Il primo manuale che racconta, ispirandosi alla filosofia antica e usando esercizi pratici, come trovare il cuore di noi stessi. E così fiorire. Si tratta di fertilizzare con lo sguardo quello che accade nella tua vita quotidiana, nella tua routine. Si tratta di imparare immediatamente a coltivare la meraviglia e reincantare il mondo. Si tratta di sentire più intensamente questa vita qui, che è già infinita di suo. Questo è un manuale, ma allo stesso tempo è quanto di più lontano da un manuale possa esserci. È un metodo ma anche un gioco; un saggio divulgativo ma anche un prontuario di divinazione; uno studio rigoroso ma anche una successione fluida di capitoli, infilati l’uno dopo l’altro come perle in una collana. È una mappa incompleta per inoltrarti nel labirinto del mondo. Una bussola che non punta al nord. Una strada che non conduce da nessuna parte. Una serie di pagine rilegate e tenute insieme da una copertina, ma anche un insieme di istruzioni botaniche e un esercizio di immaginazione. Tutto con un unico scopo: insegnarti a fiorire. Prendendo spunto dalle scuole più antiche, questo saggio multiforme ci mostra come la filosofia possa ancora potentemente impattare sulle nostre vite. Non filosofia intesa come trastullo intellettuale, ma come gioco serio condotto sulla nostra esistenza e il nostro percorso. Una filosofia come ponte da attraversare e non casa da abitare, come arte di vivere armoniosamente, come educazione e addestramento di se stessi a sbocciare nel nostro Io più composito e vero, per trovare il nostro posto nel mondo. Dopo il grande successo di Liberati della brava bambina, Andrea Colamedici e Maura Gancitano ci accompagnano, con un approccio moderno e a tratti volutamente dissacrante, su una strada libera o accidentata, lunghissima o molto breve, intensamente pratica ma necessariamente teorica, sempre personale, sempre unica.
Questo libro è un capolavoro, sono di parte perchè adoro Tlon, ma davvero è una delle cose più originali che abbia mai letto. Innanzitutto è un libro game e una delle sue particolarità è che la sequenza di lettura non va necessariamente dalla prima all'ultima pagina, ma puoi decidere di affidarti ai tuoi istinti, scegliendo tra strade alternative, per seguire un tuo percorso. In secondo luogo è un libro che richiede il tuo coinvolgimento, quindi non è solo una lettura passiva, ma ti invia continuamente stimoli facendoti "giocare" e compiere azioni concrete per avviare il tuo percorso di fioritura personale. Ma cos'è la fioritura personale? Si tratta di concimare il tuo terreno personale (emozionale, spirituale, corporeo ecc) per permetterti di fiorire, di sbocciare e di approcciare alla vita con un'attitudine diversa. E non è una cosa poetica, è molto più concreto di come sembra; e a differenza di tanti libri che ti spingono a compiere delle azioni precise supponendo che siano universalmente efficaci per un percorso personale (inizia la giornata alle 5 correndo o scrivi 100 desideri e si avvereranno o ancora formula un pensiero positivo e l'universo ti ascolterà), questo non da' risposte, ma stimoli, spunti e punti di partenza per ascoltarsi e costruirsi un prorio percorso personale di crescita. Lo consiglio vivamente a chi è pronto a mettersi in discussione o a chi sta affontando un momento difficile e ha bisogno di ritrovarsi, agli amanti di filosofia, a chi ama mettersi in gioco, a chi vuole guardare il mondo con occhi diversi. Insomma leggetelo!
Buongiorno fanciulli in questa nuova recensione difficile ma liberatoria allo stesso tempo, lettura accolta nel momento di maggiore bisogno, cornice di un periodo personale che ricorderò per sempre. Un punto d’inizio per una fioritura in evoluzione da tutta una vita. Oggi parlerò di un libro che ha sconvolto (in tutti i sensi) i miei giorni dopo la perdita di un componente della mia famiglia, preso sotto gamba ma da quel punto, aperto mille strade percorribili. Veniamo a noi.
