Jump to ratings and reviews
Rate this book

La piena: Il meccanico dei narcos

Rate this book
Questa è una storia di traffico di cocaina. I protagonisti sono i produttori, i distributori e le polizie di tre nazioni. Ma questa è anche la storia di una piena, un'onda di piena lenta e inesorabile che arriva imprevista e sale fino a travolgere la vita di un giovane uomo.
È la storia di Gianfranco Franciosi, che grazie al suo talento di meccanico nautico, viene suo malgrado coinvolto in un traffico di cocaina proveniente dal Sud America e inizia a collaborare con la polizia italiana diventando di fatto un infiltrato. Anzi, diventa il primo civile infiltrato sotto copertura nella storia della lotta al narcotraffico in Italia.
Nel corso di queste 10 puntate Matteo Caccia ci accompagna attraverso eventi straordinari, che sembrano far parte di un romanzo e non di una vita vera. Alle voci dei protagonisti e dei testimoni dei fatti si aggiunge il racconto di Gianfranco Franciosi in prima persona: gli eventi che lo portano prima in carcere, poi a partecipare al più importante sequestro di cocaina nella storia dell'Europa, e infine a entrare nel programma protezione testimoni perché la sua vita è ormai in pericolo.
Gianfranco Franciosi è protagonista di una vicenda costellata di colpi di scena e svolte improvvise, che ci racconta come a volte la vita possa trasformarsi in una lotta per rimanere a galla.

Audible Audio

First published November 21, 2018

9 people want to read

About the author

Matteo Caccia

13 books7 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
12 (50%)
4 stars
8 (33%)
3 stars
4 (16%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,442 followers
May 13, 2025
GLI OROLOGI DEL DIAVOLO



Wow, che scoperta entusiasmante!
Più che per la storia in sé, per l’oggetto podcast che per me finora significava più o meno soltanto verbosità, parlarsi addosso, un blog sonoro anziché scritto.
Invece qui siamo dalle parti di un classico radiodramma, ma scritto e assemblato con sensibilità molto moderna: non la mera lettura di un testo letterario a più voci, ma una vera e propria messa in scena unicamente sonora.
La scelta delle voci è fondamentale, e queste sono azzeccatissime, con i loro accenti, le inflessioni, la freschezza, la verosimiglianza.
E poi musica, pause, parchi rumori, la voce del narratore, lo stesso Matteo Caccia, che ho letto nasce come attore, la regia.



Un tale entusiasmo non mi capitava da tempo. Un amico me l’ha consigliato: mentre io gli suggerivo un bel film visto la sera prima, lui mi ha suggerito questo, e io ho subito ascoltato la prima puntata e mi sono immediatamente innamorato. Così io stesso l’ho consigliato a un amico che tra le varie attività usa i podcast: anche lui folgorato.

Esperienza molto diversa da una lettura, e infatti ho qualche scrupolo a parlarne qui. Ma ha vinto l’uso intelligente e per me innovativo del media (ma forse sono solo uno sprovveduto poco pratico).
Il racconto è portato avanti dalla voce del protagonista che “parla come mangia”, il che aggiunge freschezza e verità. Interviene spesso anche Marica, la madre dei suoi figli. Il narratore cuce, ribadisce, spiega, colloca nel tempo, prepara. Poi ci sono inserti che vengono spacciati per documentari, e forse lo sono: spezzoni di giornali radio e telegiornali, brani da articoli di stampa, interviste, anche con risposte in lingua straniera (spagnolo) debitamente tradotte in simultanea. La magia vincente è come viene raccontata la storia, sospesa tra verità e finzione.



Ciò premesso la storia racconta del traffico di stupefacenti, cocaina nel caso specifico, spacciatori, e un agnello sacrificale che finisce in mezzo ai lupi.
Gli spacciatori sono sia camorristi che spagnoli. Il trasporto avviene via mare su potentissimi gommoni capaci di caricare 15 tonnellate di droga e 24mila euro di gasolio alla velocità di 50 nodi.
Molto curiosi e affascinanti sono i luoghi di attracco, partenza e arrivo, assai simili tra loro: in Italia Bocca di Magra, vicino a La Spezia (negli anni recenti l’oscuro fiume Magra è diventato tristemente noto per le frequenti rovinose piene ed esondazioni, incluso il crollo di un ponte); in Spagna, Vilagarcía de Arousa, sulla costa atlantica galiziana, località che ha una morfologia molto simile a Bocca di Magra, alla foce di un fiume al centro di una profonda insenatura.



La geografia è insolita, i mezzi di trasporto altrettanto. Ma il vero elemento di novità è il protagonista indicato dal sottotitolo, quel meccanico dei narcos, Gianfranco. Un cazzaro di provincia, il primo ad avere le meches, l’orecchino, piace alle ragazze: ma anche dotato di talento, intelligenza e intuizione fuori dal comune che gli procurano buoni guadagni. È il più bravo con barche e motori da competizione, viene coinvolto proprio per come è in grado di preparare ed elaborare le imbarcazioni off shore. Gianfranco finisce in un giro che a prima vista si direbbe più grande di lui: invece sa destreggiarsi come pochi. Riesce a essere il primo civile infiltrato tra i narcos, collaboratore di giustizia. Sette mesi di carcere, e poi l’abbandono del programma di protezione per “mancanza di umanità”.
E Gianfranco riesce a non farsi travolgere dalla piena. O almeno, questo è il mio augurio per lui.


Gianfranco Franciosi
Displaying 1 of 1 review

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.