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Il gatto che mi ha detto ti amo
Una delle frasi che hanno il potere di stregarmi è quando sei nei guai fino al collo e qualcuno ti ci sono io. E capisci che non ti lascerà.I gatti appaiono per una ragione nella vita degli umani, seguendo imperscrutabili mappe note solo a loro. Eva lo sa, tutti i gatti che ha avuto le si sono presentati come angeli felini, nel momento giusto, per segnare svolte o curare ferite. Quando, per varie circostanze, si ritrova lontana dalla sua amata casa in Toscana e dai suoi affetti, bloccata in una grande città a causa di una pandemia che sigilla tutti tra le quattro mura, e solitudine e incertezza cominciano a invadere le giornate, è di nuovo un gatto a venirle in aiuto. Un gatto strano che sembra appaia solo a lei. In un mondo silenzioso e immobile, come avvolto in un incantesimo, Gatto – così lo chiama, perché è la quintessenza della felinità – la prende per mano, se così si può dire, e la guida attraverso un dedalo di balconi nella grande casa di ringhiera in cui alloggia, alla scoperta di un microcosmo inaspettato. È grazie a lui che Eva incrocia le storie ingarbugliate, tenere, romantiche di vite sospese come la sua, che le fanno riscoprire la gioia di un dimenticato senso di condivisione. È Gatto che le insegna a far valere ogni momento, a conoscere meglio se stessa, a volersi davvero bene. E ad apprezzare come mai prima la libertà.Perché i gatti parlano a chi sa ascoltarli, e ci trasmettono l’eco di ciò di cui abbiamo più bisogno. Basta fargli spazio per sentire risuonare nel cuore le loro parole d’amore.
205 pages, Kindle Edition
Published February 10, 2021
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Community Reviews
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
November 26, 2024
Mi stava mandando in blocco
April 18, 2022
Libro molto carino ambientato nel periodo iniziale del coronavirus.
Fa capire tramite il gatto, parte centrale del libro, il concetto reale della parola “libertà”.
Vengono descritte cose vissute da tutti noi in quel periodo, il termine “congiunti”, vengono raccontate storie riguardanti il periodo e inoltre anche situazioni in cui purtroppo per via dell’emergenza covid se ne sono andate persone che chissà…in un altro momento, forse se la sarebbero cavata.
Fa capire tramite il gatto, parte centrale del libro, il concetto reale della parola “libertà”.
Vengono descritte cose vissute da tutti noi in quel periodo, il termine “congiunti”, vengono raccontate storie riguardanti il periodo e inoltre anche situazioni in cui purtroppo per via dell’emergenza covid se ne sono andate persone che chissà…in un altro momento, forse se la sarebbero cavata.
December 18, 2021
Leggero, piacevole e (sopratutto) con dentro quelle strane sensazioni e quella strana ansia di quei giorni, quelli del primo lockdown: non solo per gattofili, insomma.
January 12, 2023
In questo libro, che mi è stato regalato, si parla molto, e molto parla l’autrice che scrive in prima persona con il proprio nome, quindi facendo supporre elementi biografici, di una famiglia felice con ristorante e colture vinicole in Toscana nonché enoteca a Milano sui Navigli, praticamente l’attuale bacino elettorale del PD; insomma gente meno innocente di quanto pensi di essere.
