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Su Marte! L'opera narrativa completa
In un solo volume l'intera produzione narrativa di Aleksandr Bogdanov: "Stella Rossa", "Ingegner Menni", "Un Marziano Abbandonato sulla Terra", poemetto incompiuto che secondo i piani dell'autore sarebbe dovuto essere il terzo episodio della serie marziana e, per la prima volta, "La Festa dell'Immortalità", un racconto totalmente inedito in Italia.
376 pages, Paperback
First published January 1, 2021
About the author
Alexandr Bogdanov
52 books53 followersAlexandr Bogdanov (1873-1928) was born Aleksandr Aleksandrovich Malinowski at Sokolka, in what was then Russian Poland. He was a man who turned his hand to almost everything. Trained as a physician, he was also an economist, politician, revolutionary (rival of Lenin), philosopher, science fiction author, poet, and scientist. His work on organizational science foreshadowed present developments in that field and cybernetics. In Moscow, in 1926, he founded the world’s first institute devoted entirely to blood transfusion. Two years later, ironically, he died as a result of a transfusion experiment gone wrong.
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Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
December 31, 2022
Sono una persona semplice. Vedo una stella rossa in copertina, compro il libro (si qui non c'è una stella ma vabbe, ci siamo capiti). Non conoscevo Bogdanov come narratore e devo dire che è stata una scoperta interessante.
I due racconti, Stella Rossa e Ingegner Menni, più che due storie in quanto tali, sono due manifesti politici, l'utopia socialista di Bogdanov immaginata e raccontata tramite una cornice fantascientifica.
Non troverete in questi racconti grandi trame, epica sci fi o misteri tecnologici. Troverete invece la visione di un uomo, un matto visionario (e matto lo dico nell'accezione positiva), che nel 1905 scriveva un'analisi sul socialismo e l'utopia di società che si poneva di realizzare che, tolte le ingenuità scientifiche ovvie, sembra scritto 90 anni dopo. I marziani, nell'utopia socialista tratteggiata da Bogdanov, hanno superato il conflitto di classe e alzato la bandiera rossa sul loro pianeta. Ma la vita è conflitto e, superato quello di classe, vi è il conflitto con la natura. I marziani stanno infatti vivendo una crisi di sovrappopolazione ed esaurimento delle risorse, che devono riuscire a fronteggiare. Come nel nostro mondo odierno, dove la nostra società affronta (o pretende di affrontare) la crisi climatica. Senza però aver risolto la questione di classe, ma questo è un altro discorso.
Nel modo in cui si parla di ecologia e crisi climatica, di automazione del lavoro, di superamento del lavoro salariato e di realizzazione dell'uomo al di là del lavoro attraverso l'arte, le relazioni, gli interessi personali e la cura sembra quasi di leggere un manifesto della cultura intersezionalista e accelerazionista dei giorni nostri. Solo che è stato scritto nel 1905, con uno sguardo quasi profetico sullo sviluppo della storia. Manca solo la componente queer e sembra di leggere un manifesto del fully-automated luxury gay space communism. In senso più che positivo, sia ben chiaro.
In poche parole siamo davanti a un racconto che è più un manifesto politico, visionario e all'avanguardia da essere così dolorosamente attuale. Almeno Bogdanov aveva ancora l'utopia da vivere e sognare, a noi resta solo la crisi dell'apocalisse climatica
I due racconti, Stella Rossa e Ingegner Menni, più che due storie in quanto tali, sono due manifesti politici, l'utopia socialista di Bogdanov immaginata e raccontata tramite una cornice fantascientifica.
Non troverete in questi racconti grandi trame, epica sci fi o misteri tecnologici. Troverete invece la visione di un uomo, un matto visionario (e matto lo dico nell'accezione positiva), che nel 1905 scriveva un'analisi sul socialismo e l'utopia di società che si poneva di realizzare che, tolte le ingenuità scientifiche ovvie, sembra scritto 90 anni dopo. I marziani, nell'utopia socialista tratteggiata da Bogdanov, hanno superato il conflitto di classe e alzato la bandiera rossa sul loro pianeta. Ma la vita è conflitto e, superato quello di classe, vi è il conflitto con la natura. I marziani stanno infatti vivendo una crisi di sovrappopolazione ed esaurimento delle risorse, che devono riuscire a fronteggiare. Come nel nostro mondo odierno, dove la nostra società affronta (o pretende di affrontare) la crisi climatica. Senza però aver risolto la questione di classe, ma questo è un altro discorso.
Nel modo in cui si parla di ecologia e crisi climatica, di automazione del lavoro, di superamento del lavoro salariato e di realizzazione dell'uomo al di là del lavoro attraverso l'arte, le relazioni, gli interessi personali e la cura sembra quasi di leggere un manifesto della cultura intersezionalista e accelerazionista dei giorni nostri. Solo che è stato scritto nel 1905, con uno sguardo quasi profetico sullo sviluppo della storia. Manca solo la componente queer e sembra di leggere un manifesto del fully-automated luxury gay space communism. In senso più che positivo, sia ben chiaro.
