The beautiful, young Countess Fiorenza d’Arda has died dramatically at her villa near Lake Geneva. Judge François Ferpierre, the senior magistrate assigned to Lausanne’s central court, arrives to investigate whether it was murder or suicide. In either case, who is responsible? A diverse set of characters — including two Russian anarchists and a melancholy young poet, each struggling with their own complex moral, political and artistic dilemmas — all become suspects. Ferpierre works on shifting ground as each new revelation uncovers another aspect of the case, another quandary shedding new light on intertwining motivations.
Agony is the first English-language translation of Federico De Roberto’s “Spasimo,” a psychological-detective novel. Here, for the first time, a Sicilian author has written a detective procedural. De Roberto, a master of verismo, is celebrated today for his acute political, social, and psychological insights. His work was held in high esteem by Leonardo Sciascia, who deemed De Roberto’s “I Viceré” the greatest Italian novel after Alessandro Manzoni’s “I promessi sposi.”
“If we are who we are today, we owe it in part to characters just like those portrayed in the novels of De Roberto.” Stefania Auci, author of I Leoni di Sicilia, La Repubblica
“In entering the ‘human abyss’ … chasing clues even in the most inaccessible recesses of the psyche … giving an account of all this, De Roberto as usual is a true master.” Salvatore Ferlita, La Repubblica
Scritto dall'indimenticabile autore de I Viceré, questo giallo psicologico è ambientato alla fine del XIX secolo in Svizzera: protagonisti la contessa Fiorenza, il principe russo Alessio Zakumine suo convivente, la nichilista Alessandra compatriota e amante del principe e Roberto Vérod l'ultimo innamorato della marchesa. Il romanzo inizia con lo sparo di una pistola e la morte improvvisa di Fiorenza! Suicidio o omicidio? al giudice elvetico Ferpierre il difficile se non impossibile compito di scoprire la verità in un'epoca in cui gli esami investigativi attuali come impronte digitali o prova del guanto di paraffina non esistevano. Un buon libro in cui gli aspetti dell'interiorità, della fede e dell'amore sono più importanti dei fatti
Si apre il sipario. Lago di Ginevra, villa affittata da una nobildonna milanese che ogni anno vi abita da giugno a novembre. 5 ottobre 1894. S’odono uno sparo e grida confuse. La contessa d’Arda giace morta nella sua stanza da letto con un colpo di pistola alla tempia. La rivoltella è lì, a terra, poco distante da lei. Suicidio. Pare. Ma ciò che pare non è detto che sia. Entrano in scena il principe Alessio Zakunine, rivoluzionario russo; la sua compagna di fede Alessandra Natzichev, lo scrittore Roberto Vérond, il giudice Ferpierre. Chi era in realtà la contessa Fiorenza d’Arda? Quali rapporti aveva con il principe Zakunine e lo scrittore Vérond? E la studentessa Natzichev aveva qualcosa in comune con lei? Che cosa lega fra loro i personaggi? Quale spasimo li unisce? De Roberto scava nel profondo dell’animo e della psiche umana. Non saranno la logica e nemmeno l’affanno investigativo di Ferpierre a condurre alla verità.
“Tutto il mondo è retto da pregudizii iniqui, ma più stupidi che iniqui.”
Se a stroncare I Viceré fu Benedetto Croce, ad attaccare Spasimo fu Luigi Pirandello che lo recensì firmandosi con lo pseudonimo di Giulian Dorpelli. Anche i grandi sbagliano. E loro sbagliarono. Chissà se consapevoli o no.
Scrittura elegante, linguaggio raffinato per quest’opera narrativa considerata il primo esempio di romanzo investigativo italiano.
Una morte violenta apre il libro. Il racconto è tutto incentrato sulla risoluzione del caso. Poca azione, molto pensiero. Introspettivo e psicologico. Un po' prolisso e contorto... ma sempre dalle mani di un grande scrittore. "Non basta saper regolare le nostre azioni esterne, bisognerebbe poter guidare il pensiero intimo."