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La felicità degli altri

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Cloe è una donna che ha imparato a parlare con le ombre. Un'anima in ascolto, alla ricerca di una voce che la riporti al luogo accidentato della sua origine, al trauma antico di quando, bambina, cercava di farsi amare da chi l'aveva messa al mondo. Nel suo cammino costellato di fragorosi insuccessi e improvvisi passi avanti, Cloe attraversa città, cambia case, assume nuove identità, accompagnata da voci, ricordi, personaggi sfuggenti: Emanuel, il fratello amatissimo; il professor T., docente di Estetica dell'ombra; Madame e il Generale, guardiani della Casa dei timidi, dove la donna era stata accolta a dieci anni. Cloe è uno sguardo che cerca attenzione e verità, il suo viaggio coraggioso è il racconto di un amore e di una speranza che non si spengono, anche quando dentro e fuori di noi non c'è che rovina.

160 pages, Paperback

Published February 11, 2021

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About the author

Carmen Pellegrino

15 books13 followers
Carmen Pellegrino è una scrittrice e storica italiana. Studiosa eclettica, ha indagato alcuni dei nodi salienti della modernità, concentrando i suoi studi sui movimenti collettivi di dissidenza (come in '68 napoletano. Lotte studentesche e conflitti sociali tra conservatorismo e utopie, 2008), e focalizzando successivamente le sue ricerche sul razzismo, l’esclusione sociale e le condizioni di sfruttamento dei migranti (di questa produzione va citato almeno il saggio Le ore della mia giornata, pubblicato nell’antologia Qui si chiama fatica: storie, racconti e reportage dal mondo del lavoro, 2010, vincitore del premio reportage Napoli Monitor).

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5 (3%)
Displaying 1 - 21 of 21 reviews
Profile Image for Marianna.
174 reviews19 followers
June 30, 2021
L’anastilosi dell’anima

“Non la luce,Cloe. Caravaggio dipingeva l’ombra, il buio. Conosceva il luogo oscuro. Ciò spiega la presenza copiosa di materia organica suppurante nei suoi dipinti. Si sporcava le mani con la vita vera, quella che gli altri non vedono perché disturba. La luce nei suoi dipinti, la luce su cui noi ci soffermiamo per indicarne il genio, è un bianco che si afferma per contrasto: se non ci fosse ombra, non lo vedremmo”.

Si fa chiamare Cloe, ma il suo vero nome è Clotilde ed è una giovane donna che per guarire dai fantasmi del passato, deve scavare alle origini del suo dolore, un processo che la dilania, ma che è necessario. E’ “un’anastilosi”, un processo lungo che ogni tanto subisce dei “soprassalti”.

Un libro che non è per tutti, una storia difficile, non soltanto per il focus, doloroso e disturbante, ma anche perché spesso può servire rileggere alcuni passaggi più ostici per la comprensione. L’anastilosi è un processo di ricostruzione e di restauro utilizzata per le rovine antiche e il lettore stesso è chiamato a partecipare al fianco di Cloe per raccogliere e mettere assieme i pezzi della storia di lei e, pagina dopo pagina, vengono forniti pezzi di storia, però solo verso la fine sarà più chiara la vicenda della protagonista. I pezzi del mosaico non si presentano in ordine.

La vicenda comincia in medias res, a Venezia, dove Cloe conosce un uomo particolarissimo e solitario, un’ anima in pena, ombra di un’anima egli stesso, che nella storia compare col nome di “professor T.”. Costui nella città lagunare tiene un corso interessante, “Estetica dell’ombra”.
Il richiamo a Borges, “Elogio dell’ombra” è palese, e, forse anche al libro di Tanizaki, “Il libro d’ombra”, ma per quest’ultimo non è detto, poiché legato prettamente al valore dell’ombra dell’antica cultura giapponese.

