Vittoria Morra, una jove que pateix atacs de pànic i angúnies respiratòries, viu gairebé reclosa dins d’un pis, amb una germana petita que pateix agorafòbia, una mare resignada i letàrgica i un pare exmilitar violent i possessiu. Tota aquesta traumàtica convivència la suporta en un condomini envoltada també d’estranys personatges. Un bon dia, la Lisa, una de les veïnes més estimades per la protagonista, desapareix sense deixar cap mena de rastre. Convençuda que li ha succeït alguna cosa, la Vittoria decidirà investigar pel seu compte, per la qual cosa haurà de superar bona part de les seves angoixes i pors per mirar d’esbrinar què hi ha darrere de tot plegat. Amb una escriptura elegant i una habilitat per explorar les ferides més profundes, Sara Bilotti acompanya els lectors en un descens real al mateix infern, perquè «el malalt de debò no és pas el que perd el senderi després de patir un trauma, sinó el que sobreviu a la brutalitat de la infantesa sense cicatrius visibles». I ho fa construint una novel·la molt negra, negríssima, plena de suspens, aconseguint el seu propòsit: crear un món real i angoixant, una atmosfera densa i tibant que no es descarrega fins al final, com una tempesta.
Quina passada!!! M’he quedat loco amb el final. M’ha agradat molt aquesta distribució dels persontages modo pati de veïns barrejat amb ma finestra indiscreta
No soc de llegir thrillers, però he de dir que 'Dies de tempesta' de Sara Bilotti, editada en català Per Crims.cat i traduïda per Pau Vidal, m'ha atrapat fins a l'última pàgina, com també ha enganxat a les italianes i italians, consagrant-la una miqueta més al seu país natal com un referent en la novel·la negra. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ 'Dies de tempesta' és una novel·la claustrofòbica, densa, colpidora. La Vittoria és una noia que pateix agorafòbia, una malaltia que li impedeix sortir el carrer sense patir atacs de pànic. A casa seva, però, la situació no és molt millor: el seu pare és violent i possessiu, un maltractador. En aquest escenari pertorbador, cal afegir-hi la desaparició de la veïna i amiga de la Vittoria, la Lisa, a qui estarem buscant tota l'obra a través dels protagonistes i els altres veïns de l'escala. Tots ells tan sospitosos que ens faran dubtar fins a l'última pàgina d'allò que sempre havíem tingut davant dels ulls, però no havíem volgut creure. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ L'estil narratiu de Bilotti excava en cada personatge, en el seu passat i present, per posar el dit a la llaga i treure'n el sentit de cada personalitat. 'Dies de tempesta' és una història negra, de dolor i suspens, que denuncia la violència masclista fent que el lector convisqui en un ambient angoixant sense poder fer res al respecte, fent-lo partícip de cada cop i crit, així com de l'angoixa dels personatges. Són dies durs, dies de tempesta on, encara que creguem que arribarà la calma, serà difícil que torni a sortir el sol.
Profondo come la mente umana e buio come la notte.
Non saprei come descrivere questo libro, perché mi ha lasciato dentro tante di quelle emozioni, che stare qui ad analizzarle, mi creerebbe notevoli disagi.
Amo libri come questi, ma ci lascio un po’ della mia anima ogni volta che li leggo, perché mi identifico con i personaggi e parte di loro lascia tracce dentro di me, insieme a pensieri confusi e tanta solitudine.
Perché non parliamo di storie lontane, così fredde che ci sfiorano appena, ma di un qualcosa che appartiene al nostro vissuto e sembra risalire, lentamente, dal profondo del nostro IO per riportare alla mente pensieri dimenticati.
Siamo a Napoli, con i suoi quartieri, i suoi tanti vicoli, i tanti volti nascosti dietro le tende a spiare il nostro cammino.
Tutti osservano, ma nessuno osa dare voce ai propri oscuri pensieri, come su Lisa, che è scomparsa.
Sembrerebbe uno stupido fastidio dare un senso a questa cosa, poiché Lisa lo ha fatto spesso. Quando non ne può più, mette tutto in valigia e se ne va, senza dire nulla, mandando solo qualche breve messaggio a Vittoria, la sua migliore amica, per rassicurarla o per confidarle i suoi malumori o le sue gioie, ed è sempre stata presente.
Ma questa volta qualcosa “stona”. Questa partenza improvvisa, le serrande giù, nessuna comunicazione, un telefono che suona a vuoto…
Vittoria sente un senso di angoscia, inspiegabile, che le si attacca addosso come una malattia, da cui deve assolutamente guarire.