[Aver paura di sembrare stupidi – anche a se stessi, anche se nessuno ci sta guardando e giudicando – significa perdere l’occasione per stupirsi.]
Prendila con filosofia è una frase così emblematica, tanto da coniare questo progetto editoriale pieno di ottimi presupposti e idee diverse dal solito. Consapevole della mia scarsa cultura nell’ambito filosofico, la mia più grande paura era la mancanza di informazioni utili per comprendere al meglio il testo proposto…mai pensiero più lontano. Questo manuale di fioritura personale ha la capacità di riunire un pubblico talmente tanto vasto che nessuno si può sentire escluso o privato da una scrittura troppo sofisticata e a tratti complessa. Qui trovate un chiaro esempio di libro fatto per tutti, comprensibile a tutti. Una scrittura piena di valore, continui riferimenti alla vita odierna e un mix di informazioni che lasciano assimilare quanto la filosofia nel tempo ha posto basi salde a grandi pensieri presenti per raggiungere un grande futuro.
[Oggi, al contrario, viviamo di piccoli momenti di soddisfazione, che poi spariscono per farci ripiombare in un senso costante e sotterraneo di disperazione. Gli unici punti di riferimento che abbiamo sono i desideri, che però spesso sono inautentici, indotti dall’esterno e ossessivi, specie se legati a successo e beni materiali. «La felicità è ciò che mette un punto fermo alla fuga in avanti del desiderio» spiegava a proposito Paul Ricoeur.]
Prendila con filosofia è un libro-game costruito intorno alle nostre scelte, ponendo delle giuste domande che evitiamo di porre a noi stessi per paura delle risposte oppure perché abituati a non sentire. Un viaggio verso la cultura moderna fatta da schermi sterili e stereotipati da pensieri tutti uguali per congelare il nostro intelletto a ragionare o agire. Sono consapevole di aver percepito in maniera amplificata tutte le piccola parole incastonate in questo libro, perché pienamente fragile nella mia immobilità ma ne sono totalmente felice. Riuscire ad assimilare senza filtri, ha portato la mia lettura al passo successivo: la consapevolezza.
Il libro più faticoso da portare a termine quest’anno. Di una densità pazzesca, pieno di riflessioni, approfondimenti, ricerche che ci vengono proposti e che sta a noi decidere se raccogliere o no. Alcune cose mi hanno emozionata più di altre: la storia della bibliomanzia, la differenza tra felicità e contentezza, tra talento e vocazione; e il metodo per perseguire i propri desideri seguendo l’acronimo woop (che in italiano diventerebbe DROP: desiderio, risultato, ostacoli, piano). Lo terrò sul tavolo, invece che rimetterlo nella libreria. Perché continuerà a lavorarmi dentro!
Credevo meglio. Gli autori sono senza dubbio divulgatori molto talentuosi, ma secondo me rendono meglio dal vivo, sulle stories di Instagram, con interventi orali. Questo libro-esercizio mi pare riuscito solo in parte e scivola pericolosamente nella banalità.
È come leggere un luuuuuuuungo post di Facebook pubblicato da Tlon. Che sia una cosa positiva o negativa lo deciderà chi legge.
Personalmente sono contenta di aver superato lo snobismo che non mi avrebbe mai fatto leggere un libro del genere, mi sono fidata di Colamedici e Gancitano e ho trovato un testo coerente con i contenuti che già apprezzo.
È letterario? Direi proprio di no. È quello che ci si aspetterebbe dai creatori di Tlon? Penso di sì. Per me, si è anche trattato di un interessante proseguimento del percorso di mindfulness fatto con la mia psicologa (anche se le attività suggerite dal libro non sono state compiute tutte e con lo stesso scrupolo di quelle indicate dalla suddetta!). Nulla vieta di leggerlo in tranquillità e conservare gli spunti per dopo. Il loro lavoro lo fanno.
