È un giorno di sole in città e tra poco si giocherà la partita. Teschio e Bolo sono in macchina, diretti verso lo stadio, la loro grande passione comune. A un primo sguardo, nulla sembra cambiato: sono ancora loro, i due amici di sempre, eterni ragazzi pronti a fare casino. In realtà, basta guardarli meglio per rendersi conto che sono cresciuti, che la vita, con le sue responsabilità, li ha trasformati in uomini. Camille, dal sedile del passeggero, osserva un po' loro, un po' Gaia, la bambina sua e di Luca, un piccolo tornado che ha ereditato il meglio di entrambi. E intanto pensa a Gheghe, grande assente in quell'auto, ma non nel cuore di Bolo, che ne sente la mancanza ogni giorno ed è deciso a riconquistarla dopo che se n'è andata da casa senza dargli una spiegazione. O forse una spiegazione c'è, ed è tanto semplice quanto terribile: ovvero che il primo amore, se non muta e matura, è destinato a finire. Ma anche se così fosse, si può smettere di lottare per chi si ama?
È davvero rarissimo che io dia la massima valutazione a una novella, ma quando un'autrice ha talento, bastano pochissime pagine per suscitare emozioni forti. La Ciompi ci fa entrare, a qualche anno di distanza, nelle vite di Teschio e Camille e di Bolo e Gheghe e beh, non è tutto rose e fiori. Ci vuole perseveranza, ci vuole forza, per vedere sbocciare quei fiori, e non sempre basta il "volere è potere".
"Se lo chiede, ferma in quel modo, dove sono andati a finire le paure, i desideri, i respiri interrotti di tutti quegli anni passati. Il corpo che cambia, che si accende di nuovo, le gambe che restano morte, a tenerla ancorata per terra. E imparare ad amarsi da capo, a guardarsi allo specchio, a fare pace con le cose che non ha più, che non riesce più a fare."
Che siano meno di 100 pagine o 400, i libri di Silvia Ciompi sono comunque sempre pieni di emozioni e il suo stile sembra quasi poesia ❤️ È stato bellissimo ritrovare questi 4 magnifici protagonisti. Il loro amore ti scalda veramente il cuore 😍🥰 E già mi mancano 😢
Che bello ritrovare Teschio e Camille 8 anni dopo 😍 e visto che nella trama lo si dice c’è anche la piccola Gaia 🥰 che non è una principessa ma ama il calcio come i suoi genitori😂. Ritroviamo poi anche Bolo e Gheghe con i loro problemi da risolvere e sono curiosa di come andrà a finire quel “progetto” che tanto desiderano, io spero bene 😍.
Ancora loro con le loro vite spezzate, le passioni intramontabili e la vita che scorre inesorabile mentre insieme sono belli come allora in quei momenti che il destino li ha rotti per poi aggiustarli di un amore intramontabile e infinito. Per me di Camille e Teschio e di Gheghe e Bolo Silvia Ciompi potrebbe scriverne fino all’infinito io li amerò sempre❤️ Una novella scritta con passione, come sempre pura poesia ❤️
“Io sarò sempre un po’ spezzata e te sarai sempre quello schivo e ferito dalla vita, ma insieme noi diventiamo di nuovo interi. Insieme noi ci aggiustiamo a vicenda.”
Ritornare a leggere di loro, di Camille&Teschio e Gheghe&Bolo è stato come tuffarsi nel mare dei ricordi di passioni intramontabili, di vite spezzate, di ragazzi che hanno preso a morsi la vita per poi ingoiare ogni spicchio di felicità offerta. Ma è stato il ricordo di quell’amore vero, inscindibile per cui a volte sembra più giusto lasciarlo andare per proteggerlo, che mi ha ricondotta a loro per assaporare le emozioni ancora vive, come braci che avevano solo bisogno di essere ravvivate per incendiarsi ancora. Silvia Ciompi ci regala momenti di vita di personaggi difficili da dimenticare. Loro, Camille e Teschio, li ho ritrovati con il sorriso sui volti, con gli sguardi ancora agganciati, più maturi e responsabili di fronte a una figlia, Gaia, che ha la stessa bellezza della mamma e la stessa passione del padre. Due ragazzi che portano addosso le cicatrici di un destino che gli ha tolto tanto per poi ridargli indietro la possibilità di ricomporre pezzo dopo pezzo la loro vita, incastrando tra le ferite il calore e l’ardore di una passione che li ha avvinghiati per sempre, che li ha curati spennellando di colore le loro cicatrici. Oggi in un giorno memorabile, li potete guardare con il riflesso di una luce abbagliante che si specchia sulla loro vita, desiderosi di viverla come una sfida da vincere insieme, perché sono ancora uno il riflesso dell’altro. Perché è impossibile non pensare che il loro sia un amore infinito.
