Ludovico Paravicini è decisamente prevenuto in fatto di donne, ma chi non lo sarebbe, al posto suo? L’epilogo del suo grande amore è stato infatti davvero infelice. In una parola: divorzio. E per giunta non è stato nemmeno amichevole: Ginevra, la sua ex moglie, anni fa ha fatto armi e bagagli e preteso da lui un lauto assegno di mantenimento, autorizzandolo a pensare il peggio di lei. E adesso Ludovico sarebbe ben lieto di continuare a nutrire questa convinzione. Ma all’improvviso Ginevra ricompare e sembra molto determinata a fargli cambiare idea. A volte capita che le persone che si pensa di conoscere meglio riservino delle sorprese assolutamente imprevedibili. E non è detto che queste sorprese siano negative…
Nata nel 1980 in Croazia, nel 1987 si è trasferita a Milano, dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. Ha lavorato alla J.P.Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata, dove si occupa di consulenza finanziaria e ottimizzazione fiscale. La matematica è sempre stata il suo forte, la scrittura invece è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza.
3,5 si conclude il terzetto degli amici milanesi e non nei migliori dei modi. Se nelle altre storie avevo trovato qualcosa che acchiappasse la mia attenzione fin da subito, qui dobbiamo scavallare l'80%. I protagonisti non suscitano emozioni anche se avevano tutte le carte per farlo; ho sentito la mancanza di "risentimento" fondamentale per come era finito il matrimonio tra i due. I dialoghi spesso mi sono risultati macchinosi e inconcludenti. Spero che l'autrice trovi nuovi stimoli, si allontani dalla sua Milano per tornare a quel brio e sagacia di conversazioni con cui ci aveva abituate.
3/4 ⭐️ La Premoli si lascia sempre leggere ma qui poteva fare qualcosa in più. In questo libro non troviamo il solito brio, si cerca di essere un po’ più seriosi, anche se poi non si va davvero in profondità. I due protagonisti mi sono sembrati un po’ superficiali per come hanno gestito il loro matrimonio, sognavano forse la favola e alle prime difficoltà e incomprensioni hanno deciso di seguire la via più facile piuttosto di quella più impegnativa. Nel riavvicinamento ho preferito lei a lui comunque. E avrei allungato un po’ la parte finale che mi è sembrata troppo rapida. Ad ogni modo, il libro migliore di questa serie resta quello di Viola e Lorenzo senza dubbio.
Rispetto alla prima serie "milanese" di Anna Premoli (quella con protagonisti più giovani, per intenderci Lavinia, Giada & Co., che ancora vado a rileggermi per quanto mi è piaciuta), questa seconda, dedicata ai tre amici quasi quarantenni, mi ha preso meno.
Per carità, la sua penna si avverte sempre, si tratta di un romance che si colloca come al solito sopra la media, però mi è parso avere minore mordente rispetto ad altri suoi e non nascondo che ho fatto un po' di fatica a finirlo, principalmente per la mancanza di empatia con i protagonisti.
So che è paradossale, perché Ludovico e Ginevra per età mi sono molto più vicini, ma li ho trovati di un'immaturità abbastanza sconcertante. Mi spiego meglio. Questi sarebbero quasi quarantenni? Io a trentanove anni avevo figli, lavoravo da almeno quindici anni, avevo già una discreta carriera, e so con sicurezza di essere stata molto più matura di questi due. Non parlo solo per me, parlo per molti miei amici e colleghi, mi pare quasi un torto equipararci a un Ludovico ancora madre-onnipresente e, soprattutto, all'insopportabile protagonista.
Ecco, io davvero non capisco cosa abbia combinato prima Ginevra, quali incredibili ostacoli le abbiano impedito di crescere, per portarla soltanto ora a fare certe scelte nella vita e a decidere di diventare (finalmente) "grande". E, quanto al matrimonio, davvero una donna può buttare all'aria un progetto quinquennale e affrontare un intero divorzio (che, ricordo, per quanto consensuale sia, e non ci siano figli né udienze concitate, in Italia arriva in ogni caso dopo anni, anche ora che la normativa è stata resa più agevole) senza alzare la mano e spiegare che il tutto è andato al di là delle sue intenzioni? Cioè, ferisci una persona che (comunque) ami per un mero calcolo azzardato?
Ginevra rappresenta il prototipo delle tizie che io ho sempre chiamato le "Belle addormentate con dolo", quelle che cincischiavano mentre noi in aula studio sgobbavamo o al lavoro ci tiravamo su le maniche, perché tanto sapevano d'essere carine e confidavano sul fatto che qualche bravo ragazzo con buon stipendio prima o poi le avrebbe sposate. E che, immancabilmente, prendono coscienza e si svegliano tardi. Fossi stata nei panni di Ludovico, io non l'avrei ripresa né perdonata.
Al di là della trama un po' surreale (per quanto sia interessante l'aggancio contemporaneo alla pandemia e al lockdown), se questo romanzo mi ha provocato una reazione è una certa dose di disillusione. Ho sempre letto i libri della Premoli per uscire dal grigiore quotidiano e dalla realtà, in questo romanzo mi è mancato l'amore e il rosa e un pizzico di polvere magica.
CONTINUA: https://opinionilibrose.blogspot.com/... Ciao mie care amiche, oggi devo proprio raccontarvi la mia impressione sul fantastico libro di Anna Premoli “Tutto a posto tranne l'amore”. Aspettavo da tanto che qualche autrice elaborasse un romanzo ambientato durante questa tremenda pandemia e finalmente è arrivato! Mi incuriosiva tantissimo l'idea di leggere lo sviluppo di una storia d'amore durante il lockdown e durante i vari Dpcm.
