Borgo Opaco non ha più l'aspetto bizzarro e fiducioso a cui eravamo abituati. La scelta di Moon ha rotto un delicato equilibrio e quel luogo, a metà strada tra il mondo degli uomini e quello degli dei, ha perso l'innocenza e conosciuto la morte.Neanche Metelaine è più come ricordavamo: la giovane strega tutta boccoli e buone maniere è fiaccata da una vita spesa al confine con l'Oltretomba. Tutti i giorni, Metelaine fa i conti con le conseguenze delle azioni di Moon, spegnendosi una sepoltura dopo l'altra, un errore dopo l'altro. Osiride però rimescola le carte in tavola con una proposta, perché esiste una via per riparare tutto ciò che si è rotto: Metelaine deve partire alla ricerca di un oggetto segreto e dal potere divino. Questa volta sarà lei a dover compiere una scelta, mettendo tutto in discussione, anche sé stessa. Da Valle Eterea alle Montagne dei Dimenticati per poi scendere nell’Oltretomba, Metelaine affronterà un cammino di vendetta e redenzione per poter pagare il prezzo delle scelte altrui, ma anche delle proprie. Attenzione: i fatti di questo libro si collocano circa un anno dopo quelli raccontati nel primo romanzo della dilogia Al di là di Borgo Opaco. Per comprenderne la storia è quindi necessario aver letto il volume precedente.
Emanuela Angela Imineo è una strega che non indossa un cappello nero e non vola su una scopa di legno.
Odia farsi fotografare, è convinta che le foto rubino pezzi dell’anima delle persone. Ama leggere il futuro nei tarocchi e i vicini dicono che la sentono spesso discutere animatamente con le carte, ma di questo non è possibile essere sicuri.
Emanuela è cresciuta vicino al mare e nel silenzio della notte ha sempre ascoltato i rumori della natura. Da piccola sognava di parlare con il Dio Poseidone e le sue sirene.
Da grande ha capito che i corvi sono i messaggeri degli Dei, è per questo che sulla gamba ha tatuato un grande corvo imperiale che le ricorda quanto una Divinità possa aiutarla a procedere nel suo cammino.
Le sono sempre piaciute le storie cupe e tenebrose e nei cartoni animati Disney ha sempre tifato per gli antieroi.
La sua cattiva preferita è la Regina Grimilde, ma non ama creare mele avvelenate, almeno... non per il momento.
Negli anni ha sempre scritto racconti su fantasmi e vampiri, ma non ha mai pubblicato nulla e ha lasciato che solo gli amici e i parenti potessero leggere le sue storie.
La sua passione per l’esoterismo e i vari studi condotti negli anni la portano nel 2014 a creare il sito letterario ed esoterico Il Mondo di Sopra, che ad oggi è un punto di ritrovo per quelle streghe moderne che si dilettano nella lettura di romanzi di vario genere e nel paganesimo.
Come divulgatrice ha pubblicato Guarda oltre ciò che vedi. Un manuale sull’arte dei tarocchi e sul loro utilizzo, dove all’interno è possibile trovare un piccolo eserciziario e i significati di ogni carta.
Al di là di Borgo Opaco è la storia che per diversi anni ha chiuso nel cassetto, scrivendo quaderni di appunti e approfondimenti per i suoi personaggi e le loro vite.
Alla fine ha deciso di buttarsi e pubblicarla in self per sua scelta, in modo da riuscire a gestire totalmente tutto il progetto e i minuziosi dettagli creando la dilogia Borgo Opaco più il racconto extra: Nascosta nell'abisso.
Emanuela è una mamma single, ma allo stesso tempo crede nel Fato e nelle stelle. Emanuela è stata inserita tra i Book Influencer nel giugno 2020 nel libro Book Influencer chi parla di libri e dove trovarli, a cura di Giovanna Burzio per La Corte Editore. A fine 2020 firma un contratto con la Cordero Edizioni per la pubblicazione di un libro illustrato dedicato a sua figlia, la sua ragione di vita. A inizio 2021 firma un contratto per una nuova storia, ancora più cupa di Borgo Opaco per far capire al mondo che il buio non fa poi così paura.
Quando non è intenta a leggere o a pasticciare in cucina, ama fare lunghe passeggiate in natura per cercare troll e folletti con la sua amata figlia e il pitbull di famiglia..
Arriva un momento in cui il viaggio che compiamo arriva a destinazione, in cui il cerchio si chiude e gli avvenimenti e i personaggi hanno la loro fine, volente o nolente. Arrivati a questo punto possiamo dire di essere un po’ dispiaciuti perché vorremmo leggere ancora e ancora di Moon, Metelaine, Castalia e tutti gli altri personaggi che ormai sono entrati nel nostro cuore. Ma ricordatevi che quando avremo voglia di ritornare a Borgo Opaco e alle Montagne dei Dimenticati possiamo semplicemente rileggere il libro e tuffarci in questo mondo dark in cui il dolore, l’oblio e l’oscurità avvolgono i personaggi e al tempo stesso bucano le pagine del libro per arrivare al lettore. Se avete letto Al di là di Borgo Opaco vi siete addentrati in un’oscurità affascinante e tetra, avete toccato con mano le tenebre e vi siete sentiti liberi di lasciarvi catturare dalle spire dell’oscurità, di lasciarvi cullare dagli abissi e di sguazzare in quel nero che un po’ vi appartiene. Con Custode dell’Oltretomba tutto questo sarà amplificato, tutte le emozioni provate sono più accentuate e portate allo stremo. La sete di potere e di oscurità di Moon e le scelte che ha compiuto nel primo libro si sono ripercosse su tutti gli altri personaggi, compresa Metelaine, sconvolgendo tutti gli equilibri. Quest’ultima infatti è la protagonista principale di questo secondo ed ultimo volume. Lei, la giovane strega che ha il compito di accompagnare le persone verso la morte, la ragazza tormentata dalla mente fragile che senza sosta trascina la sua vita da una zona all’altra di Borgo Opaco, prigioniera di catene di rassegnazione e amarezza. Tradita da Moon, Metelaine è stata avvolta dall’oscurità e sopravvive tormentata da sensi di colpa e visioni terrificanti che peggiorano giorno dopo giorno e che plasmano la sua realtà, rendendola l’ombra di sé stessa. Anche Borgo Opaco ha subìto la sua trasformazione: è diventata una città depressa e stanca, un borgo fantasma di morte e oscurità in cui la gente muore continuamente. Insieme a Metelaine camminiamo tra quei vicoli silenziosi, tra una bottega e l’altra, rivolgendo ogni tanto lo sguardo alla luce dei lampioni. Ma il destino ha ben altro in serbo per lei: Osiride, il dio dell’Oltretomba, le chiede di partire per una missione disperata alla ricerca di un oggetto dal potere divino. Metalaine accetta l’incarico, convinta finalmente di poter trovare una soluzione all’errore, senza via di uscita, che ha compiuto mesi prima e che ormai è diventata la sua ossessione, ma anche per porre un rimedio all’inquietudine della coppia Osiride-Iside che vive nella casa di Nymphe. Il suo però è un viaggio incerto, pericoloso e desolato che la spingerà a compiere delle scelte, a guardarsi dentro e a trovarsi faccia a faccia con una Moon cambiata dalle vicende di un anno prima. Una Moon solitaria la cui anima è diventata nera come l’oscurità, la burattina della crudele Dea Lilith. Una Moon potente, affamata di dolore e preda della follia ma al tempo stesso spezzata e prigioniera delle scelte che ha compiuto. Perché ogni scelta che compiamo ha un prezzo. Ogni personaggio, sia umano che divinità, è delineato perfettamente in ogni sfaccettatura, ognuno di loro è ombra e luce e anche molto di più. L’autrice è stata bravissima nel renderli umani, fragili e forti al tempo stesso, segnati dal dolore e dalle ferite, tormentati dal dolore e dalle paure e preda delle emozioni. L’ambientazione è qualcosa di magnifico, studiato nei minimi dettagli e riportato su carta con un’abilità unica non solo con le parole ma anche con le accurate mappe iniziali e i disegni in bianco e nero che troverete alla fine di ogni capitolo. Tra le pagine si respira magia, oscurità ed emozioni forti che vi si appiccicheranno sulla pelle portandoci a vivere un viaggio fisico e interiore che inevitabilmente ci cambia. Prima Castalia che sceglie di sacrificarsi per amore, poi Moon che non si rende conto delle conseguenze cui sta andando incontro e infine Metalaine che cerca di liberarsi del senso di colpa. Da Borgo Opaco alle Montagne dei Dimenticati fin negli abissi dell’Oltretomba compiamo un percorso impervio nel mito, nella morte e nella memoria, in un intreccio tra il cammino dantesco negli Inferi, stregoneria e l’antica religione egizia. Amore, sensi di colpa, umanità, brama di potere sono alcuni degli ingredienti che leggiamo tra le righe di questo romanzo che si spinge oltre i limiti, varcando i confini dell’abisso e restituendoci un finale dolceamaro ma autentico nella sua drammaticità.
