Una voce nota per la sua competenza racconta con tono ironico e tagliente i personaggi e le dinamiche della moda, un universo che raccoglie il meglio della creatività ma che presenta anche molte zone d'ombra. Mariella Milani è stata per anni la giornalista televisiva che ha saputo con il suo approccio unico farci scoprire il mondo del fashion. L'avventura in queste pagine comincia negli anni '90, apoteosi di un periodo scoppiettante, fra stilisti osannati come divi, top model mozzafiato e sfilate di grande impatto scenografico, dalla Grande Muraglia cinese al foyer dell'Opéra di Parigi. Episodi indimenticabili, dalla colazione con Valentino Garavani nel castello di Wideville all'incontro-scontro con Alexander McQueen a Londra, dal sogno americano di Ralph Lauren all'addio alle passerelle di Yves Saint Laurent. Faccia a faccia sinceri e spregiudicati, confessioni e confronti con i grandi protagonisti del sistema, da Giorgio Armani a Miuccia Prada, e con quelli che sono riusciti a conquistare la ribalta oggi, da Pierpaolo Piccioli a Maria Grazia Chiuri, per capire e raccontare il profondo cambiamento che ha investito il settore della moda, dal concetto stesso di bellezza alla necessità di voltare pagina per difendere l'ambiente. Lo tsunami social ha investito la comunicazione, le sfilate – anche a causa della pandemia da Covid-19 – sono sempre più digitali, le vendite online sono in costante crescita e gli influencer sono i nuovi brand ambassador. Pochi conoscono la complessità di quello che accade dietro le quinte di questo mondo che incanta come un pifferaio magico... ma siete davvero sicuri di voler sapere quello che non vi hanno mai raccontato?
L'ho dovuto leggere per un esame universitario, anche perché io e il mondo della moda? viviamo in due galassie ben distinte e questo libro non ha fatto altro che confermarlo. Lo considero un libro utile perché leggerlo è stato una sorta di ripasso, ma questo ambiente rimane troppo elitario e classista per i miei gusti. Ci sono stati spunti interessanti, forse il capitolo più carino è quello dedicato alle top Model. Per il resto, è stato tutto blando. Vorrei solo applaudire tutti gli stilisti/fotografi/agenti o chiunque siano che si sono rifiutati di definirsi femministi (andate a leggervi la definizione del termine), che hanno preso le distanze dal me too movement, che si sono lavati le mani sugli abusi sessuali dicendo "non ho mai visto niente di simile in tot anni di carriera" o "però anche le modelle!!!" E che devono rendersi conto che non tutti hanno uno stipendio tale da permettergli di spendere 500 euro per una maglia. Complimentoni, davvero. Detto questo, eat the rich, always
🇬🇧: Certainly an interesting topic, but treated in a very boring way indeed.
The writer is a journalist who has had the opportunity to meet and interview many 'big' of the fashion world and this allows the reader to really look at fashion with a different eye: from the inside.
However, this is unfortunately not a book, but more a collection of interviews put together without even trying to link them together to create a narrative. Not quite what I was expecting.
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🇮🇹: Sicuramente un tema interessante, ma trattato in un modo davvero molto noioso. La scrittrice è una giornalista che ha avuto modo di conoscere e intervistare tantissimi "grandi" del mondo della moda e questo permette al lettore di poter davvero guardare al fashion con occhio diverso: dall'interno.
Questo sfortunatamente non è però un libro, ma più una raccolta di interviste messe insieme senza neanche provare a collegarle tra loro creando una narrazione. Non proprio quello che mi aspettavo.
Bell’analisi del mondo della moda parlando dei grandi marchi ma anche delle figure che vivono e fanno pompare linfa vitale ad uno dei business cardine in Italia. Ho trovato alcune interviste a determinati stilisti molto interessanti mentre in altre ho notato sempre lo stesso topic mangiato e rimangiato in diverse salse. Si conclude con il bisogno di cambiare rotta al percorso della moda per coniugarla alla sostenibilità e all’essere eco friendly. Ma mi domando se non sia un controsenso in essere.
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speravo fosse una storia degli anni d'oro della moda, visti attraverso gli occhi dell'inviata RAI di quegli anni, invece è un reportage senza nessuno spessore in cui i grandi stilisti vengono ridotti a pretesto per raccontare la carriera dell'autrice, collezione di tailleur di Armani compresi. Deludente in tutto, anche nella scrittura.