Che dire: la Premoli non delude mai! Il libro si presenta davvero interessante e coinvolgente, divertente e mai scontato. Ho ritrovato in diverse parti della storia dei momenti vissuti in prima persona durante la pandemia. Momenti difficili ma anche momenti felici. Ho potuto rivivere la mancanza di abbracci, la tristezza di sentirsi soli, ma ho anche potuto rivivere la bellezza di potersi godere la propria casa e il valore delle persone che anche a distanza sanno esserti vicine. Questo libro che ha da cornice questa spaventosa situazione mondiale, è incentrato sulla storia d'amore tra Ludovico e Ginevra. Una storia tutt'altro che adolescenziale, fatta di un matrimonio finito male tra incomprensioni e malintesi. I due personaggi si trovano dopo diversi anni dal divorzio a dover ripercorrere la stessa strada e a doversi inevitabilmente confrontare e scoprirsi come mai avevano fatto prima.
L'intesa mentale che si crea tra Ludovico e Ginevra rispecchia perfettamente quell'intesa che a volte a causa della routine e della quotidianità si perde durante una relazione di lunga durata. Molto spesso si da per scontata la persona che si ha accanto e si finisce con un'inevitabile allontanamento. E' stato molto bello però il successivo e inaspettato avvicinamento dei due personaggi e come inconsciamente si siano attratti come due calamite e si siano ritrovati uniti più che mai.
Tutto a posto tranne l'amore è una commedia romantica auto-conclusiva, ma collegata a Questo amore sarà un disastro e Molto amore per nulla poiché i protagonisti maschili di questi tre romanzi sono amici e soci della stessa società finanziaria. Il personaggio maschile che chiude il cerchio di questa serie con ambientazione milanese è Ludovico Paravicini, di lui sapevamo già che aveva alle spalle un matrimonio naufragato in seguito al tradimento della ex moglie, ma non ne conoscevamo i vari retroscena. Dopo aver assistito all’incontro inaspettato tra Ludovico e la ex moglie Ginevra alla fine del volume precedente, ero molto curiosa di vedere come sarebbero andate le cose tra loro due. Sono passati ormai tre anni dal divorzio, ma dalle reazioni di entrambi i protagonisti è chiaro che tra loro ci siano ancora dei chiarimenti e dei conti in sospeso. Ludovico è un uomo diffidente nei confronti delle donne e risentito per essere stato tradito, è un tipo tranquillo, semplice e molto responsabile. Ludo è un personaggio maschile che nel complesso mi è piaciuto molto, specialmente perché molto rispettoso, inoltre è stato divertente vederlo prendere coscienza dei propri sentimenti, non solo nei confronti della ex ma anche di un simpatico quadrupede. Ginevra è una donna molto estroversa e divertente, devo dire che mi è piaciuta molto più di quanto mi aspettassi visto il suo tradimento in passato. È una donna ostinata che vuole farcela con le proprie forze, tuttavia non è priva di insicurezze. Il periodo in cui avviene il riavvicinamento tra Ludovico e Ginevra è stato inaspettato, nel senso che la Premoli ha ben pensato di dar modo ai suoi personaggi di interagire nuovamente e stringere una specie di nuova amicizia in un contesto molto attuale. Il riavvicinamento romantico della coppia è graduale, ma questa è sicuramente una storia sulle seconde occasioni e sulla crescita personale di due protagonisti che effettivamente non hanno mai smesso di stimarsi e provare qualcosa l’uno per l’altra. La penna di Anna Premoli è scorrevolissima come sempre e la storia si legge tutta d’un fiato. Non mancano nemmeno le comparse dei personaggi che abbiamo conosciuto nei volumi precedenti. Ora aspetto con ansia la storia di Audrey (la scrittrice di erotici, la ricordate?) e che il 2021 sia l’anno giusto per la sua storia! Se amate le commedie romantiche Anna Premoli è sempre una buona scelta!
Punto di vista: prima persona, alternato Sensualità: scene soft Caratteristiche: commedia romantica, seconde occasioni Stile narrativo: scorrevole Tipo di finale: autoconclusivo Voto: 4 stelle
La scrittura dell’autrice è come al solito accattivante, l’ironia la fa da padrona e la lettura scorre. Quello che manca in questa ultima trilogia e soprattutto in questo volume è la consistenza della storia, troppo debole a mio avviso
Amo i romanzi della Premoli perché sono il giusto mix tra divertimento e leggerezza, ma in questo troveremo sì la sua narrazione tipicamente veloce, semplice e diretta, ma anche tanta maturità e la riscoperta dell’amore in chiave più matura.
Non si hanno momenti ironici e frivoli, ma battute taglienti tra adulti, Ludovico e Ginevra, due ex coniugi alle prese con una pandemia.
Ebbene sì, il romanzo è ambientato ai giorni nostri, con la pandemia in corso, il lockdown che toglie il respiro e la riscoperta della piccole cose e dello star a casa senza stress, con annesso lievito, pane in casa, il virtual dating, la fila per la spesa.
“A differenza delle favole che ci raccontano, il corso della vita è il frutto di una grande botta di culo.”
Abbiamo già conosciuto lo stacanovista Ludovico e adesso scopriremo il suo cuore e i suoi pensieri.
Divorziato, gran lavoratore, anzi direi lavoratore dipendente, non il classico ragazzo dei romance, niente palestra, niente pettorali e addominali, ma un semplice completo grigio, la sua scrivania e la sua dolce mamma.
Si, abbiamo a che fare anche con la suocera, e quella sarà la parte più leggera della storia, indossa le vesti di fata madrina e con la sua ilarità porterà Ginevra e Ludovico a riavvicinarsi. Ritroveremo la signora Fumagalli, alle prese con una ristrutturazione.
Troppe parole non dette, troppi perchè a cui dare delle risposte e un tema abbastanza delicato come l’endometriosi.
Con molto tatto la Premoli si è distinta in questo romanzo, ha “abbandonato” il suo sarcasmo e ha dato spazio a temi più importanti, attuali e maturi.
Mi è piaciuto? Non è facile accettare questa nuova veste, ma devo ammettere che la Premoli si sta facendo apprezzare anche in diverse sfumature.
L’amore trionfa? Siamo in presenza di un libro romantico quindi diciamo che il cuore vince sempre, tutto sta nel riuscire a elaborare una gran trama.
Anna Premoli promossa a peni voti anche se alle risate questa volta ho accostato lacrime.
I discorsi tra i due ex toccano le corde più profonde del cuore.
