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Cyberpunk

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I romanzi e i racconti che hanno fondato l'immaginario cyberpunk. I testi fondamentali degli autori di culto: William Gibson "Neuromante", Neal Stephenson "Snow Crash", Bruce Sterling "La matrice spezzata" e la leggendaria antologia "Mirrorshades".

1368 pages, Hardcover

Published January 1, 2021

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About the author

William Gibson

296 books14.9k followers
Librarian Note: There is more than one author in the Goodreads database with this name. See this thread for more information.

William Ford Gibson is an American-Canadian writer who has been called the father of the cyberpunk subgenre of science fiction, having coined the term cyberspace in 1982 and popularized it in his first novel, Neuromancer (1984), which has sold more than 6.5 million copies worldwide.

While his early writing took the form of short stories, Gibson has since written nine critically acclaimed novels (one in collaboration), contributed articles to several major publications, and has collaborated extensively with performance artists, filmmakers and musicians. His thought has been cited as an influence on science fiction authors, academia, cyberculture, and technology.


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William Gibson. (2007, October 17). In Wikipedia, The Free Encyclopedia. Retrieved 20:30, October 19, 2007, from http://en.wikipedia.org/w/index.php?t...

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Sandy Giannotti.
Author 4 books45 followers
February 28, 2021
L'antologia si apre con l'introduzione di Sterling, che cerca di spiegarci il mondo del cyberpunk.
Ho trovato un po' lenta questa parte – come tutte le introduzioni – ma solo perché non vedevo l'ora di gettarmi tra le pagine del primo racconto.
Dal punto di vista di un neofita la considero invece interessante ed essenziale.
Devo ammettere che non ho seguito l'ordine del libro per quanto riguarda la lettura dei suoi contenuti, sono andata dove mi portava maggiormente il cuore.
Per dare un giudizio complessivo all’antologia ho dovuto assegnare un giudizio singolo ad ogni racconto/raccolta che ho letto al suo interno.

Neuromante di William Gibson
Di questo racconto ho apprezzato soprattutto il personaggio. Abbiamo a che fare con un uomo che fa completamente parte del mondo in cui vive, che ci permette di lanciare uno sguardo al modo in cui potremmo essere in un futuro: uomo e tecnologia, una cosa sola.
Lettura piacevole e molto coinvolgente per il lettore, nonostante sia un libro pubblicato negli anni ottanta e risenta un po’ della sua età.
Ho trovato alcuni passaggi caotici e difficili da seguire, trovandomi come “sballottata” da una parte all’altra del racconto.
Il mondo di Neuromante è un mondo molto affascinante, bello ma anche terribile.
Impossibile non provare sia fascino che orrore verso i porgessi della scienza e ciò che “progresso” comporta nella vita dell'essere umano.

Snow Crash di Neal Stephenson
Questo libro mi ha lasciata un po' più insoddisfatta rispetto al primo.
Per quanto io ami l'impronta distopica in una storia, qui l'ho trovata poco accattivante.
Con questa storia si vanno a toccare un sacco di temi pesanti e importanti, che si sono rivelati essere fin troppi per i miei gusti.
Carina la storia ma non mi ha preso moltissimo, così come i singoli – ma numerosi – personaggi.
Ho faticato a raggiungere la fine, ed è stato il racconto che ho apprezzato meno tra tutti.

La matrice spezzata di Bruce Sterling
Articolato e molto complesso, ma una volta entrati all'interno di questo mondo, è facile capirne le dinamiche.
L'ho letto per secondo e ho particolarmente apprezzato lo stacco che mi ha fornito tra Neuromante e Snow Crash.
Ho un debole per lo spazio e quindi non ho potuto che crogiolarmi nella soddisfazione di lasciare la terra, e raggiungere le stelle - più meno.
L’ho apprezzato lievemente di più dei primi due della raccolta, ma come nei racconti precedenti ho faticato ad affezionarmi al singolo personaggio, giudicandoli tutti complessivamente figli del loro tempo, uguali ma diversi da quello che siamo noi.
Come ho già detto, il cyberpunk non riguarda solo il mondo costruito in questi romanzi, ma anche le persone, mostrandosi sì nel loro modo di vivere, ma anche nel loro modo di pensare – che io considero alieno al nostro.

