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Il mulino del Po #3

The Mill on the Po: Nothing New Under the Sun

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Scritto negli anni che vanno dal 1938 al 1940, Il mulino del Po e' indiscutibilmente la prova piu' alta, compiuta e celebre di Riccardo Bacchelli (Bologna 1891- Monza 1985). Con largo disegno e ampio respiro, la narrazione abbraccia le vicende di un'antica famiglia di mugnai fluviali sul Po e nella citta' e terra di Ferrara, nella prospettiva di un secolo di storia d'Italia e della sua gente, dal 1812 al 1918. Il romanzo e' suddiviso in tre grandi parti o tempi: "Dio ti salvi", "La miseria viene in barca", "Mondo vecchio sempre nuovo". Gli eroi di questa poderosa saga sono gli Scacerni, tre generazioni di molinari che, dalla ritirata si Napoleone in Russia alla Grande Guerra, partecipano intensamente, in modo diretto o indiretto, alla vita politica e sociale del nostro paese. Per la varieta' e ricchezza umana dei personaggi, per la multiforme successione degli avvenimenti storici e naturali, per il tono intenso e drammatico, Il mulino del Po costituisce una vera epopea degli umili, densa di altissima poesia, e si colloca autorevolmente fra le opere piu' importanti della letteratura d'ogni tempo.


Edizione priva di ISBN
Edition without ISBN
Edición sin ISBN

460 pages, Paperback

First published January 1, 1940

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About the author

Riccardo Bacchelli

73 books4 followers
Riccardo Bacchelli was an Italian writer.

His first novel was "Il filo meraviglioso di Lodovico Clo’" (The wonderful thread of Lodovico Clo). Then he wrote "La città degli amanti" (The City of Lovers). He was one of the founders of the Bagutta Prize. His more popular work was "Il mulino del Po" (The Mill on the Po), (1938–1940). A film from the novel was released in 1949.
Later novels from 1967 to 1978 include: "Il rapporto segreto" (The secret relationship), "Afrodite: un romanzo d'amore" (Aphrodite: a love novel), "Il progresso è un razzo" (Progress is a rocket) and "Il sommergibile" (The submarine).

Riccardo Bacchelli was a member of the Royal Academy of Italy. He was awarded the Knight Grand Cross of the Order of Merit of the Italian Republic in 1971.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Eustachio.
703 reviews72 followers
July 13, 2012
Sfogo preliminare: DIO SANTO, SÌ, L'HO FINITO! NON CI POSSO CREDERE, SONO LIBERO! Credevo non sarebbe mai arrivato questo momento. Credevo che sarei morto, che non avrei visto l'inverno, che sarei stato corrotto da Bacchelli e avrei considerato tutta la narrativa di qualità pessima e tutta la narrativa sua di qualità. Tra dieci anni scriveranno una saga su di me, su Il Ragazzo Che È Sopravvissuto. Sono stati mesi che manco andare in giro con l'Horcrux al collo, per intenderci. Pile e pile di libri che si ammucchiavano, speranze suicide, l'oscurità dilagante, e ora sono libero. Se sono sopravvissuto a Bacchelli posso leggere qualsiasi cosa: posso leggere Finnegans Wake in originale, tutto Alla ricerca del tempo perduto (quanto tempo ci ho perso col Mulino? MESI, ma sembrano secoli). Non ora. D'ora in poi mi regalerò libri brevi e del ventesimo e ventunesimo secolo per tornare a essere come tutte le persone normali.

Recensione semiseria (sul terzo libro e su tutta la trilogia): Il terzo libro è il peggiore. È quello più lungo e più dispersivo e più antipatico, quello che con le sue settecentoottantaquattro pagine vuole tenerti lontano dalla fine. Vale lo stesso discorso degli altri due: c'è fuffa, tantissima fuffa, e anche se le vicende dei protagonisti sono interessanti e a volte ben scritte tutto viene affossato, travolto da un fiume di parole inutili.
Faccio due esempi:

1) Da pag. 271 del Mulino del Po 3:
Mentre Princivalle percorreva la Stradazza [...]; c'è tempo di raccontare come stessero le cose alla Guarda e nei dintorni, e di descrivere alcune persone che vi abitavano.

E lo fa. Per quarantacinque (45) pagine. Quarantacinque pagine in cui ci sottrae alla storia per raccontare di altri personaggi e di storia. E come continua il caro Bacchelli, nell'ultima parte, a pag. 316?

Intanto Princivalle Scacerni era arrivato alla Guarda.
Ci sarebbe arrivato dieci volte, dirà qualcuno (mi pare di sentirlo), con tutte queste digressioni.
Non sono digressioni. È cercar le cose per intiero; e se non fosse superbia, direi che non ci si metta chi ha fiato corto e non ha buona memoria. Se non fosse superbia; ma tant'è: l'ho detto, e ormai non lo ritiro. E se non avesse per avventura, del ricercato e del sottile, aggiungerei che vuol essere, nel raccontare, lo stile del contrappunto.


Che è una giustificazione assurda, oltre al fatto che offende il lettore – qualunque lettore, non il lettore-me. Non ci credo che cinquant'anni fa si sorbivano duemila pagine di cui mille di "ricerca delle cose per intiero". Sì, Riccardo, dico a te: è superbia. Vergogna.