Ci affezioneremo ai protagonisti e sarà difficile lasciarli andare, lui e il problema ad esternare i sentimenti, lei e il sentirsi diversa, di basso livello, sempre a spingersi oltre per elevarsi di livello.
E il matrimonio sarà davvero la tomba dell’amore? “La vera tomba dell’amore sarà l’illusione che nulla cambi. Invece cambia tutto, noi per primi ì, e bisogna avere l’intelligenza di riconoscerlo.”
Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano.
⭐⭐⭐⭐ 👠👠 #AnnaPremoli torna in libreria con Tutto a posto tranne l’amore, il suo nuovo #ContemporaryRomance che chiude la trilogia milanese che ha parlato dei tre soci della VGP SGR. Mancava infatti solo Ludovico, che nei libri precedenti avevamo visto di sfuggita, alle prese con una ingombrante ex moglie. Infatti Ginevra ha fatto la sua comparsa in grande stile nel precedente romanzo e le scintille sono volate da subito. In realtà il libro è stato molto più pacifico di quanto mi aspettassi, perché c’è stato un fattore importante che mi ha colto alla sprovvista durante la lettura e che avrà colto di sorpresa anche la Premoli, durante la stesura del romanzo. Si chiama Pandemia Globale e conseguente Lockdown. Eh già, una cosa così importante non poteva non avere effetti sulla scrittrice e sulla storia che stava scrivendo in quel momento, e così anche i nostri protagonisti si sono ritrovati chiusi in casa, alle prese con lo smart working, le mascherine e le file al supermercato. E in questo modo il libro è diventato in un certo senso più introspettivo. Il grande amore, mia cara, è quello di chi potrebbe andarsene e invece rimane. Oggi, domani e dopodomani. Cosa vuoi che distingua un grande amore da uno che invece si è sciolto come neve al sole? Il grande amore si vede alla fine, non all’inizio della corsa. Devo confessare che è stata un po’ dura per me a questo punto della lettura, perché ho rivissuto il lockdown insieme ai protagonisti. Ma è stato anche bello vedere come si è potuta sviluppare una storia in una situazione simile, una storia di #SecondePossibilità. E quanto in realtà una situazione come questa abbia spinto due persone a comunicare molto più di quanto facessero quando erano ancora sposate. Una menzione speciale al piccolo Jack, e alla storia parallela che ha avuto con Ludovico. Sapete si dice che uno degli effetti di questa pandemia, e dei conseguenti lockdown in tutto il mondo, sia stato un forte aumento dei divorzi. È buffo pensare che invece per Ludovico e Ginevra sia stato proprio il contrario, da divorziati sono tornati insieme.
La storia tra Ludovico e Ginevra mi ha tenuta con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Si tratta di un romanzo che fin da subito mette in discussione tutte le convinzioni che avevi, fino a quel momento, sull’amore e sulle relazioni.
“Ci sono persone che escono dalla nostra vita per mille e un motivo e per cui proveremo sempre un senso di protezione. Un affetto che non sbiadisce.”
I due protagonisti, ex marito e moglie, si ritrovano faccia a faccia dopo anni dal loro divorzio e questo metterà a repentaglio quell’equilibrio che entrambi pensavano di avere ritrovato. Il loro è stato un matrimonio normale, forse fin troppo ma l’abitudine e l’incomprensione hanno portato entrambi a dare per scontato l’altro. Tuttavia, Ginevra non è intenzionata a passare per l’ex moglie approfittatrice ed è pronta a dimostrarlo in qualsiasi modo.
E quando sembra che una piccola speranza stia nascendo, il destino farà avvicinare i due protagonisti portandoli a fare confessioni inaspettate. Entrambi, si sorprenderanno di avere dei ricordi ancora vividi del loro matrimonio; dei ricordi che pensavano di aver dimenticato e sono pronti a spogliarsi dei rancori e dei rimorsi per ritrovare le emozioni nude e crude che li avevano uniti.
“…so nascondere molto bene quello che sento. È una capacità che ho sviluppato sin da piccola. Mascherare i miei veri stati d’animo è diventata così tanto un’abitudine che lo faccio quasi senza accorgermene, ormai.”
Ginevra è una donna molto insicura, spesso si sente inadeguata, non all’altezza della situazione e tende a nascondersi per paura di non piacere più. In questo viaggio alla riscoperta di sé stessa avverrà un grande cambiamento nel suo carattere. Una maturazione che la renderà in grado di essere brutalmente onesta con Ludovico e di mettere in discussione anche sé stessa, dando spazio al suo lato più sensibile e determinato.
“I suoi occhi, a differenza di tutto il resto, nascondono un animo gentile.”
Ludovico, o meglio il Dottor Paravicini, è un uomo rigido, intransigente, cinico, diffidente e irremovibile. Non è affatto disposto a cambiare idea sulla sua ex moglie, una donna che lui giudica senza scrupoli e senza cuore ed è pronto a puntare il dito contro Ginevra per tutti i suoi errori passati. Questa sua maschera di freddezza però nasconde un uomo sensibile e gentile ma che non è capace di esternare i propri sentimenti.
Due mondi opposti, sentimento e ragione, pronti a scontrarsi ma ritrovandosi ad avere in comune più cose del previsto. Una relazione che è alla ricerca di equilibrio in un costante cambiamento. Entrambi hanno bisogno di una risposta a quell’insidiosa domanda: “E se…?”
Rimarranno incapaci di rimuovere del tutto il passato oppure saranno pronti a riscoprirsi?
“…siamo privi di equilibrio e irrisolti…”
Tutto a posto tranne l’amore è un libro che ha messo alla prova la mia intransigenza sulle seconde possibilità. Mi ha emozionata, mi ha fatto riflettere, mi ha tormentata e mi ha stupita ogni volta che voltavo pagina. Anna Premoli ci invita ad aprire la mente e a lasciarci alle spalle i nostri pregiudizi; ci porta in un viaggio alla scoperta del vero significato dell’amore. Non c’è nulla di romanzato in questo libro ma solo la pura realtà: non tutto è bianco e nero ma esiste una zona grigia, alla quale si può accedere solo grazie al confronto e al dialogo.
