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La seconda ora d'arte

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Oggi in Italia tutti hanno una ricetta in tasca per avvicinare gli italiani all’arte. Si tratta spesso di ricette a base di usurate pratiche di marketing, che dovrebbero far digerire Botticelli, come uno zuccherino aiuta a buttar giù la medicina amara, a cittadini considerati soltanto orde di consumatori inconsapevoli e irredimibili. Il risultato è desolante: ammesso (e per nulla concesso) che questa spintissima mercificazione serva a vendere qualche biglietto in più, è certo che non alimenta in alcun modo il nostro dialogo con l’arte. E se invece la ricetta fosse molto più semplice e rispettosa dell’intelligenza di ognuno di noi? Montanari traccia in queste pagine agili e appassionanti una possibile via per un’educazione artistica che sia anche educazione sentimentale e civica. E ci accompagna tra le strade del bello, dove alto e basso si mescolano, dove contemporaneo e classico sono parte di un unico grande discorso, che parte dalle mani impresse sulla roccia in una caverna e arriva a Banksy, passando per Raffaello, Monet, Pellizza da Volpedo e Rothko.

214 pages, Paperback

First published February 16, 2021

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About the author

Tomaso Montanari

53 books37 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

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Profile Image for Fabio Festinese.
60 reviews
February 1, 2022
Gradevole ed utilissimo strumento di lettura ed apprendimento della materia-arte. Questo straordinario divulgatore ha la capacità di coinvolgere e sopratutto fornire strumenti semplici ed universali per approcciarsi a qualunque opera, stimolando la curiosità ed insegnando a porsi le giuste domande, per rendersi autonomi e non smarrirsi di fronte qualunque opera, anche senza essere "del mestiere".
Ad una comunicazione "partecipata", coinvolta ed emotiva, Montanari aggiunge sovente anche considerazioni e spunti socio politici, che si miei occhi ottengono effetti controversi ed incostanti: se nelle sue monografie in video (Bernini, Caravaggio, Velazquez, Tiepolo), questi risultavano sempre puntuali, utili alla contestualizzazione e mai pesi, in questa veste "scritta" egli tende a dilatarne frequenza ed invadenza, col risultato di far scemare un po' troppo l'intensità della denuncia e, sopratutto, quello dello stimolo costruttivo.
Nonostante ciò, anche nel giudizio di questo libro, Montanari resta, a mio avviso, il divulgatore di arte visiva più luminoso che mi sia capitato di ascoltare, ragion per cui l'invito a leggere questo libro o esplorare i magnifici documentari monografici sopra citati, è un suggerimento che mi sento di dare a chiunque.
Profile Image for Rebecca.
318 reviews32 followers
December 23, 2021
Ho sentimenti contrastanti nei confronti di questo lavoro, tanto che, arrivata alla fine con estrema fatica, non riesco a capire quanto in effetti abbia apprezzato le analisi presentate e quanto, invece, non sia riuscita a staccarmi dal cattivo gusto di Montanari. Perché, insomma, certe scelte non potrei definirle in altro modo.

𝐋𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐨𝐫𝐚 𝐝’𝐚𝐫𝐭𝐞 consiste in un centinaio di schede di analisi di diverse opere d’arte – che vanno dalla preistoria al contemporaneo – raccolte a partire da quelle pubblicate sul Venerdì di Repubblica negli ultimi anni. Ho apprezzato la scelta di strutturarlo in questo modo e mi è piaciuta la diversità delle opere presentate, e alcune analisi più scanzonate e puntuali mi hanno molto colpita e anche divertita – vedasi il 𝘚𝘢𝘯𝘵’𝘈𝘯𝘵𝘰𝘯𝘪𝘰 di Veronese. Oltretutto, ho avuto modo di scoprire e approfondire alcuni artisti, il che non è mai un male.

Tuttavia, c’è un aspetto che mi ha fatto faticare molto nella lettura: la scelta di Montanari di usare opere antiche come vettori per messaggi politici attuali. L’arte è politica fin dall’alba dei tempi, su questo non ci piove, ma non posso fare a meno di trovare di cattivo gusto la scelta di prendere pittori cinquecenteschi per parlare di problemi contemporanei e attuali e fare denunce che, calate su certe opere, fanno cascare le braccia; c’è una mancanza di contestualizzazione a favore di una politicizzazione che non mi piace. Basta fare un confronto con le analisi più politiche che l’autore fa su opere attuali – vedasi quelle di Bansky – per capire quanto siano forzate quelle fatte sull’antico.