Filosofia? Cosa c'entro io con la filosofia? Quanto ne so, e quando mai ho avuto l'opportunità di studiarne per davvero? Sostanzialmente nulla, praticamente mai. E allora? E allora questo doveva essere il libro per me. Il libro per tanti di noi, curiosi e che si fanno domande, e trovano risposte confuse, e nonostante tutto si chiedono cose e ne trovano. Che hanno bisogno di termini, e riflessioni già fatte e nuove domande. Più precise, più profonde e pertinenti, più sconvolgenti.
Mi son divertito nel leggere le riflessioni di Andrea e Maura. Gustandomi i mille riferimenti antichi incredibilmente ancora vivi, sentendomi rassicurato nel non essere così solo nelle questioni sollevate, riconoscendo limiti ed errori miei e di tanti in questi tempi diversi. Di chi cerca di arrivare da qualche parte e forse sbaglia, di chi vuole capire ragioni di fallimenti e insoddisfazioni, di chi riconosce il proprio malessere e vuole comprenderlo meglio, magari curarlo.
Voler arrivare, lì forse sta la chiave. Perché Andrea e Maura, aneddoto dopo aneddoto, giocando e facendo sul serio, fanno riflettere su questo punto centrale. Che forse arrivare non sia il punto, che probabilmente l'unica cosa che conta sia il viaggio. E gli equilibri che ci guidano, e l'importanza che diamo alle cose, e a noi. Siamo importanti, moltissimo, ma forse non è esattamente così. Dobbiamo difenderci, è vero, ma anche esporci e metterci alla prova, meravigliarci.
Mi son trovato spesso a sorridere di me con questo libro, che ho letto di seguito, ma poteva essere vissuto in modo più personale saltando tra i capitoli come un gioco, che si è fatto ripromettere di essere approfondito. Nei suoi riferimenti bibliografici e magari negli esercizi su sé stessi proposti che in questa prima lettura non ho completato. E soprattutto provando sin da ora a osservare il mondo intorno in maniera diversa, e sé stessi. Per gustarsi il viaggio, e tornare a fiorire.
"Siamo pronti per partire o stiamo solo temporeggiando? " Ho iniziato questo libro in un periodo poco adatto della mia vita, molto complesso, dove la fioritura tarda ad arrivare. Un momento o forse non solo, dove alle tante domande, ahimè ho poche risposte confuse. Un periodo poco stabile, quasi in bilico, alle volte con tratti di tranquillità che mi vengono regalati. Questo libro mi ha messo alla prova fin da subito con una domanda importante per me in questo momento. E nel cercare una risposta sul mio futuro e su quello che io riesca a terminare, mi ha messo di fronte al vero problema, manca lo scopo. Bello sarebbe poter fiorire con loro in questo momento ma per farlo bisognerebbe analizzare i propri desideri, capirne il risultato, prevedere gli ostacoli e trovare un piano per superarli. Perché: "Il problema della vita è che, proprio quando pensi di aver finito, in realtà hai appena cominciato."
Ascoltato su Audible, lo volevo da tempo. Mi sembra, forse per la prima volta, un manuale di sviluppo personale del tutto diverso da quelli che ho letto, che hanno il talento eccezionale di farmi incazzare per la superficialità dell’approccio. Invece che alla produttività e al successo, il focus è sul processo di fioritura personale, che ci porta a essere persone in relazione con la nostra interiorità, prima ancora che con il mondo. E’ un lavoro di riflessioni e domande sui nostri bisogni, desideri, emozioni e talenti, che si interessa poco delle aspettative e delle esigenze di chi abita il mondo attorno a noi. E questo è un gran sollievo. In particolare, mi è stata utile la riflessione sui talenti che abbiamo e che il mondo considera capitali da spendere per ottenere riconoscimento personale pubblico, mentre è fondamentale coltivarlo per il mio piacere. Ricchissimo di citazioni e spunti, offre una profondità in cui fa bene immergersi, senza contare la lettura strepitosa dei due autori, bravissimi oratori.
In questo complesso e faticoso inizio 2021, "Prendila con filosofia" è un abbraccio caldo e incoraggiante.