“La migliore parte di loro è tutta sotto a quel sole di maggio, che non illumina più ferite e mancanze, ma rinascita e un amore unico, un amore che è riuscito a sconfiggere perfino il destino.”
Ma insieme a loro ci sono anche gli amici più cari Gheghe e Bolo, il cui rapporto iniziato con un pizzico di odio se lo sono portato dietro. Sono ancora diversi come lo erano prima, ma ora intristiti dai silenzi di un rapporto che ha assorbito il dolore. Ma la passione dei loro baci, degli incontri furtivi è ancora lì che desidera solo di essere risvegliata. Il loro modo di amare così intensamente chiede di essere rianimato da quei ricordi che non possono svanire. Perché amori così ti cambiano la vita anche se diversa, smussano gli angoli, riescono a far valere i sentimenti prima di tutto. E se la vita li ha schiaffeggiati, loro sono pronti a voltargli le spalle e ricominciare tutto da capo. Belli sono loro che si guardano per non vedersi, mentre il loro amore è lì che scalpita per essere coccolato dai loro baci.
“Ti avrei detto che appena t’ho vista con questo vestito, l’unica cosa che ho pensato è stata di spogliarti e togliertelo, di andarci a chiudere in bagno come due ragazzini.”
Insieme sono quattro ragazzi che hanno vissuto cibandosi di dolore e sofferenze, ma quello che trapela da queste poche pagine è quel senso vero di appartenenza che li unisce in modo inscindibile, come una grande famiglia con cui condividere le gioie che questa dannata vita ci fa tribolare, regalando, finalmente, a loro momenti di felicità e di amore. Un capitolo finale raccontato con l’innata sensibilità di un’autrice che ama le sue storie, come se scrivendole ci mettesse un pezzo della sua vita che vibra di sentimenti veri. Un giorno bellissimo quello che leggerete e che vi riporterà alla mente i ricordi vividi di loro che sono stati unici, con le loro storie che hanno colmato i nostri cuori di emozioni. Una novella scritta con passione e come sempre con quella poesia di cui Silvia Ciompi ogni volta, con la sua timida penna riesce a farci emozionare. Continua su https://www.vanitiromancebook.com/boo...
‘E adesso, tutto l’amore che resta di loro, è lì, tra cori e applausi. Tutto l’amore che resta di loro, agli albori d’estate, brucia feroce e perfetto.’
Che magone... la storia di Camille e Teschio è una delle più dolorose e più intense che abbia mai letto, da Wattpad alle librerie ho pianto e gioito con loro e questo è il regalo che ci voleva per lasciarli andare veramente. E ci sono anche Bolo e la sua ragazza del cioccolato ma per me la forza e la grinta di Camille che è andata contro i pregiudizi e si è fatta tanto male per viversi un amore così grande, imperfetto e crudele, quello per Teschio che non sono mai riuscita ad odiare, ecco lei è la mia eroina. Silvia ora aspetto il tuo prossimo romanzo, mi hai incuriosita con Lorè e Calimero 😉🖤
Oggi sono tornata a CASA per un po’...♥️ Ho riso, ho pianto, ho urlato... Lasciarli andare fa male...🥺 Ma ogni cosa bella purtroppo ha una fine, e come si suol dire, l’importante è averla vissuta... Ciao Camille, Ciao Teschio, Ciao Gheghe, Ciao Bolo... Speriamo di vederci presto in curva!🏟📢🥁
bellissima finestra sul futuro degli amatissimi ultrà del mio cuore. La Ciompi descrive con delicatezza e struggimento i problemi che affliggono le due coppie, problemi veri, normali, di chi affronta la vita con pochi soldi, che combatte ogni giorno con un handicap, che deve fare i conti con le insicurezze e la paura di non farcela, di non essere abbastanza, ma che quando solo si rende conto dell'enormità e della forza del sentimento che unisce, può superare, affrontare, vincere tutto. Mi mancheranno Bolo e Marghe - forse i miei preferiti, ma non lo dite a Teschio - Luca e Cami, e anche tutto il loro mondo di amici sgangherati, spezzati, imperfetti ma leali e stretti stretti al poco che hanno. E che forse poco non è.