Insomma, nì. Sia che si abbia una buona conoscenza della storia dell’arte che no, non è un testo di studio, né di particolare approfondimento, quindi non saprei quanto consigliarlo. Alcune schede valgono molto, però nel complesso non sono soddisfatta.

2/5 ⭐
394 reviews3 followers
July 7, 2021
Operazione puramente commerciale, una pagina per opera è veramente troppo poco (e se non ho capito male dall'introduzione, i testi sono pure presi da un programma televisivo curato dallo stesso autore, quindi lo sforzo di realizzazione di questo libro è stato veramente pressoché nullo).
L'unico pregio che vedo è che potrebbe offrire qualche spunto per approfondire qualche opera magari meno conosciuta ai più, ma onestamente qualche pagina in più per addentrarsi meglio nelle opere riportate è lecito aspettarselo. Abbastanza insopportabili poi i continui toni polemici verso la politica, in particolar modo verso quella di destra.

Due stelle forse è poco, ma tre sarebbe decisamente troppo.
Profile Image for Filippo Petriliggieri.
106 reviews2 followers
May 9, 2021
È sempre impressionante la capacità di un critico d'arte di metterti in contatto e far appassionare a opere che altrimenti sarebbero superate a un primo sguardo, un po'come in un museo con o senza visita guidata. Lui lo fa bene, anche se il linguaggio usato e anche la scelta delle opere non sono esattamente quelli per far avvicinare le masse, obiettivo probabilmente non davvero voluto.
Profile Image for Alessandra.
72 reviews24 followers
March 15, 2021
"Io sono stato qua; vivo, come te, davanti a questa tela, a questo muro, a questo marmo che ora tu contempli. Tu sei dove anche io sono stato, tu sei vivo come lo sono stato, io vivo in te, nei tuoi occhi e nella tua memoria."
Profile Image for Bluebookworms.
141 reviews2 followers
October 11, 2021
Un viaggio temporale di diecimila anni dalle opere rupestri di generazioni e generazioni di esseri umani che hanno voluto lasciare la loro impronta nelle caverne, ai giorni nostri dove lo sviluppo della tecnologia permette di creare opere d’arte su uno schermo composto da migliaia di pixel. Leggendo questo libro ci si trasforma in un piccolo ma indistruttibile aeroplanino di carta che ha la capacità di viaggiare nel tempo, spostandosi tra città, musei e mostre d’arte.
Si ha la possibilità di ammirare architetture come la Basilica di Superga, di Filippo Juvarra, che si erige maestosa sulla sommità di una collina tra il verde che sembra non avere fine, e qualche pagine dopo volare in Texas, più precisamente a Houston in una piccola chiesa commissionata a Mark Rothko, coperta da grandi quadri neri e viola, che nel suo piccolo trasmette un messaggio importantissimo.
Si incrociano gli occhi di decine di volti provenienti da ogni tempo, che nel loro sguardo portano la loro storia e spesso anche le condizioni sociali della loro epoca, fissate su una tela a colpi di colore e pennello, per sempre.
E per concludere si ritorna ai giorni nostri, in degli anni profondamente segnati da una pandemia che però, fortunatamente, non ha scalfito la forza inarrestabile dell’arte.

Questo libro mi piace definirlo come un libro di storia dell’arte alternativo, da sfogliare seduti in un parco con la schiena appoggiata ad un albero e non in dei banchi di scuola. Ho molto apprezzato che non fossero presenti solo le opere più famose ma che esse vengano affiancate da bozzetti o capolavori di autori conosciuti solo da chi è nel settore, ma che valgono davvero la pena di essere ammirate. Le riflessioni presenti non sono le classiche descrizioni delle opere ma offrono un punto di vista alternativo, un’analisi più emotiva, meno fredda e collegata alla nostra vita di tutti i giorni, con attinenze anche a eventi sociali come le rivolte avvenute in America e alla pandemia.

Se vuoi saperne di più seguimi su instagram @blue_bookworms !!
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