L’autrice è stata capace di descrivere, in maniera impeccabile, tutte le dinamiche di una relazione sentimentale che chiunque può sentire di aver vissuto. Si può dire che in qualche modo ha cambiato anche me, sono partita con un preconcetto e l’autrice è stata in grado di scardinare, una ad una, le mie tesi. Una storia poco convenzionale, diversa dalle altre lette della Premoli e mi ha sorpresa proprio per questo, perché niente di quello che accade è prevedibile.
Questo libro ti insegna che la perfezione che tanto aneliamo, non esiste. Ed è l’imperfezione l’ingrediente segreto di una relazione. Poiché l’amore è un sentimento che va vissuto così com’è, bisogna buttarsi a capofitto e non avere paura di mostrare le proprie insicurezze. Un flusso di emozioni, in costante movimento, pieno di sfaccettature che bisogna essere capaci di seguire per capire davvero dove portano.
Lo stile ironico della Premoli, inoltre, nasconde una grande profondità di pensiero in grado di farti dubitare di tutto e di tenerti incollata alle pagine per scoprire come andrà a finire.
Un romance ambientato durante il lockdown dello scorso marzo è una scommessa vera e propria tra autrice e lettori. In queste righe cercherò di raccontarvi le mie impressioni sul nuovo romanzo di Anna Premoli, edito da Newton Compton Editori. Ma partiamo dall'inizio, chi sono i protagonisti di Tutto a posto tranne l'amore? Lui è Ludovico, imprenditore di estrazione borghese, prossimo ai quaranta e divorziato da una moglie che lo ha tradito. È il classico uomo italiano che affoga i dispiaceri nel cibo, che si sente ancora figlio e non ha il coraggio di emanciparsi completamente dalla madre. Sembra arrivare a capire sempre con un attimo di ritardo, si nasconde dietro il sascasmo e si crogiola nella sua pigrizia. A Roma si dice "uomo di panza, uomo di sostanza" e Ludovico è un po' così, un bonaccione amante del carboidrato. Nel complesso è un personaggio ben inquadrato, certo non è il maschio alpha che spesso si trova nei romanzi rosa, ma questo, per me, è una nota più che positiva. Lei è Ginevra, oggi interior designer, ieri sposa di Ludovico. Da moglie e casalinga si sentiva inferiore per estrazione sociale al marito, lo percepiva lontano e cercava di attirare la sua attenzione. Il risultato è stato un tradimento. Oggi Ginevra vuole dimostrare al suo ex di essere una donna indipendente e di saper badare a se stessa. Obiettivo lodevole, non c'è che dire, ma il suo modus operandi è sempre quello del sotterfugio, non affronta di petto il problema, lo aggira con l'aiuto di altri personaggi, lo rincorre senza però ammetterlo con il diretto interessato. Non sono entrata in empatia con lei, non l'ho capita e non ho compreso il perché delle sue azioni. Ludovico e Ginevra sono due ex, per loro stessa ammissione non risolti, che, per vie traverse, si riavvicinano. Vivono in una Milano fatta di file al supermercato per approvigionarsi, di signore bene che assumono arredatrici, strade e Navigli deserti. Una nota di merito per Giacomo, alias Jack, aka Attila, il simpatico Jack Russell che Ludovico è costretto a sopportare. Avendo due terrier, devo dire che il cagnolino è una rappresentazione perfetta del carattere di questi cani fieri, coccoloni ma al tempo spesso dispotici, e un po' folli! Ammetto di aver fatto fatica a leggere questo romanzo. La trama incede lenta, i dialoghi sono costruiti in alternanza a riflessioni spesso lunghe e didascaliche, che rallentano la lettura. Gli argomenti si ripetono, rendendo superflue molte informazioni, riportate ogni volta. Raccontare una storia di rinascita di un amore, non potendo fare muovere i personaggi liberamente nel loro ambiente, non è semplice, ciononostante mi sento di dire che interpretare con una certa libertà le norme messe in atto dal governo per arginare l'emergenza sanitaria non sia la scelta migliore. Ho trovato, invece, molto vere e ben descritte le emozioni contrastanti e le conseguenti riflessioni che il lockdown ha generato nei protagonisti. Proprio per questo motivo, la mia opinione è che forse questo romanzo avrebbe potuto trovare una casa migliore in un contenitore diverso. Lo avrei visto bene, approfondito con una visione meno leggera, come opera di narrativa generale, ad esempio, o come romanzo sentimentale, senza i topos del romanzo rosa che, in questo caso, risultano limitanti. Ovviamente questo è solo il mio pensiero ed è sicuramente inficiato dalla realtà che ancora oggi stiamo vivendo.
Tra i libri della Premoli che ho letto finora, questo è quello che mi è piaciuto di più, forse per l'argomento e per le dinamiche tra i personaggi principali, più adulte e impegnative, probabilmente più vicine alla mia età e al mio sentire. Davvero strano se si considera che il libro fa parte di un trittico e che anche il libro della Premoli che mi è piaciuto di meno in assoluto ne faccia parte: Questo amore sarà un disastro presenta gli stessi personaggi e la stessa ambientazione, ma se da una parte ho trovato scialbi e piatti Edoardo ed Elena, dall'altra Ludovico e Ginevra sono vivi e attraenti. Ora non mi resta che leggere il libro dedicato alla terza coppia, Lorenzo e Viola, e capire da che parte della bilancia penderà l'ago. *** This, among the novels written by Anna Premoli I have read so far, is the one I liked the most, perhaps for the topic and the dynamics between the main characters, more adult and demanding, probably closer to my age and my feelings. And this is really weird, since this book is part of a triptych and that the Premoli's book that I liked the least is also part of it: “Questo amore sarà un disastro” presents the same characters and the same setting, but if I found Edoardo and Elena dull and flat, on the other hand, Ludovico and Ginevra are lively and attractive. Now I just have to read the book dedicated to the third couple, Lorenzo and Viola, and understand which side of the scale the needle will hang.
Cassandra Gold - per RFS . Ben trovate care Fenici, nella recensione di oggi parleremo di seconde possibilità, di affetti ritrovati e di come l’amore prenda spesso strane direzioni.
