La stanza dell’analista è un luogo misterioso e protetto rigorosamente da occhi e orecchi indiscreti, è un rifugio segreto in cui prendono forma fantasmi, ricordi, attese. Si può fantasticare a lungo su cosa accada tra queste pareti, su come ci si prepari a entrarci, su come ci si congedi. Quale bellezza si rivela nella tensione, nell’energia, nella complicità di due persone che si ascoltano, che si parlano? E che, nell’incontro, si trasformano? Pietro Roberto Goisis, muovendosi fra l’arte della clinica e quella della narrazione, ci conduce dietro le quinte delle sedute, dà voce ai suoi pazienti, trasporta il lettore nella loro mente. Lungo queste pagine scorrono storie, sentimenti e pensieri, a volte drammatici, a volte lievi. Epifanie, sfide, successi e fallimenti. Un racconto che fa dell’autenticità e dell’umanità l’essenza stessa della psicoanalisi e della vita.
Racconti come questo sono essenziali per combattere da una parte lo stigma della psicoterapia, e dall'altra togliere l'aura divina dalla figura dellə psicoterapeuta. Scorrevole, interessante, equilibrato, emozionante. Lo consiglio molto.
Pietro Roberto Goisis, è un medico psichiatra e psicoanalista, scrive questo libro principalmente per descrivere come e quanto siano importanti le stanze in cui vi è l’incontro tra medico e paziente, quel luogo dove si istaura un rapporto “stretto”, e quanto esse siano fondamentali per la buona riuscita nell’approccio paziente/analista. Come dice lo stesso autore: “Lo psicoanalista non è un muro, non è neppure un orecchio neutro. E’ una persona che vive di incontri, che deve curare altre persone, ma anche curare sé stesso. (…) Il paziente si affida, anche lo psicoanalista si affida, benché in modo diverso.” L’autore narra semplicemente quale sia l’appagamento di chi va in analisi nel sentirsi pienamente avvolto e forse coccolato nella libertà di esprimersi senza essere condizionato o giudicato, e nello stesso tempo, il benessere dell’analista nella soddisfazione che l’ambiente da esso creato sia parte della buona riuscita dell’analisi stessa. Una corrispondenza reciproca che va avanti da secoli, sin dal creatore della psicoanalisi Sigmund Freud, che è sicuramente il primo a dare importanza alla “stanza” di incontro tra terapeuta e paziente...
Che scoperta bellissima! L’autore ci fa entrare in punta di piedi nella stanza d’analisi, ci fa conoscere le storie di vita di alcuni dei suoi pazienti e ci racconta un po’ della sua storia professionale. Da quasi psicologa non posso non amare un libro del genere! Veramente ben scritto oltretutto. Una grande e piacevole scoperta!
Sarebbe un 7/10, onesto, vero, un’incursione nei pensieri di un’analista. Riesce a mantenere una visione dall’esterno, che però si frantuma nel capitolo finale, il dolore, il suo dolore non gli consente più il rigore e il distacco.
Intenso, a tratti anche un po' doloroso, racconta magistralmente cosa avviene nelle stanze di terapia, sia dal punto di vista dei pazienti sia da quello dei terapeuti.