Alla fine dell'antologia troviamo "Mirrorshades", che è un'antologia a sua volta.
I racconti al suo interno rappresentano delle pietre miliari del cyberpunk, questo è indiscutibile.
Purtroppo ho trovato questi ultimi un po' noiosi, alcuni non mi sono piaciuti affatto mentre altri li ho apprezzati moltissimo. Quindi è stato veramente difficile stilare una media, tenendo conto di ogni singolo racconto e dovendo poi giudicare il complesso.

Dopo film, telefilm, videogames e alcuni libri a tema cyberpunk, devo dire che sono abituata a una versione più “moderna” di questo mondo, più vicina a me e non agli anni ottanta, perché nonostante lo stampo futuristico, il cyberpunk degli anni ottanta lo considero “vecchio” sotto molti aspetti.
Alcuni racconti di questa antologia li ho trovati "fuori dal mio tempo", belli e capaci di farsi apprezzare ma non in grado di riuscire ad appassionarti completamente.
Complessivamente l’antologia è sicuramente un cardine del mondo cyberpunk – è “assoluta” come dice il titolo –, che apprezzeranno gli appassionati del genere, ma difficilmente lo faranno i neofiti.
Tuttavia, forse è la grandezza del volume a spaventare, ad annoiare. Bisogna dosarla con cura.
Sconsiglio la lettura di getto del libro, fatevelo durare il più a lungo possibile.
Fermatevi alla fine di un racconto – considerandolo nella sua unicità senza farvi influenzare dagli altri racconti contenuti nell'antologia – e variate di genere, così sicuramente potrete apprezzarlo di più.
Di sicuro se dovessi suggerire a qualcuno di iniziare l’antologia, suggerirei di partire dalla fine, ovvero dai racconti di Mirrorshades, per poi passare da Neuromante, La Matrice Spezzata e lasciare per ultimo Snow Crash.
I pareri sono soggettivi così come il gusto personale, ma una cosa inopinabile è che le cinque stelle vanno a chi ha deciso di fare una raccolta così consistente ed essenziale… un’antologia ASSOLUTA del genere cyberpunk.
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
371 reviews15 followers
March 16, 2021
All'inizio ci fu la Cibernetica...cosi potrebbe intitolarsi questa recensione su uno dei generi di nicchia meno conosciuto ma al tempo stesso più amati.
Leggete attentamente queste parole ci un certo Norbert Wiener
«I molti automi dell'epoca presente sono collegati al mondo esterno sia per quanto riguarda la ricezione di impressioni, che per l'esecuzione di azioni. Essi contengono organi sensoriali, effettori, e l'equivalente di un sistema nervoso per il trasferimento dell'informazione dagli uni agli altri (...) Non è affatto miracoloso che possano essere trattati in un'unica teoria assieme con i meccanismi dellafisiologia.
Chi è Wiener?
E cosa è la cibernetica e perché è legata al nostro cyberpunk?
Wierner fu un matematico statunitense che durante degli incontri tenuti presso la Harvard Medical School negli anni trenta e grazie a un incontro con un fisiologo messicano Arturo Rosenblueth ( che si dedicava a studi sui meccanismi di controllo neuromuscolare) e ai suoi studi sul progetto di puntamento antiaereo sviluppò delle riflessioni contenute in un articolo del 1943 Behavior, purpose e teleology.
Cosa conteneva questo articolo?
Presto detto.
Indagava e si interrogava su una forma di analisi basta non sulla struttura interna degli oggetti di studio ma sui loro comportamenti, osservabili dall'esterno.
Detta cosi non suona affatto interessate vero?
Ma questo semplice, effimero, banale pensiero portava a una radicale conclusone macchine e organismi viventi potevano essere assimilabili, in quanto ambedue in grado di perseguire e raggiungere un obiettivo ( in genere un equilibrio interno chiamato omeostatico) attraverso meccanismi di retroazione. E questa Retroazione ( ossia capacità di un sistema dinamico di tenere conto dei risultati del sistema per modificare le caratteristiche del sistema stesso. ) può tenere conto dell'evoluzione ed essere, pertanto predettiva.
Da queste idee si cercò di arrivare a postulare
forma di analisi comune" che"può essere usata per studiare i comportamenti sia delle macchine che degli organismi viventi, indipendentemente dalla loro complessità".