Sono passati otto lunghi anni e le vite di Bolo, Gheghe, Camille e Teschio sono cambiate radicalmente. Non sono più dei ragazzini scapestrati, ora sono cresciuti, più adulti con più responsabilità. La vita gli ha cambiati, le loro vite sono cambiate ora non sono più in quattro ma dall’amore di Camilla e teschio è nata una piccola ultra di nome Gaia. In questi anni ne hanno passate di ogni, perché questa è la vita ci sono cose belle ma anche cose brutte. Si sta per avvicinare il tanto atteso matrimonio di Luca e Camille ma nel cuore di Bello lo manca la sua “ragazza del cioccolato” che è andata via di casa senza alcuna spiegazione.
Una piccola novella che racchiude un bellissimo lieto fine di queste due coppie, un po’ sofferente perché Silvia se non ci fa soffrire un po’ non l’ha scritto lei. Così vera, così limpida, così intensa, anche con poco più di 100 pagine è riuscita a farmi ridere, piangere, commuovermi ed emozionarmi.
Ripeterò fino alla fine di quanto la scrittura di Silvia sia impeccabile, così ricca, maestosa, inimitabile. La sua bravura sta proprio nel creare storie vere, di vite quotidiane, semplici ma originali.
Un bellissimo viaggio si è concluso, questi quattro ragazzi hanno fatto breccia nel mio cuore e mai dico mai riuscirò a dimenticarli. Per me è davvero difficile poter descrivere a parole quanto siano importanti questi personaggi, le loro storie intrecciate, le loro storie reali. Ogni volta che mi fermo davanti alla mia libreria li guardo e ripenso a tutto ciò che hanno passato, alle pagine che ho divorato in poco tempo e rileggerei tutto per ricordarmi della loro forza, del loro grande amore.
Grazie Camille per il tuo coraggio. Grazie Luca per la tua forza. Grazie Mirko per aver lottato, sempre. Grazie Margherita per l’amore. E grazie a Silvia per tutto. 5/5 ⭐️
Dopo aver letto, e amato, sia Tutto il buio dei miei giorni che Tutto il mare è nei tuoi occhi, non potevo che leggere questa novella conclusiva!
La storia mi è piaciuta molto, l’ho trovata dolce senza però perdere quella crudezza tipica dei romanzi di Silvia Ciompi. Sotto molti punti di vista, in realtà, l’ho trovata facilmente intuibile e scontata (tipo il motivo dell’allontanamento di Margherita: l’avevo intuito a metà libro…), però comunque l’ho letta lo stesso molto volentieri.
Per quel che riguarda i personaggi, li conoscevo già e li amavo già tutti, per cui questa storia non ha fatto altro che farmeli apprezzare nuovamente, ma non ha aggiunto nulla a loro. L’unica novità è stata rappresentata da Gaia, la piccola di Luca e Camille, un concentrato di energia, amante dello stadio e odiatrice professionista di tutto ciò che è estremamente femminile, ma soprattutto molto dolce: ovviamente l’ho amata, avrei voluta avercela davanti per stringerla forte e sbaciucchiarla tutta.