Nulla può Daniel, o Marco, o i suoi vicini.
Inizia un lento scavare nella vita di tutti, con domande a mezza voce, con pensieri sussurrati, perché dietro quelle mura si nascondono storie oscure.
Anche Vittoria non può parlare di quella paura terribile che l’abbraccia quando sua padre la massacra, sia fisicamente che verbalmente, momenti in cui lei tace. Sono vivi solo gli occhi e i suoi pensieri, quelli che riguardano una madre assente, perché rifugiata in un mondo tutto suo, o sua sorella Maria, che soffre di crisi di panico e non può lasciare quella casa, diventata ormai la loro prigione, il loro passato, il loro fatiscente futuro.
" Fu in quei primi minuti che capii la verità: esistere non è come accendere o spegnere un interruttore. Se hai deciso di non esistere, tornare in dietro è impossibile."
Una voglia subdola di emergere, di appropriarsi di sentimenti come l’amore, un futuro, un qualcosa che la strappi via da quell’oscurità, ma c’è la consapevolezza di volersi abbandonare perché le forze sono fuoriuscite dal suo corpo, che sempre più debole, si lascia andare.
E poi ci sono quei sospetti, quelle menti malate che attentano alla sua piccola cella mentale in cui si è chiusa, che tentano di prendersi il suo unico legame con la vita, seminando dubbi e oscuri pensieri.
Come i messaggi anonimi inviati a Daniel: piccole lacrime nere che vanno a scavare nel suo terribile passato e nel presente, sempre più complicato.
Non sa amare, Daniel, non vuole amare. Vuole solo ritrovare sua sorella attraverso i suoi ricordi e il suo affamato desiderio di cancellare ciò che è stato.
Vi. 3. Colpevole. Indietro nel tempo abito un luogo incerto prendo i resti di noi e attendo nell’ombra. Arriva con te un’ombra trova l’angolo nascosto bui e lunghi tentacoli allunga su di me
Insomma, preparatevi a un viaggio in un mondo fatto di ricordi e cose dimenticate, come il parlare con il “voi” opposto al banale e asettico “lei” del resto della penisola italica, a entrare in punta di piedi in famiglie che sembrano uscite da una cartolina letteraria, mentre sono ancora tristi realtà di uno spaccato sconosciuto ai più.
E ad amare Vittoria, nella sua tiepida vita protesa a conquistare un raggio di sole, mentre inizia una discesa ripida verso l’Inferno e ciò che è stata la sua vita.
Un romanzo “noir” e nostrano, dove l’autrice nasconde la suspense dietro la vita quotidiana, conquistandoci con la sua protagonista così vera, eppure così complicata.
Come in ogni thriller che si rispetti, io mi fermo qui e attendo che voi iniziate questo nuovo percorso di lettura, ringraziando l’autrice di averci fatto vivere un vero viaggio nella letteratura noir nostrana. Altro che americanate!
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Quattro e mezzo. Appena iniziata la lettura di questo libro ho avuto come l’impressione di venire catapultata in un episodio del commissario Montalbano, un mistero da risolvere con tanti personaggi da scoprire che hanno qualcosa in comune con la persona scomparsa. In realtà Vicata è lontana perché siamo a Napoli, ma l’atmosfera mi è sembrata la stessa. Tutto viene raccontato da Vittoria, una giovane donna vittima di un padre padrone violento che lei ama nonostante tutto e dal quale è completamente dipendente tanto da non riuscire a distinguere più una carezza da uno schiaffo. Vittoria esce di rado e quando lo fa non lascia mai i brevi percorsi abituali per non incorrere in crisi di panico. Esce per la spesa, ma anche per incontrare Daniel, lo scrittore dirimpettaio dal quale è fortemente attratta, nella speranza di ricevere le sue attenzioni che cerca in maniera piuttosto esplicita. Tutto ruota intorno alla misteriosa scomparsa di Lisa, una ragazza che, per un motivo o per l’altro, ha catalizzato l’attenzione di tutti nel condominio. Vittoria vede nella giovane quello che lei stessa non riesce ad essere, una ragazza leggera, spensierata con un’attiva vita sociale e come ossessionata, segue tutti i suoi movimenti. Le due sono amiche e la sua scomparsa getta Vittoria nell’angoscia e nel sospetto che le sia accaduto qualcosa di brutto Inizia per lei un’assillante ricerca di informazioni tra i condomini e rimane stupita di fronte alla