Jump to ratings and reviews
Rate this book

Bruceranno come ortiche secche

Rate this book
La grande letteratura de "Il rogo di Berlino" e "Lasciami andare madre" (Adelphi) ritorna per dispiegarsi in un affresco di ampio respiro che ci mostra le mille sfumature della Germania degli anni ’30, quando il governo tollerante della Repubblica di Weimar cede il passo al delirio nazista. Sullo sfondo dei roghi dei libri, dell’arte degenerata, del rifiuto di ogni forma d'espressione non aderente ai valori del popolo ariano, e delle prime razzie nei locali gay, in un fosco clima di crescente persecuzione omofoba, nasce l’amore tra due ragazzi, Julian e Nesti. Questa unione sarà il banco di prova per un padre che, aderendo al nuovo regime, non potrà accettare in un primo momento l’orientamento omosessuale del figlio, ma poi si ricrederà e lotterà con tutti i mezzi per la sua salvezza. L’autrice mescola fatti storici riccamente documentati e finzione narrativa, testimoniando al mondo di oggi le tante sfaccettature dell'omofobia nazista di ieri.

280 pages, Paperback

Published February 4, 2021

Loading...
Loading...

About the author

Helga Schneider

36 books55 followers
Nasce nel 1937 in Slesia (territorio tedesco che dopo la seconda guerra mondiale sarà assegnato alla Polonia). Nel 1941 Helga e suo fratello Peter, rispettivamente di 4 anni e 19 mesi, con il padre già al fronte, vengono abbandonati a Berlino dalla madre, che arruolatasi come ausiliaria nelle SS diverrà guardiana al campo femminile di Ravensbruck e successivamente di Auschwitz-Birkenau.
Helga e Peter vengono accolti nella lussuosa villa della sorella del padre, zia Margarete (dopo la guerra morirà per suicidio), in attesa che la nonna paterna arrivi dalla Polonia per occuparsi dei nipoti. La donna accudisce i bambini per circa un anno nell'appartamento situato a Berlin-Niederschönhausen (Pankow), dove i piccoli avevano vissuto in precedenza con i genitori.
Durante una licenza dal fronte, il padre conosce una giovane berlinese, Ursula, e nel 1942 decide di sposarla. Ma la matrigna accetta solo il piccolo Peter e fa internare Helga prima in un istituto di correzione per bambini difficili, e poi in un collegio per ragazzi indesiderati dalle famiglie, o provenienti da nuclei familiari falliti.
Dal collegio, che si trova a Oranienburg-Eden, presso Berlino, nell'autunno del 1944 la zia acquisita Hilde (sorella della matrigna) riconduce Helga in una Berlino ormai ridotta a un cumulo di rovine e macerie. Dagli ultimi mesi del 1944 fino alla fine della guerra, Helga e la sua famiglia sono costretti a vivere in una cantina a causa dei continui bombardamenti effettuati dagli inglesi e dagli americani, patendo il freddo e la fame.
Nel dicembre del 1944 Helga e suo fratello Peter, grazie alla zia Hilde collaboratrice nell'ufficio di propaganda del ministro Joseph Goebbels, vengono scelti, insieme a molti altri bambini berlinesi, per essere "i piccoli ospiti del Führer", null'altro che un'operazione propagandistica escogitata da Goebbels, che li porterà nel famoso bunker del Führer dove incontreranno Adolf Hitler in persona, descritto dalla scrittrice come un uomo vecchio, dal passo strascicato, con la faccia piena di rughe e la stretta di mano molle e sudaticcia.
Nel 1948 Helga e famiglia rimpatriano in Austria stabilendosi in un primo momento ad Attersee, accolti dai nonni paterni. Dal 1963 Helga vive in Italia dove ha pubblicato molti libri.
Nel 1971, venuta a sapere dell'esistenza ancora in vita della madre che l'aveva abbandonata, sente il desiderio di andarla a visitare a Vienna dove la donna vive. Scoprirà che la madre, dopo 30 anni, non ha rinnegato nulla del suo passato, di cui conserva orgogliosamente come caro ricordo la divisa di SS che vorrebbe che Helga indossasse e alla quale vuole regalare gioielli, di dubbia provenienza. Stravolta da quell'incontro, tuttavia Helga vorrà, con non diversi risultati, tornare a trovare la madre nel 1998. Da questo secondo incontro negativo e traumatico a causa della fede irriducibile della madre nell'ideologia nazista nasce il libro Lasciami andare, madre, uscito in Italia nel 2001.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
6 (19%)
4 stars
7 (22%)
3 stars
12 (38%)
2 stars
5 (16%)
1 star
1 (3%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Ambra.
45 reviews5 followers
January 14, 2022
Non lo so, la scrittura non mi è piaciuta e la storia non mi ha coinvolto troppo. La storia d'amore tra Julian e Nesti neanche mi ha convinto, forse perché Julian sembrava non gliene fregasse nulla del fidanzato la maggior parte delle volte.
Avevo molte aspettative per questo libro e forse questo non ha giocato a suo favore.
Profile Image for Andrea Muraro.
858 reviews8 followers
June 23, 2026
"La Germania ha il problema della diffusa omosessualità, anche nelle forme più abiette, quando sono coinvolti i bambini, è una piaga spaventosa che va combattuta in modo energico e intransigente. Certo, i nostri avi non si facevano tanti scrupoli, annegavano questi soggetti negli stagni."

Non so cosa sia successo a Helga Schneider dal "Rogo di Berlino" a "Bruceranno come ortiche secche": l'involuzione stilistica e letteraria è evidente già nelle prime dieci pagine. Se quello è un romanzo sapiente, strutturato, doloroso e ricco, questo è invece piatto, asettico e debole. Eppure lo sfondo è sempre lo stesso: lo sfacelo della Germania, tema tra i suoi preferiti.
Il romanzo è la storia di Julian e Nesti, due ragazzi circa ventenni, artisti, che nel 1933 vedono sfumare improvvisamente la libertà sentimentale e sessuale di Weimar di fronte al rullo compressore nazista, mentre crescono come funghi oppositori, per non dire odiatori, di omosessuali, famigliari compresi. Ovunque ci sono croci uncinate, bandiere, gente con il braccio teso e agenti della polizia criminale: da un giorno all'altro vivere l'omosessualità è rischioso. E così aleggia su tutte le pagine un senso di claustrofobia, di impossibilità di fuga, di annientamento della speranza di salvezza.
Questo romanzo di Schneider, come dicevo, è piatto nella trama, dove accadono cose, sì, ma senza alcuno sbalzo emozionale; senza contare che, mentre lo si legge, si intuisce già cosa accadrà dopo. Sembra quasi scritto da un principiante che preferisce scrivere secondo un manuale di bella grafia. Peccato, perché le premesse erano interessanti.
Profile Image for linda.
3 reviews
July 25, 2023
Avevo aspettative abbastanza alte su questo libro che purtroppo non sono state soddisfatte, è una tematica che trovo molto interessante e mi sarebbe piaciuto se fosse entrato più nel dettaglio (in generale ma anche sulla relazione tra Julian e Nesti). Scrittura molto semplice, lettura scorrevole.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews