Una nuova generazione di leader donne sta conquistando la scena internazionale. Il soffitto di vetro finalmente scricchiola, ma siamo sicuri di essere alle porte di un cambiamento epocale? A guardare bene, purtroppo, si scopre un secondo soffitto, più resiliente e invisibile: è quello dei dati che governano la nostra realtà e che sono sempre più cruciali nel determinare non solo come sono disegnate le nostre auto e le nostre città o chi assumere dopo un colloquio di lavoro, ma anche come funzionano molti farmaci salvavita o come si comportano i sistemi di intelligenza artificiale. Ecco perché le donne hanno il 75 per cento di probabilità in più di soffrire per gli effetti collaterali di un medicinale e il 17 per cento in più di morire in un incidente stradale. Il mondo, è vero, sta cambiando. Ma lentamente.
Al ritmo attuale ci vorranno 280 anni per raggiungere la parità di genere nella computer science e 258 nella fisica, anche perché il sistema dell’informazione è ancora molto maschio-centrico: per esempio, otto notizie su dieci parlano di uomini. Emanuela Griglié e Guido Romeo ci accompagnano in un viaggio nel maschilismo dei dati e dimostrano che contrastarlo aiuterebbe a creare una società – sorpresa – migliore anche per gli uomini.
Molto simile a "Invisibili", che ho letto qualche tempo fa, è comunque un po' un pugno nello stomaco. Vedere messo nero su bianco quanto il mondo che ci circonda sia fatto su misura per l' "uomo medio", ignorando le necessità di chi non ne ricalca il modello è abbastanza duro da digerire, perché in realtà finché non ci si sofferma a pensarci non sembra una cosa così pervasiva... sembra tutto normale. E invece di normale c'è ben poco. Da leggere, insieme a Invisibili, per cominciare a riflettere su questi temi, e su cosa fare per migliorare.
Metto tre perché comunque il contenuto c'è, molto femminismo liberale ma è sempre utile capire nel concreto di cosa si parla quando si dice che il mondo non è a misura di donne. Però vorrei mettere due perché è praticamente il riassunto di Invisibili di Criado Perez, ho vissuto un deja vu e sinceramente vi consiglio quest'ultimo piuttosto.
"Per soli uomini" offre una buona panoramica sulla sotto-rappresentazione di genere e le sue conseguenze in tantissimi settori (medicina, ricerca, politica, architettura, media). Diversi dati, particolarmente nei settori dell'urbanizzazione e della ricerca derivano da opere straniere molto note, ma c'è una buona fetta di considerazioni che si focalizzano sulla situazione italiana, nonché la scelta di trattare temi inusuali (ad esempio, la realizzazione dei cruciverba). Si legge al massimo in un paio di ore totali e i capitoli sono tematici e fruibili singolarmente, per cui lo consiglio molto!
Il mondo globalizzato e massificato, costruito dalle ceneri della seconda guerra mondiale e nel quale oggi siamo immersi, è stato disegnato su parametri quasi esclusivamente maschili. Quando negli anni '60-'70 le prime grandi multinazionali si trovarono a lanciare prodotti che sarebbero stati diffusi su scala globale, per rendere più efficiente la catena produttiva progettarono e costruirono gli oggetti della nostra vita quotidiana, dai farmaci al volante delle auto, su un modello, che nella stragrande maggior parte dei casi era rappresentato dal cosiddetto "maschio standard": tra i 20 e i 30 anni, del peso di 70kg e alto un metro e 70.
"Per soli uomini" ci racconta il mondo che ci circonda da un punto di vista di genere, mettendo a nudo tutte le disuguaglianze ancora esistenti tra gli uomini e le donne, a svantaggio di queste ultime. Emanuela Griglié e Guido Romano ci accompagnano alla scoperta di quante conseguenze ha avuto sulle donne un mondo costruito come se ad abitarlo sarebbero stati solo gli uomini. Il libro spazia in varie tematiche: dai farmaci calibrati su dosaggi quasi prevalentemente maschili e che quindi presentano maggiori reazioni avverse tra le donne, alle differenze salariali tra uomini e donne pure a parità di lavoro e titoli di studio, fino al soverchiante lavoro di cura famigliare e della casa ancora soprattutto a carico femminile, passando per la poca presenza delle donne nel campo dei media, della politica e nelle posizioni apicali di praticamente tutti i settori.
Il testo non si limita a una, seppur necessaria e fondamentale, analisi dello stato delle cose, ma ci fornisce una vastissima presentazione di tanti progetti che hanno l'obiettivo di invertire le cose, in particolare nell'ambito della possibilità di rendere le città maggiormente "femminili", ossia alla portata anche delle donne e delle loro esigenze. Ci sono davvero tanti spunti da appuntarsi e magari approfondire. Bel libro, consigliato a chiunque, anche solo per rendersi conto di quanto possiamo e dobbiamo ancora migliorare nelle nostre città, per provare a pensare e poi vivere insieme in futuro più giusto e che permetta a chiunque di perseguire la propria felicità. Viene in mente anche la seconda parte dell'articolo 3 della Costituzione, tanto bella quanto poco messa in pratica in certi campi: "Compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese".
Il libro di cui tutti e tutte avevamo bisogno. Finalmente dei dati reali e ben esposti, in modo ordinato e coerente, facendo percepire con chiarezza il problema del cosiddetto "soffitto di cristallo", nonchè tutti gli altri aspetti che riguardano gli effetti dannosi del patriarcato sulla società. Mi piace molto il fatto che per ogni argomento sono presentati anche gli sviluppi fatti fin'ora, presentando anche soluzioni innovative su cui alcune aziende stanno lavorando attivamente. Un saggio che da la panoramica su che punto siamo, su dove dobbiamo arrivare e su cosa possiamo considerare per raggiungere sempre più parità di genere. Consigliatissimo.
Un saggio articolato in 6 capitoli che toccano altrettanti temi riguardanti il gender data gap: dal dottore, nell'infosfera, nel mondo del design, in città, in laboratorio e in prima pagina. Mi ha ricordato sotto certi aspetti "invisibili" (che viene anche citato), ma l'ho trovato sicuramente più accessibile probabilmente grazie in larga parte alla mole ridotta. Mi ha dato molti spunti utili di riflessione e ho apprezzato la vastità della bibliografia che garantisce maggiore puntualità nella dissertazione. Consigliato a chi vuole iniziare a conoscere il grande tema del maschilismo dei dati.
Interessante, accurato e chiaro. Ho trovato molto utili gli esempi e gli interventi delle persone esperte che sono stati inseriti. Gli esempi in particolare fanno ben rendere conto della disuguaglianza di genere che c'è ancora in tutti gli ambiti della società, anche quelli in cui non avremmo mai pensato.
🚺 Interessante (e anche un po’ scoraggiante), mostra la trasversalità della discriminazione di genere che colpisce le donne anche nei settori più impensabili. Poco approfondito, ma nota positiva sono le tante fonti che l’autrice non manca di segnalare.
Fondamentale per avere un'infarinatura generale su dove sia il gender gap e come si materializzi concretamente. Su cosa è stato fatto a riguardo, cosa si può fare, etc.