RECENSITO DA QUEEN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Spesso non ci rendiamo conto che le nostre azioni colpiscono anche gli altri, non ci pensiamo, ma le conseguenze possono ricadere su chi abbiamo intorno.
E non ci ha pensato Moon, quando ha scelto di giocarsi il tutto per tutto pur di realizzare il suo desiderio, né ci ha pensato nonna Ninphe, sacrificando l’insacrificabile per salvarsi la vita, né tanto meno Castalia, credendo che la sua scelta sarebbe bastata a rimettere a posto le cose.
«Non so perché Lilith abbia scelto proprio persone così stupide!» «Perché, per un disperato, l’unica salvezza che c’è… è il buio.»
Il prezzo delle scelte… Questo è il perno centrale del volume conclusivo della dilogia di Emanuela A. Imineo, CUSTODE DELL’OLTRETOMBA.
Confesso che per questo libro avevo delle aspettative estremamente positive, dimenticando anzi, ignorando ostinatamente, che essendo un dark fantasy, non avrebbe avuto un lieto fine; ma, come ripeto altrettanto ostinatamente, il lieto fine dipende dai punti di vista e se la storia segue il suo corso e giunge alla sua naturale conclusione, come si può non parlare di lieto fine?
Il falco, sempre più vicino, sembrò inginocchiarsi davanti alla tavola. «Impara ad accettare ciò che ti viene offerto e a lasciare andare ciò che non puoi controllare. È un dono, dovresti vederlo con un atteggiamento diverso.»
Accantonando i voli pindarici della mia mente, vi invito a trovare il coraggio di volare sulle ali di Moon e ad affrontare il viaggio con lei e Metelaine.
Questa seconda parte della storia ci fa riflettere su come le nostre azioni abbiano delle conseguenze, su chi davvero ne porti il peso ma soprattutto, su come il Fato sia imprevedibile: per quanto si facciano piani, il destino non dipende dalla nostra volontà e prende la strada che vuole modificando il risultato.
"Metelaine era spazientita. La missione che doveva compiere era a un punto morto e a lei sembrava persino di avanzare in cerchio. «In realtà non mi aspettavo di certo la tua compagnia. Anche questa volta tutto quello che mi è successo è colpa tua!» sbuffò."
Devo dire che quello che colpisce di più di questo libro è il dolore che traspare dalle pagine, un dolore talmente accecante da diventare rabbia e pazzia, da far infrangere regole e usanze, da far agire d’istinto a discapito anche della propria incolumità.
Moon e Metelaine, di nuovo insieme, due metà della stessa medaglia, affamata, crudele e beffarda la prima, colpevole, sottomessa e timorosa la seconda. Due metà che si completano e si respingono, che si odiano e si comprendono, che non possono agire diversamente da come fanno perchè è la loro natura a guidarle.
"Moon non aveva nulla da fare. Provenza, permalosa com’era, spesso la lasciava sola e lei si annoiava. Sembrava una bambina capricciosa ed era diventa l’ombra di se stessa. Il potere dentro di lei non serviva a nulla, se quello era stato il risultato. Che dono era quello di essere una discepola di Lilith? Moon era depressa e aveva voglia di farla finita."
Metelaine e Moon, due ragazzine coinvolte loro malgrado in un gioco più grande di cui non capiscono a fondo le regole, due adolescenti che vorrebbero una vita normale e soprattutto, non essere invisibili al mondo. Due fanciulle che mettono a repentaglio tutto, pur di perseguire il loro scopo.
E incredibilmente, dietro tutto questo, c’è ancora l’amore, potente, luminoso, salvifico.
L’amore è il vero motore che spinge i protagonisti a sbagliare, a stravolgere le proprie esistenze, a condurli verso un destino, magari oscuro, ma che comunque, qualsiasi sarà la destinazione, li spingerà a intraprendere nuove strade.
L’amore, che l’autrice nasconde sapientemente dietro la follia di Moon o la rassegnazione di Metelaine, ma che prorompe sul finale nella sua forma più pura a ricordarci che, per citare l’autrice stessa “chi crede non è mai solo e chi è ricordato non muore mai del tutto”.
«Io non sarò mai come Moon» commentò la piccola con tono serio. Poi, reprimendo uno sbadiglio, si infilò sotto le coperte. «No, amore. Tu sarai sempre e solo Vittoria. Una bambina ama-tissima, che non teme di ricordare» la confortò con un sorriso, po-sandole un bacio sulla fronte.
Non posso raccontarvi la storia, dovrete viverla sulla vostra pelle, dovrete immergervi senza timore nella gelida neve delle Montagne dei Dimenticati e sprofondare nell’Oltretomba con Moon e Metelaine, dovrete affrontare i seguaci di Lilith e il guardiano Apep per sentire davvero i brividi sulla pelle e nel cuore. E magari anche voi riuscirete a vedere la bellezza di questo racconto, e forse anche a voi il turbine di emozioni strapperà una lacrima quando arriverete in fondo…
Grazie Emanuela per avermi regalato ancora un po’ di strada con Moon e Metelaine.
Se siete amanti del dark fantasy e dei finali assolutamente non scontati e strazianti, beh, questo è il libro che fa per voi!
Se la conclusione del primo volume ci aveva lasciati con il cuore a pezzi e le lacrime agli occhi, la fine di Custode dell’Oltretomba completa l’opera straziandoci completamente non solo il cuore ma anche l’anima.
Facciamo un passo indietro.
La scelta di Moon ha causato un cambiamento radicale che non ha coinvolto solo lei, ma anche la sua cittadina, Borgo Opaco, ormai diventato un luogo dove dimora la morte che non risparmia nessuno, neanche i bambini. Metelaine, la giovane strega dai focosi capelli rossi e dall’animo buono, assumerà un ruolo molto più centrale in questo secondo volume, dove però si ritroverà anche schiacciata da un gravoso compito che la allontanerà ogni giorno di più dal mondo dei vivi e la avvicinerà sempre di più a quello dei morti. Sin dal primo libro l’ho trovata il personaggio più affine a me per la sua bontà e soprattutto quella smania di voler aiutare gli altri. Vederla soccombere sempre di più sotto responsabilità troppo grandi per lei mi ha straziata. Guidata da Osiride per accompagnare le anime intrappolate nel mondo dei vivi in quello dei morti, arriverà a compiere delle scelte difficili, scelte che la tormenteranno e che la costringeranno a prendere una strada che la farà riavvicinare all’amica di un tempo, Moon.
Moon ormai ambientatasi completamente nella sua nuova dimora tra le montagne dei Dimenticati, trascorre una vita tormentata dalla sete di potere, i capricci di una dea sanguinaria, Lilith, e la coscienza dell’oscura ninfa, Provenza, che, come una malevola consigliera, non lascia mai il suo fianco e la sua mente. Ho adorato molto ma veramente molto la Moon di questo libro, spietata, sanguinaria e che alterna momenti di lucidità a momenti di malvagia pazzia. Veramente affascinante la sua brutalità, il suo sarcasmo tagliente e la sua mancanza di altruismo che la portano ad azioni prive di qualsivoglia buon proposito. Che dire, va di diritto tra i miei cattivi preferiti!
La narrazione si sviluppa attraverso i punti di vista di diversi personaggi: Metelaine, Moon, Osiride, Iside e Castalia. Nonostante siano diverse “voci” a raccontare la storia, questo non inficia sulla scorrevolezza di questa, ma anzi l’arricchisce di tantissimi particolari e angolazioni differenti attraverso cui può essere letta. Oltre che la mente tormentata da dubbi, paure e incertezze di Metelaine, quella decisa e folle di Moon, troviamo due divinità, Iside e Osiride, la cui storia tormentata li seguirà pure qui, e Castalia la madre di Moon che abbiamo già conosciuto in un capitolo di Al di là di Borgo Opaco. La sua dolcezza e il suo carattere protettivo di madre non vengono piegati neanche da un luogo oscuro e doloroso come l’oltretomba. Anche se non ha grandissimo spazio all’interno del libro, le sue azioni sono le più significative e toccanti della dilogia, mi è rimasta nel cuore.
Grazie a questi molteplici punti di vista possiamo capire come le nostre scelte influenzino non solo la nostra vita, ma anche la vita degli altri in un effetto domino senza fine. Non importa l’intenzione con cui le facciamo, può essere la più nobile del mondo, le conseguenze non saranno mai sotto il nostro controllo.
