Livia Mexico, bellissima e famosa pittrice, compare a Treviso. Le sue opere emanano una forte sensualità. Colori brillanti e pregni di mistero, così come la sua vita.Ginevra Lorenzi, giovane ispettore capo della questura di Treviso, è incaricata di occuparsi della sparizione di un noto gallerista della città.Ma è davvero solo una sparizione?Il caso s’infittisce quando scompaiono altre persone e appaiono gl’inquietanti quadri di Livia.Arte, sesso e mistero sono il file rouge di questo appassionante thriller.
Recensione a cura di Peg Fly per scrittorindipendenti. Primo romanzo che leggo di questa scrittrice, e devo dire che fin dall’incipit ho trovato la storia davvero scritta bene, dove l’arte esprime i molteplici sentimenti dei personaggi, iniziando da Livia, Eva, Leo Leopoldi e, come in ogni giallo che si rispetti, non poteva mancare la detective di turno, amica di Eva, Ginevra Lorenzi.
Eva è una ragazza per bene che tenta di trovare la sua vena artistica non del tutto ben delineata. Ci riesce grazie a Leo Leopoldi, con il quale scopre il piacere del sesso fino al punto di esserne soggiogata, senza trovare una via d’uscita per ritrovare la sua dignità.
Infatti, Eva non riesce a negare niente all’uomo, annullandosi completamente. Ma è grazie a Leo Leopoldi, artista di fama internazionale se lei riesce a fare suoi alcune tecniche di pittura, anche se lui, uomo ormai non più giovane, non vuole più continuare la relazione con la donna, che sebbene cerca di resistere nel riapprocciarsi a lui per l’insana passione che la deteriora,
Eva sa che prima o poi pagherà le conseguenze di questo amore malato. Tuttavia, Eva non si aspetta che il suo futuro sta per cambiare e prendere una piega del tutto diversa, quando a una mostra incontra una donna, Livia Mexico, anche lei artista di fama mondiale. La donna, fin dal primo approccio suscita in Eva una gran curiosità, ma soprattutto sono i suoi quadri, nei quali Eva percepisce la personalità, il carisma e l’erotismo della pittrice, circondata da un velo di mistero e ambiguità che disorienta Eva. Recensione completa: https://www.scrittorindipendenti.com/...
Un romanzo talmente profondo e artistico da assomigliare a una vera e propria opera d’arte! Ci sono ingredienti che si mescolano fra loro e che rendono il romanzo davvero intricato, ma di facile comprensione e lettura, un libro molto piacevole.
Livia, Giulia, Eva, Ginevra… una storia al femminile in cui però ci sarà spazio anche ad esempio per volti maschili tra cui Leo Leopoldi, Ivo e Kastor.
Un romanzo per certi versi assurdo e onirico che ci porta nel mondo irrazionale e spesso controverso dell’arte, nel suo erotismo ben marcato, nell’immancabile voglia di sesso e di brama che riesce a emozionare perché non cade mai nella volgarità e obbedisce alle regole dell’eros e thanatos / amore e morte.
La storia si presenta in modo molto originale e visionaria, mentre leggevo infatti immaginavo benissimo ogni scena come se stessi vedendo la puntata di una serie Tv o un film molto interessante.
Si alternano sprazzi di follia artistica a inquietanti momenti in cui la sessualità sembra molto morbosa e ossessiva, ed ecco che l’autrice gioca infatti sull’alternanza dei colori, come se volesse accendere in noi passione, curiosità, amore, ma anche tradimento, gelosia, omicidio…
Un mix di sentimenti e curiosità, un mix letale oserei dire.
La storia è ambientata in Italia, più precisamente nella città di Treviso, luogo spesso menzionato all’interno del libro per il suo mistero e per la sua nomea di essere un luogo abbastanza pericoloso.
Livia e Eva si incontrano per caso in quanto entrambe pittrici, e da subito instaurano un rapporto davvero ottimo, come se si conoscessero da chissà quanto.
“Livia era tornata da poco a casa, accese la candela vicino al suo quadro preferito, quello che la seguiva ogni volta che traslocava, rappresentava un semplice paesaggio desertico dove in lontananza si intravedeva una figura piccola confusa con la luce della sera.”