Nel complesso una novella molto carina, che ovviamente presenta il tipico difetto di qualsiasi novella: è troppo corta!
Sei in un periodo in cui nessuna lettura ti soddisfa appieno, alcune proprio le bocci senza pietà e poi arriva quella che ti riconcilia col mondo. E pensare che non ero nemmeno certa di riuscire a recensirla visto il rapporto conflittuale che ho con le novelle. Avevo avvertito della mia allergia Silvia, ma lei ha deciso comunque di affidare nelle mie mani il ritorno di due coppie che ho amato visceralmente: Camille&Teschio e Gheghe&Bolo. Mai avrei potuto immaginare di innamorarmi ancor più di loro eppure Silvia è riuscita in questa impresa titanica e io non so se sono pronta a lasciarli andare per sempre.
Ma come ritroviamo i nostri cuori in questo epilogo lungo quasi cento pagine? Camille e Luca stanno per coronare il loro amore, poche ore li separano dal lieto evento e non vedono l’ora di festeggiare attorniati dalle persone che più amano. Che poi il loro amore non ha bisogno di certezze, è solido, maturo e ogni giorno possono abbracciarne il frutto. La piccola Gaia ha preso il meglio da entrambi ed è amata da tutti. Oggi sarà il suo primo giorno allo stadio e non sta più nella pelle. È felice anche della festa che si terrà il giorno dopo anche se dovrà vestirsi da principessa e a lei il ruolo della principessa va parecchio stretto.
Camille e Teschio pensano a ciò che è stato, a quello che hanno passato per trovarsi lì in quel momento, su quella macchina, diretti allo stadio, con la certezza assoluta di aver attraversato l’inferno e di trovarsi in paradiso perché meglio di così per loro non può andare.
Sono cresciuti insieme. La ragazzina che era a vent’anni ha lasciato il posto alla donna forte e determinata, gli ha ucciso le insicurezze, gli ha placato gli incubi durante la notte, non l’ha lasciato mai andare vita. Anche quando Luca è stato sul punto di rovinare tutto.
Una domanda di Gaia spezza l’idillio ‘Ma zia Marghe viene?’ già perché Gheghe non è lì con loro in macchina, il suo posto non è più accanto a Bolo, zia Gheghe ha mollato l’appartamento che condivideva con Bolo, così senza dire niente, senza una spiegazione, dopo che tutto sembrava essersi aggiustato, dopo che le incomprensioni e l’amarezza provata sembravano solo un ricordo. Marghe ha lasciato Bolo e non sembra pronta a tornare sui propri passi anche se ciò che prova per lui non si è spento. A volte il dolore è così forte da annullare tutto il resto, così intenso da azzerare il bene che c’è stato e l’amore può non essere sufficiente per farti restare.
Bolo è distrutto e non sa come fare per rimettere insieme i pezzi. Marghe ha fatto dell’apatia la sua cifra, non sa nemmeno chi deve perdonare, forse non c’è modo per andare avanti dopo un dolore simile o forse sì se si lascia a chi ci ama la possibilità di curare le ferite. Bolo non può lasciarla andare perché non sa nemmeno come fare a vivere senza lei al suo fianco.
Non posso svelarvi altro, non posso dirvi se Bolo riuscirà a riconquistare Gheghe e nemmeno quello che hanno vissuto Camille e Teschio per arrivare a questo punto. Ma posso dirvi che tutte le vostre domande troveranno risposta e che quando chiuderete Tutto l’amore che resta di noi vi ritroverete con le lacrime agli occhi e il cuore colmo di amore. Grazie di cuore Silvia, ci vediamo il 9 marzo per Volevo solo sfiorare il cielo di cui trovate le prime pagine alla fine della novella.
Io sarò sempre un po’ spezzata e te sarai sempre quello schivo e ferito dalla vita, ma insieme noi diventiamo di nuovo interi. Insieme noi ci aggiustiamo a vicenda.
Piccola novellina dove vede le coppie dei due libri precedenti, 8 anni dopo.
QUESTA SERIE MERITA TANTISSIMO!!!! DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE!
