"Tampon Tax" è un breve pamphlet di Beatrice Brignone che, insieme a Giuseppe Civati, a Gennaio 2016 presenta una proposta di legge sulla detassazione dei prodotti igienici femminili, a cui è applicata un'iva pari a quella dei beni di lusso.
Chiariamo una cosa sin dall'inizio: quando ho acquistato questo titolo non sapevo si sarebbe andato a parlare con così tanta insistenza della proposta di legge sopracitata, della trafila che l'ha preceduta e della sua accoglienza. Pensavo facesse da contorno a un quadro più grande. Ecco, parzialmente è così, ma per me non è stato sufficiente.
È ovvio che quando si parla di tampon tax non si stia realmente parlando solo di assorbenti, ma del riflesso di un sistema marcio fondato sulle asimmetrie di potere. Ho apprezzato il tentativo, da parte dell'autrice, di mettere in evidenzia come la lotta per la detassazione sia trasversale, ma ho trovato il tutto un po' sconclusionato. Vanno bene i paragoni con le politiche applicate in merito nel resto del mondo, perché l'Italia non vive isolata sotto una campana di vetro, e vanno bene anche i dati relativi al gender pay gap (anche se avrei introdotto un po' meglio la questione) e l'accenno allo stigma che circonda le mestruazioni (a questo proposito, come citato da Brignone, consiglio "Questo è il mio sangue"), ma temo ci si sia eccessivamente concentrati su una retorica totalmente inutile che, fino alla fine, si riduce a "la nostra proposta di legge è stata osteggiata 5 anni fa e ora invece queste stesse persone la sostengono con forza".
Ora, questo, da una parte, si potrebbe leggere come un "forse le cose si stanno muovendo nella direzione giusta", ma sarebbe bastato citare semplicemente le associazioni italiane fondate a questo scopo. Per esempio, non me ne può fregar di meno delle ben 3 pagine che riportano il monologo di Luciana Litizzetto che deride la tampon tax, perché non credo che mai nessuno l'abbia reputata credibile o addirittura legata, in qualche maniera, alle istanze femministe.
Sinceramente mi aspettavo molto, molto di più. Non pretendo che in 90 pagine si esauriscano questioni di cui potrebbero trattare tomi di grandi dimensioni (e probabilmente non basterebbero neanche quelli), ma qui si mette troppa carne al fuoco, senza approfondire bene niente. Avrei preferito ci si fosse concentrati su una cosa sola. Un po' raffazzonato.