Ho iniziato a leggere questo libro a seguito di una recensione positiva trovata su instagram e, dato che da qualche mese sto cercando di fare un po' di autoanalisi, ho abbracciato questo titolo con entusiasmo. Forse troppo.
Devo dire che ci sono degli spunti veramente interessanti, ma, almeno per me, riuscivo a ritrovarmici solo a frasi alterne. Sembra che l'intenzione sia quella di aiutare tutti, in generale, su tutto. Tutto il mondo, maschi e femmine, madri e padri, figli e figlie, partner, amanti, amici, studenti, lavoratori, ecc. E questo porta il lettore a non sentirsi compreso al 100% perché ognuno di noi, per forza di cose, ha delle specificità che portano a non riconoscerci in tutte le categorie a cui questo libro si rivolge.
Oltretutto, ci sono delle affermazioni con cui non mi trovo assolutamente d'accordo, come quella sul fatto che le abitudini non siano mai positive. Avrei da ridire, visto che, ad esempio, da quando ho iniziato a dedicare la prima parte della giornata a me stessa, stabilendo una sorta di routine, ho notato un netto miglioramento dell'umore. Credo che l'autrice avrebbe dovuto specificare meglio cosa intendesse dire, ma questo vale per tutti i concetti presentati qua dentro, non solo per questo punto.
Ho infatti trovato la scrittura scorrevole e dal tono amichevole, troppo. La scrittura in certi punti è addirittura sfuggevole, confusionaria, superficiale, sebbene gli spunti offerti sarebbero potenzialmente utili, se solo fossero approfonditi. Gli stessi spunti validi sono inframmezzati da metafore che invece che chiarirli, li offuscano, rendendoli ancora più impalpabili.
Ho inoltre avuto la spiacevole sensazione di sentirmi mettere in bocca delle parole e dei pensieri che non mi appartengono. Spesso infatti l'autrice tende a dire "tu ti senti così", "pensi colà", "ti comporti in questo modo". Certe volte ha ragione, certe altre no e appunto perché a volte non ha ragione, il fatto di sentirmi dire "lo so, ti sono vicina e ti aiuterò io a superare questa cosa" mi porta automaticamente a screditare un po' ciò che l'autrice sta cercando di dirmi.
Ripeto, ci sono degli spunti belli, anzi, bellissimi. Una delle frasi più belle - che poi ho dedicato a una mia amica, cosa che ritengo di un certo valore - è questa:
Le persone che vuoi avere accanto sono come te, anche un po' meglio, se ci riesci: sono persone in grado di sbagliare e di accettare di aver sbagliato, sono persone che di fronte alla tua fragilità fanno un sorriso e ti tendono la mano, che quando credono che tu stia commettendo un errore ti restano accanto nonostante non siano d'accordo, quando sentono che temi di fallire ti abbracciano e ti dicono che passerà.
Quindi ci sono pezzi apprezzabilissimi e che hanno, effettivamente qualcosa da insegnare/regalare, rovinati poi da, per esempio, capitoli sul lavoro che sostengono che, secondo alcuni studi, la giusta quantità di denaro che andrebbe guadagnata annualmente per essere felici si aggirerebbe sugli 80.000€ (quindi 6.000 e passa al mese). E il fulcro del discorso è che oltre quella cifra si tornerebbe ad essere infelici, concetto che io condivido, ma trovo che la presentazione di questo studio - in questo periodo soprattutto - sia stata una scelta non infelice, di più.
Niente, da quel punto in poi per me questo libro ha perso ogni attrattiva che le era rimasta attaccata. è un peccato perché aveva veramente delle potenzialità!
Tra le cose che, per me, non vanno ci sono:
- il fatto che l'autrice si pone come una sorta di mamma che culla il suo bambino rassicurandolo, dicendogli costantemente parole dolci, facendo finta di conoscere una persona (lettore x) che non conosce;
- la prosa troppo amichevole, superficiale, confusionaria, le metafore che invece di aiutare rendono il tutto ancora più astratto (non ho ancora capito la metafora del condominio);
- il fatto di presentare inizialmente il libro come un viaggio del lettore, quando poi alla fine rivela che il viaggio presentato è il suo, quello dell'autrice, gli step che ha fatto lei, rispettabilissimi e a cui faccio i miei complimenti, ma non è assolutamente bello dire che una cosa è X e alla fine di tutto il libro dire "comunque no, era Y", perché il lettore così si sente preso in giro. Almeno io mi sono sentita presa in giro, sebbene a una certa avessi un po' mangiato la foglia.
Adesso, mi sento di chiedere anche scusa perché immagino che Maria Beatrice potrebbe leggere questa recensione decisamente critica e io non ce l'ho affatto con lei, anzi, alcuni suoi consigli certamente li porterò con me. Dico solo che questo specifico prodotto editoriale avrebbe avuto bisogno di molto più lavoro dietro. E secondo me se continua a lavorarci su, prima o poi potrà scrivere un pezzo molto più interessante di questo.
Io non me la sento di sconsigliarlo del tutto questo titolo, perché, ripeto, ci sono dei pezzi che veramente valgono la pena, però suggerisco di non prenderlo come oro colato, perché non lo è.
Se questo è il vostro primo libro di auto-aiuto può effettivamente darvi qualche spunto da cui partire.
Se non lo è, andrei a cercarne uno più specificatamente indirizzato a voi, alla vostra ricerca e al vostro caso.