Ho adorato i due libri precedenti ma soprattutto il secondo. Devo dire però per quanto ho adorato Camille e Teschio, la mia coppia preferita è assolutamente Margherita e Bolo💘.
Penso che però sia stata un pochettino stronza l'autrice (in senso scherzoso) ad non dare tregua a Margherita e Bolo fino alla fine anche di questa novellina!
Frasi del ❤️: - Capitolo 3: «Sarebbe figlio di Bolo, quindi il casino è assicurato. Dobbiamo puntare tutto sui tuoi geni, amica mia.»
- Capitolo 10: ▪︎ «Era un bambino problematico, se non ci fossi stato io non avrebbe preso manco la terza media.» «Ma se hai avuto il coraggio di dire all’esame che D’Annunzio era un ‘estetista’! ▪︎ «E comunque, ti ricordo che alla prof d’italiano in seconda superiore hai detto che la Guerra Fredda, era fredda perché combattuta senza sentimento, che non ci mettevano passione.
@silviaciompi è stata una scoperta: una bella scoperta.
Il caso ha fatto sì che io lèggessi un libro prima e tutti gli altri poi. La sua bravura ha fatto il resto.
Storie non banali. Ritmo narrativo crescente, pathos coinvolgente e quel personalissimo modo di scrivere, di raccontare, di parlare al lettore, fatto di discorsi diretti, decisi e spontanei mi ha fatta si incavolare ma anche innamorare perdutamente del suo mondo.
Camille, Teschio, Gheghe, Bolo e tutti gli altri hanno lasciato il segno con le loro debolezze, le loro paure, il loro dolore urlato e la loro voglia di essere vivi, presenti.
Tutto ciò per dirvi che i suoi libri meritano di essere scelti, letti e amati.
Buona Lettura NB: @silviaciompi aspetto con ansia #volevosolosfiorareilcielo
Sai, quando m’immagino noi, quando sono in mezzo alla gente e penso che tra poco tornerò a casa e ci troverò te, io ci rivedo sempre in quel modo. Uno accanto all’altra, contro tutto e tutti.
Camille e Teschio sono la mia coppia del cuore, guai a chi me li tocca. Veramente, ho lasciato a loro un sacco di lacrime e sorrisi tanto che sono diventati anche un po’ miei. Bolo e Gheghe diventano più belli in questa novella, dato che non ho apprezzato al 100% il loro libro, perché sono ancora più veri e umani e perché mi hanno fatto emozionare (anche se il personaggio di Margherita continua a non convincermi del tutto). Lascio questa piccola serie con un bel sorriso grato alla Ciompi per averci scaldato il cuore con tutto l’amore che resta di personaggi splendidi e indimenticabili. Grazie grazie grazie.
ho aspettato parecchio prima di scrivere questa recensione.
Ho aspettato perche non sono pronta a lasciare andare Teschio. La sua testardaggine nel voler stare lontano da Camille per quello che gli ha fatto, ma non riuscendoci mai, perché infondo, anche lui lo sa, nessuno sarebbe mai in grado di amare Camille come la ama lui. Gli darebbe le sue gambe, la sua stessa vita, farebbe di tutto, pur di vederla felice. Anche se lei, è felice solo se c’è lui.
Ho aspettato perché non è facile dire addio a Camille, la sua forza è impressionante. Ti fa capire che il dolore, le sofferenze, quella voglia di non voler più vivere perché si ha paura di non farcela, può essere combattuta con l’amore. E non importa se è stato proprio quell’amore a darti quelle sofferenze, perché se ti risana tutte le ferite, se te le bacia fino allo sfinimento, ne varrà sempre la pena amare uno come Teschio.
Ho aspettato perché non sarò mai pronta a lasciare andare Bolo, mai. Bolo è duro di testa, fin troppo. Ma è proprio questo quello che ti fa innamorare. Ha sofferto, ha fatto delle cazzate assurde, ma poi è riuscito a riconoscere i suoi errori, ha provato con tutto se stesso a rimediare. Darebbe la sua stessa vita per Margherita, l’aveva detto che tutto il mare è nei suoi occhi, che se non faceva attenzione ci affogava dentro, e infatti, ci è affogato di brutto.
