piovendo sul bagnato". Mi ha anche incuriosito parecchio, nonostante a volte abbia faticato a stare dietro a tutti quei nomi, tutti quei titoloni, tutti quei tecnicismi.
*Leggetelo: è giusto che si sappia la verità, a prescindere da chi l'ha espressa e da come.
Libro intervista di Sallusti a Palamara. Grande successo editoriale, sta vendendo moltissimo. Non mi è piaciuto come è stato strutturato, ossia come una chiacchierata tra i due, ad ogni modo efficace. Molti fatti interessanti che si presumevano, ma mai provati. Mi rimarrà la descrizione perfetta di ANM e CSM, dei membri, delle correnti e di come gli uomini siano in fondo sempre uomini.
Una ricostruzione non disinteressata né sorprendente, ma molto deprimente dell'intreccio fra i poteri giudiziario e politico. Oltre all'intervistato anche l'intervistatore fa la sua parte utilizzando strumentalmente la vicenda, nel tentativo di riabilitare il suo impresentabile editore rinnovando il teorema del complottone.
A lettura completata viene da chiedersi se poi rimosso Palamara si possa parlare di un cambiamento in meglio. quello che chiamiamo “il sistema” è qualcosa di più grande e fondamentalmente indipendente dai nomi che ne fanno parte. È qualcosa di vivo che cercherà di sopravvivere come ha sempre fatto.
There is no worse tyranny than that exercised in the shadow of the law and with the colors of justice (Montesquieu). This book describes all the methods for not respecting people's merit and dedicated commitment.
Sembra la storia dell'inquisizione, ma in chiave repubblicana e contemporanea. Impressiona rendersi conto di quanto la magistratura possa determinare l'agenda del Paese.
Libro che aiuta a incidere la superficie della corruzione della magistratura, che invece di essere un organo indipendente, è subordinata alla lottizzazione e clientelismo della politica.