Il professore e Cloe sono due mendicanti dell’amore (come il titolo di una bellissima canzone che ascoltava mia madre, se non erro, degli Alunni del sole).
Il professor T. a sprazzi, brevi ed intensi, si presenterà al fianco di Cloe che gli rivelerà la sua storia, il suo passato doloroso, il senso di colpa nei confronti del suo amato fratellino Emanuel, il bisogno di essere amata, la necessità di scoprire la verità sul suo abbandono da parte della madre, che lei chiama per nome, Beatrice.
Ho amato il professor T., è il personaggio più toccante, affascinante di tutto il romanzo. La sua disperata solitudine, con cui ha imparato subito a convivere dopo essere stato lasciato dall’amata, è diversa da quella di Cloe.

Il professor T. è un uomo maturo, ha già sperimentato il dolore, lo affronta vis à vis, le sue riflessioni sono di una profondità impressionante: “Abbiamo i sensi irritati dalla luce, accecati da fonti luminose che perseguitano l’ombra. Rifuggiamo l’oscurità come se temessimo di venirne risucchiati”.
Lui conosce alla perfezione il pregio dell’ombra, ed è proprio dall’ombra che Cloe dovrà cominciare a ricostruire il suo passato, sparando colpi di luce su quei fantasmi che vengono a ghermirla ogni notte.

Ma prima di conoscere il professore, la protagonista sembra quasi crogiolarsi nel dolore, nel farsi del male, consapevole che la strada è quella sbagliata, ma cosa importa? Cambia sempre città, cambia nome, passa da un letto a un altro, perchè ha necessità di sentirsi viva e amata, perché ha necessità di racimolare briciole di amore, quell’amore che le è stato negato a dieci anni, abbandonata dai genitori. Ad un certo punto Cloe, secondo un meccanismo che non è nuovo nella nostra realtà contemporanea, frequenta i social network e si costruisce una identità virtuale.
“La mia identità frantumata trovò una temporanea ricostruzione (anastilosi virtuale) nell’identità che post dopo post mi ero costruita sul social network, al punto da convincermi che stare nelle cose del mondo significasse postare. (…) ero arrivata a convincermi che la vita si realizzasse raccontandola ad un numero sempre più crescente di destinatari”. Si sentiva finalmente percepita, approvata. Ma questa esperienza si rivelerà deludente e provvisoria.

Conoscere il professor T. e ritornare alla Collina saranno gli input per iniziare il suo doloroso e difficile cammino terapeutico, la sua anastilosi dell’animo.


