What do you think?
Rate this book


130 pages, Kindle Edition
Published February 14, 2021

«Vedi? Fai sempre lo stesso errore. Non lasci alle persone la possibilità di scegliere.» Volto di nuovo lo sguardo verso di lui, mentre sottolinea: «Scegli tu per loro.»
«Avevo l’impressione che non valesse la pena insistere. Fatichi perfino a guardarmi.»
«Mi sono fatto non so quanti metri di salita a piedi perché ero convinto che fossi in pericolo.»
«Ti sei preoccupato per me?» Il mio cuore si allarga al solo pensiero.
«Esattamente come mi sarei preoccupato per qualsiasi altra persona» ci tiene a precisare.
Buongiorno Colours e Buon San Valentino, quale migliore occasione di questa giornata
dedicata all’Amore per proporvi la recensione di un romanzo che, proprio oggi, trova il suo epilogo o meglio, l’inizio del suo lieto fine?
Sto parlando di Ritorno ad Aspen per San Valentino l’ultima pubblicazione self del duo ritrovato Torresan e Begaj.
Ricordate quando vi ho parlato delle mie mille disavventure da imbranata anche un po’ sfigata?
Di quando, sono caduta in vetrina ad Amsterdam nella Red light zone?
Oppure di quando, ad un appuntamento al buio, mi sono ritrovata al tavolo il ginecologo che, prima di conoscere il mio nome aveva già conosciuto la mia …?
Beh, Seven Holmes, la protagonista di Ritorno ad Aspen per San Valentino, è una di noi: avvezza alle figuracce, predisposta a dire sempre la cosa sbagliata nel momento sbagliato: perennemente, tormentata dalla iella.
A ventotto anni, di cui cinque trascorsi nella redazione del Lives di New York, si trova ancora a ricoprire il ruolo de “la ragazza dei caffè” quando invece, il giorno del suo disastroso colloquio, aspirava a diventare una famosa giornalista di grido.
La sua vita non si può dire sia nata sotto una buona stella. Abbandonata al momento della nascita ha trascorso i primi anni della sua infanzia in un orfanotrofio fino a quando, la famiglia Holmes, non è entrata nella sua vita accogliendola nella loro casa come una figlia.
Ma anche la vita al liceo non l’ha risparmiata di nulla e, qualche drink di troppo e una perfida migliore amica l’hanno costretta a fuggire il più lontano possibile da Aspen, il suo luogo d’origine.
«Seven è una persona speciale. Certo, è goffa, imbranata e una calamita per la iella, ma è anche buona, altruista e generosa. E, soprattutto, è una persona sulla quale puoi sempre contare. Sarebbe un peccato che tu ti fermassi a un errore commesso per paura. In fondo era solo una ragazzina di diciott’anni. Oggi è una donna che ha imparato a non scappare davanti alle difficoltà.»
Ed eccola qui, dieci anni dopo quell’improvvisa fuga a New York, a dover fare i conti con il proprio passato.
Eh sì, ragazze mie, avete capito bene, la crisi editoriale che sta investendo il Lives ha la necessità di un grosso scoop per poter risollevare le sorti della testata e, l’intervista a Weston Law, lo Snowboarder più riservato e sexy dell’intero pianeta e della sua fidanzata storica, appare come l’unica soluzione plausibile.
Lui distoglie gli occhi, cercando la risposta dentro di sé. «Vita» decide dopo qualche istante. «È ossigeno, forza, grinta. Quando sono sopra la tavola non ho paura di nulla, mi sento invincibile. Non temo la montagna perché mi sento parte di essa.»
Ma chi si occuperà di entrare nel cuore gelido dello Snow man di Aspen?
Beh, che ve lo dico a fare: l’unica donna che in passato, un posto nel cuore del bell’adone ce lo ha avuto che però, con la sua fuga, lo ha anche spezzato.
Toccherà quindi a Seven fare Ritorno ad Aspen per San Valentino ma, cosa troverà una volta ritrovate le persone che ha ferito abbandonandole all’improvviso?
Ve lo dico io, astio, rabbia, risentimento, un ragazzo mal disposto a concederle il beneficio del dubbio ma, soprattutto, ad aprire il proprio cuore alla donna che più l’ha deluso al mondo.
Riuscirà Seven nel suo intento?
Cosa l’avrà fatta scappare da Aspen alla volta di New York dieci anni prima?
«Tu sai cosa mi impedisce di perdonarla.» Torno a guardare nonna. «Dovresti stare dalla mia parte. Hai dimenticato quanto ho sofferto per la sua partenza? Quanto tutti abbiamo sofferto? Perché sembra che tu e Finley abbiate la memoria corta.» «Non l’ho dimenticato, tesoro.» Mi posa una mano rugosa sul braccio. «Ma tutti possiamo fare degli errori. So che tu fai fatica ad accettare che una persona sbagli, ma anche tu farai un grosso errore se la lascerai andare via.»