Ludovico e Ginevra sono alle prese con un doloroso divorzio. Dopo aver faticosamente risalito la china, a seguito del tradimento di sua moglie, Ludovico cerca di ricostruire la sua vita guardato a vista da sua madre, tutt’ora molto legata alla sua ex nuora. I pranzi della domenica, sono piattaforme di lancio usate dall’anziana signora per cercare di ricucire il rapporto tra i due. Nel frattempo Ginevra ha ripreso in mano la sua esistenza, completando gli studi e iniziando una brillante carriera, non più offuscata dal successo lavorativo manageriale di suo marito.
Ma il destino e un’orribile pandemia ci mettono lo zampino e al momento della rottura definitiva, il filo sottilissimo che ancora li lega riporterà alla loro memoria ciò che erano, facendo riemergere dolori, frustrazioni, ansie e desideri, che li porteranno a una nuova svolta della loro relazione. Complice in tutto ciò, un fedele amico a quattro zampe che colorerà in modo insolito la loro vita.
Un romanzo ironico e divertente dei giorni nostri che sposa il romance più sbarazzino, con la rappresentazione dello scorcio drammatico che tutt’ora stiamo vivendo. Durante questa pandemia che sin troppo ha portato via ai nostri cuori e alle nostre vite, l’autrice vuole comunicare un messaggio di speranza: anche i casi più singolari possono trovare una via per la loro personale e unica felicità. Un’altalena quindi di ricordi, sensazioni e doppi sensi, che costruiscono un linguaggio fluido, nel quale due anime ferite ritrovano la strada di casa l’uno tra le braccia dell’altra.
Ho adorato Ludovico fin dall’inizio. Un uomo all’apparenza forte, ma fragile e sensibile, visibilmente ancora preso e innamorato di un’unica donna. Lui non colpevolizza Ginevra, ma dopo una ragionevole rabbia iniziale, cerca di capire gli errori commessi, per redimersi e ricucire un rapporto prezioso e unico. Un miracolo che lui non vuole credere possibile, ma che serba gelosamente nel suo cuore.
Ginevra, creatura ferita e incompresa, è conscia dei suoi errori. Vorrebbe tornare indietro, ma la strada del chiarimento è costellata di estreme difficoltà. Il desiderio più grande per lei è dimostrare al suo ex le sue capacità. Lei ce l’ha fatta a rialzarsi in piedi ed è rinata a nuova vita, diventando una persona di cui essere finalmente orgogliosi. Due creature ferite ma colme di un bisogno d’amore, straziante e commovente.
La Premoli è sempre una boccata d'aria fresca, anche se come in questo caso, più sottotono. I weekend passati insieme a lei sono sempre piacevoli e rilassanti. 3 stelle e mezzo
Una frase con cui solitamente inizio le recensioni dei libri della Premoli è che l’autrice è una certezza quando si tratta di romanzi in grado di far ridere, date le situazioni di amore-odio in cui si cacciano i protagonisti. Ecco, questa volta cercavo un libro divertente e quindi sono andata a colpo sicuro su quest’autrice. Beh, peccato che così non sia stato…
Partiamo dal fatto che il romanzo è ambientato ai giorni nostri nel nostro mondo, ovvero è ambientato a Milano in piena prima ondata. Ecco, questo non è affatto il mio genere preferito, anzi, però ho già letto un paio di romanzi ambientati in questo periodo e comunque avevano il loro perché, grazie a situazioni divertenti in grado di strappare una risata e di far pesare di meno i vari lockdown. Invece in questo caso non è successo nulla del genere, la vita dei protagonisti è andata avanti in modo abbastanza banale e monotono e forse fin troppo simile alla realtà. Questo ha fatto sì che il libro sia risultato molto piatto e con poca grinta e anche il rapporto tra i due protagonisti ne ha risentito parecchio: poche battute e battibecchi tra i due, ma soprattutto per mancanza di situazioni in cui potessero davvero confrontarsi, se non a distanza guardando un film assieme o poco altro.
Per quel che riguarda i protagonisti, poi, hanno rispecchiato benissimo lo spirito del libro: nel complesso mi hanno lasciato davvero poco. Ginevra, la protagonista femminile, non sono ben riuscita ad inquadrarla, motivo per cui ho continuamente cambiato idea sul suo conto: a volte mi piaceva come personaggio e provavo persino empatia per lei, altre volte avrei solo voluto strangolarla perché la ritenevo insopportabile. Con Ludovico, il protagonista maschile, la storia è andata solo lievemente meglio, per il semplice fatto che non ho mai avuto istinti omicidi nei suoi confronti, ma comunque non è che sia stato in grado di farmi provare chissà cosa: a volte mi stava anche simpatico, ma solitamente ero abbastanza indifferente nei suoi confronti.
Nel complesso un romanzo così così, sicuramente data l’autrice mi aspettavo qualcosa in più. Il suo pregio maggiore è sicuramente quello che si legge molto rapidamente.
Questa è la storia di Ludovico e Ginevra, due ex coniugi che, complice la pandemia che stiamo tuttora vivendo, avranno la possibilità di salvare il loro matrimonio sfumato ormai da tre anni. Ma sarà davvero così semplice?
Ludovico è pigro, razionale, paziente, odia gli animali domestici, i broccoletti, non sa cucinare ed è poco propenso a esternare i suoi sentimenti tant’è che spesso sembra freddo e distante. Ma è anche affidabile, premuroso, ironico e ha un punto debole: Ginevra Rossi, la sua ex moglie. Ho adorato questo personaggio, un uomo genuino e d’altri tempi.
Ginevra, invece, è impulsiva, sfacciata, amante del cibo sano, orgogliosa e sarcastica. Ha una bassa autostima di sé, si è sempre sentita un passo indietro a suo marito ed è per questo che dopo tre anni cerca una sorta di riscatto. Dopo essersi laureata in interior design, decide di voler restituire a Ludovico i soldi del mantenimento per dimostrargli che può farcela anche da sola. L’intenzione era: scendere a un patteggiamento, dopodiché tornare alla vita di sempre.
Solo che non tutto va secondo i piani.