Ho aspettato perché non me la sento di dire addio a Gheghe, lei è una persona speciale. Ha sofferto tanto, e ha ritrovato in Bolo il suo porto sicuro. Insieme si sono fatti del male, fin troppo. Si sono persi e poi si sono ritrovati, e poi si sono persi ancora.
Questa novella ci ha regalato un lieto fine meritato perché loro se lo meritavano un meraviglioso finale, e non vi nego che ho pianto dalla prima fino all’ultima pagina. Le lacrime erano amare e dolorose, perché non riuscivo a capacitarmi del fatto che dovessi dire addio a quei quattro disgraziati che hanno preso un posto speciale nel mio cuore. Grazie Silvia, i tuoi libri mi resteranno nell’anima per sempre così come sono, intensi, crudi e reali. 💛
Novella conclusiva delle due storie legate a Teschio e Camille ( tutto il buio dei miei giorni), Bolo e Gheghe ( tutto il mare e’ nei tuoi occhi).
Che dire? Non ci sono parole. Non ho parole sufficientemente esaustive per imprimere il mio stato d’animo su questa tastiera. Se prima già li amavo, ora mi è scoppiato il cuore. C’è un lieto fine vero e sincero, tra le problematiche reali di una vita che è quasi sempre un affronto. Un desiderio che sfocia in egoismo e la paura di perdere tutto senza volerlo davvero.
Un cuore che batte nel corpo di una madre rimasta guerriera. Un padre che risplende, sulla pelle, due parole significative e preziose. Due fidanzati alla ricerca “di un di più”discordante e disordinato, voluto e desiderato. Quattro amici che rimangono stretti ai loro sorrisi, agli sguardi compatibili di occhi silenti.
Un lieto fine che è davvero solo l’inizio di tutto. E anche se ora non riesco a lasciarli, so che potrò sempre tornare a viverli, imprimendo ogni loro emozione nella mente.
Silvia, hai creato una vita su carta, hai parlato e trascritto un mondo di persone il cui pregiudizio va cancellato a suon di cori. Un emblema di fiducia, rispetto e stima. L’amicizia di una vita e l’amicizia di un dolore comune, uguali per la profondità che tocca. La realtà di fatti che nemmeno possiamo immaginare in un contesto così distante da quello che viviamo.
Lo ripeterò mille volte ancora, lì ho amati e non smetterò mai di farlo.
«Io e te siamo così, io scappo quando ho paura e te combatti più forte, e ci tieni insieme e mi sorreggi. Anche se la vita ti ha spezzata, tu hai una forza che basta per entrambi».
“Tutto l'amore che resta di noi” è il capitolo conclusivo di due storie meravigliose, una novella che chiude un cerchio, il finale giusto, scritto per salutarci, emozionarci e scaldarci il cuore. Ritroviamo le vite di Camille e Teschio, di Bolo e della sua ragazza del cioccolato, che continuano ad amarsi nonostante tutto.🧡 «Se ci immagino fra trent'anni, ci vedo come eravamo all'inizio, due persone un po’ ammaccate dalla vita ma che insieme diventano intere».
«Camille, io non ho molto da offrirti, ma ti offro le mie gambe per sorreggerti, le mie mani per spogliarti, i baci per coprirti, le notti abbracciati quando farà troppo freddo, per tutto il tempo che vorrai restare qui con me».
La scrittura di Silvia scava dentro noi, crea delle voragini che riempie con la poesia che le sue storie racchiudono, accarezza parti della nostra anima in un modo intimo, graffiante e prepotente al tempo stesso. Le sue, sono storie che raccontano un mondo, una realtà, una complessità che ci disarma, travolgendoci come un fiume in piena.
«Non pensavo che fossi il tipo che balla queste canzoni». «Infatti non voglio ballare». «E che vuoi fare?» «Voglio portarti in un posto. Ci vieni con me?» Ovunque, con te ci vengo ancora ovunque. «Mi sei mancata, Gheghe. Senza di te io non esisto».