Il sistema nervoso diventa, dunque una sorta di macchina logica che può essere...riprodotta..e questo portò (secoli dopo il buon vecchio Babbage) alla definizione sempre più perfetta del calcolatore digitale.
Fino a arrivare alle scoperte di un altro meraviglioso matematico John Von Neumann ( che si occupò attivamente di calcolo digitale anche grazie alla sua frequentazione con un certo...Turing.
Esaltato dalla conseguenze di questi studi Wiener tenne degli incontri nel 1945 a Princeton che culminarono poi nelle Macy Conferences on cybernetics del 1946.
E cibernetica fu.
Iniziò quindi un proficuo dibattito che comportava una sorta di di ricerca interdisciplinare rivolto allo studio matematico, alla biologia e alla composizione e natura di sistemi naturale e artificiali.
Anche se il dibattito innescato da Wierner con le Macy Conference durò solo alcun anni per poi spegnersi progressivamente a causa della natura prematura di alcune “scoperte” il suo influsso diede l'avvio a alcune moderne considerazioni fino a toccare temi di rilievo e a noi nerd tanto cari, come quella degli automi, ossia macchine fi grado di imitare le funzioni tipiche degli esseri viventi.
Capite bene che la cibernetica è il substrato su cui si impianterà tutto un genere letterario che tratta, si occupa e trae ispirazione dalle nuove frontiere della scienza, una scienza che sembra decisa a voler fondere tecnologia e umanità in un tutt'uno interconnesso o omogeneo fino a culminare nel miracolo letterario che oggi definiamo cyberpunk una sorta di unione e di fratellanza di biologia e intelligenza, fino ad arrivare a contemplare anche quella artificiale.

Se la cibernetica, quindi è la scienza dietro il mito, diviene presto non solo una faccenda letteraria ma una sorta di manifesto culturale, moderno, innovativo e totalmente capace di oltrepassare la storia.
La corrente letteraria vera e propria nasce ufficialmente nella prima metà degli anni ottanta del ventesimo secolo e si ritaglia un proprio spazio all'interno del filone fantascientifico.
Il nome è comporto da due delle icone del mondo moderno ossia il punk e appunto la cibernetica e fu usato per la prima volta da Bruce Bethke come titolo del suo racconto Cyberpunk appunto del 1938.
Di cosa tratta e perché, ancora oggi nel postmoderno ci attrae affascina e seduce?
Ma di scienze avanzate ovviamente.
Stiamo parlando di informazione tecnologica, unite in matrimonio da una vena di ribellione sociale e cambiamento radicale del contesto.
Nano a caso i ruggenti anni ottanta erano anni di profondi stravolgimenti politico sociali, di perduta di identità e di frontiere scientifiche inimmaginabili. Fu proprio questa perdita di contesto, di carenza di autorevolezza di una storia che perse la sua scommessa con l'umanità che diede un impulso alla letteratura raro e mai più raggiunto.
E tra i nuovi guru di questa meraviglia troviamo gli autori che leggerete nell'antologia ossia Gibson, Sterling, Rucker, Swanwick, Shiner e Shirley.
Sono questi gli autori che decisero non di fondare una vera e propria corrente letteraria quanto dare vita a una profonda esigenza di espressione artistica, libera dagli schemi oramai superati, totalmente dedita alle suggestioni, spesso surreali che si accompagnavano a una stilistica mai vista, capace di rompere ogni regola narratologica e svilupparsi in totale, caotica e fantastica libertà.
E' per rivendicare quest'alterità cosi peculiare che i nostri artisti, i nostir creatori di mondi di definirono Mirrorshades Movement (movimento degli occhiali a specchio, di cui Sterling fu il principale ideologo come potrete comprendere dalla prefazione.
Ah che brividi a leggerlo!
Troverete quindi in quest'antologia perfetta, suadente e completamente disturbante se approcciata con il gusto del lettore classico uno dei migliori libri in circolazione ossia Neuromante l'opera che ruppe il ghiaccio e talmente ribelle da sfidare persino l'archetipo originario del cyberpunk.
Gibson stesso, autore del romanzo a cui oggi di nuovo dopo anni mi inchino il cyberpunk e lo esprime perfettamente in questo testo buon fu mai un movimento letterario pertanto ne rifiuta la rigidità della definizione e l'accettazione di canoni rigorosi per entrare nella sua anima, fu piuttosto e lo è una sorta di sensibilità empatica che alcuni autori riuscivano a provare e a esprimere su carta.
E fu questa sua variegata ma affatto standardizzata ne composta di regole narratologiche precise che si trova in un altro capolavoro ossia la raccolta Mirrorshades ( 1986).
nonostante questo suo ribelle e questo suo atteggiamento refrattario alle categorie e alle regole possiamo trovare temi comuni che vengono affrontati in ognuno dei testi a vostra disposzione.
Abbiamo l'influsso della psichedelica degli anni sessanta e settanta, con quella sua voglia di ampliare le percezioni umane e la capacità di creare persino mondi immaginari, spesso con la possibilità di un aiuto chimico.
Era il sogno di entrare a passo baldanzoso in mondi che la tradizione relegava nei meandri oscuri dell'inconscio.
Il cyberpunk li tira fuori dal cassetto dimenticato del tempo e li rene arte e non solo mistica.
Un altro tema è connesso alla percezione soggettiva, seppure condivisa con altri, in quello strano e inquietante mondo chiamato spazio virtuale.
Spazio non spazio ossia un luogo paragonabile all'irrealtà dell'iperuranio divenendo non più una tensione del divenire per ritrarsi come spazio di possibilità infinite sempre in forse o come scrisse Valmerz
"il dispiegarsi di un codice nella sfera della comunicazione".

