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Avventure in India #1

El capitán del Djumna

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El joven Oliverio Powell, oficial inglés, y su criado Harry, estaban cazando en los alrededores del golfo de Bengala, cuando descubren que una de las ocas abatidas, lleva adosado un mensaje bajo su ala. El mensaje es el diario de Alí Meddel, capitán del Djuma, donde relata como su tripulación se amotinó cerca de las aguas de la India.
Los culpables han sido dos antiguos Sanyassis (falsos brahmanes) quienes convencieron a los marineros de apoderarse del buque y robar su cargamento , entre ellos un cofre con 100'000 rupias en oro que el Presidente de la "Joven India" (una especie de compañía mercantil), le había encomendado a Meddel para que los entregara a un tal Robert Fulton.
Profundamente preocupado, el joven oficial contrata un barco y organiza una expedición de rescate para buscar y salvar al infortunado capitán, con la esperanza de encontrarlo con vida.

251 pages, Hardcover

Published January 1, 1957

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About the author

Emilio Salgari

996 books307 followers
See also:
Arabic: أميليو سالغاري

Father of Italian Popular Culture, Grandfather of the Spaghetti Western, Father of Heroes are but three of the titles bestowed upon Italian adventure writer Emilio Salgari. He wrote more than two hundred short stories and novels, many of which are considered classics. Setting his tales in exotic locations, with heroes from a wide variety of cultures, Mr. Salgari brought the wonders of the world to the doorstep of generations of readers.

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3 (11%)
1 star
1 (3%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Rebecca.
320 reviews34 followers
April 26, 2022
Doverosa e necessaria premessa: Salgari è un autore a cui torno sempre. È colui che mi ha avvicinata alla lettura, che mi ha fatto sognare da bambina, che mi ha dato idee per strutturare diversi esami e interrogazioni… è un pezzo fondamentale della mia vita.

Detto ciò, cosa penso de 𝘐𝘭 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘋𝘫𝘶𝘮𝘯𝘢?

Mettendo da parte le considerazioni (negative) sull’edizione che ho io – quella della RBA –, è proprio il classico romanzo salgariano, ricco di avventura, sentimenti e spedizioni nella jungla. La storia, per quanto inizi introducendo le figure del tenente Oliviero e del vecchio Harry, che in un primo momento sembrano essere i protagonisti della vicenda – saranno loro, infatti, che si imbarcheranno per cercare la Djumna –, si va a concentrare sulla lotta per la sopravvivenza a cui è costretto Alì, il capitano anglo-indiano del titolo. Dopo essere stato tradito dal suo equipaggio, infatti, è naufragato su un’isola ostile, non solo per le belve che la abitano, ma anche per i nativi.

Il finale è telefonatissimo, si intuisce fin dalla prima pagina cosa accadrà, però non è un aspetto che mi ha dato fastidio: ero talmente presa e incantata dalla storia e dalle descrizioni delle Andamane da essere tornata ai tempi delle letture di Sandokan. L’autore ha un modo di scrivere ricco, molto fisico e reale, che apprezzo ancora a distanza di anni e continua a sorprendermi quando penso che lui, quei posti, non li ha mai visti. Insomma, quando Salgari parla delle Indie non ce n’è per nessuno.

C’è più che altro un diverso aspetto che potrebbe risultare fastidioso al lettore contemporaneo, ovvero l’utilizzo di parole ed espressioni che ora come ora sono da evitarsi – per esempio la n-word. È un autore di fine Ottocento, non si può pretendere da lui un tipo di sensibilità attuale, però mi sembra giusto mettere in evidenza questo aspetto nel caso qualcuno decida di approcciare il romanzo.

In ogni caso, come al solito, nel cuore.

4/5 ⭐
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