In poche parole siamo davanti a un racconto che è più un manifesto politico, visionario e all'avanguardia da essere così dolorosamente attuale. Almeno Bogdanov aveva ancora l'utopia da vivere e sognare, a noi resta solo la crisi dell'apocalisse climatica
June 12, 2022
"Il nome di ciascuno si conserva finché coloro che hanno trascorso dei momenti con lui e l'hanno conosciuto apparterranno a questo mondo. Ma l'umanità non ha bisogno del feticcio di un morto. La nostra scienza e la nostra arte conservano senza segno d'individualità il risultato del lavoro collettivo."
Aleksandr Bogdanov è sicuramente una figura di primo piano del socialismo rivoluzionario della Russia del primo quarto del Novecento. Ma la sua importanza spazia anche in altri settori, come ad esempio la fantascienza.
Molti descrivono "Stella Rossa" come un romanzo di fantascienza ma è in realtà una fantascienza strettamente legata alla politica perché questo, così come "Ingegner Menni" (che completa la raccolta "Su Marte!"), è un testo in cui il viaggio nello spazio è un pretesto per descrivere una ipotetica società marziana in cui il socialismo si è pienamente realizzato e funziona alla grande. Così su Marte il protagonista Leonid trova tutto ciò che vorrebbe fosse messo in atto sulla Terra, ancora preda dell'individualismo capitalista.
Tutto ciò si traduce in una scrittura quasi saggistica: sono molti infatti i punti di entrambi i romanzi che, più che narrare, descrivono questa favolosa società marziana. E' il limite maggiore dei due testi: "Stella Rossa" e "Ingegner Menni" sono due romanzi politici, in cui l'obiettivo didascalico supera di gran lunga quello narrativo (un po' come accade nel secondo capitolo di "1984" di Orwell). Ne nasce una lettura pesantissima, che contribuisce a seppellire la quota di fantascienza da cui i due testi si originano. Così, la narrazione di Bogdanov risulta invecchiata male, perché i suoi romanzi non possono essere letti se non come documento di un'epoca, che poco lascia a future evoluzioni. La stessa fantascienza russa, ad esempio quella di "Noi" di Evgenij Zamjatin, prende un'altra strada, che sarà più proficua di seguito.
Aleksandr Bogdanov è sicuramente una figura di primo piano del socialismo rivoluzionario della Russia del primo quarto del Novecento. Ma la sua importanza spazia anche in altri settori, come ad esempio la fantascienza.
Molti descrivono "Stella Rossa" come un romanzo di fantascienza ma è in realtà una fantascienza strettamente legata alla politica perché questo, così come "Ingegner Menni" (che completa la raccolta "Su Marte!"), è un testo in cui il viaggio nello spazio è un pretesto per descrivere una ipotetica società marziana in cui il socialismo si è pienamente realizzato e funziona alla grande. Così su Marte il protagonista Leonid trova tutto ciò che vorrebbe fosse messo in atto sulla Terra, ancora preda dell'individualismo capitalista.
Tutto ciò si traduce in una scrittura quasi saggistica: sono molti infatti i punti di entrambi i romanzi che, più che narrare, descrivono questa favolosa società marziana. E' il limite maggiore dei due testi: "Stella Rossa" e "Ingegner Menni" sono due romanzi politici, in cui l'obiettivo didascalico supera di gran lunga quello narrativo (un po' come accade nel secondo capitolo di "1984" di Orwell). Ne nasce una lettura pesantissima, che contribuisce a seppellire la quota di fantascienza da cui i due testi si originano. Così, la narrazione di Bogdanov risulta invecchiata male, perché i suoi romanzi non possono essere letti se non come documento di un'epoca, che poco lascia a future evoluzioni. La stessa fantascienza russa, ad esempio quella di "Noi" di Evgenij Zamjatin, prende un'altra strada, che sarà più proficua di seguito.
January 28, 2022
Un solo volume che contiene due romanzi che è difficile definire di “fantascienza”. Un secolo dopo la loro prima edizione, colpiscono una visione quasi infantile della tecnologia, una focalizzazione sulla politica che difficilmente abbiamo in altri scrittori, e una grande attualità di alcuni temi. Marte, visitata dai personaggi de Il Pianeta Rosso, il primo romanzo, è un pianeta vittima di un processo di riscaldamento globale…
L’aspettò più inatteso è la capacità dell’autore di collegare tanti elementi in una visione sistemica, quasi anticipando alcuni sviluppi delle scienze sociali e della teoria dei sistemi.
L’aspettò più inatteso è la capacità dell’autore di collegare tanti elementi in una visione sistemica, quasi anticipando alcuni sviluppi delle scienze sociali e della teoria dei sistemi.
March 30, 2021
È insieme fantascienza e manifesto ideologico, cosa non rarissima in opere del genere. Piacevolissimo per gli amanti della protofantascienza e inquietante per la lucidità delle previsioni sul futuro della rivoluzione bolscevica. Chissà se oltre che a scacchi Bogdanov avesse sconfitto Lenin anche in politica il Sole dell'avvenire non avrebbe preso a splendere davvero sulla Russia sovietica oltre che sul Pianeta rosso. Lettura consigliata, ma non per tutti.
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