Abituata alla profondità e alla concretezza delle filosofie e delle religioni orientali, nutro sempre una certa antipatia verso le seghe mentali della filosofia occidentale. A meno che... non si adotti una prospettiva come quella di Hadot (infatti citato nel libro), il quale ritrova nei greci la coltivazione non solo di teorie, ma anche e soprattutto di prassi quotidiane finalizzate al ben-essere. Questa scelta, ritengo, assume una rilevanza assoluta dal momento in cui l'intero target di lettori si trova nel pieno di una crisi pandemica. Dà al libro un valore compassionevole e generoso, anziché auto-incensatorio. E, al di là della pandemia, dobbiamo ammettere di avere un disperato bisogno di una filosofia contemporanea, che ci aiuti a rendere prima visibili e poi ad affrontare alcune enormi sfide, come il mondo dei social-network e la società della performance.
Il libro è divulgativo, universale, discorsivo, molto semplice, ma non banalizzante. La formula del libro-game e gli esercizi stimolano ad assumere una postura attiva. E lo stesso fanno i concetti e gli stimoli via via presentati: la fioritura personale è un processo fatto di domande, di attenzione continuamente rinnovata, di ascolto sincero. Da quando ho letto questo libro, ho capito meglio che mai una cosa: voglio fiorire. Il resto è fuffa, perdita di tempo, umiliazione.
Una mancanza: la comunità. Vero che la trasformazione interiore è la partenza di tutto, ma nel libro non si parla quasi per niente della costruzione di un senso di comunità, non ci sono esercizi che invitano a relazionarsi, sembra che tutto il gioco si svolga esclusivamente nel rapporto di noi stessə con noi stessə. Sarebbe stato bello trovare almeno un invito a condividere concetti ed esercizi in gruppi, a rafforzare le nostre reti di supporto, per fiorire insieme. Forse, qualcosa del genere viene stimolato un po' di più attraverso altri eventi e iniziative Tlon.
Però, questo passaggio mi ha dato una vera e propria iniezione di speranza: "Intendiamoci: non c'è mai stato nella storia dell'umanità un così grande numero di persone interessate a comprendere se stesse e a dare senso alla propria vita. Sono esistite diverse piccole comunità spirituali, soprattutto nell'antichità, ma non società globali, grandi come la nostra, in cui milioni di persone cercassero di vivere una vita autentica. In un tempo così critico e fragile, rischiamo davvero di creare il più grande prato fiorito della storia".
Il rischio c'è, sono daccordo. Ma le spinte opposte non sono da sottovalutare. E solo attraverso un continuo confronto e dialogo con altri esseri umani (preferibilmente in piccoli gruppi, cuore a cuore, magari dal vivo) queste filosofie possono diventare cultura.
Andrea Colamedici e Maura Gancitano, ideatori della scuola di filosofia e casa editrice Tlon, non hanno bisogno di molte presentazioni. Il loro lavoro continuo, anche sui social network, sta scardinando alcune etichette che spesso si affibiano alla filosofia, ma soprattutto stanno portando avanti un progetto che ha come obiettivo quello di diffondere “l’arte di vivere”, “l’arte di esistere”.
L’idea alla base del volume è che “la filosofia diventi una pratica di autoeducazione” alla vita, che ci aiuti a comprendere e ad “attivare” noi stessi.
"Si tratta di fertilizzare con lo sguardo quello che accade nella tua vita quotidiana, nella tua routine. Si tratta di imparare immediatamente a coltivare la meraviglia e reincantare il mondo. Si tratta di sentire più intensamente questa vita qui, che è già infinita di suo".
Sono i due autori stessi, nel preambolo, a raccontarci “Prendila con filosofia“: “Il modello è quello dei librogame e dei racconti a bivi, ossia quelle opere che richiedono la partecipazione attiva di lettori e lettrici, che scelgono la loro strada tra due o più alternative”.