Concludo consigliando questo libro a tutti coloro che non hanno paura dell’oscurità, del sangue e della malvagità che potranno trovare leggendo questo libro.
Non esiste luce senza oscurità, non esiste giusto senza sbagliato, non esiste amore senza odio.
Custode dell’Oltretomba è un dark fantasy con dei richiami all’esoterismo, alla spiritualità e alla stregoneria.
Metelaine è costretta a un’esistenza che le è stata imposta a causa delle scelte di Moon. Ogni giorno deve liberare le anime intrappolate in un corpo morto, per poi dargli la meritata sepoltura. Quando sembra non farcela più e commette un errore tanto grave da esserne ossessionata, Osiride le propone una missione assurda che potrebbe sistemare le cose...
Metelaine vive con la propria tutrice in quella che è stata la villa di Nymphe, la nonna di Moon. Proprio come quest’ultima, è cambiata: non è più la strega dai bei capelli rossi che legge nel pensiero, è un’anima tormentata da uno sbaglio fatale, perseguitata dalle visioni. Nonostante abbia soltanto diciassette anni, si senta una vecchia. Ogni giorno seppellisce i corpi di un borgo ormai fantasma e si spegne lentamente. È una persona che si adatta alle situazioni e che non fugge dai problemi, tuttavia si dimostra egoista a causa dei sensi di colpa. Prova rabbia e rancore nei confronti della sua ex migliore amica. Metelaine è la figlia di nessuno ed è stufa della vita che è costretta a condurre. Malgrado i tormenti e la follia presenti in lei, si rivela ancora un po’ ingenua.
Moon è una predatrice: uccide per il gusto di farlo, senza alcuna pietà o rimorso nei confronti della vittima. Ha sempre molta fama e si sente la più forte tra i fedeli della dea Lilith, tanto da esserne la discepola e da sopportare le sue torture. Non ha conservato un briciolo di umanità e gode delle sofferenze altrui. Come Metelaine, agisce soltanto per il proprio interesse. Infatti si annoia e si è persino stancata di uccidere le poche creature sopravvissute nei pressi delle Montagne dei Dimenticati. Non sa come riempire il vuoto che potrebbe condurla nell’abisso. Lei è una Dimenticata e non ha nulla da perdere. Le capita ancora di conversare con Provenza, la regina pazza e sanguinaria che ha ucciso, quasi fosse una parte della propria pazzia. Quest’ultima è sempre diffidente, capricciosa e petulante.
Le due ragazze hanno modo di confrontarsi con Iside, la Dea della magia, della maternità, della fertilità, Osiride, il Dio dell’Oltretomba, entrambi intrappolati in spoglie umane, la crudele Dea Lilith, che non vuole essere dimenticata, la potente e temuta Dea Anath e Castalia, madre di Moon e moglie di Apollo, che ha sacrificato la propria vita per l’amore della figlia. Anche le divinità si rivelano capaci di provare sentimenti umani e di comportarsi in modo egoistico e viziato. Ognuno ha uno scopo e sono disposti a tutto pur di ottenerlo. Anche i sensi di colpa li accomuna.
Custode dell’Oltretomba è un romanzo crudo, che non ci risparmia i dettagli più cruenti, abbandonando le iniziali tinte fiabesche del precedente volume. In alcuni momenti potrebbe ricordare una favola horror.
Analizza il rapporto tra l’essere umano e il divino. Talvolta qualcuno ha brama di potere e vorrebbe essere immortale come un dio, mentre in questo caso sono le stesse divinità a mettersi in discussione e a scoprire i limiti di un corpo mortale. Quando una persona muore, lascia dietro di sé una scia di dolore. E lo sentiamo sulla nostra pelle proprio perché non siamo evanescenti, siamo fatti anche di carne. Se siamo affaticati, non abbiamo voglia di fare nulla. Eppure siamo vivi e proviamo emozioni che non ci sarebbero concesse se non fossimo nati così.
Tutti abbiamo paura di essere scordati. Soltanto ricordandoci dell’altro, dei nostri ricordi che ci legano ancora a lui e dei nostri sentimenti, possiamo onorare la sua esistenza e non farlo finire nell’oblio.
L’autrice ci fa capire che le nostre scelte non sono giuste o sbagliate, che esistono due lati della stessa medaglia. Ciò che facciamo ha uno scopo e ci conduce nel “nostro luogo”.
Rappresenta la discesa nella follia di tutti i personaggi, che finiscono per ferirsi o ferire soltanto per il timore di essere messi nel dimenticatoio. Fanno delle rinunce e si adattano, malgrado tutto, in nome di una flebile luce in fondo al tunnel. I messaggi, più o meno nascosti, sono importanti e attuali in un periodo storico così difficile. Nonostante il tono cupo dell’opera, ci dona una piccola speranza. Un regalo da parte di colei che l’ha scritta. Non ci viene imposta nessuna religione, ognuno deve trovare la propria spiritualità in piena libertà e viverla come preferisce. Emanuela A. Imineo ce ne mostra soltanto una parte.
Custode dell’Oltretomba è anche la storia di due amori che sfidano la morte e soprattutto il nulla. Chiunque sogna un amore tanto potente da sconfiggere ogni cosa, da resistere pure in una dimensione impercettibile.
In definitiva, Custode dell’Oltretomba è un dark fantasy intenso, originale e con una tematica di fondo bellissima. La narrazione è scorrevole, più del primo volume di Al di là di Borgo Opaco, malgrado in alcuni punti sia un po’ ripetitiva. I personaggi sono caratterizzati abbastanza bene. L’opera chiude il cerchio e lo fa in grande stile. In questo caso le vicende non vengono narrate soltanto dal punto di vista di Moon, incorporano tutti quanti, rendendo quindi il libro più completo e godibile.
Lo consiglio a chi ha apprezzato le avventure di Moon e vorrebbe conoscerne la fine, a chi si sente “dimenticato” e a chi cerca una lettura diversa dal solito.
Libro conclusivo di questa dilogia, iniziata con Al di là di Borgo Opaco (c'è anche una novella intermedia, Nascosta nell'abisso, veloce ma da leggere). Lo stavo aspettando e ne ero anche intimorita perché ho imparato a conoscere un po' l'autrice e sapevo di trovarmi di fronte a una storia non facile e in cui si soffre. Emanuela non ha deluso le aspettative: questo libro è la degna conclusione del suo predecessore.
La storia è ambientata un anno dopo la fine di Al di là di Borgo Opaco e l'ambientazione spazia tra il Borgo e l'Oltretomba. Stavolta è più incentrata sulla figura di Metelaine, su cosa è dovuta diventare per colpa di Moon, sui sacrifici che deve compiere e sui sentimenti che questo le procura.
Di nuovo siamo di fronte a un libro introspettivo e molto dark, cupo. Il sentimento che secondo me prevale su tutto è la solitudine, oltre a una voglia di rivalsa. Ho apprezzato molto lo spazio che l'autrice si è presa per far capire lo stato d'animo delle due streghe e dei personaggi secondari.
Siamo di nuovo di fronte a una storia che parla di streghe, di esoterismo e folclore, ho apprezzato ritrovare i vecchi personaggi e constatare la loro evoluzione.
I disegni presenti all'interno sono quel qualcosa in più che rende la storia ancora più emozionante, li ho proprio apprezzati tantissimo anche perché ne aiutano lo svolgimento.