Adesso mi resta la nostalgia, quella che soltanto storie indimenticabili come queste sanno lasciare. E penso a loro, a questi quattro ragazzi scapestrati, insieme da qualche parte nel mondo... come una famiglia, a prendersi finalmente la loro vita. Me li immagino così, con il sorriso in faccia e tutti quei sogni che sembravano impossibili, adesso, stretti tra le dita.
Questo è il capitolo conclusivo (forse, ma spero di no) della storia di quattro ragazzi che tra disgrazie, drammi e momenti difficili, hanno trovato l’amore, quello vero, quello che fa battere il cuore e toglie il respiro, l’amore senza il quale non si può vivere. È stato bello ritrovarli, Teschio, Camille, Bolo e Margherita. È stato bello scoprire che nonostante la vita continui ad essere dura con loro, insieme sono riusciti a trovare la forza di andare avanti, affrontare le difficoltà ed amarsi. Parlo di loro come se fossero amici miei, persone reali, perché l’autrice riesce a coinvolgerti talmente tanto nella storia, che ti ritrovi a vivere le loro disavventure, provando i loro stati d’animo sulla pelle. Tutti e tre i libri mi hanno fatta piangere disperatamente, scombussolato l’anima, straziato il cuore, ma mi hanno anche emozionata tantissimo, mi sono innamorata di tutti i personaggi, delle loro vite imperfette, della loro forza e dei loro amori. Consiglio la lettura di questa trilogia (Tutto il buio dei miei giorni - Tutto il mare è nei tuoi occhi - Tutto l'amore che resta di noi) a tutti! Storie così meritano di essere lette, rilette e vissute col cuore.
Dalla storia, traspare come non si debba per forza avere tutto - agi, soldi e spensieratezza- per essere felici. A volte fare i conti con due mutui, con un quartiere sgangherato e con un lavoro modesto, ma sentirsi vivi ed essere padroni di sé stessi e del proprio avvenire è molto meglio di chi fa le cose tutte in ordine e precise, “perfette” e si sente intrappolato all’interno di una trama in cui non c’è niente per cui lottare e che sa già come andrà a finire. Questa è la novella degli scapestrati, degli strambi, dei ragazzi di periferia, di quelli sbagliati, che non sono mai stati più giusti di cosi.
È la storia di chi, cresciuto nelle difficoltà, ha fatto dei valori il proprio Credo inviolabile, di chi ne ha passate troppe per tradire le sole cose vere che restano: l’amicizia, la fiducia, la fratellanza, l’amore e la famiglia.
Oggi torno a parlarvi di un autrice che, chi mi conosce sa, è una delle mie autrici preferite, e che ha regalato agli appassionati della sua scrittura e dei suoi precedenti romanzi, una novella, definita “il grande ritorno” delle due coppie: Teschio e Camille, che abbiamo amato in Tutto il buio dei miei giorni, e Bolo e Gheghe che ci hanno fatto uscire fuori di testa e tifare per loro in Tutto il mare è nei tuoi occhi.
Sa di epilogo questa novella, eppure io, da affezionata ai personaggi di questa “duologia”, continuo a sperare che non sia l'ultimo capitolo di due storie che ci hanno fatto sognare, emozionare come pochi libri sanno fare.
Li avevamo lasciati ragazzi, con cui il destino era stato troppo crudele, e li ritroviamo adulti con le nuove sfide e responsabilità che ciò comporta, ma con la forza che ha soltanto chi, la vita, almeno una volta, l’ha odiata per davvero e ora vuole solo amarla. In poche pagine (trattasi di una novella, infatti), Silvia riesce a trasportare il lettore completamente all’interno della narrazione - resa dinamica e coinvolgente dall'uso azzeccato di flashback - e a travolgerlo con nuove e sempre più intense emozioni.
Lo stile della scrittrice mi piace tantissimo, lo trovo particolare: dolce e tagliente allo stesso tempo, un ossimoro vincente che lo rende inconfondibile.