Ma non solo. Nel manuale sono presenti, alla fine di ogni capitolo, degli esercizi molto importanti. Richiederanno impegno? Sì. Sforzo? Eccome. Pazienza? A sacchi. Ma la cosa bella è che non vanno fatti tutti in un pomeriggio.
“Prendila con filosofia” è uno di quei libri che teniamo accanto per quando siamo pronti o per quando ne abbiamo bisogno. Io posso dirvi che ho dato una prima lettura generale, e poi sono tornata indietro, all’inizio, cercando il percorso di cui avevo bisogno in quel momento, lasciandomi il resto per dopo. Mi sono concentrata su alcuni capitoli in particolare, e la quantità di appunti e di sottolineature mi fa capire che ci sarà modo di tornarci…
Un libro sicuramente originale e pieno di spunti importanti, alcuni quasi delle vere epifanie. Ma questi momenti a parte, io personalmente mi sono smarrita in un percorso non ben definito e che mi ha tenuto a una certa distanza. Certi concetti li ho sentito molto imposti dall'alto anche se il claim del libro è quello di costruirsi un proprio percorso e dei propri valori-guida. Insomma, a lettura ed esercizi fatti (la maggior parte, non tutti), mi sembra di essere rimasta con poco in mano... Rimane comunque un'esperienza unica e una lettura molto gradevole.
Meraviglioso. Un libro che parla di filosofia, di vita, di amore, di felicità, di strade giuste, di giuste domande. Un libro che è anche un gioco, una scommessa, un abbraccio caldo che sa riportarti a casa sotto l’ala di un consiglio fraterno. Un libro che non finisce assolutamente con l’ultimo capitolo, perchè sono cosí tanti gli spunti di riflessione e gli esercizi proposti che sarebbe impossibile non trovarne uno che chiami o alimenti il proprio cuore. E poi si legge davvero bene!
Per darsi la possibilità di “fiorire” senza sensi di colpa o condizionamenti esterni, secondo i propri tempi e bruciando esclusivamente le proprie tappe.
Very interesting reading. The authors managed to make me lose the contact with the reality without making me feeling lost... I had fun! Retrospective book, it leaves you a nice feeling of hope.
Ricco di spunti di riflessione e dall'affascinante struttura a libro-game, leggerò sicuramente anche gli altri libri degli autori - oltre a Liberati della brava bambina, che ho già letto ed apprezzato. Ho però trovato lievemente contraddittorio in questo libro (ma voglio credere fosse provocatorio nelle intenzioni) l'approccio da manuale di autoaiuto, per quanto assolutamente diverso dal magma dei manuali di autoaiuto, con tanto di esercizi. Un qualcosa che rischia di indurre quell'ansia da peestazione, quel senso di colpa per non saper fare o riuscire a fare abbastanza, che gli stessi autori vogliono denunciare come un problema grave della contemporaneità. Una lettura che arricchisce, specialmente quando si smette di seguire le istruzioni e lo si legge, senza fretta di agire, lasciandolo sedimentare.
Un libro che è un libro-game, ossia in cui non vi è per forza una linearità nella lettura dei capitoli ma si è spinti a scegliere il percorso di lettura man mano. In questo testo si trova un’alternanza tra capitoli teorici, che trattano di teorie filosofiche, concetti psicologici, analisi etimologiche e capitoli con attività pratiche, da mettere in atto per coltivare la propria "fioritura" personale. Ci sono molti passaggi interessanti, che permettono anche riflessioni profonde sul nostro essere, sui nostri desideri e su quanto questi siano importanti. Un buon manuale per chi ha voglia di lavorare su di sé in modo originale.
"Non sappiamo davvero chi siamo, e questo accade perché ci illudiamo di essere una cosa sola, quando invece siamo una moltitudine. Ogni persona è una molteplicità di lo, di istanze, desideri, scopi, voglie, limiti."