Lo stile dell'autrice è molto curato e attento a mostrare al meglio caratterizzazioni, descrizioni e sensazioni provate. Forse non così scorrevole, ma la storia porta a fare diverse riflessioni e leggerlo dedicandogli il giusto tempo è necessario e doveroso. ... continua sul blog
Ancora ricordo con che foga divorai Al di là di Borgo Opaco, e a quanto l’intero libro mi apparisse unico, nuovo nel suo genere, non come tanti che ho letto, certamente non prevedibile. Se cercate storie con il lieto fine, eroi senza macchia e personaggi perfetti che sanno sempre quello che stanno facendo, questo libro non fa per voi. Non voglio spoilerarvi perché questa storia va vissuta, assaporata, bisogna lasciarsene consumare finché non si giunge alla fine. Ho tre parole che secondo me riassumono perfettamente l’essenza di questo libro: amore, dolore e amarezza. Certamente, è anche reale. Infatti, nonostante il carattere fantastico, ciò che trasmette ha un che di spaventosamente reale, perché lo sappiamo che non tutte le storie finiscono bene, che ogni tentativo di porre rimedio ai propri errori non sempre sortisce l’effetto sperato. Il lieto fine è ciò a cui ci ha abituato un mondo doloroso, come se bastasse a chiedere scusa per il modo in cui è fatto. Questo libro non chiede scusa, questo libro mostra una realtà nuda e cruda, nei suoi aspetti più terribili e strazianti, ma mostra anche amore. L’atmosfera è molto più cupa rispetto al primo volume, perché abbiamo a che fare con un mondo cambiato, con personaggi che hanno perso molto e anche le persone che erano un tempo. Non si parla semplicemente di dualità, di bene e male, bianco e nero ma ne accoglie tutte le sfaccettature, ogni ombra, ogni tonalità di grigio. Niente è solo male, niente è solo bene. Il bene porta il male in sé e il male porta il bene. Non esistono scelte puramente buone o meramente cattive. Esistono scelte, punto. Ognuno ha il proprio cammino da seguire, un sentiero da percorrere o tracciare ma con consapevolezza. Dando uno sguardo ai personaggi posso dirvi che ho amato Apollo e Castalia infinitamente, molto più di quanto mi era stato possibile fare nel primo libro, avendoli purtroppo incontrati per pochi secondi. Al contrario non sono una grandissima fan di Metelaine, né di Iside e Osiride. Ho sempre provato affinità per Moon, questa ragazzina che insegue il potere finché non si rende conto che non le importa davvero ottenere capacità uniche, ma è l’amore dei genitori morti prematuramente ciò che vuole realmente. Ed è per amore che si consumano la maggior parte degli eventi narrati in entrambi i libri della serie di Borgo Opaco, un amore tossico che muta, corrompe e trasforma… il più dolce e mortale dei veleni. Uno degli aspetti che ho molto apprezzato è la simbologia all’interno dei libri, ed il richiamo ai vari Dei di innumerevoli pantheon. Sin da quando ho letto Al di là di Borgo Opaco, mi sono resa conto della cura con la quale l'autrice fa riferimento ai Sabba, alle fasi lunari, alla lettura dei Tarocchi, alle erbe e a tutti quei piccoli aspetti che fanno parte dell'ambientazione delle sue storie. Non conoscendo personalmente l'autrice all'inizio, ho comunque intuito un legame molto profondo con tutte queste cose, un legame che passava attraverso le pagine del libro e arrivava fino a me, riuscendo a trasmettermi qualcosa di reale e palpabile. Con il tempo ho anche avuto modo di leggere il suo Manuale sull'Arte dei Tarocchi e ho così avuto la conferma che tutto ciò che ho letto in Al di là di Borgo Opaco veniva dall’esperienza personale dell’autrice. Autrice che ha sempre prestato grande cura all’aspetto grafico dei suoi libri. Questo non fa ovviamente eccezione. Veniamo accompagnati durante tutta la lettura da illustrazioni meravigliose che hanno il potere di farci sprofondare completamente nell’ambientazione.
Che dire? Tirare le conclusioni è difficile. Posso solo dirvi che vale la pena leggere questa saga, che ci viene proposta come qualcosa di unico nel suo genere. Ho letto veramente pochi libri capaci di lasciare un segno, di spingerti a riflettere, di scatenare un vero e proprio ragionamento critico su questioni molto importanti.
Il primo libro ambientato a Borgo Opaco è stato una lenta discesa verso l'oscurità, che mi ha inorridito, ma allo stesso tempo affascinato. Questo secondo e ultimo volume mi ha trascinato nei meandri più profondi dell'orrore e della malvagità. E mi è piaciuto. Il lato oscuro sa avere fascino, se a tirare i fili della storia c'è un'autrice come Emanuela, che non ha mai paura di osare o di andare oltre. Non leggo molto spesso storie di questo tipo, da sempre dico che sono una lettrice che ha bisogno del lieto fine, dell'arcobaleno oltre il temporale, ma con questa serie ho imparato che se la storia è ben costruita, il lieto fine non è poi così indispensabile. Leggendo questa dilogia ho voluto mettermi alla prova come lettrice, perchè l'autrice è stata subito chiara: non aspettatevi un lieto fine. E così è stato. Ma non sono rimasta insoddisfatta. Non poteva finire diversamente. O forse sì, ma non sarebbe stata la stessa cosa.
Rispetto agli eventi raccontati nel primo libro è passato un anno e molte cose sono cambiate. Borgo Opaco si sta spegnendo. La morte colpisce ripetutamente la piccola cittadina, rendendola sempre più vuota e desolata. Moon si è lasciata trascinare sempre più in profondità dall'oscurità. Ė la discepola di Lilith, temuta da tutti i suoi seguaci e da chiunque incontri per errore il suo sguardo carico di odio. Le sue ali corvine la fanno volteggiare in cielo e planare su qualsiasi obbiettivo come un predatore esperto. Niente la spaventa, a parte la collera della sua dea. Niente la fa tentennare. Il senso di colpa non si fa mai strada nel suo cuore, nemmeno mentre divora a mani nude un essere umano. Di lei sono rimasti solo istinto, odio, aggressività e questo l'ha resa folle a tal punto da sentire costantemente nella testa la voce di Provenza, la sua antica mentore, che lei stessa ha ucciso e divorato. Moon ha accolto totalmente l'oscurità dentro di sè e non tornerebbe indietro. Metelaine d'altro canto deve convivere con un destino che va contro ogni suo principio, proprio a causa di Moon. Deve aiutare chi è intrappolato tra il mondo dei vivi e quello dei morti ad andare oltre, a procedere il suo cammino. Anche lei porta via delle vite, ma lo fa solo perchè è costretta. Ogni volta punisce se stessa costringendosi a seguire fino alla tomba l'anima che ha colpito, seppellendo lei stessa il corpo. Sente un grande senso di colpa, ma anche un grande odio per la sua vecchia amica, sentimenti negativi che stanno lentamente distruggendo la sua anima. Ma nonostante tutto, resta una persona buona, che si è ritrovata immischiata in qualcosa in più grande e più oscuro di quanto potesse mai immaginare. Odiare è più facile, essere egoisti è più facile, zittire i propri sentimenti è più facile. Potrebbe cedere al potere e alla libertà, sarebbe più facile, ma in cambio perderebbe la sua stessa umanità. Qualcosa che non è disposta a cedere per nessuna ragione al mondo. Che personaggi! Moon e Metelaine sono davvero due protagoniste interessanti: il loro destino è strettamente intrecciato, hanno sicuramente dei punti in comune, ma mentre una ha abbracciato completamente l'oscurità, l'altra la combatte con le unghie e con i denti, sfuggendo alle tentazioni. Non è un'eroina buona e pura, non è la luce. Metelaine è quella zona d'ombra in cui ogni umano si ritrova. A volte fa degli errori, a volte è egoista, a volte ha paura, ma vuole essere migliore e non vuole cedere. Due protagoniste a cui ci si affeziona, che a volte si fanno amare, a volte odiare, ma che sanno lasciare qualcosa nel lettore.
Oltre a loro c'è un nuovo personaggio molto importante: Castalia. Una donna molto coraggiosa, che pur di salvare sua figlia si è offerta come Custode dell'Oltretomba. Lavora al fianco di Anubi, assiste alla pesatura dell'anima, impara silenziosamente per ricoprire un giorno quel ruolo solenne, assistendo spesso a indicibili orrori, vedendo ogni giorno la sofferenza di tante anime. Una donna veramente forte, che nonostante le ferite subite nel corso della sua vita, non si pente delle sue scelte. L'amore per sua figlia è tutto ciò che la tiene in vita. La speranza che grazie al suo sacrificio lei sia al sicuro, la ripaga di ogni sofferenza. La sua voce ci aiuta a trovare una risposta a molte domande lasciate in sospeso nel libro precedente. La sua tragica storia e il suo infelice destino conquistano il cuore del lettore. Perchè in fondo ci piace soffrire lol
Anche stavolta uno dei punti di forza del libro è la presenza di divinità antiche provenienti da diversi culti e mitologie, un aspetto che trovo molto originale. La mitologia egizia ha un ruolo centrale, così come le figure di Iside e Osiride, ma si mescola con culti pagani e antichi provenienti da diverse culture, dando alla storia l'atmosfera di una favola oscura. Ogni divinità, a prescindere dalla sua origine, sembra avere una cosa in comune con gli altri: la paura di essere dimenticata. Un sentimento comune anche all'uomo, spesso spaventato dalla mortalità e dalla brevità della vita. La trama è ben studiata, ogni pezzo del puzzle ha il suo perfetto incastro e la narrazione procede spedita senza annoiare mai. L'inizio è un po' lento, ma nel giro di qualche decina di pagine gli eventi travolgono il lettore pagina dopo pagina, coinvolgendolo completamente. Come nel caso del primo libro, il finale è sconvolgente, cupo, tragico. Perfino più di quanto immaginassi. L'oscurità avvolge ogni parola, ogni pagina. Ma c'è una scintilla di speranza, una piccola luce che brilla, mettendo il punto finale alla dilogia.