“La pazzia non esiste, diceva,esistono le ferite dell’anima, esiste l’inconscio inascoltato”.
Profile Image for Ilaria Quercia.
451 reviews120 followers
April 18, 2021
Mi è piaciuto molto, ma 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 e neanche per se stessi in stagioni diverse di vita, è 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼𝘀𝗼 𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲, eppure ci sono dei 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗶𝗰𝗶 che sciolgono l'anima.
È la scoperta di sé attraverso la 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 e i nomi che cambiano dentro di noi col dissolversi delle 𝗼𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗲 𝗳𝗮𝗻𝘁𝗮𝘀𝗺𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶.
Una prosa elegante, spesso ricercata all'esasperazione, una bibliografia ricca di cultura classica e citazioni teatrali e letterarie, apprezzatissima e ricca di umanità la nota dell'autrice.
Bello, ma complesso.
Profile Image for Cristina Mosca.
Author 13 books48 followers
June 13, 2021
la scrittura mi ha sicuramente colpita. il gioco del visibile VS non visibile è molto sottile e il tema mi è caro.
ci ho messo, però, del tempo a trovare il bandolo della matassa e avrei preferito più trama, diciamo un libro dal ritmo più omogeneo. mi e piaciuta di più la seconda parte.
Profile Image for Sonia.
138 reviews8 followers
November 14, 2021
Quante vite abita il dolore?
E quanti nomi abitano una vita?
Clotilde, detta Cloe, porta sulle sue spalle anchilosate il dolore più pesante, il dolore di non essere stata amata, di non essere stata tenuta da Beatrice, la madre, che mai ha chiamato mamma e sopra ogni cosa, il dolore di un fratello perduto a soli 10 anni.
Beatrice e suo marito, uno psicoterapeuta, sembrano apparentemente una famiglia normale. Due figli, Clotilde ed Emmanuel, qualche viaggio, una bella casa. Una normalità solo apparente: i figli vivono in solitudine, non hanno amici né il permesso di frequentarli, Beatrice è frustata nel ruolo di madre.
Poi la crepa della gelosia esplode e la famiglia si disintegra. Clotilde e suo fratello restano in mezzo agli scontri e ai fuochi incrociati dei genitori.
Da una parte Beatrice, donna tradita, riversa la sua gelosia sulla figlia femmina e perde ogni controllo di sé, nel tentativo vano di trattenere il marito, ormai innamorato di un’altra donna.
Dall’altra parte il marito, padre, non reagisce, non difende, resta in un silenzio, colpevole di assenza e se ne va.
Cloe, abbandonata cresce in una sorta di casa-famiglia, con il Generale e Madame.
E di chi sono i figli? Di chi li fa? Di chi li possiede? Di nessuno? Di chi li ama? Di chi ci ha rinunciato, abbandonandoli? Di chi li ha accolti? Di Dio?
Il libro di Carmen Pellegrino è un profondo viaggio in equilibrio sull’abisso che Cloe fa nel mondo e dentro sé stessa, alla ricerca di sé stessa, trafitta, colpita, esangue, frantumata e scomposta in innumerevoli tasselli.
Un viaggio di ombre, nel buio del disamore, nella necessità di ricostruirsi, di riappacificarsi, di perdonarsi e perdonare.
“La dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva”.
Perché la salvezza passa dalle origini del dolore, e le ombre nascono dal buio che teniamo dentro e solo portandole alla luce potranno scomparire.
Un libro esistenziale, profondamente doloroso, che ho sentito profondamente mio.
Uno stile elegantissimo, ricco di perle, miti, storia, classici, avvolgente, interiore, sussurrato.
Un libro che si beve, arsi dalla sete della vita.
Sono innamorata e commossa, Cloe non può che restare dentro chi la fa sua.
Chapeau e grazie
116 reviews2 followers
March 28, 2021
Che brava Carmen Pellegrino, davvero bello stile narrativo , riesce a raccontare in punta di penna storie di dolorosissimi abbandoni, destini che segnano, crudezze ed indifferenza, e riesce a farlo con delicatezza ma anche con risolutezza estrema, senza risparmiare nulla. Emozionante, ti costringe alla riflessione su questioni che pensi lontane da te, ma non lo sono affatto, perché se certi avvenimenti accadono, è grazie all'indifferenza generale. Cinque stelle e un applauso.
Profile Image for Silvia.
289 reviews9 followers
July 7, 2022
Come dice mia madre “si legge veloce perché è pieno d’aria”...nonostante ciò la scrittura è forzatamente ampollosa e ricercata e la storia tutto sommato inconsistente. Qualche bella riflessione un po’ troppo ricamata per i miei gusti gli fanno guadagnare la seconda stellina. Devo metterlo in elenco dei libri da consigliare a gente che mi sta sulle p****.
Profile Image for Fertilemente.
50 reviews
January 26, 2022
"Questo libro è dedicato agli ammutoliti abitanti del buio, piccoli o grandi che siano, perché non c'è età che metta al riparo se non si viene visti nè ascoltati, se non ci si sente almeno ogni tanto pensati"

Inizio dalla fine per parlare di questo romanzo, dall'ultima frase, dopo tutti i ringraziamenti e la bibliografia.

Inizio da qui perché è in queste righe il senso di questa storia, nella ricerca di un raggio di luce dentro cui stare ed essere visti. Ed essere amati.

Il mondo di Cloe è andato in pezzi quando lei era bambina, un padre traditore che ha deciso di crearsi un altro nido, una madre che in realtà madre non voleva diventare, una separazione dolorosa, un fratellino morto.

