Jump to ratings and reviews
Rate this book

Nel nome del figlio

Rate this book
Il 27 agosto 1961 durante una gara di pesca un piccolo motoscafo affonda nel lago Nedre Vettern, nella Svezia centrale: a bordo c'erano sei uomini e due ragazzi, tutti muoiono annegati. Un altro bambino, il figlio di uno degli uomini, l'elettricista Bernt Larsson, era rimasto a casa. Ma cosa è successo veramente? Come mai i vestiti di Bernt vengono ritrovati sulla riva? La dinamica dell’incidente resterà per sempre oscura, ma non è questo che ancora oggi assilla quel bambino, piuttosto, quello che lo inquieta, è la facilità con cui il padre non ha lasciato traccia nella sua memoria. E poi c’è un senso di colpa che lo assilla da sempre: come mai non ha pianto quando ha saputo la notizia? E chi era veramente il suo giovane padre che viveva e lavorava in una piccola città rurale nei primi anni Sessanta, con il presidente Kennedy e la Guerra fredda in pieno svolgimento? Quel figlio non è un ragazzo qualunque e nel corso degli anni si affermerà come uno dei più importanti scrittori svedesi contemporanei. E dopo aver scritto molte storie, guardandosi indietro vedrà che i suoi personaggi non hanno quasi mai avuto una famiglia e si renderà conto di aver sempre vissuto come un orfano, senza mai rimpiangere nulla. Nel nome del figlio è un intimo ritratto della vita svedese della metà del Ventesimo secolo, un’autobiografia in terza persona ma anche un delicato ritratto del padre prematuramente scomparso e del nucleo familiare che la sua morte ha distrutto.

224 pages, Paperback

Published April 28, 2021

6 people are currently reading
94 people want to read

About the author

Björn Larsson

43 books132 followers
Björn Larsson född 1953 i Jönköping, är en svensk författare och professor i franska vid Lunds universitet.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
23 (21%)
4 stars
30 (28%)
3 stars
31 (29%)
2 stars
20 (18%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Simona.
978 reviews229 followers
April 11, 2022
"Pensa che dovrebbe piangere. Sa che dovrebbe piangere. È quello che fai quando ti muore il padre".

Quando un genitore muore una delle prime sensazioni ed emozioni che provano coloro che rimangono in vita è proprio il pianto, sfogarsi. Potrebbe sembrare uno stato d'animo normale, ma questo romanzo di Larsson non è sull'elaborazione del lutto, considerando che Bjorn Larsson non piange alla morte del padre e l'unica cosa che prova è sollievo. Un romanzo atipico, particolare scritto in terza persona come se l'autore volesse mettere una sorta di distanza tra se stesso e la figura paterna di cui non ha nessun ricordo.
In questo libro che è quasi una indagine in cui lo scrittore tocca svariate tematiche, avvalendosi anche di scrittori come Modiano, la de Beauvoir che ama, solo per citarne alcuni, ripercorre tutti i fili della memoria e il rapporto padre-figlio provando a capire meglio la figura paterna. Ne nasce un romanzo in cui "la libertà di ogni essere umano è data dalla possibilità di scegliere come confrontarci con quello che ci è capitato, per esempio con la perdita del padre da piccoli", proprio come è accaduto a Larsson.
Profile Image for Uhtred.
367 reviews26 followers
July 19, 2021
A book that frankly I did not understand. Or maybe I understood it but I didn't like it for the complicated style with which it is written. The fact is that I really struggled to finish it and even today I don't understand its meaning. Björn Larsson talks about his father's untimely death and all the questions that followed throughout his life, but he does it in a way that I didn't like. We are in Sweden, in the 1960s, and a small boat with six men and two children sails on Lake Nedre Vätter, while another child, the son of one of the men on board, decides not to go with them. The next morning the boat is found overturned and the 8 are found dead, with no one ever knowing what happened. In the village everyone has a suitable reaction, that is, they cry and are sad, except the child who had not left, who not only cannot cry for the death of his father, but even feels relief. Even when he grows up, the child will realize that he has never regretted his father and that he has a hard time remembering even his face. This is the starting point of a rather heavy spiel on what the roots, memory and individuality of a person mean, of which, however, the heaviness remained above all to me. I had never read anything by Bjorn Larsson and perhaps this was not the best book to start with….. It is an autobiographical book, but it is difficult to understand it, because the author tells it in the third person and calls the protagonist "the son"; this already seems to me a useless complication, it almost seems that he does not care much…. "The son" asks himself what "the father" passed on to him and in the end he wonders what he would be like today if his father had not drowned that day, concluding that perhaps he would never have become a writer if his father had not drowned, changing entirely his life. The fact is that each of us, every now and then, wonders how things would have gone if an event hadn't happened or if it had happened differently. Someone has also made movies on that, for example Sliding Doors, but in any case we all know that it is useless to ask this question, because there is no answer. So does it make sense to ask the question? Yes, it does, but only for those who ask it, and therefore in this case for the author; but making an entire book for readers…..
Profile Image for Fabo.
220 reviews1 follower
July 1, 2021
"Finito un libro, sia lo scrittore che il lettore dovrebbero chiedersi se vogliono rimanere quelli che sono"

Un'autobiografia fuori dagli schemi, un'indagine sulla memoria e sul valore dei legami umani con citazioni di neuroscienze, letteratura e sociologia.
Non si legge facilmente e non va dosato: iniziato e finito in pochi giorni dà il massimo di sé.