Conoscere Borgo Opaco e i suoi personaggi è stata un'esperienza davvero profonda, ho sentito il loro dolore e la loro disperazione. La rabbia, l'odio, la malvagità pura che impregnano le pagine di questa storia hanno sfiorato le mie dita e sono risalite fino al mio cuore, colpendolo a fondo. Spero che in futuro Emanuela ci riservi altre perle di questo tipo! Una serie consigliatissima, sia a chi legge abitualmente dark fantasy, sia a chi di solito non lo apprezza. Lasciatevi avvolgere dall'oscurità e seguite Moon e Metelaine verso l'abisso...
Buongiorno tesori! Eccoci oggi ad un review party ed una recensione che vi confesso, aspettavo davvero da tanto di potervi far scoprire. Sapete quanto io abbia amato profondamente Al di là di Borgo Opaco, e la vecchia recensione vi aveva mostrato appieno quanto questa favola moderna mi aveva lasciato il gusto di aver quasi letto di un nuovo antico mito moderno. Ecco, immaginate la mia più folle gioia e il mio terrore quando ho scoperto che vi sarebbe stato un seguito. Perché terrore, vi chiederete? Beh, perché quando qualcosa ti ha toccato talmente tanto nell'anima e ti ha colpito così nel profondo è impossibile non tremare davanti al fatto che vi sia un possibile seguito e qui è proprio quello che è successo. È quindi un po' tentennante e con tanta fiducia che ho iniziato questo secondo capitolo di Borgo Opaco e... beh, che dire... ho fatto proprio bene! Ma adesso bando alle ciance e andiamo a scoprire come Borgo Opaco sia diventato dopo gli avvenimenti del primo libro.
ATTENZIONE: Questo libro non può essere letto a parte, deve essere letto necessariamente dopo Al di là del Borgo Opaco, quindi se non l'avete ancora letto (shame on you!) fermatevi qui e andate a rimediare. Mi ringrazierete dopo, tranquilli! Ritroviamo Borgo Opaco dove lo avevamo lasciato, quando il finale del primo libro ci aveva letteralmente straziato il cuore e l'anima e ci aveva lasciato la consapevolezza che nulla sarebbe più stato come prima. Il mondo di Metelaine e di Moon è diventato un mondo di Morte e vedere la loro discesa sempre più nell'abisso mi ha davvero devastata. Ma partiamo dal principio: Moon, a un anno circa dalla fine del primo libro è sempre più divorata dalla follia e dalla crudeltà che il suo animo è capace di tirare fuori. Sempre soggetta a Lilith e con la costante presenta di Provenza che le sussurra nell'orecchio, la sua anima è ormai un miscuglio di follia, crudeltà e picchi di lucidità in cui vediamo un tormento che rasenta il magnetismo. Sì, perché Moon è un personaggio che vi confesso non mi piace moltissimo all'inizio del primo libro, ma che piano piano mi ha affascinato, arrivando in questo libro, e già dalla seconda metà del primo libro, a battere Metelaine tra le mie protagoniste favorite. Molto spesso ripeto che non sono i personaggi buoni i più difficili da creare ma lo sono quelli cattivi, e beh, ecco, Moon rasenta la perfezione del cattivo per eccellenza. La sua non è una malvagità scontata, vuota, fine a sé stessa, la sua è la malvagità che solo una persona buona può trovare dentro di sé. È la malvagità senza freni, quella che nasce dalla disperazione, quella che nasce dall'aver avuto solo buone intenzioni. Metelaine d'altro canto è in una posizione davvero dolorosa, visto che l'amica d'infanzia di Moon, sta cercando di rimediare a quanto successo nel primo libro, facendo del suo meglio per quelle anime intrappolate tra il mondo dei vivi e dei morti, affinché trovino una loro pace seppur minima. Anche lei è un personaggio che mi ha davvero colpito, perché è quasi lo specchio di Moon ma più consapevole. Ha visto cosa le scelte di Moon hanno comportato, e anche se Sa che le buone intenzioni spesso dannano l'anima e che degli Dei non sempre ci si può fidare, anche lei diventa la pedina di divinità che vogliono solo usarla e finisce con il dannarsi l'anima e distruggere se stessa per assolvere un compito che le grava sulle spalle per scelte non sue. Che dire di questo libro? Moon e Metelaine sono due personaggi meravigliosi, sono come due fotografie di tutte quelle scelte che a volte la vita ci porta a fare ma che sappiamo essere solo la scelta del "minore dei mali". Sono il monito, proprio come un nuovo e antico mito, di quanto l'animo umano possa arrivare a compiere le peggiori nefandezze anche se spinto dalle più buone intenzioni e che alla fine quello che sopravvive non è la speranza ma l'amore. Anche se l'amore che vediamo qui non è quello zuccheroso e mieloso a cui siamo solitamente abituati, quello che provano Moon e Metelaine non è un amore romantico e di certo non è un amore che sminuisce davanti a quello dei grandi classici o dei grandi miti, ma è quell'amore verso l'amicizia e il mondo che grida di dolore, quell'amore che ti porta a strapparti un pezzo di anima perché è un sentimento talmente forte che a volte ti chiede di sacrificare tutto, te stesso, il tuo cuore, la tua anima e di dargli ancora e ancora e tu lo fai perché sai che è giusto, che ormai sei in ballo e devi ballare. Che dire quindi? una scrittura che mi ha rapito e straziato l'anima ma che sarei felice di rifare ancora e ancora. La scrittura di Imineo è migliorata ancora rispetto al primo libro e mi ha davvero conquistata. Penso proprio che per i suoi prossimi libri mi lancerò con cieca fiducia pronta a farmi straziare ancora l'anima. Come sempre... alla prossima F.R.
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Ho aspettato con ansia di poter leggere Custode dell'Oltretomba e quando sono riuscita a farlo, beh, è stato con infinita emozione che mi sono accostata alla lettura. Ancora una volta l'incantesimo è tornato in vita, stringendo ed allentando a suo piacimento quei fili invisibili che hanno reso reale Borgo Opaco.
Emanuela A. Imineo è un'autrice a dir poco portentosa, nel suo dito mignolo scorre più talento che in molti autori navigati. Emanuela A. Imineo non ha paura dell'abisso, non ha paura di corrervi incontro, perdendovisi, per poi, al momento giusto, spiegare le sue ali per superarlo. Emanuela A. Imineo è unica così come la sua penna e per me non ha metro di paragone, supera di una spanna qualunque autore dark fantasy abbia io mai letto.
Con infinita emozione dunque mi sono trovata a leggere Custode dell'Oltretomba, una lettura che mi ha conquistata come poche altre, un romanzo crudo ma giusto, pagine che hanno saputo parlare al mio cuore.
Sia in Al di là di Borgo Opaco che in Nascosta nell'abisso ho sempre trovato ad attendermi un messaggio importante, un monito, sì, come se in fondo quei libri stessero aspettando proprio me. Incredibile. Così è stato anche con Custode dell'Oltretomba che parla di memoria e di scelte che compiamo, anche inconsapevolmente, e che ci cambiano, indirizzando i nostri passi e conducendoci là dove non immaginavamo essere diretti.
Gli avvenimenti di Custode dell'Oltretomba hanno luogo circa un anno dopo quelli di Al di là di Borgo Opaco, per cui, se ancora non aveste letto il primo volume della dìlogia, il consiglio è quello di partire dall'inizio di cui questo secondo volume è diretta conseguenza e degno epilogo.
Ci ritroviamo a Borgo Opaco quindi, un paesino che si sta pian piano ma inesorabilmente svuotando. Non ritroviamo subito Moon, ne avvertiamo la presenza, ma sono Iside, Osiride, Castalia e Metelaine che ci danno il bentornato a Borgo Opaco.
Avevamo lasciato una Metelaine dai capelli di fuoco, oggi incontriamo una Metelaine che è l'ombra di ciò che era stata, schiacciata dal peso delle scelte di Moon che l'hanno, in un certo senso, condannata. Durante l'anno in cui noi lettori abbiamo distolto lo sguardo da Borgo Opaco sono successe delle cose, avvenimenti di cui grazie ai flashback oggi possiamo assistere. Metelaine ha commesso dei gravi errori, uno su tutti è stato atroce ed ha a che fare con una bambina. Da quel momento Metelaine ha reagito a modo proprio ma ogni giorno si spegne sempre di più, sarà il suo il viaggio al quale assisteremo questa volta e, quando si parte per un viaggio simile, non si ha mai la certezza di quando si farà ritorno e se lo si farà mai.