Ha dedicato anni al restauro di se stessa, nel modo che gli archeologi chiamano anastilosi e con cui ricreano i palazzi distrutti, prendendo i reperti e mettendoli insieme, uno accanto all'altro. Cloe ha provato a ricomporre questo mosaico di fatti, eventi, suggestioni, odori, suoni, persone, fantasmi, luoghi, che formano l'immagine di una persona, la sua storia, il suo destino. E ha vissuto come se quella che vedeva fosse la realtà.

Dovrà tornare sui suoi passi, dissipare le sue nubi, camminare fino a stancarsi e ritornare a casa per vedere il documentario della sua vita. Finalmente. Forse in pace, forse semplicemente al suo posto.

Terzo libro di Carmen Pellegrino che rapisce il mio cuore. Bellissimo, soave, poetico. Crudo e morbido. Ho amato la struttura in piccoli capitoli, frammenti da avvicinare l'uno all'altro, caduti a terra in ordine sparso e in ordine sparso raccolti. Ho amato il professor T., spirito guida. Che era presenza, anche quando il mondo lo ha dimenticato.

Proposto per il Premio Strega 2021. Punto su di lui.
Profile Image for Michela nonostante.
205 reviews4 followers
July 4, 2021
"Ma di quale felicità parliamo? Quella di là da venire, la felicità degli altri, dato che, a ben guardare, la nostra vita è percorsa da un profondo sentimento di tristezza. Da nascondere quanto più possibile. Al cuore del sintomo, un forte senso di solitudine, proprio nella società che erige altari al contatto e alla comunicazione, e intanto muore di frammentazione e isolamento."
Cloe è una giovane donna vissuta insieme e dentro le proprie ombre, in fuga dalla sua stessa vita.
L'incontro con il professor T., il ricordo del fratello Emanuel, il ritorno alla Collina, i giri per le ombre di Venezia e infine l'accettazione della verità del passato, sono il racconto colto della ricerca dell'amore per se stessi. Amarsi passa per il riconoscimento delle proprie ombre.
I riferimenti letterari sono tantissimi, da Medea a Borges a Rilke a Dostoevskij, ed è la mia prima lettura di Carmen Pellegrino (con l'occasione della cinquina del Campiello). Ma wow.
Profile Image for Alessandra.
74 reviews24 followers
August 11, 2021
"Non la luce, Cloe.
Caravaggio dipingeva l’ombra, il buio. Conosceva il luogo oscuro.
Ciò spiega la presenza copiosa di materia organica suppurante nei suoi dipinti.
Si sporcava le mani con la vita vera, quella che gli altri non vedono perché disturba.
La luce nei suoi dipinti, la luce su cui noi ci soffermiamo per indicarne il genio, è un bianco che si afferma per contrasto: se non ci fosse ombra, non lo vedremmo."
Profile Image for CRISTINA GRASSI.
73 reviews2 followers
February 27, 2022
3/2022
La felicità degli altri (C.Pellegrino)

Cloè,bambina ferita ,con un infanzia rubata, va alla ricerca del buio che ha accompagnato i suoi primi anni di vita per far luce dentro di sé.

Attraversando la vita ,indugiando sulle sue ombre,torna nel posto dove è stata felice, dove ci sono coloro che hanno scelto di essere genitori degli ultimi,degli sfortunati, né porterà avanti il progetto ..ma solo dopo aver chiuso il suo passato e fatto pace con le ombre .