Per ottenere una risposta a tutte queste domande, l’unica cosa che vi resta da fare è lasciarvi conquistare dalle pagine di Ritorno ad Aspen per San Valentino.
Abbandonata la confort-zone dei Romantic Suspence e Forbidden Romance, Daria Torresan e Brunilda Begaj, in questa giornata dedicata all’Amore, ci regalano un Chick Lit sulle seconde possibilità con protagonista indiscussa una giovane ragazza un po’ impacciata ma anche parecchio sfortunata.
Nessuno mi aveva mai detto ti voglio bene. Di certo non la donna che mi ha abbondonata vicino al cassonetto dell’immondizia quando avevo solo poche ore di vita, senza neanche prendersi la briga di assicurarsi che qualcuno mi trovasse.
Seven che, non ha nemmeno un nome vero, ma semplicemente un numero che le è stato assegnato nel momento del suo arrivo all’orfanotrofio, come se, per loro, fosse solo questo, una delle tante orfanelle che non meritano nemmeno una vera identità.
Ogni volta che mi sento chiamare con il nome che mi è stato dato quando arrivai all’orfanotrofio, mi ricordo che sono solo un numero. Per questo afferro la maniglia, pronta ad andarmene, perché essere cacciata da lui, dopo avergli aperto il mio cuore, sarebbe davvero insopportabile. Mi sento afferrare un braccio. «Vedi? Fai sempre lo stesso errore. Non lasci alle persone la possibilità di scegliere.» Volto di nuovo lo sguardo verso di lui, mentre sottolinea: «Scegli tu per loro.»
Lei invece è coraggiosa, spregiudicata e determinata, determinata a ricoprire un ruolo nella società, determinata ad impossessarsi della propria vita e riscattarsi, in nome di quello che le è stato tolto o che, semplicemente, non ha mai avuto.
«Tu non sei qui per la tua famiglia, come lui crede» continua, ignorando il mio tentativo di giustificarmi. «Stai recitando la parte della figlia pentita, che striscia ai piedi della sua famiglia per essere riaccolta, solo per interesse. Ma ti do una notizia, Seven: non avrai nessuna intervista da me. La tua è stata tutta fatica sprecata.»
«Considerati pure licenziata, per quel che mi riguarda.»
Insomma, come dicevo, Seven è una di noi.
Non potrete non amarla con tutte le sue imperfezioni e stramberie, disegnata da Daria e Brunilda come un cartone animato che merita però il suo dolce lieto fine.
E Weston?
Beh, Weston è un figo pazzesco, capelli e barba lunga da taglialegna e corpo tonico e muscoloso ricoperto di inchiostro, un mix mozzafiato che, fa il paio, al suo carattere burbero e scontroso, diffidente e prevenuto, accompagnato da una fidanzata, Winter – mai nome fu più azzeccato - che, appare, tanto bella agli occhi, quanto gelida e spietata negli atteggiamenti, soprattutto, nei confronti della nostra protagonista.
È di questo che si tratta? Scendo dalle piste a tutta velocità senza battere ciglio e secondo loro temo una donna? «Paura dell’amore, tesoro. Tu non hai il coraggio di andare lì dentro e prenderti ciò che vuoi veramente. Preferisci le cose facili. E Winter è una cosa facile perché non ti farà mai del male.» Bingo!
Insomma, seppur Daria e Brunilda, con questa novella ci abbiano deliziate con un genere completamente differente dal loro solito, posso tranquillamente affermare che hanno fatto centro, con ironia ed irriverenza, ci hanno regalato una trama divertente e fluida, leggibile in un paio di ore, magari, al fianco della nostra dolce metà oppure coccolate da una calda coperta davanti al camino.
Ultima cosa, promesso! Degni di nota anche i personaggi secondari simpatici e inaffidabili compagni di scorribande, Daria, Brunilda, vero che ci regalerete una novella anche su di loro?
Consiglio la lettura di Ritorno ad Aspen per San Valentino?
«Vedi? Fai sempre lo stesso errore. Non lasci alle persone la possibilità di scegliere.» Volto di nuovo lo sguardo verso di lui, mentre sottolinea: «Scegli tu per loro.»
«Avevo l’impressione che non valesse la pena insistere. Fatichi perfino a guardarmi.»
«Mi sono fatto non so quanti metri di salita a piedi perché ero convinto che fossi in pericolo.»
«Ti sei preoccupato per me?» Il mio cuore si allarga al solo pensiero.
«Esattamente come mi sarei preoccupato per qualsiasi altra persona» ci tiene a precisare.