Ed è scritto dannatamente bene
Profile Image for Elettra.
366 reviews28 followers
July 15, 2021
Quante domande si pone l’autore e quanti dubbi! Tutte queste considerazioni dolorose lasciano veramente sorpresi i lettori di questo magnifico autore svedese. Mai ci si sarebbe aspettata una vicenda del genere. Ciò che mi ha sorpreso di più è la freddezza con cui, a mio parere apparentemente, l’autore racconta la storia della morte del padre e della mancanza di dolore sia nel momento dell’accaduto sia negli anni successivi al ricordo dell’avvenimento. La domanda che continua a perseguitarlo per tutto il libro è <<.. e se mio padre non fosse morto?..>> penso che solo il porsi questa domanda indichi il dolore e il senso di vuoto che hanno accompagnato l’esistenza dello scrittore. E poi il cercare continuamente quanto del padre è rimasto in lui, che tipo di padre è lui stesso. E che tipo di famiglia era la sua. Perché non si parlava mai di morte o dei morti? E in questa ricerca si innestano i vari ricordi delle attività intraprese, delle esperienze e delle letture fatte. E poi è venuta la scrittura, i suoi libri, il successo e la consapevolezza che anche in tanti suoi personaggi o solo anche nelle atmosfere ci sia tanta della sua pena. Non è un libro facile, meglio avvicinarsi a questo scrittore con un altro lavoro!
Profile Image for Azzurra Sichera.
Author 4 books89 followers
June 28, 2021
“Nel nome del figlio” è un romanzo intimo, introspettivo, ma non solo. È il racconto di una vita, con i suoi interrogativi. Una lunga riflessione su temi quali la memoria, l’ereditarietà, i ricordi, la libertà d’espressione.

Faccio una piccola premessa: sono arrivata a leggerlo dopo aver amato molti dei romanzi precedenti di questo autore, che ho anche avuto la fortuna di conoscere.

Ho ritrovato la sua pacatezza in queste pagine, in cui si racconta, parla di sé e del suo lavoro di scrittore, ma in tutta onestà non so dirvi se approcciarsi a lui per la prima volta con questo romanzo sia la scelta giusta.

Lui stesso fa riferimento alle sue opere, e magari per chi non ha letto nulla di suo potrebbe incuriorirsi, mentre per chi invece ha già avuto tra le mani quelle pagine troverà molti dettagli interessanti.

Mi sembrava giusto dirlo prima di iniziare a raccontarvi “Nel nome del figlio“.

Leggendo questo libro ho avuto come l’impressione che il narratore prendesse le distanze da sé, raccontando “il figlio”, non se stesso. Non c’è una prima persona, e inizialmente la scelta mi ha spiazzata.

Il fulcro è uno e uno soltanto: “Potrebbe addirittura dire – e ora pesa molto bene le parole – che la morte del padre in qualche modo costituì una sorta di liberazione”.

Come vedete l’autore/narratore è lì, a portata di mano, (“è il figlio che ha la penna in mano”) che chiarisce, che delinea meglio i contonti (o quantomeno, ci prova) ma è come se volesse mettere della distanza. Forse per raccontare in modo più oggettivo, forse per scavare ancora più a fondo in quelle emozioni.

Il figlio, adesso, mentre scrive, vorrebbe che il padre ci fosse, che risorgesse dai morti? Il figlio solleva la penna dal foglio e riflette. Non è ovvia la risposta? Ma certo, per il figlio lo è.
No.

Björn Larsson ripercorre gli anni della sua infanzia, cercando di capire i motivi che stanno dietro a certi sentimenti, se c’è qualcuno o qualcosa a cui addossare “la colpa” della sua solitudine, della sua incomprensione.

Aveva “sette anni e mezzo” quando suo padre morì annegato, a soli 29 anni. “La morte del padre gli aveva dato più sollievo che dolore”, continua a ripetere. Una morte per cui non ha pianto, come “avrebbe dovuto fare”.

Andando a ritroso, scavando nei ricordi, ma anche cercando dei collegamenti, raccontando la sua vita e ciò su cui ha investito, il figlio si chiede quanto il padre gli abbia trasmesso, ereditato, e in che modo – e se – il padre abbia continuato a vivere nel figlio. Forse la domanda di fondo è: chi sarei io se mio padre non fosse annegato quel giorno?