“Leo aveva fatto una doccia bollente e sentiva il corpo pronto a dare battaglia. La serata era stata molto produttiva, aveva venduto tutti i quadri al prezzo che aveva deciso, anche contro il parere del gallerista. Ma diamine, lui era Leo Leopoldi e poteva permettersi di chiedere cifre così esose. Aveva rivisto Eva.”
Sembrano per davvero due vecchie amiche che si rincontrano dopo tanto tempo, e mentre ci facciamo un’idea ancora più solida di queste due importanti figure, ecco che nel terzo capitolo inizia a svilupparsi un’energia insolita, forse quella che gli artisti di tutto il mondo, i più bravi e i più “maledetti”, avvertono in ogni opera, nei quadri che li coinvolgono per davvero. Qui vi è la rivelazione.
Da questo momento in poi, la sessualità non sarà solo sullo sfondo, come ingrediente minimo, ma prevaricherà su tutto, andando di pari passo con la scomparsa di un gallerista molto rinomato (ex pittore in via di decadenza) ovvero Ivo, e l’importanza che l’arte e il mondo dei colori hanno sulla vita di tutti i giorni, quasi “macchiandosi” ulteriormente, ma di un crimine.
Cosa è successo realmente al gallerista e cosa c’entra Livia in tutto questo?
Pathos, immedesimazione nei personaggi, meandri della mente da scoprire, curiosità, percezione della follia… tutto ciò racchiuso in un romanzo che vi lascerà stupiti e che consiglio a chiunque, ma maggiormente a chi interessato all’arte, poi da poter così percepire al meglio l’intenzione dell’autrice la cui penna è davvero lodevole.
Lo stile è sensualmente acuminato, il linguaggio a volte si rifà a registri di parole e toni piuttosto altisonanti e giustamente, perché così si comprende al meglio la paura, la tensione, la spudorata sete di sesso e la bramosia del volere l’amplesso successivo, come una pennellata d’arte sull’ennesima tela ancora bianca.
RECENSIONE DI SILVIA: Un libro che ti prende fin da subito e che ti lascia col fiato sospeso fino alla fine. La storia, un po’ poliziesca, delinea fin da subito i protagonisti della storia e i loro ruoli. Quello che cattura in questo libro è soprattutto la scrittura a frasi semplici e che intersecano i pensieri delle varie persone senza però creare confusione nel lettore.
La storia di questi pittori e della poliziotta fa sentire fin da subito il lettore come un protagonista e trasporta in una atmosfera familiare. Scorrevole e veloce, da leggere e gustare quando si ha voglia di leggerezza e di una storia inusuale come un quadro astratto ma ricca di sfumature.
Miciolose, non so come presentarvi questo libro che mi ha letteralmente intrigato e sconvolto sin dalle prime pagine. Un libro dove erotismo, colori, creatività e pittura si fondono in una storia che non lascia scampo, dove eros e arte sono portati a livelli estremi e sconvolgono la vita dei protagonisti. Le vite di Ivo, Leo, Eva, Giulia e Ginevra infatti cambiano radicalmente quando i loro occhi incontrano Livia Mexico, a Treviso.
Livia Mexico è una pittrice molto quotata, diventata improvvisamente famosa negli Stati Uniti con quadri che sono venduti a prezzi altissimi e, dopo aver viaggiato in Europa, approdata a Treviso dopo aver lasciato Parigi. La sua bellezza esotica e magnetica è in grado di soggiogare uomini e donne con la sua componente erotica che li attira come la luce con una falena. Ma dietro la bellezza e l’arte di Livia si nasconde un passato oscuro, che risale a quando era bambina…
La narrazione incalzante dell’autrice, il suo stile che fa rimbalzare la trama dall’uno all’altro dei protagonisti, lascia il lettore più volte “appeso” in attesa di scoprire un nuovo tassello, un nuovo indizio e avvicinarsi al momento dove tutto sarà svelato. Più vicino ad un episodio del Tenente Colombo più che a un romanzo di Agatha Christie per l’impostazione della trama, lo sviluppo della storia nulla toglie alla suspense che l’autrice riesce a creare e trasmettere al lettore che scopre pagina dopo pagina la vita di Livia e la crescita personale e artistica di ogni personaggio del romanzo.