La sua ex suocera le chiede di arredare la casa di suo figlio ma reclinare quella richiesta non è affatto semplice, persino per Ludovico. Così, i due ex coniugi accontentano l’anziana signora, uscita da poco anche da un’operazione delicata, inconsapevoli però delle conseguenze. Tra loro non sarà più solo una questione lavorativa.
Complice la pandemia, probabilmente, o forse no, Ginevra e Ludovico verranno catapultati nel passato, a quegli anni spensierati, ai ricordi malinconici, ai problemi irrisolti. Si guarderanno con occhi diversi, riemergerà la complicità che li ha fatti unire ma verranno a galla anche aspetti mai conosciuti. Si scopriranno per la prima volta e si comprenderanno come non hanno fatto mai. Riaccendere il cuore, però, non basta per rimettere in piedi un matrimonio. Ci sono ferite non semplici da ricucire, paure difficili da ignorare ma anche distanze impossibili da mantenere. Riusciranno i due protagonisti a buttarsi alle spalle il passato e ricominciare?
Una storia della Premoli diversa dalle solite che siamo abituate a leggere ma comunque piena di significato. Alcuni passi sono stati un po’ lenti, devo ammetterlo, ma più si prosegue con la lettura più cresce la curiosità di scoprire come andrà a finire. Un romanzo che fa riflettere, due personaggi così vividi che è improbabile non identificarsi, una pandemia che ci accomuna e che ci farà sentire anche po’ protagonisti.
Consiglio volentieri questo libro, non solo perché adoro la Premoli ma perché riesce a catturare il lettore con la sua scrittura semplice, fluida e mai banale.
Parto dal presupposto che io adoro la scrittura della Premoli. Potrebbe scrivere la lista della spesa e per me sarebbe coinvolgente. E anche in questo romanzo la sua bravura è indubbia. Anzi se è possibile ancor più esaltata perché è riuscita a tenermi incollata alle pagine nonostante non accadano chissà quali cose, anche perché è ambientato a Milano durante il lockdown quindi va da sé...
La storia che ci viene raccontata è insolita, direi una storia d'amore matura, riflessiva e "tranquilla". Un romanzo diverso dai soliti che ricorda più un romanzo di formazione che una commedia romantica. Durante la lettura infatti si segue una crescita interiore dei protagonisti. Ed è proprio questo il bello.
Dalla trama e dalla copertina, sono sincera, mi aspettavo un romanzo più frizzante e divertente. È sempre presente la tipica ironia dell'autrice ma non quel sarcasmo irriverente che amo tanto.
I personaggi come al solito sono ben caratterizzati, originali e finalmente il protagonista maschile non il classico bello muscoloso ma un uomo normalissimo, che ama i carboidrati e con la pancetta!!! Evviva
Una lettura piacevole che mi ha sorpresa positivamente. Consiglio di leggere anche i precedenti della serie (Questo amore sarà un disastro e Tanto amore per nulla ) anche se essendo autonomo e autoconclusivo si può leggere indipendentemente dagli altri.
Avete presente la sensazione che si prova quando hai tra le mani un libro che sta facendo bene alla tua amina? Io mi sono sentita in questo modo mentre leggevo la storia di Ludovico e Ginevra, non solo mi hanno fatto ridere, mi hanno anche fatto stare bene; il classico libro giusto, al momento giusto.
Tutto a posto tranne l’amore è un libro pieno di spunti riflessivi sui sentimenti e io l’ho letteralmente adorato. Penso di essermi innamorata dei protagonisti nel giro di pochissimo tempo (e pagine). So che Anna Premoli è bravissima a caratterizzare i suoi personaggi, a renderli reali con tanto di pregi e difetti, e con Ludovico e Ginevra si è proprio superata. L’aspetto che ho maggiormente amato di questo romanzo è stato proprio il percorso emotivo che i due protagonisti hanno intrapreso per forza di cose. Sono così tanti gli aspetti che ho apprezzato nei due protagonisti che a elencarli tutti impiegherei un sacco di tempo. Ludovico è fondamentalmente una persona molto buona, un po’ orso, forse, ma sai che su di lui puoi sempre contare. Ginevra, invece, all’apparenza sembra una donna sicura di sé, ma dietro nasconde una certa fragilità emotiva che gli ha fatto compiere qualche errore di troppo. Riscoprirsi, per entrambi, gli ha dato modo non solo di riflettere sui propri errori e mancanze, ma anche di scoprire che l’amore che li ha spinti a diventare una famiglia, sotto la cenere che è rimasta, continua a essere vivo.
Lo stile di scrittura di Anna Premoli è sublime, divertente, ironico, scorrevole, curato, leggero e molto attento alle piccole sfumature dell’animo umano. La trama procede in modo lineare e il ritmo narrativo mi è piaciuto tantissimo, frizzante, divertente ma anche riflessivo e introspettivo all’occorrenza. Attraverso il Pov alternato, non solo è facile e immediato entrare in sintonia con i protagonisti, ma vi assicuro che anche le risate sono garantite. I momenti di interazione tra Ludovico e sua madre o Ludovico e i suoi amici Edoardo e Lorenzo sono spassosissimi, mi sono ritrovata spessissimo a ridere da sola. Per non parlare della signora Fumagalli, una piccola perla. Allo stesso tempo, però, rivivere certi sentimenti in compagnia di Ludo e Ginevra mi ha procurato un tipo di emozione difficile da spiegare. Il loro riavvicinamento inizia proprio poco prima della scoperta del primo caso di Covid a Codogno, verso la fine di febbraio dello scorso anno. Ripercorrere con loro quello che, in prima persona, ho vissuto anche io me li ha fatti sentire particolarmente vicini. Ogni riflessione che i due protagonisti fanno, ogni decisione che prendono riguardante il loro rapporto, ha sullo sfondo una situazione sociale mai vissuta prima. Mi piace pensare che, in un qualche modo, la pandemia abbia contribuito a farli riavvicinare. Non sempre è facile rimanere veramente soli con se stessi e avere il coraggio di cambiare quello che non ci piace di noi.