Superato il trauma di essersi trovati in questo scenario assai poco entusiasmante e che ben poco ha tratti in comune con vasta parte del mondo reale, il libro, bisogna dirlo, è scritto bene, e tratta temi che tutto sommato ci hanno riguardato tutti, quali che fossero le attività produttive o pseudo tali in cui fossimo impegnati nel passato recente: la crisi del covid, la gente congelata nei posti in cui si era trovata l’8 marzo 2020 senza alcuna possibilità di muoversi e di far niente. Eva Polanski si trova proprio a Milano per l’inaugurazione dell’enoteca, quindi rimane arbitrariamente tagliata via dalla sua famigliola, con marito innamoratissimo e di cui è innamoratissima, figlia piccola accuratamente tenuta lontano da televisori e telefonini e che vive di fiabe classiche, governante burbera e indispensabile, amica del cuore con cui si è aperto il ristorante sui colli toscani. Nel labirintico caseggiato di ringhiera incontra un gatto filosofo che solo lei riesce a vedere, con cui instaura un feeling fortissimo e che la conduce alla scoperta del mondo degli appartamenti che si aprono sui ballatoi, facendola entrare in contatto con una serie di personaggi originali che vi abitano. Tra i vari, quello più interessante è Bettina, una ragazza bizzarra fanatica di incensi che non si capisce se sia un’amica o una socia di Eva, in sostanza la persona con cui lei stava aprendo la vineria, che abita nello stesso caseggiato in un appartamento minuscolo ma ne affitta un altro, una mansarda, come bed & breakfast (presumibilmente a caro prezzo: Milano, zona dei navigli…) (Tra l’altro mi sono fatto l’idea che questa Bettina sia tedesca, visto che ogni tanto nel discorso qualche parola tedesca appare, anche se non pronunciata da lei; sebbene suoni italiano, per reminiscenze goethiane il nome Bettina è certamente più diffuso in Germania). E’ nella piccola ma accogliente mansarda, disertata dai clienti paganti, che Eva andrà a stare per il periodo del lockdown, in compagnia del misterioso gatto.
E’ in questo che il libro riesce bene: nel descrivere una situazione che ci siamo appena lasciati alle spalle, che già sembra lontanissima, e che con tutto il suo carico di assurdità e di insensatezze, di paure e di rabbie forse non vorremmo nemmeno ricordare troppo volentieri. Infatti, sebbene la narrazione sia gradevole e non metta in scena grandi drammi, questo è stato per me: un ritornare improvviso ai disagi di quei giorni, alla gente spaventata che pretendeva il “distanziamento sociale” e guai a chi si avvicinava troppo, ai sorveglianti dei supermercati che si credevano padreterni in terra legittimati al mantenimento di ordine e disciplina, all’asfalto stradale che trasmette il virus, alla necessità di disinfettare scarpe e vestiti una volta rientrati in casa, alla caccia ai runners e via delirando. Misure in buona parte completamente inutili, come poi si è visto. E, dall’altro lato, la natura che si riprendeva i suoi diritti, l’aria pulita, il ritorno degli animali, il tutto debitamente osannato in lunghe telefonate a Eva da parte del marito Jeremy, il vignaiuolo maremmano (Jeremy poi… Sapevo già del Chiantishire, adesso abbiamo anche il Maremmashire…?)
Il libro, come dicevo, inanella una serie di personaggi originali e ben descritti, conosciuti nei vagabondaggi della protagonista tra scale e ballatoi al seguito del simpatico micione. E’ comunque, come ci si aspetterebbe, un mondo di gente che sta piuttosto bene, in cui nessuno sembra essere stato particolarmente messo in crisi da lockdown e strani diktat sanitari nel punto in cui tutti si è più vulnerabili, quello del portafoglio. Le strategie di sopravvivenza messe in campo da tutti sono invece piuttosto efficaci, ma evidentemente si tratta di gente che se le può permettere.
Ricordo il miglior sindaco che Torino abbia mai avuto, Diego Novelli, in tempi in cui ci si poteva dire comunisti senza che la cosa suonasse velleitaria o ridicola, che era stato soprannominato “il sindaco dei ballatoi” e non certo per fargli un complimento. Era semplicemente perché lui pensava alle case-comunità di ballatoio come un esempio sociale da seguire. Chissà se erano queste le situazioni e le persone che aveva in mente; personalmente ho i miei dubbi.