2) È un esempio a caso, da una delle pagine in cui non va mai a capo (tra l'altro da pag. 750, ovvero nell'epilogo – tradotto: ma chi scrive un epilogo in cui mette ancora altre digressioni storiche?)

[...] avevano dato prove ed avviamenti decisivi all'evoluzione loro: una prosperità economica italiana s'era affermata in ogni capo e s'era inserita nel complesso vivo della floridezza europea d'allora. I benefici effetti non tardarono a farsi sentire anche per le classi degli operai e dei contadini, le cui esigenze come accade negli organismi economici vivi e progressivi, furono da stimolo a cotesta prosperità. E finalmente si saldava, negli animi e nel concetto e nella politica e nel costume, quella scissura fra stato e nazione, che il Risorgimento e l'unificazione, se non aperta, avevano approfondita e inasprita, dato che gli estranei ed avversi alle ideologie più proprie del Risorgimento stesso non erano stati piccolo numero, mentre ingente era stato il numero di coloro che da più decenni ormai nella politica e nel governo del Regno scorgevano e pativano, primario e costante effetto, il pane a caro prezzo. Ma, nel '98 già da qualche anno, e dal '97 chiara e organizzata, si proseguiva, e subito dopo l'esplosione della miseria tumultante e dell'involuzione facinorosa, tornò ad evolversi, la lotta per un migliore tenor di vita, che rispondeva a un'esigenza giusta e necessaria, sana ed umana, e dunque progressiva. Con questo non si vuol dire che la realtà della storia sia essenzialmente economica; anzi, che l'economia stessa vale se ed in quanto s'esplica in forma morale e giuridica, e insomma, in un nesso vivente e concreto fra cittadini e cittadini d'uno stato, che sia patria e nazione. Anzi, seppure quella lotta, o direttamente o di riflesso, fu impegnata e dominata dalle forme della gretta e grezza dottrina scolastica, dalle affermazioni del materialismo storico informato a quel preteso predominio dell'economia, poi che essa in Italia rispondeva e intendeva a risolvere un'esigenza vitale rimasta troppo a lungo in sofferenza, quella lotta sortì un esito che nel miglioramento delle con[...]

METÀ DELLA TRILOGIA È COSÌ. E io sono un pollo, perché anziché saltare a piè pari mi sono preso lo scrupolo di leggere veloce, tra le righe, per cercare di avere almeno una vaga idea del contesto e per provare a capire cosa aveva in mente Bacchelli quando si dava ai flussi di coscienza di digressioni senza fine.

Conclusione: Cosa mi ha lasciato questo libro? Rabbia. Noia. Odio. Delusione. Puzzo di umidità tra le pagine ingiallite. La paura di dover ripetere un'esperienza simile. Il terrore di aver letto tutti e tre i libri invano.
Profile Image for Davide.
509 reviews140 followers
December 16, 2016
Questo è il terzo ed ultimo volume della saga dei molinari del Po, gli Scacerni. Cecilia rappresenta la seconda generazione e perde a poco a poco importanza in confronto alla terza, rappresentata da Berto, Giovanni e Princivalle, e addirittura alla quarta (Lazzaro). Gli avvenimenti storici toccano a volte da vicino, a volte no, la storia della famiglia, che si incrocia con quella della comunità della Guarda ferrarese.
Profile Image for Kozeroz.
77 reviews
February 4, 2025
La trilogia di Bacchelli è un fiume (perdonatemi il gioco di parole) in piena. Storie e personaggi si susseguono cronologicamente con numerosissime divagazioni storiche, linguistiche, sociologiche. Un'opera monumentale che si fatica molto a leggere, non perché sia scritta male, anzi, ma perché richiede preparazione sul periodo storico, ottima memoria e una buona dose di pazienza. La storia dei mugnai Scacerni è drammatica, rocambolesca, a volte si perde nel contesto più ampio e spesso si spegne in conclusioni che sembrano quasi affrettate. Soprattutto nel terzo libro, si fatica a trovare una compiutezza e azzardo,.una degna conclusione. Rimane un enorme riflessione della condizione umana, del suo rapporto con Dio e con il destino. Bacchelli guarda i suoi protagonisti con tenerezza e pietà e li costringe ad essere in balia della Storia con la S maiuscola e li rende incapaci di reagire e di trovare un riscatto. Questo libro è un documento unico che testimonia un periodo, quello dell' unità d'Italia e un popolo, quello italiano di classe sociale più umile, che lo ha attraversato e subito.
Profile Image for Maredidirac.
41 reviews
August 28, 2025
Probabilmente non avessi avuto la possibilità di ascoltare l'audiolibro non sarei riuscita ad arrivare alla fine. La storia della famiglia mi è piaciuta moltissimo e in alcuni momenti mi ha commosso profondamente. Le vicende della famiglia Scacerni si intrecciano con gli approfondimenti storici che, obiettivamente appesantiscono, la lettura; eppure queste parti permettono di capire il contesto in cui si svolgono le vicende (come la tassa sul macinato e gli scioperi). Bisogna anche tenere presente di quando il libro è stato scritto e quindi dello stile utilizzato.
Ribadisco che ascolto benché lungo (più di 60 ore complessive per i tre volumi) è stato fondamentale per arrivare fino alla fine.
Profile Image for Paul.
425 reviews1 follower
April 27, 2024
A satisfying enough conclusion to the trilogy.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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