Questo testo ormai classico riflette sulla complessità interpretativa del fenomeno onirico attraverso un'esperienza clinica, in cui si dà peso determinante al processo descrittivo fenomenologico e all'esperienza estetica. In un affascinante percorso attraverso i testi clinici di Freud e di Jung, i sogni raccontati da pazienti psicotici gravi e le suggestioni di opere letterarie e poetiche (Shakespeare, ma anche Lautréamont e Gérard de Nerval), Resnik ci presenta il sogno come mistero, come linguaggio enigmatico, come esperienza vissuta e spazio di libertà: un modo di far vibrare i nostri sensi sullo sfondo di paesaggi sempre nuovi e inattesi.