L'Accurato worldbuilding è totalizzante, crea un incantesimo che si respira e si vive. La caratterizzazione dei personaggi è completa, li ho amati nelle loro mille sfaccettature, perchè nessuno è solo luce o solo ombra. Brividi mi hanno percorso la schiena sin da subito quando ho assistito, al cospetto di Anubi, alla sacrale pesatura del cuore umano. Già, siamo infatti nell'Oltretomba, sacralmente ricostruito ad arte dall'autrice, sempre fedele a se stessa.
Scritto in uno stile che è una lama perfetta, Custode dell'Oltretomba è ben più che un esordio, è passione impetuosa, è verità, è un grido che squarcia la notte, è pianto ed è sorriso.
Ritrovare i protagonisti ai quali mi ero affezionata è stato davvero un dono. Moon l'avevo intravista grazie alla novella Nascosta nell'abisso che mi aveva dato ancora più voglia di ritrovarla e poi c'è naturalmente Metelaine che ha sempre più spazio, è lei che mi ha più incuriosita questa volta. E, sì, per chi se lo stesse domandando, Provenza alzerà il velo che la nasconde. Tutto perfettamente calibrato ad arte dall'autrice, ogni più piccolo tassello va al suo posto ed il commiato da Borgo Opaco è servito grazie ad un epilogo duro ma autentico, fedele alla storia.
Questa dìlogia è un viaggio magico nell'essenza della magia, attraverso il mito, scandito dal battito di un cuore che batte e che si spegne per poi tornare cantare nell'eco del ricordo perseverato dalla memoria.
In quel bagliore accecante dell'alba che nasce dall'oscurità più fitta si pone questa dìlogia di pregio che stordisce e cura. La consiglio senza se e senza ma ad ogni lettore che ami il dark fantasy ma anche a coloro che hanno voglia di accostarsi per la prima volta a questo genere letterario, non ho dubbi che ve ne innamorerete.
Prendo commiato da Borgo Opaco arricchita e grata e non potrei essere più onorata di aver potuto leggere questo eccezionale esordio che - credetemi- fa storia.
Cominciamo con un reminder: abbiamo davanti un dark fantasy. La descrizione dei luoghi e delle atmosfere e il modo in cui vengono trattati diversi temi sono cupi, ma riflettendoci sono anche molto realistici. Non è un genere che conosco bene, ma ciò che mi ha colpita particolarmente soprattutto con questo volume è pensare che facendo astrazione dagli elementi fantasy (divinità, magia, poteri improbabili) i modi di agire o reagire dei personaggi, i pensieri e i loro processi decisionali, la fatalità degli eventi fossero molto, molto realistici. Da questo punto di vista i personaggi mi sono risultati reali, coerenti e soprattutto veri. Penso sia difficile quando si scrive un fantasy creare dei personaggi che risultino veri perché i vari poteri tendono ad allontanarli da noi. Anche se non sono dei Mary Sue o Gary Stu perché hanno dei difetti c’è comunque qualche potere o caratteristica che li aiuta. I personaggi di Borgo Opaco, invece, sono vittime della vita e del destino proprio come noi a prescindere dal loro potere o dalla loro posizione. La vita non fa sconti a nessuno.
E’ gestita molto bene anche la presenza o assenza di character development. Metelaine ce l’ha sicuramente. Nella prima recensione non è nemmeno citata perché l’unica impressione che mi aveva lasciato era della solita zanzara fastidiosa che ti ronza intorno in estate. Non perché fosse costruita o gestita male, ma è l’impressione che ha trasmesso a me nella storia. Nel secondo volume è elevata al rango di protagonista, quindi è bisogna parlarne anche se per me non ha guadagnato simpatia. Metelaine fa i conti con la realtà e con le scelte di Moon. Rappresenta il cambiamento che può subire anche la più positiva delle persone quando incontra il tradimento delle persone di cui si fida e quando il mondo che conoscono cessa di esistere. Quando si sente costretta dalle circostanze a fare una scelta che poi la perseguita perché in fondo sa di essere sbagliata. Il viaggio di Metelaine in questo volume ha l’obiettivo di far riflettere sul libero arbitrio e su quanto sia vera la frase “non avevo scelta”. In parallelo abbiamo Moon la quale, personalmente, penso che non sia cresciuta affatto e non vuole essere una critica, ma anche questo un messaggio. Moon ha fatto delle scelte, ha apparentemente ottenuto ciò che voleva (il potere) e ne sta pagando il prezzo. Tuttavia, sembra non aver imparato niente e continua a volere di più. Un pensiero dietro l’altro, una scelta dietro l’altra, è come se non fosse in grado di vedere che qualcosa è andato storto la volta precedente e ripetesse lo stesso schermo. Perché questa volta andrà sicuramente meglio. E lo sappiamo che nella vita non va mai meglio. Io continuo ad amarla follemente e a fare il tifo che regni su un mondo caduto nell’oscurità come l’adolescente folle che continua a essere nonostante il potere acquisito e le disavventure.
La trama di Custode dell’Oltretomba è più lineare e più chiara. Segue in modo più tradizionale la struttura delle storie dove l’eroe (Metelain) riceve un incarico da un superiore (Osiride) e deve svolgere la sua impresa. Anche se con un suo piano personale, Moon si ritrova a rivestire un po’ i panni dell’aiutante incontrato lungo la strada. Il finale, però, è ben lontano da essere felice e qui ritorna il tema della realtà. Sul più bello un evento diremmo quasi casuale mette fine a tutto. Non è però una banalità. E’ una cosa che cela un messaggio più importante: non importa chi sei e che poteri hai, basta un attimo e la tua vita è spezzata o il tuo piano va a rotoli. Questo messaggio è trasmesso tantissimo grazie alla rivelazione del personaggio al quale si riferisce il titolo come Custode dell’Oltretomba che non ho intenzione di citare perché voglio lasciarvi il piacere della scoperta. Può essere chiunque dei personaggi citati qui o un’altra persona, quindi scopritelo leggendo.
Custode dell’Oltretomba chiarisce meglio anche la presenza di divinità di vario tipo e tocca un po’ il tema di com’è possibile che queste coesistano o che si siano succedute nella storia. Non mancano gli approfondimenti con alcune storie che provengono dalla mitologia del mondo creato dall’autrice, delle storie dentro la storia con protagonisti che per un attimo potremmo anche dire che rubano la scena ai nostri protagonisti.
RECENSIONE A CURA DEL BLOG LIBRI RIFLESSI IN UNO SPECCHIO
Ritroviamo Moon e Metelaine a distanza di un anno dagli eventi di Al di là di Borgo Opaco. Entrambe, per motivi diversi, sono diventate l’ombra di loro stesse. Moon, devota alla dea Lilith che la usa solo per i suoi oscuri scopi, ha perso ogni briciolo di buonsenso, ridotta a un animale aggressivo e mosso da istinti selvaggi e da follia pura. In più, continua a parlare con l’anima di ciò che era Providenza. Metelaine, invece, perde se stessa ogni giorno di più, con ogni anima che aiuta a liberare dal suo corpo, con ogni corpo che seppellisce personalmente. Ecco, chiariamolo subito: Custode dell’Oltretomba non è un romanzo per tutti. Le tematiche e gli argomenti affrontati sono molto forti, le tinte cupe lo pervadono dall’inizio alla fine, soprattutto in quel finale che è tutto tranne che lieto. Uno dei passaggi più forti l’ho trovato nella bambina che Metelaine non riesce ad aiutare o, meglio, che non vuole realmente aiutare. Mi sono dovuta fermare con la lettura per digerire meglio la questione e sono una che normalmente non batte ciglio anche davanti a scene molto forti. Alle voci di Moon e Metelaine si alterna quella di Castalia, la madre di Moon che ha sacrificato tutto pur di proteggere sua figlia da Anubi e che si ritrova a nell’Oltretomba in una specie di tirocinio per diventare una Custode. Delle tre, devo dire che Castalia è risultato il personaggio più interessante a mio avviso. Moon mi era quasi fastidiosa, con i suoi modi da fare dettati dalla follia, un atteggiamento che spesso si contraddice e il più delle volte risulta infantile. Mi aspettavo un personaggio più cupo, più immerso nell’oscurità, un vero cattivo, invece Moon sembra solamente una bambina capricciosa con una dieta discutibile. Metelaine è una sorta di antieroe, una ragazzina con più spessore rispetto a Moon, ma, nonostante sia afflitta da più responsabilità e più colpe rispetto all’amica, si distrae facilmente dal suo compito, tanto che le cose si sarebbero potute svolgere meglio e in maniera più rapida se solo fosse stata un po’ più attenta. Avrei preferito, invece, che fosse dato un po’ più di spazio a Castalia, divisa tra l’ombra della donna, moglie e madre che era e il suo nuovo compito, spesso difficile, pesante, perché carico di responsabilità che neanche degli dei come Osiride e Anubi sono riusciti ad affrontare. La prima parte della storia mi è sembrata piuttosto lenta e ho fatto fatica ad essere rapita della narrazione, forse anche per lo stile non molto scorrevole. Si riprende verso la metà, con l’incontro tra Moon e Metelaine e l’interazione tra le due amiche di un tempo, così cambiate rispetto a un anno primo e al loro brusco allontanamento. Una missione le accomuna, seppur per motivi diversi, e sono costrette a prendere delle decisioni difficili insieme, trovando un punto d’incontro anche se tra loro non esiste più niente che le unisca. La fine, come già detto, è tutt’altro che lieta. È brusca e agonizzante, forse fin troppo. Non che pretendevo un happy-ending come nelle favole, sarebbe stato anche ridicolo dato il filo conduttore della storia, ma le ultime pagine del libro mi hanno dato l’idea di essere state frettolose, come se fossimo arrivati alla fine dello spazio disponibile e bisognasse chiudere tutto al più presto. Avrei preferito una prima parte del romanzo più concisa per dare più respiro alla fine che meritava di essere sviluppata più ampiamente, più diluita e con più risposte. Molte cose, infatti, vengono presentate, vengono spiegate, ma poi vengono abbandonate senza dare alcuna risposta al lettore. Certi dubbi sarebbero giustificabili in presenza di un terzo libro che, però, non sembra essere previsto. TRE STELLE E MEZZO per questo romanzo che perde un po’ della spinta iniziale del primo volume, ma che consiglio comunque a chi è stanco dei lieti fine e vuole esplorare un po’ di più l’oscurità del genere umano.