Superato il trauma di essersi trovati in questo scenario assai poco entusiasmante e che ben poco ha tratti in comune con vasta parte del mondo reale, il libro, bisogna dirlo, è scritto bene, e tratta temi che tutto sommato ci hanno riguardato tutti, quali che fossero le attività produttive o pseudo tali in cui fossimo impegnati nel passato recente: la crisi del covid, la gente congelata nei posti in cui si era trovata l’8 marzo 2020 senza alcuna possibilità di muoversi e di far niente. Eva Polanski si trova proprio a Milano per l’inaugurazione dell’enoteca, quindi rimane arbitrariamente tagliata via dalla sua famigliola, con marito innamoratissimo e di cui è innamoratissima, figlia piccola accuratamente tenuta lontano da televisori e telefonini e che vive di fiabe classiche, governante burbera e indispensabile, amica del cuore con cui si è aperto il ristorante sui colli toscani. Nel labirintico caseggiato di ringhiera incontra un gatto filosofo che solo lei riesce a vedere, con cui instaura un feeling fortissimo e che la conduce alla scoperta del mondo degli appartamenti che si aprono sui ballatoi, facendola entrare in contatto con una serie di personaggi originali che vi abitano. Tra i vari, quello più interessante è Bettina, una ragazza bizzarra fanatica di incensi che non si capisce se sia un’amica o una socia di Eva, in sostanza la persona con cui lei stava aprendo la vineria, che abita nello stesso caseggiato in un appartamento minuscolo ma ne affitta un altro, una mansarda, come bed & breakfast (presumibilmente a caro prezzo: Milano, zona dei navigli…) (Tra l’altro mi sono fatto l’idea che questa Bettina sia tedesca, visto che ogni tanto nel discorso qualche parola tedesca appare, anche se non pronunciata da lei; sebbene suoni italiano, per reminiscenze goethiane il nome Bettina è certamente più diffuso in Germania). E’ nella piccola ma accogliente mansarda, disertata dai clienti paganti, che Eva andrà a stare per il periodo del lockdown, in compagnia del misterioso gatto.
E’ in questo che il libro riesce bene: nel descrivere una situazione che ci siamo appena lasciati alle spalle, che già sembra lontanissima, e che con tutto il suo carico di assurdità e di insensatezze, di paure e di rabbie forse non vorremmo nemmeno ricordare troppo volentieri. Infatti, sebbene la narrazione sia gradevole e non metta in scena grandi drammi, questo è stato per me: un ritornare improvviso ai disagi di quei giorni, alla gente spaventata che pretendeva il “distanziamento sociale” e guai a chi si avvicinava troppo, ai sorveglianti dei supermercati che si credevano padreterni in terra legittimati al mantenimento di ordine e disciplina, all’asfalto stradale che trasmette il virus, alla necessità di disinfettare scarpe e vestiti una volta rientrati in casa, alla caccia ai runners e via delirando. Misure in buona parte completamente inutili, come poi si è visto. E, dall’altro lato, la natura che si riprendeva i suoi diritti, l’aria pulita, il ritorno degli animali, il tutto debitamente osannato in lunghe telefonate a Eva da parte del marito Jeremy, il vignaiuolo maremmano (Jeremy poi… Sapevo già del Chiantishire, adesso abbiamo anche il Maremmashire…?)
Il libro, come dicevo, inanella una serie di personaggi originali e ben descritti, conosciuti nei vagabondaggi della protagonista tra scale e ballatoi al seguito del simpatico micione. E’ comunque, come ci si aspetterebbe, un mondo di gente che sta piuttosto bene, in cui nessuno sembra essere stato particolarmente messo in crisi da lockdown e strani diktat sanitari nel punto in cui tutti si è più vulnerabili, quello del portafoglio. Le strategie di sopravvivenza messe in campo da tutti sono invece piuttosto efficaci, ma evidentemente si tratta di gente che se le può permettere.
Ricordo il miglior sindaco che Torino abbia mai avuto, Diego Novelli, in tempi in cui ci si poteva dire comunisti senza che la cosa suonasse velleitaria o ridicola, che era stato soprannominato “il sindaco dei ballatoi” e non certo per fargli un complimento. Era semplicemente perché lui pensava alle case-comunità di ballatoio come un esempio sociale da seguire. Chissà se erano queste le situazioni e le persone che aveva in mente; personalmente ho i miei dubbi.
March 18, 2024
Quando ho iniziato a leggere questo libro ero molto scettica dato che la copertina non mi ispirava e temevo potesse essere una di quelle storie un po' kitsch, trite e ritrite. Per fortuna, mi sono dovuta ricredere.💓
🦠La storia è ambientata nel marzo del 2020, durante la prima rigida chiusura per il covid. Mi è sembrato come fare un tuffo nel passato.
