All'inizio ci fu la Cibernetica...cosi potrebbe intitolarsi questa recensione su uno dei generi di nicchia meno conosciuto ma al tempo stesso più amati.
Leggete attentamente queste parole ci un certo Norbert Wiener
«I molti automi dell'epoca presente sono collegati al mondo esterno sia per quanto riguarda la ricezione di impressioni, che per l'esecuzione di azioni. Essi contengono organi sensoriali, effettori, e l'equivalente di un sistema nervoso per il trasferimento dell'informazione dagli uni agli altri (...) Non è affatto miracoloso che possano essere trattati in un'unica teoria assieme con i meccanismi dellafisiologia.
Chi è Wiener?
E cosa è la cibernetica e perché è legata al nostro cyberpunk?
Wierner fu un matematico statunitense che durante degli incontri tenuti presso la Harvard Medical School negli anni trenta e grazie a un incontro con un fisiologo messicano Arturo Rosenblueth ( che si dedicava a studi sui meccanismi di controllo neuromuscolare) e ai suoi studi sul progetto di puntamento antiaereo sviluppò delle riflessioni contenute in un articolo del 1943 Behavior, purpose e teleology.
Cosa conteneva questo articolo?
Presto detto.
Indagava e si interrogava su una forma di analisi basta non sulla struttura interna degli oggetti di studio ma sui loro comportamenti, osservabili dall'esterno.
Detta cosi non suona affatto interessate vero?
Ma questo semplice, effimero, banale pensiero portava a una radicale conclusone macchine e organismi viventi potevano essere assimilabili, in quanto ambedue in grado di perseguire e raggiungere un obiettivo ( in genere un equilibrio interno chiamato omeostatico) attraverso meccanismi di retroazione. E questa Retroazione ( ossia capacità di un sistema dinamico di tenere conto dei risultati del sistema per modificare le caratteristiche del sistema stesso. ) può tenere conto dell'evoluzione ed essere, pertanto predettiva.
Da queste idee si cercò di arrivare a postulare
forma di analisi comune" che"può essere usata per studiare i comportamenti sia delle macchine che degli organismi viventi, indipendentemente dalla loro complessità".
Il sistema nervoso diventa, dunque una sorta di macchina logica che può essere...riprodotta..e questo portò (secoli dopo il buon vecchio Babbage) alla definizione sempre più perfetta del calcolatore digitale.
Fino a arrivare alle scoperte di un altro meraviglioso matematico John Von Neumann ( che si occupò attivamente di calcolo digitale anche grazie alla sua frequentazione con un certo...Turing.
Esaltato dalla conseguenze di questi studi Wiener tenne degli incontri nel 1945 a Princeton che culminarono poi nelle Macy Conferences on cybernetics del 1946.
E cibernetica fu.
Iniziò quindi un proficuo dibattito che comportava una sorta di di ricerca interdisciplinare rivolto allo studio matematico, alla biologia e alla composizione e natura di sistemi naturale e artificiali.
Anche se il dibattito innescato da Wierner con le Macy Conference durò solo alcun anni per poi spegnersi progressivamente a causa della natura prematura di alcune “scoperte” il suo influsso diede l'avvio a alcune moderne considerazioni fino a toccare temi di rilievo e a noi nerd tanto cari, come quella degli automi, ossia macchine fi grado di imitare le funzioni tipiche degli esseri viventi.
Capite bene che la cibernetica è il substrato su cui si impianterà tutto un genere letterario che tratta, si occupa e trae ispirazione dalle nuove frontiere della scienza, una scienza che sembra decisa a voler fondere tecnologia e umanità in un tutt'uno interconnesso o omogeneo fino a culminare nel miracolo letterario che oggi definiamo cyberpunk una sorta di unione e di fratellanza di biologia e intelligenza, fino ad arrivare a contemplare anche quella artificiale.
Se la cibernetica, quindi è la scienza dietro il mito, diviene presto non solo una faccenda letteraria ma una sorta di manifesto culturale, moderno, innovativo e totalmente capace di oltrepassare la storia.
La corrente letteraria vera e propria nasce ufficialmente nella prima metà degli anni ottanta del ventesimo secolo e si ritaglia un proprio spazio all'interno del filone fantascientifico.
Il nome è comporto da due delle icone del mondo moderno ossia il punk e appunto la cibernetica e fu usato per la prima volta da Bruce Bethke come titolo del suo racconto Cyberpunk appunto del 1938.
Di cosa tratta e perché, ancora oggi nel postmoderno ci attrae affascina e seduce?
Ma di scienze avanzate ovviamente.