#bookchallenge2022
Profile Image for Lucia Perandini.
16 reviews
May 10, 2022
Inutilmente ampolloso, trama quasi inesistente e in definitiva inconcludente. Ad ogni pagina sembra voler palesemente stupire il lettore con degli esercizi di stile smisurati, che però nemmeno l'autrice sembra sapere dove debbano andare a parare. Sulla tentata deriva simbolista poi, sorvolo proprio.
Profile Image for Paola libri_amo_insieme .
68 reviews4 followers
August 29, 2021
Devo dire che un bellissimo libro , racconta l'infanzia e comunque la vita di Cloe che anche se non è proprio piena di felicità il lettore non è invaso dalla.tristezza , anzi , una protagonista diversa, senza vittimismo affronta la.vita cercando di tirare fuori il buono da quello che le capita ...
Profile Image for Ilaria Serio.
41 reviews1 follower
June 12, 2021
Una poesia travestita da narrazione.. dolcissimo e profondo. Consigliato, si, decisamente!
Profile Image for Cristiana Facchini.
247 reviews3 followers
September 30, 2024
Adoro questa scrittrice, perchè ha una scrittura originilissima.
Nelle sue storie è capace di mettere storia vera, fatti di cronaca
e incredibili invenzioni.
I suoi romanzi sono fatti di incontri del destino,
dove cose che capitano nella vita fanno di parte di un magico disegno.

In questa storia il silenzio è il protagonista.
Un 'non detto' che finisce per diventare mostro e distruggere tutto.
Un romanzo sul ricordo autocostruito, sulle colpe gettate su altri
e scontate su di sè.

La protagonista Clotilde è un adulta non risolta, perchè non risolto è il trauma
della sua infanzia.
E che come ogni adulto non risolto finisce per costruire la sua versione
e addossa le colpe agli altri.
E soprattutto finisce per non amarsi.

Un romanzo spettacolare, con una lingua a tratti ostica perchè quasi onirica,
cesellata per sottrazione (cosa che adoro!), sintetica ed evocativa.
Profile Image for Ida Mazzarella.
176 reviews4 followers
September 9, 2022
O forse la felicità
è solo degli altri, d'un altro tempo,
d'un'altra vita e a noi non è possibile
che recitarla come viene viene...
(Giovanni Raboni)

Quando un libro non l'ho "preso", non ho trovato una chiave, e sicuramente è colpa mia, non riesco a parlarne. Forse dovrò leggerlo in un altro tempo, più probabilmente lo riporrò e non lo aprirò mai più.
Gli incontri sono anche questo, incontri mancati.

Libr-ida-leggere 📚

#libr_ida_leggere #suggestionidalettura
#lecosechemivengonoinmentequandofiniscounlibro #leggeresempre #leggerechepassione #librisulcomodino #bookstagram #booklovers #everyreaderhisbook #narrativaitaliana #scrittrici #carmenpellegrino #lafelicitàdeglialtri #lanavediteseo
Profile Image for Silvia Pellegrino.
9 reviews
November 2, 2024
Così così…una trama a brandelli da ricomporre (penso volutamente, data la storia), però con una narrazione complicata, ricercata e pomposa…insomma anche meno andava bene. Anzi a mio avviso sarebbe stato meglio!
86 reviews
February 6, 2025
Amo la scrittura di Carmen Pellegrino, così lirica,poetica ,ricca di aggettivi, di parole,di sentimenti, e amo le famiglie disfunzionali 😅
Profile Image for Lena La lettrice selvatica.
96 reviews15 followers
April 19, 2023
Recensione a cura di Lena Ceglia in data 18/02/2021 dal blog lalocandadeilibri.com©

"Il fatto è che siamo viandanti nell'oscurità, ogni vita è qualcosa che non si potrà mai afferrare del tutto. Ho giudicato mia madre impietosamente, ma con quale diritto?"

Cloe è una donna che ha imparato a parlare con le ombre. Un’anima in ascolto, alla ricerca di una voce che la riporti al luogo della sua origine, al trauma antico di quando, bambina, cercava di farsi amare da chi l’aveva messa al mondo.

Viene tolta dal nucleo familiare e portata sulla Collina, alla Casa dei bambini timidi, gestita dal Generale e da Madame che vogliono "allunare" i bambini da loro amorevolmente accolti.