Questa recensione sarà difficile da scrivere. Custode dell'Oltretomba è il volume conclusivo della dilogia di Borgo Opaco di Emanuela A. Imineo, e se il primo volume era dark, oscuro e dal finale triste questo è ancora più dark, ancora più scuro e dal finale ancora più triste. No, non sono spoiler, ma sono degli avvertimenti per i lettori: a me hanno aiutato parecchio, perché se mi fossi aspettata fin da subito un finale felice probabilmente avrei affrontato la lettura con tutt'altro spirito rimanendo (ingiustamente) delusa. In Custode dell'Oltretomba riabbracciamo i personaggi conosciuti in Al di là di Borgo Opaco: con mio grande piacere, ritorna Metelaine, la strega dai capelli rossi, che, se all'inizio del primo volume, complice anche il punto di vista di Moon, mi stava un po' antipatica, in questo secondo libro si prende buona parte della scena. Metealine è davvero un gran personaggio, perché in lei convivono sia luci, legate al suo prodigarsi sempre per gli altri, che ombre, legate a un evento che l'ha segnata nel profondo: sono contenta che l'autrice abbia approfondito la sua caratterizzazione e le abbia regalato un ruolo così importante. A fare da contraltare a Metalaine c'è Moon, la versione oscura e tormentata che abbiamo conosciuto nel finale di Al di là di Borgo Opaco e nella novella Nascosta nell'abisso. È un personaggio difficile da comprendere, dominato da emozioni negative come la rabbia e la noia, ma che, al tempo stesso, incarna alla perfezione lo spirito di Borgo Opaco, seducente e repulsivo al tempo stesso. Mi è mancata molto Provenza, la coprotagonista del primo libro che, con il suo cuore oscuro e tormentato aveva conquistato tutti i lettori, me inclusa. La ninfa fa capolino fra le pagine, così come lo aveva fatto anche nella novella, ma sinceramente avrei preferito giocasse un ruolo ancora più importante (a dire il vero avrei gradito un volume solo su Provenza, e chissà che magari Emanuela non ci accontenti in futuro...) Lo stile dell'autrice mi è piaciuto. Già mi aveva colpito nel primo volume, ma devo dire che si vede che Emanuela è cresciuta tantissimo come autrice. L'atmosfera in Custode dell'Oltretomba è più cupa e dark che mai, e anche il world-building si espande, affiancando a luoghi già presentati nel primo libro, come la villa di Nymphe e la caverna di Provenza, nuovi personaggi e nuove location, come l'Oltretomba citata nel titolo che avrà un ruolo fondamentale nel romanzo. Una nota: Custode dell'Oltretomba, come e anche di più di Al di là di Borgo Opaco, è un dark fantasy. Alcune scene sono descritte in modo piuttosto esplicito, dunque non le consiglierei a un pubblico particolarmente sensibile, e in generale le sensazioni che mi sono state trasmesse da questo libro sono molto particolari. Prendete gli arcobaleni, i sorrisi e i buoni sentimenti... e gettateli via. Custode dell'Oltretomba è un viaggio nei lati oscuri dell'animo umano, che possono essere dettati dalla rabbia, come quella di Moon, dai sensi di colpa come quelli di Metelaine, o semplicemente da una scelta che si è ritorta contro, come quella di Castalia. Un aspetto davvero particolare riguarda le divinità e il loro rapporto con Borgo Opaco: a dire il vero il tema era già stato introdotto nel primo libro della serie, ma, in questo caso l'autrice è riuscita ad approfondirlo (e anche a chiarire alcuni miei dubbi). Iside e Osiride, due delle divinità egizie più famose, hanno un ruolo di spicco in Custode dell'Oltretomba, anche se la deriva oscura della storia non risparmia nemmeno delle divinità... Dunque la mia valutazione è davvero positiva, quattro stelline e mezzo. La dilogia di Borgo Opaco è un'opera sorprendente, dal respiro forse più internazionale che italiano e che mi sento di consigliare a chi non teme un fantasy a tinte dark con una fortissima componente femminile.
Ho appena concluso la lettura del secondo libro della dilogia dark fantasy “Al di là di Borgo Opaco” e sono ancora incredula: la fine è arrivata inaspettata, rapida e cruenta come una coltellata che mi ha tolto l’illusione di trovare anche solo una piccola parvenza di happy ending (anche se già sapevo di non trovarlo ho continuato a sperare in un briciolo di luce in fondo al tunnel).
Custode dell’Oltretomba inizia più o meno un anno dopo i fatti che hanno portato alla conclusione del primo libro, quindi è necessario averlo letto per comprenderne a pieno la storia, i significati e le sfumature.
L’ambientazione è molto più oscura rispetto al passato e del vecchio e caratteristico Borgo Opaco è rimasto poco; niente festeggiamenti, niente allegria e una nuova e terribile presenza: la Morte.
“Borgo Opaco era una città depressa e stanca.
Stava diventando un borgo fantasma”
Con piacere ho ritrovato vecchi personaggi e ne ho incontrati di nuovi. Divinità dimenticate si mescolano a streghe e comuni mortali in una danza macabra fatta di bugie, follia, speranza e terrore.
Come in “Al di là di Borgo Opaco” niente è come sembra e quando pensi di aver intuito cosa sta per accadere rimani spiazzato da un nuovo evento.
In questo clima tormentato ritroviamo Moon che, se da un lato finalmente ha trovato soddisfazione al suo desiderio di avere un grande potere, dall’altro è sola, folle, persa in un abisso di dolore e completamente trasformata nel corpo e nella mente.
“Moon sembrava un’anima in fuga da chiunque:
era puro istinto, selvaggia, folle e piena di rabbia…
… Il potere che l’avvolgeva,
il buio che scorreva nel suo sangue,
l’abisso nei suoi occhi,
chiedevano sempre più sangue e sempre più carne.
Non importava se umana o animale…”
Ritroviamo anche Metelaine che continua a pagare le conseguenze delle scelte e degli errori di Moon e che cerca di rimediare ai propri errori in ogni modo finendo col diventare una pedina di Divinità che mirano a ritrovare il loro antico potere.
Ho invece sentito molto la mancanza del mio personaggio preferito: Provenza del quale per fortuna è però rimasto lo spirito immortale (non aggiungo altro in proposito per non togliere il gusto della lettura).
Il ritmo della narrazione è perfetto: niente giri di parole, sequenze rapide, ben dipinte e talvolta molto violente invogliano alla lettura e pagina dopo pagina si arriva in un baleno all’ultima riga.
Devo sottolineare come sia impossibile non notare l’enorme conoscenza della materia esoterica, dei culti antichi e delle divinità da parte dell’autrice che ha saputo inserire ogni personaggio caratterizzandolo alla perfezione.
Custode dell’Oltretomba ti spinge a pensare a quanto l’egoismo di pochi possa rovinare la vita di molti e di quanto questo purtroppo non sia un’esclusiva del mondo fantastico di Borgo Opaco.
Concludo dicendo che continuo a chiedermi se nella penna di Emanuela ci sia ancora un po’ di inchiostro da dedicare a Borgo Opaco, per cui la mia valutazione non può che essere piena.