Ho iniziato a leggere questo libro qualche giorno prima della discussione della mia tesi, me lo ero auto-regalato per l'occasione, come buon auspicio per il viaggio che stavo concludendo e iniziando. Subito dopo le cose non sono per nulla andate come credevo perché, invece di ritrovarmi felice e spensierata a cercare lavoro e cambiare vita, mi sono trovata con la consapevolezza di avere un tumore all'ovaio, e pensando seriamente che mi fosse rimasto poco tempo da vivere (fortunatamente non è così, alla fine). Ho passato delle settimane bruttissime e questo libro mi ha aiutata concretamente a cambiare prospettiva. Oltre che un libro è davvero un bel gioco. Leggetelo, fate gli esercizi pratici, vivete e divertitevi.
Il senso di questo libro è difficile da trovare. Solo un'accozzaglia di riferimenti ad autori (banale citazionismo) che vorrebbero dare autorevolezza a delle tesi ormai diventate cliché nell'ambito del self-care. Gli autori sono delle persone davvero in gamba, li seguo sui social e ascolto con piacere le loro audio monografie ma questo libro sembra scritto per sfizio.
Meravigliosamente difficile da leggere, ricco di spunti di riflessione e di verità, concreto e lucido. Un gioco in cui si decide fino a che punto mettersi in gioco. Da leggere e rileggere
Pieno di spunti e riflessioni. Mi sono presa un sacco di appunti all’interno in modo da poter tornare a rileggere paragrafi ogni volta che sento di aver bisogno di qualche stimolo e un po’ di ispirazione. Molto belli anche i vari esercizi per essere più presenti.
Libro di grande valore. Dopo La società della performance e l’ascolto di parecchi podcast di Tlon, ho voluto dare fiducia ai due autori, ottimi divulgatori filosofici. È un libro apparentemente breve, ma che, anche grazie al suo percorso in forma di libro-game, permette viaggi differenti e differenti chiavi di lettura. Il bello del saggio è che racchiude un viaggio che, consapevolmente, non porta a nessuna meta, ma vale comunque la pena di esser intrapreso.
Un libro game, una sorta di manuale di fioritura personale che aiuta a non prendersi troppo sul serio, a riflettere sul proprio io e sulla propria quotidianità con esercizi, consigli, suggerimenti e attività pratiche. Lo consiglio a tutti quelli che vogliono imparare a stare meglio con se stessi, a prendere consapevolezza delle difficoltà e degli ostacoli presenti nel corso dell'esistenza e continuare a stupirsi e meravigliarsi dei piccoli momenti di bellezza che risiede nei piccoli gesti e nelle piccole cose (come un tramonto, l'alba, un fiore che sboccia, una carezza...).
Carta piacevole da toccare e carattere ben leggibile sono stati un ottimo punto di partenza di questo libro. A volte, è stata complessa, ma per la maggior parte è stata una lettura leggera e scorrevole.
Riconosco e apprezzo che dietro questo lavoro c'è uno sforzo dedicato alla divulgazione della filosofia in termini pratici e contemporanei. Il risultato di ciò, nel mio caso, è stato l'ottenere spunti stimolanti e interessanti da applicare nel mio approccio quotidiano alla vita.
Ho adorato e riletto più volte il capitolo che tratta della brevità della vita e della temperanza, e mi hanno fatto molto riflettere le considerazioni degli autori sulla la differenza tra talento e vocazione, obiettivo e scopo.
Questa lettura, inoltre, mi ha ricordato quanto è importante capire quali siano le cose che posso cambiare, in modo da concentrare le mie energie su quello, invece che disperderle su ciò che non posso cambiare. A turbarci, infatti, non sono le cose che ci succedono, ma l'interpretazione e il giudizio che ne diamo. A questo proposito, nel libro è anche riportata la preghiera della serenità:
Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscerne la differenza.
(Lo stesso concetto è ripreso nel libro che ho letto prima di questo, L'arte della felicità, in cui il Dalai Lama afferma che se un problema è tale per cui c'è una soluzione, allora è molto più ragionevole concentrare le tue energie sulla soluzione invece che sulla preoccupazione. In alternativa, se non c'è una soluzione, non essendoci niente che tu possa fare per risolvere il problema, prima accetti questo fatto, più facile sarà per te conviverci.)