Altro tema che si troverà nella raccolta è il rapporto tra essere umano e tecnologia un rapporto sbilanciato perché l'ultimo riesce a ottenere il sogno dell'uomo ossia la perfezione immobile e quasi eterna.
Questa tecnologia si esprime nel rapporto tra un corpo umano e parti di una meccanica che lo rendo forse “mostruoso” nel vero senso del termine ossia dotato di meraviglia e riverenza. In alcuni racconti è frequente la presenza di innesti meccanici, di tecnologie che divengono parti integranti dell'organismo umano ne aumentano le capacità rendendoli i nuovi Nephilim di biblica memoria.
Ecco che il corpo smette di essere un qualcosa di naturale e stabilito da rigide regole, dalla Maat cosmica per diventare modificabile grazie all'intervento di una scienza che diviene invasiva.
E' il sogno del doctor Frankestain divenuto possibilità reale.

Ecco perché tutt'oggi il cyberpunk ci seduce.
E continua a sviluppare la sua influenza cosi cangiante e cosi eterna sulal nostra mente, facendoci sognare e stupendo ancora quella nostra fantasia oggi ammantata da troppo cinismo.

Che la magia abbia inizio...e che il mondo altro si manifesti davanti ai vostri curiosi occhi.
Profile Image for RecensioniVere.
161 reviews1 follower
November 26, 2024
Cyberpunk è un'antologia che ci invita a riflettere sul nostro presente e sul nostro futuro, e che ci ricorda che la tecnologia, se da un lato può migliorare la nostra vita, dall'altro può rappresentare una minaccia per la nostra libertà e la nostra stessa umanità.

Recensione completa: https://recensionivere.com/10427_cybe...
Profile Image for Alessandro Schümperlin.
Author 3 books1 follower
August 6, 2024
Ottima raccolta, con capolavori di inestimabile valore letterario; alcuni se vogliamo sono sempre più attuali.
Unica pecca del tomo da più di 1300 pagine è la qualità della carta e il suo spessore. Particolarmente fine.
Per il resto da avere per chi non avesse i singoli romanzi e le singole antologie.
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