“Sono nata in una casa infestata dai fantasmi. Allampanati, tignosi fantasmi da cui non si poteva fuggire. A quel tempo vivevamo nella parte ovest di un villaggio che aveva case tutte uguali, tutte al pianoterra, prima che si elevassero. Mio fratello e io speravamo che le case degli altri fossero infestate quanto la nostra. A dieci anni fui allontanata dal villaggio per pura crudeltà, ma i fantasmi non rimasero a casa.”

Una nube di solitudine avvolge Cloe fino ad avvelenarle l'animo e a costringerla a rintanarsi in un mondo, psicologico, tutto suo. Ha in dote un passato fatto di ferite e abbandoni, un passato che le impedisce di evolvere, di spiccare il volo.

Questa è una storia di solitudini che s'intrecciano e cercano di riconoscersi l'un l'altra.

Cloe vive in questa casa di accoglienza fino ai 18 anni finché incontra il Professor T. anche lui immerso nel mare della solitudine, ma cerca di andare oltre e mostrare a Cloe che pure "il luogo oscuro" dentro di noi ha il suo lato salvifico. Cloe imparerà, grazie a lui, a guardare dentro la sua ferita.

Carmen Pellegrino, dopo "Cade la terra" e "Se mi tornassi questa sera accanto", ritorna con un romanzo che è sempre ammantato di quel velo antico che ci rivela la persistenza delle cose, ma a mio avviso, "La felicità degli altri" ha tutte le caratteristiche di una scrittura sperimentale, da un punto di vista della tecnica narrativa, che ho trovato geniale: utilizzo di termini specialistici resi letterari come "flocculazione del tempo" o la trasformazione di un dialogo in forma di tragedia greca, e poi riferimenti ai miti greci, a Esiodo, all'ebraismo, danno conferma della bravura di Carmen Pellegrino. (Da leggere, assolutamente, la note dell'autrice a fine libro, ricca di spunti letterari).

Le tematiche che ruotano intorno alla storia principale sono molteplici: i legami familiari, il rapporto madre-figlia, il sopravvivere ai sensi di colpa, il legame con la natura, l'identità, le maschere che indossiamo a mo' di corazza per non rivelare la nostra fragile essenza, la violenza sui bambini, la fede, il rapporto con i social network. Questi ed altri temi sono funzionali alla storia che ci viene narrata: ogni tanto emerge una pagina che ci fornisce un elemento di cronaca, ponte di collegamento con la narrazione e che mette il lettore nella condizione di porsi delle domande, di riflettere, così come fa riflettere l'intero racconto.

I luoghi abbandonati e così "l'atmosfera ombrosa" sono ben presenti anche in quest'ultimo libro perché sono la seconda pelle della scrittrice ed è l'elemento che più amo della sua scrittura, ma non aspettatevi le stesse sensazioni di "Cade la terra". La cosa innovativa che fa Pellegrino in questo romanzo è trasfigurare l'abbandonologia dai luoghi alle persone: ciò che nelle pagine non viene visto in termini di case abbandonate e di luoghi decrepiti è visto invece, nettamente, nell'animo dei personaggi "gli ammutoliti abitanti del buio". Le rovine si avviluppano alle donne e agli uomini di queste pagine, sono le stesse rovine che ogni essere umano si porta dentro.

Riuscirà Cloe a essere finalmente guardata e a sciogliere i nodi cruciali della sua vita?

***

Commento a caldo:
SCRITTURA SPERIMENTALE PER LA PELLEGRINO IN QUESTO ULTIMO LAVORO, L'ABBANDONOLOGIA QUESTA VOLTA E' TRASFIGURATA DAI LUOGHI ALLE PERSONE. MOLTO INTERESSANTE.
MI PIACE IL FATTO CHE LA TORIA SI INCENTRI SULLE ROVINE CHE OGNI ESSERE UMANO SI PORTA DENTRO, COME LA PROTAGONISTA CLOE
DA LEGGERE, ASSOLUTAMENTE.

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