“Andava incontro al suo destino con la stessa consapevolezza della mosca che rimane impigliata nella rete creata dal ragno.” * “Nei romanzi c’era sempre, a un certo punto, il protagonista che aveva un’intuizione geniale e tutto si sistemava come per incanto. Appunto, nei romanzi.”
Questo libro è un ottimo esempio di come un romanzo giallo possa tingersi di rosa (in questo caso del rosso dell’eros) e lo consiglio a tutte le lettrici che cercano qualcosa di nuovo e coinvolgente in una trama “rosa”.
La prima cosa che mi ha attirato verso questo libro è la città di ambientazione, Treviso, perché è il luogo in cui vivo e m'intrigava che fosse lo scenario di un noir.
Anche se non ho ritrovato particolari che mi hanno fatto riconoscere la mia città, mi sono lasciata coinvolgere da questa storia che ci porta nel mondo della pittura e dei quadri, espressioni potenti ed efficaci della personalità di chi li dipinge: un pittore, infatti, riversa nelle sue tele il suo modo di percepire la realtà, la vita, le sue sensazioni, le sue passioni.
E nel romanzo si percepisce benissimo l'intensità, l'eccitazione, la bramosia che anima i protagonisti nel momento in cui qualcosa cattura la loro attenzione, quando il desiderio di dipingere diventa quasi una necessità, una liberazione.
Tutto prende il via con la misteriosa scomparsa di un gallerista: il lettore conosce subito il colpevole, non c'è suspense da questo punti di vista ma si percepisce sempre un senso di angoscia per il modus operandi e per le motivazioni che spingono il colpevole.
A seguire gli indizi c'è un commissario della Questura, Ginevra, che si muove all'interno di un'ambiente piuttosto maschilista e che ha sempre dovuto faticare tanto affinché il suo lavoro venisse preso in considerazione. Mano a mano che scompaiono altre persone, il mistero si fa sempre più fitto: gli indizi portano a delle conclusioni ma non ci sono prove ed è una corsa contro il tempo prima che ci sia una nuova vittima.
Lo stile narrativo non mi è sembrato sempre molto scorrevole perché si passa da un personaggio all'altro ogni tre righe senza distinzione e, a volte, ho dovuto rileggere per capire chi fosse il protagonista della scena ma mi è piaciuta la storia, la tensione che regna costante, la passione che traspare da ogni parola..
Buon pomeriggio, oggi partecipiamo al review party per il giallo firmato da Maria Cristina Buoso, Vernissage: L’intimità di un quadro.
Ma iniziamo dalla trama. TRAMA - Livia Mexico, bellissima e famosa pittrice, compare a Treviso. Le sue opere emanano una forte sensualità. Colori brillanti e pregni di mistero, così come la sua vita. Ginevra Lorenzi, giovane ispettore capo della questura di Treviso, è incaricata di occuparsi della sparizione di un noto gallerista della città. Ma è davvero solo una sparizione? Il caso s’infittisce quando scompaiono altre persone e appaiono gli inquietanti quadri di Livia. Arte, sesso e mistero sono il file rouge di questo appassionante thriller.
Leggendo il libro della Buoso ci si immerge nei colori brillanti lasciati sulle tele da Livia Mexico; colori che fanno trasparire la passione intrinseca nelle opere d’arte e riportano il mistero che avvolge la vita della stessa pittrice, protagonista del giallo in questione.
Se le sue opere hanno questo trasporto emotivo lo deve al suo amante, Leo Leopoldi, un famoso pittore vicentino che in breve diventò anche suo maestro
“Leo le insegnava a entrare nel cuore della pittura, nella vita dei colori, nella passione che bisogna lasciar uscire, quando si lavorava a un nuovo quadro, perché doveva essere vivo e trasportare le persone nel centro delle emozioni, che spesso erano ignorate.”