E' un libro di autoaiuto, ma che non ha nulla a che vedere con quei libri autoaiuto che hanno già tutte le risposte alle tue domande e che, pertanto, ti indicano esattamente cosa devi fare. Quello che qui gli autori offrono sono gli strumenti per porre le domande a te stesso e per indagare dentro te stesso quello che tu credi sia più adatto per te dover fare.
Mi è piaciuta molto la struttura degli argomenti trattati in sezioni distaccate, ma tuttavia connesse tra di loro: ho prima letto seguendo il gioco di decidere volta per volta come procedere e ho poi velocemente riletto tutto dall'inizio alla fine per una sorta di ripasso dei concetti presentati.
Molto gradita l'indicazione di ulteriori libri da leggere per approfondire gli argomenti dei vari capitoli.
In conclusione, questo libro mi ha arricchito e, pertanto, leggerò altri lavori di questi due bravi autori.
Dopo la lettura di questo libro mi porto a casa tantissimi insegnamenti preziosi, alcuni nuovi, altri che già conoscevo ma che si tende a dimenticare o lasciare in disparte, troppo presi dalla frenesia della vita contemporanea. Gli insegnamenti che ho ritenuto più preziosi per me: 1) la cura di sé passa anche dall'accettazione che non dobbiamo per forza avere mille obiettivi nella vita, e che non dobbiamo essere sempre impegnati in qualcosa per sentirsi realizzati; la cura di sé è anche imparare di nuovo ad annoiarsi, a lasciarsi andare alla pura contemplazione. 2) l'idea che essere super produttivi sia sano è un'illusione collettiva 3) il bene più prezioso che abbiamo e che le aziende oggi cercano di accaparrarsi, è la nostra attenzione: passiamo ore a scrollare sui social pensando di essere utenti attivi, invece dovremmo dedicare la nostra attenzione all'ascolto di sé e degli altri 4) rimandare i piaceri, il riposo, la cultura di noi stessi a "quando avrò più tempo, quando sarò in pensione" significa non vivere appieno, rimandare ad un momento che potrebbe non venire mai perché non possiamo prevedere cosa avverrà domani 5) siamo ossessionati dall'idea che per sentirsi realizzati, bisogna trovare il proprio talento, ma la maggior parte delle persone non ha talenti eccezionali, bensì è multipotenziale e gli interessi e le vocazioni cambiano nel corso della vita 6) il social decluttering (ovvero la pulizia dai propri social di tutto ciò che è vacuo, sciocco o ci provoca rabbia e frustrazione, e il suggerimento di iniziare a seguire solo account di cultura, di arte e tutto ciò che ci può arricchire)
10! E’ un manuale che ti accompagna in un viaggio sorprendente attraverso esercizi di filosofia dal potere trasformativo. Il titolo del primo capitolo e’ FINE, questo è’ un libro game che puoi leggere giocando. E’ un libro che ti permette di guardarti in un modo in cui magari non sei abituato a fare, e lo puoi fare insieme ad altri lettori accompagnato dagli autori in un percorso di consapevolezza. Da rileggere e da scrivere “ per raccontare al te che sarai il te che sei” disfandoti del senso “ Ma-che-e’-questa-cosa-fricchettona” “ La meraviglia e’ un atto intenzionale, devi metterti volontariamente in condizione di guardare il mondo in maniera diversa” “...dovremmo imparare a stare nelle domande, a lasciar fiorire le condizioni, ad abitare il dubbio” “ la potenzialità porta a confondere l’essere abitati dal meraviglioso con l’idea di essere meravigliosi”
Un libro anticonvenzionale che, capitolo per capitolo, si snoda come un labirinto atto ad approfondire la conoscenza di sè. Non sperate di trovare risposte definitive qui, perché non ne troverete. D'altra parte, imparerete gradualmente a vivere nel dubbio, a capire cosa significa veramente fiorire nel cambiamento pur mantenendo fede a sè stessi.