La prima antologia di fantascienza greca mai pubblicata in Italia.“A volte sott’acqua, a volte interamente virtuali, di fronte a catastrofi che vanno dall’austerità economica fino all’apocalisse da mancanza di api, da queste storie emerge la Grecia del futuro prossimo. Dimenticatevi tutto quello che avete imparato a scuola, in vacanza o dai ricordi sbiaditi della vostra γιαγιά, nonna emigrata. Λοιπόν, questa è l’esperienza vera.” – Nick Mamatas, autore di The Planetbreaker’s Son e The Second Shooter. Le storie di Nova Hellas ci portano in un viaggio duro e distopico. Eppure i suoi protagonisti sono resilienti, astuti e pieni di risorse; prosperano, non solo sopravvivono. In questo modo, riflettono sia la storia della Grecia stessa – sempre sopravvissuta e ricostruita, rivendicando ogni volta un domani migliore – e sia, forse in misura minore, la testardaggine della fantascienza greca, che non ha smesso di crescere neppure in circostanze avverse e contro qualunque opposizione.Introduzione di Dimitra NikolaidouAlgarosa di Vasso ChristouIngegneria sociale di Kostas CharitosL’uman(c)it(t)à di Atene di Ioanna BourazopoulouPiazza Baghdad di Michalis ManoliosIl problema delle api di Yannis Papadopoulos e Stamatis StamatopoulosT2 di Kelly TheodorakopoulouColoro che serviamo di Eugenia TriantafyllouAbaco di Lina TheodorouUn’altra vecchia malattia di Dimitra NikolaidouLe prostitute androidi non piangono di Natalia TheodoridouIl colore che mi rappresenta di Stamatis Stamatopoulos
Non sono un'amante dei racconti, qualcuno mi ha lasciato un po' perplessa ma altri mi hanno tenuto con il fiato sospeso e fatto immergere in mondi nuovi.
Recensione per Leggere Distopico e Fantascienza Oggi! 😊
Oggi ho in serbo per voi qualcosa di U-N-I-C-O: fantascienza contemporanea greca.
Future Fiction è una delle poche realtà editoriali che riesce a stuzzicare il mio interesse quando si tratta di racconti. Specialisti nel settore non solo nell’essere infaticabili esploratori nel ricercare opere di science fiction di un certo pregio, ma anche perché danno l’opportunità a noi lettori italiani di scoprire il modo di intendere la fantascienza oltre i confini nazionali, perché – diciamoci la verità – è solo abbastanza di recente che questo genere ha acquisito valore agli occhi del panorama letterario, conquistando il prestigio che realmente gli spetta e lasciandosi alle spalle l’etichetta di genere di serie B.
Nova Hellas - sotto la curatela di Francesca T Barbini e Francesco Verso e su traduzione di Stefano Ternavasio e Lia Tomasich - compone una rosa di undici storie autonome che ci permette di esplorare quella Nazione che è stata fucina di eroi che hanno fatto grande il contesto della mitologia e che adesso vuole valicare i miti omerici, per avventurarsi su tecnologie innovative e scenari apocalittici. Una celebrazione profonda della Grecia, ma mai idealizzata poiché rappresenta con cognizione di causa le contraddizioni e la grandezza di un popolo tra i più rinomati al mondo. Quelle qui contenute sono voci fulminanti e poliedriche della speculative fiction greca che ci introducono in ambientazioni e luoghi futuribili dove il confine tra verità e finzione narrativa è palpabile.
Intanto di seguito vi lascio l’indice completo mentre, giusto per stuzzicare la vostra curiosità, mi focalizzerò su due dei racconti qui contenuti.
• Introduzione di Dimitra Nikolaidou • Algarosa di Vasso Christou • Ingegneria sociale di Kostas Charitos • L’uman(c)it(t)à di Atene di Ioanna Bourazopoulou • Piazza Baghdad di Michalis Manolios • Il problema delle api di Yannis Papadopoulos e Stamatis Stamatopoulos • T2 di Kelly Theodorakopoulou • Coloro che serviamo di Eugenia Triantafyllou • Abaco di Lina Theodorou • Un’altra vecchia malattia di Dimitra Nikolaidou • Le prostitute androidi non piangono di Natalia Theodoridou • Il colore che mi rappresenta di Stamatis Stamatopoulos
L’uman(c)it(t)à di Atene di Ioanna Bourazopoulou è una storia che mi ha profondamente colpita e, oggi più che mai, attuale poiché - senza fare spoiler involontari - è incentrata sul tema spinoso dei flussi migratori e del rendimento lavorativo. Forte di una prosa senza fronzoli, talvolta quasi asettica, e per questo particolarmente incisiva. Meritava qualche pagina in più, così da conferire maggior spessore ai personaggi e al contesto narrativo così peculiare e suggestivo.
Le prostitute androidi non piangono di Natalia Theodoridou, è un racconto che mi dà ulteriore conferma dell'eclettismo stilistico della autrice. Ci troviamo in un futuro imprecisato, in una città senza nome sconquassata da violenza e rappresaglie, dove il mercato del sesso si fonda su automi in madreperla ridotti alla stregua di corpi fantoccio. Anche in questo caso avrei preferito maggiore approfondimento, di elementi in gioco c'erano tanti e una prosa notevole come quella di Theodoridou rapisce il lettore, non dirò altro sul racconto ma vi garantisco che si presta a intuizioni forti e a numerose interpretazioni.
Ovviamente, come per qualsiasi altra antologia, ho trovato una leggera disparità a livello qualitativo. Alcuni racconti spiccano più di altri, ma in generale risulta una selezione stimolante per intensità, per idee, per forza narrativa.
Mi piacciono molto queste antologie di Future Fiction perché presentando racconti diversificati riescono comunque a restituire uno "spirito" culturale generale. In questo caso si respira ovviamente il mediterraneo e una grande storia che si incastra con dei futuri dai sapori melanconici, forse derivati anche dalla crisi greca. Nessuno dei racconti però è cupo o distopico senza possibilità di redenzione, in tutti si respira un moto di speranza o di ribellione. Mi sono sembrati tutti ottimi racconti, a parte l'ultimo e l'Umanicittà.