Tutti hanno avuto difficoltà ad accettare le limitazioni imposte in quel periodo, ma alcuni lo hanno potuto trascorrere in compagnia dei propri cari e questo ha addolcito la pillola tanto amara. La protagonista, invece, si è ritrovata bloccata a Milano, lontana dal suo paese in Maremma, dall'amato marito Jeremy e dalla figlioletta Viola. A farle compagnia, c'era, però, un amico speciale, Gatto. Il nome non è a caso, infatti, Gatto rispecchia il gatto per antonomasia: libero, ribelle, sfuggente, misterioso e un po' magico.👻
🐶L'ho trovato un libro leggero, ma non frivolo perchè mi ha dato la possibilità di riflettere su tematiche a me care, come il calore che possono trasmettere gli animali e il sostegno che sono capaci di dare anche senza parlare o, meglio, attraverso il loro linguaggio segreto che non tutti sono in grado di cogliere (la protagonista, di fatto, parlava con Gatto).💌
Un altro valore fondante preso in esame è la libertà che non dipende dall'esterno e la si può trovare anche nei momenti di massima chiusura. Lo stesso riguarda la solitudine perché si può essere soli in mezzo al mondo e, allo stesso tempo, sentirsi connessi a tutti pur rimanendo ognuno nelle proprie case.
"Non si è mai soli quando si ha il senso della comunita".
È un cosa che la protagonista non capisce subito ma è anche la lezione più importante che il periodo di isolamento ha saputo lasciarle.🔐
🍃E poi, ultima ma non meno importante, la capacità rigenerativa della natura che durante il covid si è ripresa i suoi spazi, è tornata ad essere splendente e rigogliosa. Chi non si è reso conto di quanto la primavera 2020 sia stata diversa dalle altre, molto più colorata, autentica, limpida?🌈
🦠La storia è ambientata nel marzo del 2020, durante la prima rigida chiusura per il covid. Mi è sembrato come fare un tuffo nel passato.
Tutti hanno avuto difficoltà ad accettare le limitazioni imposte in quel periodo, ma alcuni lo hanno potuto trascorrere in compagnia dei propri cari e questo ha addolcito la pillola tanto amara. La protagonista, invece, si è ritrovata bloccata a Milano, lontana dal suo paese in Maremma, dall'amato marito Jeremy e dalla figlioletta Viola. A farle compagnia, c'era, però, un amico speciale, Gatto. Il nome non è a caso, infatti, Gatto rispecchia il gatto per antonomasia: libero, ribelle, sfuggente, misterioso e un po' magico.👻
🐶L'ho trovato un libro leggero, ma non frivolo perchè mi ha dato la possibilità di riflettere su tematiche a me care, come il calore che possono trasmettere gli animali e il sostegno che sono capaci di dare anche senza parlare o, meglio, attraverso il loro linguaggio segreto che non tutti sono in grado di cogliere (la protagonista, di fatto, parlava con Gatto).💌
Un altro valore fondante preso in esame è la libertà che non dipende dall'esterno e la si può trovare anche nei momenti di massima chiusura. Lo stesso riguarda la solitudine perché si può essere soli in mezzo al mondo e, allo stesso tempo, sentirsi connessi a tutti pur rimanendo ognuno nelle proprie case.
"Non si è mai soli quando si ha il senso della comunita".
È un cosa che la protagonista non capisce subito ma è anche la lezione più importante che il periodo di isolamento ha saputo lasciarle.🔐
🍃E poi, ultima ma non meno importante, la capacità rigenerativa della natura che durante il covid si è ripresa i suoi spazi, è tornata ad essere splendente e rigogliosa. Chi non si è reso conto di quanto la primavera 2020 sia stata diversa dalle altre, molto più colorata, autentica, limpida?🌈
December 25, 2025
Un tuffo all’indietro alla vita in lock down, ai primi giorni del covid e delle chiusure, a quanto abbiamo sofferto, ma anche a quanto abbiamo imparato ad apprezzare le piccole cose che ci circondano.
May 5, 2025
Rapporto Uomo-Animale: valore inestimabile! Narrazione semplice e lineare forse, ma il contenuto è appassionante per gli amanti degli animali!
January 1, 2026
Not really my cup of tea, and reading "I love you, baby" from a cat made me cringe on a level I can't explain. Overall, it was a boring read. 😅
July 22, 2026
Si percepisce la relazione con l'animale ma niente di più
May 17, 2024
Molto bello. Mi ha colpito il fatto che la protagonista sia una normale donna di tutti i giorni. Dopo un' pò il libro diventa noioso
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