Siamo tutti in grado di capire cosa voglia dire la parola «notte», anche se forse non ne abbiamo mai fatto esperienza. Chi vive nel mondo occidentale, soprattutto nelle grandi città, è raro si sia immerso in una notte autentica dove le stelle hanno la forza di bucare la coperta nera del cielo. La luce elettrica, una grande invenzione che ha aperto la porta a migliaia di nuove esperienze, ha inesorabilmente occupato tutto il buio impedendoci di vivere l'altra faccia del giorno, con tutti i suoi doni: le stelle, la Via Lattea, il ritmo sonno/veglia, la poesia dell'oscurità. Irene Borgna, tra le mani una mappa dei cieli neri europei, è partita alla ricerca di quei luoghi che ancora resistono all'inquinamento luminoso. Dalle Alpi Marittime al Mare del Nord, a bordo di un camper, l'autrice ha compiuto un viaggio per tornare a vivere quelle tenebre che furono divise dalla luce all'inizio del mondo, per capire cosa voglia dire inquinare la notte, per raccontarci gli aspetti economici, antropologici, sociali, poetici e simbolici di quello che potremmo chiamare «uno stato d'animo in via d'estinzione».
Irene Borgna (1984) è savonese di nascita e cuneese per scelta. Se le parli di Liguri e di Marittime non pensa alla riviera, ma alle Alpi dove vive e lavora da quando si è trasferita in montagna per il dottorato in antropologia alpina. Ha scritto un saggio (Profondo verde, Mimesis 2010) e qualche articolo di filosofia e di antropologia, ma trova di gran lunga più divertente collaborare con riviste di montagna. Comunicatore e guida naturalistica per lavoro, scrive testi per il web e collabora con l’ufficio stampa del progetto LIFE Wolfalps. Nel tempo libero va per montagne: con lo zaino in spalla, di corsa, a pedali, con le pelli di foca, in grotta o in parete. Le piacciono i libri e i gatti, presi separatamente.
Questo libro è una poetica accusa contro l'inquinamento luminoso che ha ormai raggiunto livelli capillari, raggiungendo persino campagne e valli montane isolate. L' autrice cerca di sfuggire a questo incubo iniziando un un viaggio attraverso l’Europa, alla ricerca delle oasi in cui la luce elettrica è stata regolamentata, addirittura bandita, per permettere allo spettacolo delle stelle di giungere fino agli occhi di sognatori e astrofili. L’autrice ci fa scoprire che esistono ancora riserve che non si arrendono alla dittatura dell’illuminazione e che non sono pochi gli appassionati e le organizzazioni che lottano per arginarne gli effetti più deleteri. Mescolando sapientemente il racconto di viaggio e la divulgazione, il libro risulta pieno di informazioni, ma allo stesso tempo scorre con leggerezza e non manca di divertire il lettore. Consigliato