Livia ha un passato oscuro che l’ha plasmata, mutata.
L’ispettrice capo Ginevra Lorenzi nella storia è impegnata nel cercare di risolvere l’indagine relativa a una serie di scomparse inspiegabili avvenute in città, compresa quella di un noto gallerista.
È un libro al femminile, dove sono proprio le donne il sesso forte, dominante, nonostante le fragilità, i dolori, i folli amori.
Livia, Leo, Ivo ed Eva vivono, respirano e amano l'arte come fosse una pulsione irrinunciabile, Ginny e Giulia loro malgrado sono trascinate in qualche modo in questo mondo fatto di colori ed emozioni, ma tutti dal primo all'ultimo personaggio sono travolti da lei Livia una pittrice enigmatica e sensuale. Faccio i miei complimenti all'autrice per lo stile impeccabile con cui ha sviluppato la trama e la vicenda di questi personaggi, il romanzo è ben scritto e non ci sono refusi. Lo valuto solo quattro stelle perchè la narrazione non è riuscita a far scattare dentro di me l'emozione che mi aspettavo da questo thriller, a mio parere manca la parte delle suspanse ma naturalmente è solo un parere personale.
“Leo si girò e le ordinò di entrare nel quadro con lui. Come in trance, Eva obbedì…” (Buoso, p. 9, 2021)
Con questa frase riportata nel Primo Capitolo di Vernissage – L’intimità di un quadro Maria Cristina Buoso ci catapulta, con questo suo thriller dal linguaggio scorrevole e dai ritmi veloci, nel mondo dell’Arte e, più precisamente, in quello della Pittura.
Le tinte sono forti e dalle connotazioni spiccatamente erotiche che attirano il lettore e lo intrigano dall’inizio alla fine. Il libro, attraverso le dinamiche degli eventi e l’osservazione dei personaggi, spinge all’analisi introspettiva incoraggiando implicitamente il lettore a vivere la propria vita in armonia con la propria essenza senza sotterfugi né falsi pudori.
Che si tratti di vivere l’Amore e la Sessualità senza barriere e/o accettare il proprio orientamento sessuale senza vergogna e senza timore, l’incoraggiamento, palesemente offerto tramite la vita dei personaggi principali, tra cui per l’appunto artisti, è quello di vivere un’esistenza autentica, rispettando, manifestando e godendo appieno la propria unicità e natura senza limiti di sorta ed in piena consapevolezza. L’Arte, nella fattispecie la Pittura, è, e se non lo è lo deve diventare, modo e mezzo per raggiungere tale obiettivo: l’espressione totale e disinibita delle proprie emozioni, delle proprie sensazioni, della propria passionalità, sessualità e del proprio erotismo.
Atteggiamenti che sfiorano il sadomaso e la perversione, il timore di manifestare nella maniera più genuina e spregiudicata possibile la propria femminilità occultandola, come sembra determinata a fare l’Ispettrice Capo di Polizia Ginevra Lorenzi, così come quella linea sottile che separa il genio dalla follia sono anche aspetti che vengono portati all’attenzione del lettore attraverso lo sviluppo di una trama che affascina, per certi aspetti persino inganna, ed infine sorprende.
Un thriller molto interessante e che consiglio – per tematiche e linguaggio – ad un pubblico adulto.