E non è inverosimile pensare che il figlio non sarebbe mai diventato scrittore, se il padre non fosse annegato stravolgendogli totalmente la vita.

Larsson dona molto di sé in “Nel nome del figlio“. Ci sono i suoi ricordi, le sue esperienze, il suo lavoro, i libri che ha letto, particolari su quelli che ha scritto. Il suo essere padre, il modo in cui la tragedia di quella perdita sia riaffiorata in date precise.

La sua esigenza di raccontare un padre che non c’è, di cui non aveva memoria. Ripercorrere le proprie tracce, chiedendosi quanto del padre ci fosse in lui.
Profile Image for Nadia Nucera.
Author 1 book6 followers
January 7, 2022
Come si parla di un vuoto? È lì, ingombrante, soffocante, eppure non puoi tracciarlo. Non puoi definirlo. Non sarebbe più un vuoto, altrimenti.

Non ci sono abbastanza ricordi. Non ci sono abbastanza radici, che non vuol dire essere attaccati a qualcosa quanto piuttosto sapere di aver un appiglio in caso di caduta.

Se non hai un passato, come puoi avere un futuro? Vivi in un continuo presente, dove hai la libertà di essere ciò che vuoi. Dove ti interroghi su chi vuoi essere o diventare invece che pensare a chi sei. Perchè, come puoi saperlo se la tua infanzia e la tua adolescenza le hai trascorse come un orfano?

Anni privi di memoria. Anni privi di storia. Perciò trovi rifugio nelle storie che altri hanno scritto e raccontato. Dalle pagine dei libri cerchi di estrapolare insegnamenti, schemi di riferimento. Cerchi di capire cosa possa piacerti o non piacerti. Provi, sperimenti. Una vita fatta di tentativi. E nel mezzo, da qualche parte, ci sei tu. Ti plasmi, ti crei. Sei artefice di te stesso. Sei tu il padre. Sei tu la madre.

Perchè individualismo non è asocialità. È "riconoscere a tutti, e non soltanto a se stesso, il pieno diritto di essere trattati come singoli piuttosto che come membri di un qualsiasi gruppo".

Alla fine, il numero delle domande supera sempre quello delle risposte. È quello che fa la letteratura, dopotutto. Porre interrogativi. Creare sfide. Farti scoprire "che si vorrebbe o si potrebbe, almeno in parte, diventare diversi".
7 reviews
August 4, 2021
27 agosto 1961, una barca con a bordo otto persone si rovescia nel lago di Skinnskatteberg; nessun superstite. Fra i passeggeri si trova anche il padre di Bjorn Larsson, che al momento ha solo sette anni e mezzo.
In questo libro Larsson ha-apparentemente- l'ambizione di ricostruire la figura paterna attraverso la manciata di ricordi che possiede. L'autore, però, sin da subito afferma che questi non sono sufficienti a raggiungere l'obbiettivo. Così, la narrazione non mira solo a stilare gli eventi salienti accaduti nella vita del padre, ma si dipana in diverse riflessioni, di cui la preminente riguarda il ricordo. "L'interrogativo importante, qui, è perché alcune delle cose che [il figlio] ha letto e vissuto nel lungo arco della sua vita non solo gli siano rimaste impresse, ma abbiano continuato a riemergere per conto loro [...] mentre altre hanno accumulato polvere nella soffitta del suo cervello."
Ampio spazio è riservato ai rimandi letterari (prima fra tutti l'opera di Simone De Beauvoir) e al ruolo della letteratura.
Con una scrittura senza fronzoli, Larsson parla soprattutto di sé, esplorando i legami affettivi e il tema dell'identità.
Profile Image for Yldiz.
38 reviews1 follower
September 3, 2022
Ho riprovato con uno scrittore scandinavo, ma non fanno per me. Scrittura lenta, prolissa, che si attorciglia su di sé.
L'autore, che scrive di sé in terza persona, identificandosi come "il figlio", racconta della perdita del padre quand'era bambino. Questa perdita l'ha lasciato indifferente, se non addirittura sollevato né ha creato un maggior legame affettivo con la madre, anzi tutt'altro. L'autore cerca di ricostruire i suoi ricordi di infanzia e del padre, dovendo constatare che non ne ha. Di tanto in tanto ci sono excursus su come altri autori abbiano riflettuto o raccontato i temi dell'assenza o del rapporto con il padre oppure del funzionamento della memoria e dei ricordi.
Profile Image for Gabriele Della Torre.
729 reviews12 followers
March 19, 2022
Libro molto particolare che cerca di rivivere e affrontare la vita.
Il tutto è scritto come se fosse un flusso di pensieri nella mente dell'autore.
Lettura molto interessante.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.