"Il torinese è perfettamente a conoscenza dei pregiudizi dei forestieri, e quando gli dicono che vive in una città brutta, triste e forse anche un po' sporca risponde che è proprio vero, con una strana forma di autoflagellazionee un sussiego che confina con l'adulazione nei confronti dell'interlocutore.La realtà è che il torinese è contento che gli altri abbiano questa opinione della sua città, così non lo disturbano. L'innato riserbo sabaudo, che si è poi trasmesso anche alle prime grandi ondate immigratorie, può essere sintetizzato in uno dei più conosciuti motti dialettali del Piemonte: 'Lasemesté', lasciatemi stare."