loro indifferenza. Solo Marco, il ragazzo che suona il piano innamorato della ragazza scomparsa, dopo una iniziale superficialità si preoccupa e la sostiene nelle sue ricerche. La trama è abbastanza complicata, i personaggi sono complicati. Lo stesso Marco è vittima dell’amore malato di sua sorella Clara, mentre Daniel, dietro la sua indifferenza nei confronti del mondo, nasconde una terribile infanzia in un orfanotrofio in Moldavia ed è alla ricerca di sua sorella rapita per diventare una prostituta. Piano piano Vittoria scopre tante cose dei suoi vicini, ma durante le ricerche di Lisa la presenza di suo padre è come un’ombra che la condiziona e la terrorizza. Qualsiasi intrusione nella sua vita si ripercuote in atti di violenza su di lei, di fronte ad una madre apatica, vittima anch’essa e a una sorella malata sempre nascosta, che rimane impaurita dietro le quinte, ma che è per lei un rifugio, una certezza e una presenza strana, ma fondamentale. Questo però non le impedisce di avere dei sentimenti e di concedersi per provare una sensazione di normalità e di liberazione piuttosto che piacere sessuale. Anche Daniel risulterà più coinvolto di quanto sembra inizialmente e i due si avvicineranno usandosi e aiutandosi, alimentando così l’amore che Vittoria prova per lui. La ragazza vede in lui l’unico uomo che potrà mai amare anche se i loro incontri appaiono sempre senza un reale coinvolgimento, sembra quasi ci sia più una necessità che un reale sentimento, vivono entrambi un tipo di amore che non conoscono. Daniel diventa per lei la sua unica possibilità per fuggire da una realtà che la opprime fin da bambina, l’unica che conosce e che ama anche se in modo perverso. Questo suo desiderio di rinascita la porterà però a scoprire e a far emergere cose che lei ha sempre negato a se stessa e vi assicuro che vi lasceranno a bocca aperta. Naturalmente non vi racconto cosa si nasconde dietro le sue ricerche e dove porteranno per non rovinarvi un finale che, a dire il vero, sto metabolizzando ancora adesso che sto scrivendo la recensione. Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
I giorni dell'ombra - Sara Bilotti Un romanzo nero, con tanta suspense, con tratti di psicologia raccontato veramente molto bene da Sara. Il finale poi ti spiazza alla grande. Consigliato
Trama: Vittoria si avvia lentamente verso i trent'anni, ma non è mai diventata veramente donna. Ha vissuto da reclusa, con una sorella più piccola che soffre di agorafobia, una madre rassegnata e letargica, un padre violento e possessivo. Tutta la sua esistenza si è da sempre concentrata nel palazzo in cui abita, e nel piccolo mondo che lo popola. Ed è dentro il palazzo che, da qualche tempo, ha trovato nuove ragioni di speranza: in Daniel, il talentuoso scrittore del quale può permettersi di essere innamorata, nella certezza che il suo sentimento non sarà mai ricambiato, e in Lisa, la ragazza vitale e sfrontata che si serve di Vittoria per i propri piccoli sfoghi quotidiani, e le consente di proiettarsi per procura in quel mondo che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.
Quando Lisa scompare da un giorno all'altro, nessuno nel palazzo sembra preoccuparsene: tutti sono convinti che sia partita per uno dei suoi vagabondaggi amorosi e che presto tornerà. Vittoria però è sicura che l'amica sia in pericolo e che le sia successo qualcosa di brutto. E comincia a violare la semiclausura cui è condannata da anni, nel tentativo di arrivare alla verità. Senza fermarsi davanti a nulla: neppure al sospetto che nella sparizione siano coinvolte le persone che le sono più care e che ritrovare Lisa significherà uscire dalla propria prigione e affrontare una volta per tutte, indifesa, il mondo fuori.
Con una scrittura elegante e una capacità rara di esplorare e mettere in scena le ferite più profonde, quelle che ognuno porta nell'anima, Sara Bilotti accompagna i lettori in una vera e propria discesa agli inferi. E costruisce un romanzo nerissimo, carico di suspense, con una protagonista fragile e disturbata, dolce e inquietante, degna delle grandi eroine di Hitchcock #igiornidellombra #sarabilotti
Recensito da KAT WOMAN per il blog di LIBRI & SOGNALIBRI. Voto: 4 STELLINE.