SE VUOI LEGGERE LA RECENSIONE INTEGRALE VIENI SUL BLOG!
Racconto conclusivo della serie, con i quattro ragazzi (Teschio-Bolo-Gheghe-Camille) dopo quasi 10 anni ci mostrano dove sono arrivati. Loro che hanno vissuto cibandosi di dolore e sofferenze e abbiamo letto e apprezzato nei precedenti libri , in queste poche pagine c'è una appartenenza che li unisce in modo inscindibile, come una grande famiglia con cui condividere le gioie che questa dannata vita ci fa tribolare, regalando, finalmente, a loro momenti di felicità e di amore. Ritroviamo Teschio e Camille una coppia di combattenti disposti a tutto l'uno per l'altro, Bolo e Gheghe ancora alle prese con la vita reale e quella "immaginaria".
Emozionante come sempre il giusto epilogo per questi 4 ragazzi che ognuno a modo loro hanno lasciato un segno indimenticabile non mi stanco mai quando leggo di teschio e camille o di Bolo e gheghe sembra tutto cosi reale😍😍😍
“E adesso, tutto l’amore che resta di loro, è lì, tra cori e applausi. Tutto l’amore che resta di loro, agli albori d’estate, brucia feroce e perfetto.”
🌼TUTTO L’AMORE CHE RESTA DI NOI🌼 Silvia dopo tanto ci regala una piccola novella, poco più di 100 pagine raccontandoci che fine hanno fatto :Gheghe,Bolo, Teschio e Camille.
Ora non sono più dei ragazzini, sono adulti. 8 anni sono passati, tante difficoltà ci sono state. L’amore di Teschio e Camille ha dato vita a Gaia, una piccola ultrá. Dopo mille difficoltà, dopo aver sofferto tanto sono felici, felici contro tutti.
Invece per Mirko e Margherita la felicità è molto distante. Ne hanno affrontate tante in questi anni, fin troppe. Gheghe ha paura del futuro, di ciò che può succedere. Bolo,invece, non perde le speranze perché non è più un bambino, ma è cresciuto tanto, è migliorato per la persona che ama. Lui, ci è affogato nel mare di Margherita, ma di brutto, così tanto da non poterci stare senza.
Anche se sono solo 100 pagine vi emozionerete, piangerete, riderete insieme a loro. Vi scenderanno tante lacrime, perché nonostante tutto ce l’hanno fatta. È un viaggio, che a parer mio, dovete vivere tutto ad un fiato.
E quando finirete il loro cammino, una nuova consapevolezza ci sarà dentro di voi: Dopo la tempesta, quella più burrascosa, ci sarà sempre l’arcobaleno.
Grazie Camille per avermi trasmesso il tuo coraggio. Grazie Teschio per aver lottato. Grazie Margherita per avermi dato forza. Grazie Bolo per l’amore che hai donato. Ed infine, grazie Silvia per scrivere. Mi fai provare tante emozioni e ti sono grata per questo.
Posso dare più di cinque stelle? Non so nemmeno da dove iniziare, da tutte le emozioni che sto provando. Luca, Camille, Mirko e Margherita mi hanno dato tanto fin dall'inizio, e non pensavo che con queste parole potessi crollare a piangere. Non riesco a trovare le parole per descrivere questo libro, l'ho appena finito e già sento la necessità di ricominciare a leggerlo. Tutti e quattro mi hanno fatta ridere, piangere, urlare e rimanere sbalordita, ho amato Gaia e, se devo essere sincera, non pensavo andasse a finire così per Bolo e Gheghe. Ci avevo perso un po' le speranze. Ho amato Luca ancora più di prima e Camille mi ha trasmesso tutta quella forza che ha nel sangue e nel corpo. Non pensavo fosse possibile, ma come sempre Silvia mi fa ricredere. Non ci credo ancora che l'avventura con questi quattro disgraziati sia finita, e non sono pronta. Porterò sempre nel cuore sti quattro mezzi persi, che hanno più vita di chiunque altro. 5/5🌟 e ne merita ancora di più!