Vernissage di Maria Cristina Buoso Un libro che ti prende fin da subito e che ti lascia col fiato sospeso fino alla fine. La storia, un po’ poliziesca, delinea fin da subito i protagonisti della storia e i loro ruoli. Quello che cattura in questo libro è soprattutto la scrittura a frasi semplici e che intersecano i pensieri delle varie persone senza però creare confusione nel lettore. La storia di questi pittori e della poliziotta fa sentire fin da subito il lettore come un protagonista e trasporta in una atmosfera familiare. Scorrevole e veloce, da leggere e gustare quando si ha voglia di leggerezza e di una storia inusuale come un quadro astratto ma ricca di sfumature. 5 stelle Instagram letture_caldi_abbracci
RECENSIONE COMPLETA: https://leggimangiaviaggia.blogspot.c... VALUTAZIONE: 5 Piume su 5 Recensione Del Blog Leggi Mangia Viaggia a Cura Di L'Aura Ciao a tutti! Oggi la nostra blogger L'Aura, ci parlerà di un thriller particolare ed originale targato Place Book Publishing e scritto dalla bravissima Maria Cristina Buoso. "Vernissage, L'Intimità Di Un Quadro" è il romanzo che trasporterà il lettore nei meandri oscuri della perversione umana... Clicca per leggere la Recensione Completa Buona Lettura L'Aura
Un thriller poliziesco dalle tinte forti e brutali. Colori, tele e pittori parlano il linguaggio dell’ossessione: una creatività erotica che scivola nel delirio, tra desidero e follia. I corpi senza vita non sono vittime, ma messaggi. Le tele restano come tracce permanenti, segni da decifrare, destinate a rimanere nel tempo come immortali. Una storia cupa e ipnotica, che stringe il lettore in una tensione costante e lo costringe a guardare nel lato più ambiguo e disturbante dell’animo umano.
RECENSIONE A CURA DEL BLOG "GLI OCCHI DEL LUPO" - Pamela Perretta
Livia è una famosa pittrice che da Parigi si trasferisce a Treviso. Qui conosce altri artisti, con i quali instaurerà un rapporto molto particolare, mescolando sesso e lavoro. Proprio in questo periodo, a seguito di una mostra di quadri, scompare un famoso gallerista e l'ispettore capo Ginevra Lorenzi inizia ad indagare sulla sua scomparsa.
In effetti il caso sembra quello di una normale scomparsa di un uomo, almeno fino a quando in città iniziano a scomparire altre persone e, dopo ogni sparizione, appaiono degli strani quadri. L'ispettore Ginevra inizierà quindi ad indagare e a cercare una conferma ai suoi sospetti grazie ai quadri che sembrano essere la chiave per risolvere il mistero.
“Vernissage” è un thriller con un'intensa componente erotica presente per tutta la lettura. L'erotismo, infatti, è uno dei temi chiave dell’intera vicenda. Quello che emerge dalle righe è un concetto noto un po' a tutti, soprattutto se si conoscono personalmente artisti (che lavorino nel campo dell’arte, del design o della moda): la loro eccentricità. Gli artisti sono, solitamente, persone molto eccentriche e particolari, a volte ci possono sembrare strani a causa dei gusti “singolari” che hanno, e tutti questi aspetti emergono perfettamente da questa storia.
Il personaggio che sicuramente viene indagato più a fondo di tutti e quello di Livia, che può essere definita la protagonista principale dell’intera storia. Livia, infatti, ha delle tendenze molto particolari, a volte estreme, il modo in cui viene ispirata per produrre i suoi quadri rasenta l’inimmaginabile.
Un altro aspetto interessante è l'utilizzo dei quadri come indizi chiave per la risoluzione del caso. I quadri, infatti, sono strani agli occhi dell’ispettore, in un primo momento appaiono addirittura insignificanti, fino a quando si scoprirà come e perché sono stati realizzati in quel modo.
La storia e la trama sono molto intriganti, purtroppo l'assassino viene svelato già all’inizio del libro, e, nonostante poi si prosegua con le indagini approfondite da parte dell'ispettore Ginevra, sappiamo già come finirà la storia, e questo, a mio avviso, fa perdere tutta la curiosità e il mistero su cui un buon thriller dovrebbe basare la propria trama.
Ad ogni modo, lo stile di scrittura è molto scorrevole e discorsivo, quindi la lettura procede spedita e si riesce tranquillamente a terminarla in un paio d'ore.
Il primo di una serie ambientata a Treviso. Ispettore Capo Ginevra Lorenzi sarà lei a seguire le indagini di una serie di sparizioni ... Il thriller è ambientato nel mondo dell'arte.
Un libro molto carino, tra passione e arte e uccisioni. Un poliziesco leggero e scorrevole. Alcuni punti mi sono sembrati un po’ confusi ma è comunque piacevole e veloce da leggere.