Si conclude così la storia del terzetto dei amici milanesi (Edoardo, Lorenzo, Ludovico). Ludovico è il protagonista di questo romanzo ambientato a Milano, agli inizi del 2020. Lo vedremo "scappare" dalla ex moglie Ginevra, ferito e tradito, trova consolazione nel cibo. Ludovico non è il bad boy dei romance, lui è il tipico "uomo di panza, uomo di sostanza" il che lo ha reso estremamente reale ai miei occhi. Per una serie di eventi, tra cui il covid, i due si riavviceneranno e troveranno modo di parlarsi senza barriere, aspettative e rabbia.
Rispetto ai precedenti libri della Premoli, questo, l'ho trovato più riflessivo, più pacato e anche ripetitivo...l'autrice analizza gli errori fatti durante la vita matrimoniale, la vita di coppia e approfondisce il periodo covid e la conseguenza di un isolamento forzato.
Se da una parte ho apprezzato la trama, il concetto di seconda possibilità e di un amore imperfetto ( come ha detto Ludo: «Quello che vorrei però farti notare in questo mare di dubbi e incertezze, è che io non mi sono semplicemente innamorato di nuovo di te. A me pare di stare percorrendo sempre la stessa strada. È un tratto differente del percorso, ma il viaggio è quello dell’inizio) , dall'altra non ho sentito nulla a livello emotivo.
I protagonisti-se non all'inizio e nelle ultime 20 pagine-sono piatti, privi di passione e "diversi" da come ci vengono presentati nei volumi dei colleghi di Ludo. Sono anche molto immaturi per la loro età (40 anni)e, spesso, mi sono ritrovata a volerli strangolare e altre volte ad abbracciarli. La loro evoluzione poi è lenta, confusionario, lacunosa, prevedibile e forzato...
Insomma carino ma nulla di che. Nota speciale: Jack e la Signora Fumagalli. Li amo.
Solitamente quando una storia d’amore finisce, non si pensa al dopo. Le due persone incontreranno un nuovo amore? Cambieranno città? Si dispereranno dell’amore perduto o finalmente si sentiranno liberi? In tutto a posto tranne l’amore la Premoli consegna nelle mani dei suoi lettori una storia che fornisce delle risposte alla domanda ‘e poi cosa accade?’
Ludovico è un uomo che, dopo la fine del suo matrimonio con Ginevra, si protegge indossando un’armatura invisibile capace di difenderlo dalle delusioni, sconforti e dolore. Vive ma senza riprendere in mano la sua vita, nonostante la sua posizione al lavoro, l’affetto degli amici, della famiglia e riempie il vuoto affettivo con il cibo. In parte è orgoglio, in parte è sensibilità e in parte è rabbia. Per il resto è una mollica di uomo che vorrebbe essere più forte di quello che mostra. Ginevra è per certi versi simile al suo ex marito è infatti l’orgoglio a farle prendere la decisione di non voler più l’assegno di mantenimento per dimostrare che, nonostante le sue umili origini, riesce a realizzarsi con le proprie forze. Il triste peso emotivo, che viene supportato da una buona dose di malinconia, la avvolge ma le fornisce quella forza che la rende resiliente e propositiva.
È da qui che l’autrice parte con la storia di Ludovico e Ginevra e, con lo scorrere delle pagine, coinvolge il lettore dentro alle loro dinamiche che strappano più di una volta un sorriso.
Ho apprezzato il doppio pov dei due protagonisti perché, proprio nel caso di rottura di coppia, venisse data la possibilità di sentire le due campane e comprendendo, per l’appunto, che alle volte si può mal interpretare una situazione oppure ognuno vede, sente, percepisce le cose secondo il suo punto di vista. Quando una coppia si forma e crea le basi per una famiglia ma poi si spezza, si innescano dei meccanismi di difesa incredibili e leggere tutto questo in chiave ironica e spensierata, rende piacevole immergersi in una storia che in teoria dovrebbe essere di tutt’altro registro.
Ricucire uno strappo richiede tempo, c’è una variazione e approccio differente rispetto a una storia d’amore che nasce da zero e il solo avvicinare Ludovico a Ginevra necessita di attenzioni, molti accorgimenti e tanta cautela. Perché rovinare una storia scivolando dentro a certi schemi è un’attimo, ma qui – per fortuna – non accade e ho trovato perfetto l’inserimento della gestione di Jack, il cane della madre di Ludovico, l’inizio della pandemia che, come tutti purtroppo abbiamo potuto constatare personalmente, offre l’opportunità di vivere il presente in maniera diversa e avere un punto di vista diverso sulla vita, le persone e le priorità.
I personaggi di Ludovico e Ginevra sono perfettamente delineati, come la caratterizzazione naif della madre di lui che aumenta l’ilarità durante la lettura. Ci sono state alcune figure che non avrei inserito nelle scene in cui appaiono perché mi hanno leggermente distratta, ma questo mio appunto è un po’ come il voler trovare l’ago nel pagliaio in un libro che va benissimo così com’è.
Tutto ciò che non ha a che fare con i due protagonisti è un contorno descritto bene e funzionale al contesto e ho apprezzato che nelle parti riguardanti il lavoro di interior designer di Ginevra, sia stato impostato in modo da incuriosire chi stava leggendo quella scena e stimolato l’immaginazione sugli arredamenti e relativi progetti. Il marchio di fabbrica dell’autrice è l’ironia, la freschezza e il ritmo incalzante che usa per narrare le sue storie e in questo libro vengono usate con generosità offrendo una lettura molto piacevole. Avendo letto tanti libri di Anna Premoli, in Tutto a posto tranne l’amore ho trovato il suo brillante stile narrativo che verte nel chick lit, ma ha aggiunto una nota riflessiva sulla relazione di una coppia grande che me l’ha fatto piacevolmente apprezzare.
Sono stata indecisa fino all’ultimo se leggere questo libro che chiude la “trilogia” degli amici e soci della VGP SGR. Il primo libro non mi aveva fatto impazzire, il secondo l’ho trovato molto divertente, non sapevo cosa aspettarmi. Avevo timore che quest’ultimo fosse più simile al primo che al secondo; in realtà è un mix perfetto dei due. Devo ringraziare un’amica che me ne ha consigliato la lettura, quindi “grazie mille”(tu sai chi sei).