Stiamo parlando di informazione tecnologica, unite in matrimonio da una vena di ribellione sociale e cambiamento radicale del contesto.
Nano a caso i ruggenti anni ottanta erano anni di profondi stravolgimenti politico sociali, di perduta di identità e di frontiere scientifiche inimmaginabili. Fu proprio questa perdita di contesto, di carenza di autorevolezza di una storia che perse la sua scommessa con l'umanità che diede un impulso alla letteratura raro e mai più raggiunto.
E tra i nuovi guru di questa meraviglia troviamo gli autori che leggerete nell'antologia ossia Gibson, Sterling, Rucker, Swanwick, Shiner e Shirley.
Sono questi gli autori che decisero non di fondare una vera e propria corrente letteraria quanto dare vita a una profonda esigenza di espressione artistica, libera dagli schemi oramai superati, totalmente dedita alle suggestioni, spesso surreali che si accompagnavano a una stilistica mai vista, capace di rompere ogni regola narratologica e svilupparsi in totale, caotica e fantastica libertà.
E' per rivendicare quest'alterità cosi peculiare che i nostri artisti, i nostir creatori di mondi di definirono Mirrorshades Movement (movimento degli occhiali a specchio, di cui Sterling fu il principale ideologo come potrete comprendere dalla prefazione.
Ah che brividi a leggerlo!
Troverete quindi in quest'antologia perfetta, suadente e completamente disturbante se approcciata con il gusto del lettore classico uno dei migliori libri in circolazione ossia Neuromante l'opera che ruppe il ghiaccio e talmente ribelle da sfidare persino l'archetipo originario del cyberpunk.
Gibson stesso, autore del romanzo a cui oggi di nuovo dopo anni mi inchino il cyberpunk e lo esprime perfettamente in questo testo buon fu mai un movimento letterario pertanto ne rifiuta la rigidità della definizione e l'accettazione di canoni rigorosi per entrare nella sua anima, fu piuttosto e lo è una sorta di sensibilità empatica che alcuni autori riuscivano a provare e a esprimere su carta.
E fu questa sua variegata ma affatto standardizzata ne composta di regole narratologiche precise che si trova in un altro capolavoro ossia la raccolta Mirrorshades ( 1986).
nonostante questo suo ribelle e questo suo atteggiamento refrattario alle categorie e alle regole possiamo trovare temi comuni che vengono affrontati in ognuno dei testi a vostra disposzione.
Abbiamo l'influsso della psichedelica degli anni sessanta e settanta, con quella sua voglia di ampliare le percezioni umane e la capacità di creare persino mondi immaginari, spesso con la possibilità di un aiuto chimico.
Era il sogno di entrare a passo baldanzoso in mondi che la tradizione relegava nei meandri oscuri dell'inconscio.
Il cyberpunk li tira fuori dal cassetto dimenticato del tempo e li rene arte e non solo mistica.
Un altro tema è connesso alla percezione soggettiva, seppure condivisa con altri, in quello strano e inquietante mondo chiamato spazio virtuale.
Spazio non spazio ossia un luogo paragonabile all'irrealtà dell'iperuranio divenendo non più una tensione del divenire per ritrarsi come spazio di possibilità infinite sempre in forse o come scrisse Valmerz
"il dispiegarsi di un codice nella sfera della comunicazione".
Altro tema che si troverà nella raccolta è il rapporto tra essere umano e tecnologia un rapporto sbilanciato perché l'ultimo riesce a ottenere il sogno dell'uomo ossia la perfezione immobile e quasi eterna.
Questa tecnologia si esprime nel rapporto tra un corpo umano e parti di una meccanica che lo rendo forse “mostruoso” nel vero senso del termine ossia dotato di meraviglia e riverenza. In alcuni racconti è frequente la presenza di innesti meccanici, di tecnologie che divengono parti integranti dell'organismo umano ne aumentano le capacità rendendoli i nuovi Nephilim di biblica memoria.
Ecco che il corpo smette di essere un qualcosa di naturale e stabilito da rigide regole, dalla Maat cosmica per diventare modificabile grazie all'intervento di una scienza che diviene invasiva.
E' il sogno del doctor Frankestain divenuto possibilità reale.
Ecco perché tutt'oggi il cyberpunk ci seduce.
E continua a sviluppare la sua influenza cosi cangiante e cosi eterna sulal nostra mente, facendoci sognare e stupendo ancora quella nostra fantasia oggi ammantata da troppo cinismo.
Che la magia abbia inizio...e che il mondo altro si manifesti davanti ai vostri curiosi occhi.