La storia riparte esattamente un anno dopo gli avvenimenti che hanno portato Moon alla rovina, nella vecchia casa di Nimphe ora vive Metelaine, assieme ad un oscura tutrice e a due divinità, Iside e Osiride. Purtroppo Borgo Opaco non è tornato quello di prima, come sperava Moon, le persone muoiono ma non riescono a passare di là, restano bloccate nei loro corpi. Il compito di Metelaine da un anno è proprio quello di aiutare i morti a passare di là, guidata in questo lavoro da Iside e Osiride.
"Iside e Osiride, la storia dell'eterno amore.
In un tempo lontano, la lotta tra due fratelli era quella più temuta perché il sangue sparso avrebbe reso desolato e maledetto ogni territorio "
Devo dire che questi due personaggi li ho trovati molto gretti, come tutte le divinità antiche, sono molto egoisti, vedono i loro problemi ma non quelli di coloro che li attorniato. In particolar modo Osiride non riesce proprio a farsi apprezzare, assieme alla sua divinità ha perso anche molto del fascino che dovrebbe avere un dio e le sue azioni non possono portare a nulla di buono per nessuno.
Nello stesso tempo Moon vive una sorta di esistenza folle e disperata, ha perso la ragione dopo essersi votata a Lilith, la sua sete di sangue è insaziabile e l'unica compagnia di Provenza non la aiuta di certo a ritrovare sé stessa.
"Perché, per un disperato, l'unica salvezza che c'è...è il buio."
La salvezza di Moon potrebbe trovarsi nell'affetto di un amica e nell'amore di una madre, ma come abbiamo già imparato nel precedente capitolo solo le nostre scelte ci possono veramente salvare. Ho trovato invece molto interessante l'escamotage utilizzato dall'autrice per permettere a Provenza di accompagnare il lettore ancora per un tratto di strada.
Un altra figura presente in questo libro è quella di Castalia, scopriremo tra queste pagine cosa ne è stato dei genitori di Moon. Quale sacrificio hanno compiuto per la salvezza della loro unica figlia.
"Una madre fa ogni cosa per la propria figlia. Sacrifica la sua vita ad Anubi.
Perde pietà per le anime defunte.
Commette atti odiosi pur di ritrovarla e proteggerla"
Sono stata molto felice di avere l'occasione di conoscere meglio Castalia, il suo coraggio e la forza che ha dimostrato nel tentare in tutti i modi di salvare la sua bambina. Da mamma non ho potuto non sentirmi vicina a lei e alle sue scelte più di ogni altro personaggio della storia. Il suo percorso nell'Oltretomba ci permette di visitare un luogo molto affascinante della religione egizia, tra mostri, divinità e custodi dell'oltretomba. Il fascino della morte e dell'oscurità in questo capitolo è quanto mai potente e Castalia è forse il personaggio più positivo e luminoso, anche nel suo atto conclusivo, per quanto drastico ho percepito tutto il dolore e l'amore che si nascondeva in lei.
"Le storie non sempre hanno quel lieto fine che ci si aspetta, ma ciò non significa che non vadano raccontate"
Mi sono presa giusto un paio di giorni, per meditare, prima di scrivere questa recensione: Custode dell'Oltretomba, secondo e conclusivo capitolo della dilogia Al di là di Borgo Opaco, non è esattamente un romanzo facile da digerire e, tantomeno, da commentare a caldo. Se il finale del primo volume vi aveva "sconvolto", credetemi, questo vi farà rimuginare per un bel po' e, dal mio punto di vista, è una cosa molto ma molto buona.
[...]
Non vi so spiegare la malinconia che mi ha preso nel leggere di Borgo Opaco divenuto un villaggio fantasma, pronto a svanire. Durante la narrazione non si può non notare quanto questo volume sia più maturo del precedente: per i temi, per le forti emozioni, per tutto ciò che la penna dell'autrice è in grado di trasmettere.
Potrei dire che è una di quelle storie da non consigliare ai deboli di cuore o agli amanti del lieto fine perché, questo è un piccolo avvertimento, non vi è un "... e vissero felici e contenti" ma, allo stesso tempo, lo consiglio a tutti. Un epilogo dolceamaro, un favoloso pugno nello stomaco e situazioni che scavano così tanto nella psiche da lasciare il segno. Lo stile narrativo dell'autrice si dimostra ancora una volta semplice, diretto, un perfetto connubio tra parti descrittive e dialoghi, come mi piace definirli, "autentici". Non spesso un sequel riesce ad eguagliare il predecessore ma, in questo caso, posso dire che Custode dell'Oltretomba si eleva al di sopra di Al di là di Borgo Opaco.
[...] come storia appartenente al dark fantasy, aspettatevi ambientazioni cupe, tormenti dell'animo, lo spettro completo delle emozioni più oscure (rabbia, disperazione, follia, brama, risentimento, senso di colpa) e, come anticipatovi, un epilogo tutt'altro che lieto. Nonostante questo, vi assicuro, che non resterete delusi: Custode dell'Ombra è una perla nel panorama del suo genere e, sicura di non essere la sola a pensarlo, spero con tutto cuore che non sia l'ultima visita al Borgo che tanto ho amato.
Custode dell'Oltretomba è il seguito di Al di là di Borgo Opaco, e con questo si chiude la dilogia di Emanuela A. Imineo. Anche in questo volume troviamo la stessa atmosfera fiabesca e la stessa oscurità del suo predecessore. Mentre Al di là di Borgo Opaco è incentrato sulle vicende di Moon, qui abbiamo un focus particolare su Metelaine: dopo la scelta dell'amica, lei è rimasta a Borgo Opaco, gravata dall'ingrato compito di liberare le anime intrappolate nei corpi degli abitanti del luogo. Troppe cose sono cambiate, gli equilibri sono stravolti e gli dei vivono in mezzo agli uomini. Proprio Osiride incarica Metelaine di cercare il Velo di Iside, con l'obiettivo di trovare una soluzione a tutti i problemi del mondo dei vivi. Parallelamente, anche nell'Oltretomba le cose non vanno e Metelaine si troverà in bilico tra due mondi. La rossa strega non è più la stessa: è cresciuta, e questo l'ha resa una creatura gonfia di rimorso. Anche Moon non è più la ragazza del primo volume: ha ottenuto ciò che voleva, ma non ne é soddisfatta. Quella solitudine, per colmare la quale Moon ha ceduto all'oscurità, è ancora lì: sempre presente, ingombrante. Custode dell'Oltretomba parla di equilibri spezzati, di storie che non seguono un corso prevedibile, ma si trasformano in fiumi che rompono gli argini. La ricerca di Metelaine è un pretesto per parlare di temi importanti: vita, morte, il percorso di ciascuno di noi, quanto possiamo fare con le nostre sole forze e quanto, invece, non possiamo cambiare. Il tutto con i sempre presenti richiami all'esoterismo e alla tradizione Wicca che caratterizzano la Imineo come autrice e come donna. Il finale, poi, è qualcosa di totalmente inaspettato e di dirompente. Non è solo la chiusura di un libro, è un'esperienza. Custode dell'Oltretomba è un romanzo che merita di essere letto. Che porta la riflessione, già insita nel primo volume, a un livello superiore. È non solo e non tanto una storia. È un messaggio forte, che supera e trascende la stessa trama.
[... L’atmosfera oscura è ora più che mai asfissiante, pregna di una carica emotiva e magica che incanta solo se si è disposti a lasciarsi andare, sapendo che si ritornerà in superficie senza aver visto un lieto fine. La storia che in poco tempo siamo stati abituati a conoscere si presenta crudele ma senza fronzoli o illusioni, ineluttabile come dovrebbe essere, calpestando con foga la reazione degli spettatori esterni.
L’onirico accarezza inquietante il tangibile, offrendo accordi ammalianti ma che si rivelano dolorosi per chi non è intenzionato ad andare in fondo a quell’abisso sconosciuto che può però mostrare un lato di sé stessi mai indagato. ...]
Custode dell'Oltretomba è senza ombra di dubbio il volume migliore della storia ed una conclusione che fa riflettere molto su come tutte le scelte abbiano delle conseguenze per sé e per gli altri.
Se ancora non avete iniziato questa dilogia, filate a recuperarla perché ne vale la pena!
In questo secondo romanzo l'autrice approfondisce un personaggio lasciato da parte, cambia completamente ambientazione rendendola ancora più cupa, incattivisce la protagonista del precedente libro...insomma, stravolge tutto. Non mi aspettavo niente di meno da lei, detto onestamente.
Un libro consigliatissimo e necessario per completare la dilogia di Al di là di Borgo Opaco.