La storia di Ludovico e Ginevra è molto attuale sia perché ambientata durante la pandemia di Coronavirus, sia per l’argomento trattato, e cioè i rapporti fra ex coniugi e di come la vita a volte offra delle opportunità insperate nelle situazioni più strane.
Nel libro c’è la citazione di una canzone di Venditti, “… certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e tornano…”, che riassume benissimo la storia di Ginevra e di Ludovico.
Il loro amore non è finito con il divorzio, nonostante entrambi lo pensassero. Tra di loro sono rimaste tante, troppe, cose in sospeso. La distanza tra di loro li ha cambiati, e li ha aiutati a fare luce in loro stessi.
Ginevra ha trovato nel lavoro l’affrancamento dalla sensazione di non valere nulla e di essere solo un peso, ha raggiungo un suo equilibrio e una nuova fiducia nelle sue capacità.
Ludovico tenta di non pensare alla ex moglie, è convinto di avere chiuso la parentesi matrimonio e pare intenzionato a non ripetere l’errore ma soprattutto a chiudere definitivamente i rapporti con lei. In realtà non ha mai dimenticato Ginevra e rimugina su quanto successo in passato, imparerà a condividere e a non tenersi tutto chiuso dentro.
La pandemia, un’incidente alla madre di Ludovico, il lavoro di Ginevra e un cane con un caratterino tutto pepe porterà le loro strade a incontrarsi nuovamente e, complice la strana atmosfera dovuta alla quarantena, riallacceranno il loro rapporto. Per la prima volta parleranno davvero con sincerità e senza nascondersi nulla. Chiariranno i motivi che li hanno portati al divorzio, e piano piano riconquisteranno la fiducia persa, fiducia in se stessi, fiducia l’uno nei confronti dell’altra e fiducia nei loro sentimenti e nel loro nuovo rapporto.
È una storia sulle seconde possibilità, su come la vita a volte sia strana. Come una separazione e una pandemia possano cambiare le prospettive. Givevra e Ludovico riconoscono l’uno nell’altra lati conosciuti ma ne scopriranno di nuovi, si troveranno a essere conoscenti e sconosciuti nello stesso momento.
Ritroviamo anche i protagonisti dei libri precedenti, sono stata felicissima di ritrovare in particolare la sig.ra Fumagalli, l’arzilla vecchietta che ne sa una più del diavolo, adoro la sua saggezza e sagacia.
Lo stile è scorrevole, i botta e risposta tra i protagonisti e gli altri personaggi, assieme a qualche siparietto divertente, aiutano a non appesantire la narrazione e mantenere un ritmo leggero.
Questa storia insegna che la vita è un continuo cambiamento e quanto sia importante sapersi adattare. Un second chance davvero carino, consigliato a chi vuole leggere la storia di due persone normali, con una vita normale, diversi dai soliti protagonisti perfetti di certi libri.
4.5 Non avrei mai pensato di leggere un libro ambientato durante la pandemia, eppure è successo. L'idea di rivivere i mesi del lockdown, seppure attraverso il filtro di un romanzo rosa, non mi era particolarmente gradita, ma Anna Premoli è riuscita a farmi cambiare idea.
Piccola premessa: se vi aspettate una storia d'amore ricca di colpi di scena con protagonisti da sogno, allora rimarrete delusi. Se, come me, siete alla ricerca di un barlume di speranza in una storia d'amore all'apparenza normale, questo è il libro che fa per voi.
Ludovico e Ginevra sono divorziati da 3 anni quando si incontrano per modificare i termini dell'assegno di mantenimento. Fino a quel momento si sono evitati accuratamente, e adesso anche l'ultimo legame che li ha uniti dopo il divorzio sta per essere reciso. Ginevra ha bisogno di dimostrare a se stessa in primis, e poi a Ludovico, che è capace di cavarsela da sola.
Ludovico non è il protagonista che ci si aspetta di trovare in un romance. È un uomo piuttosto ordinario, dedito al suo lavoro, rispettoso dei legami familiari, una persona per bene, concreta. Un gigante buono e taciturno, leggermente in sovrappeso, a cui il divorzio ha lasciato molta amarezza e disillusione.
Tanti anni prima, una Ginevra insicura e in cerca di stabilità emotiva si è innamorata dell'atteggiamento pacato di Ludovico, della sua affidabilità, ma quel contegno con il tempo per lei è diventato sintomo di indifferenza. Ha dovuto mandare all'aria il suo matrimonio per capire che l'amore da solo non basta a tenere insieme due persone, che le proprie insicurezze, le fragilità non risolte, inevitabilmente si riflettono sulla persona che si ha accanto. Anche quando si ha la fortuna di aver trovato la persona giusta. Per questo dopo il divorzio si è impegnata a rimettere insieme la sua vita, a darle forma e sostanza, e soprattutto a conoscere e accettare se stessa.
La reclusione forzata dovuta all'emergenza sanitaria, e di conseguenza gli inevitabili momenti di riflessione causati dall'isolamento, permettono ai protagonisti di riscoprisi attraverso le video chiamate e, infine, concedersi una seconda possibilità.
Non mi aspettavo un romanzo così intimo e introspettivo, lo confesso, ma ho amato ogni pagina. Lo stile scorrevole e i dialoghi venati di ironia, invece, sono stati una conferma della bravura di questa autrice. Ho avuto modo di riflettere insieme ai protagonisti sul matrimonio e sull'amore. Il matrimonio non è un punto di arrivo per una coppia, non è una formula magica in grado di risolvere tutto (non nella vita reale, almeno), eppure quando si è giovani e innamorati è facile crederlo. Ci si illude che l'amore basterà, ma poi la vita ti travolge e ti cambia, e se non si è in grado di tenersi per mano e comunicare durante il cambiamento, ci si ritrova estranei. L'amore e il matrimonio sono un impegno che si rinnova ogni giorno e non sempre è facile trovare un equilibrio, ma come ci hanno mostrato Ludo e Ginevra basta volerlo davvero.