Inchiostro. Nero e denso, lascia macchie profonde sulle cose che tocca. È ciò a cui assomiglia il romanzo di Sara Bilotti. Fin dalle prime pagine è facile percepire la sensazione di claustrofobia di una vita rinchiusa in quattro mura, di gesti ripetitivi, gli unici concessi, quasi snervanti per chi legge ma necessari e confortanti per chi li compie. Nelle pagine Vittoria parla di sé e del suo inferno, che la tiene prigioniera insieme a Maria, sua sorella, e alla madre Mirella. Un inferno fatto di percosse e violenza psicologica, che relega le sue vittime a spettatrici delle vite altrui, attraverso le finestre che si affacciano sul cortile del condominio abitato da personaggi ambigui e complessi.
La Bilotti mi ha deliziato con questa lettura, un genere nuovo. La storia è molto coinvolgente, i personaggi bene descritti, hanno caratteristiche molto forti. La scomparsa di una ragazza è il centro di tutte le vicende che accadono in un condominio di Napoli , la sua migliore amica preoccupata inizia ad "indagare". La scrittura è coinvolgente, ti rende partecipe della storia, ti avvolge. Durante il racconto degli eventi il lettore (ovvero io 😜) ha elencato una serie di probabili colpevoli ma alla fine il finale mi ha spiazzato e credo che questo sia una caratteristica ottima di un thriller.
No m'ha agradat gaire, això sí, el final del llibre és molt bo. Tota la història i el personatges m'han semblat molt irreals i no ha conseguit captivar-me.
Primer de tot m'agradaria agrair a l'editorial l'enviament de l'exemplar. Em va fer molta il·lusió perquè és un gènere que m'agrada i que llegeixo habitualment.
M'agradaria parlar-vos una mica de Crims.cat, que és la col·lecció de novel·la negra en català que ha creat l'editorial Alrevés. La voluntat és publicar unes sis obres l'any i anar alternant autors de casa amb altres d'europeus reconeguts. Volen omplir un gran buit dins el mercat editorial en llengua catalana.
Ara mateix la col·lecció compta amb 58 títols de diversos autors: Andreu Martín, Lluís Llort, Isabel Clara-Simó, Francesc Puigpelat, Manuel de Pedrolo, Sebastià Bennasar, Susana Hernández, Teresa Solana, François Thomazeau, Flavio Soriga, Marie Vindy, Dominique Manotti, etc.
Com no podia ser d'una altra manera, m'agrada molt la idea, per això quan em van oferir el llibre de la Sara Bilotti (autora que no coneixia) no m'ho vaig haver de pensar gens i el vaig acceptar.
És un llibre que he gaudit, tot i que en algun punt se m'ha fet una mica lent, però que m'ha tingut enganxada tota la lectura amb ganes de saber el desenllaç. És una trama on es barregen fòbies, sentiments, sexe i maltractaments, que hi ha estones que fa patir i unes altres que fa il·lusionar, però sempre amb un rerefons fosc.
El millor per mi ha sigut el final, totalment inesperat i sorprenent.
Si us agrada la novel·la negra, animeu-vos perquè els títols de la col·lecció valen la pena.
ESPAÑOL:
Antes de nada me gustaría agradecer a la editorial el envío del ejemplar. Me hizo mucha ilusión porque es un género que me gusta y leo habitualmente.
Me gustaría hablaros un poco de Crims.cat, que es una colección de novela negra en catalán que ha creado la editorial Alrevés. La voluntad es publicar seis obras cada año e ir alternando autores de casa con otros europeos reconocidos. Quieren llenar un vacío dentro del mercado editorial en lengua catalana.
Ahora mismo, la colección cuenta con 58 títulos de diversos autores: Andreu Martín, Lluís Llort, Isabel Clara-Simó, Francesc Puigpelat, Manuel de Pedrolo, Sebastià Bennasar, Susana Hernández, Teresa Solana, François Thomazeau, Flavio Soriga, Marie Vindy, Dominique Manotti, etc.
Como os podéis imaginar, me encanta la idea, por eso cuando me ofrecieron el libro de Sara Bilotti (autora que no conocía), no me lo tuve que pensar y lo acepté.
Es un libro que he disfrutado, aunque en algún punto se me ha hecho un poco lento, pero me ha tenido enganchada toda la lectura con ganas de conocer el desenlace. Es una trama donde se mezclan fobias, sentimientos, sexo, maltratos, que hay momentos que hace sufrir y otros que nos ilusiona, pero siempre con un trasfondo oscuro.
Lo mejor para mi ha sido el final, totalmente inesperado y sorprendente.
Si os gusta la novela negra, animaros porque los títulos de la colección valen la pena.