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Spezie. Una storia di scoperte, avidità e lusso

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Per lungo tempo - decine di secoli - le spezie hanno influenzato l'economia del mondo (di tutti i mondi, antico, medioevale, moderno) e di conseguenza hanno determinato gran parte della sua storia. Il prodotto più trasportato di questi che oggi chiameremmo a elevato valore aggiunto è stato, ad esempio, il pepe, una sostanza che non serve ad alcuna funzione, come d'altronde tutte le altre spezie. Ma perché l'uomo desidera tanto - anzi, sopra ogni cosa prodotti totalmente inutili? Perché in realtà essi assolvono a una funzione ancora più importante di quelli se quelli utili servono a mantenerlo in vita, quelli inutili servono invece a rappresentarlo. E siccome la costruzione della propria immagine è stata ed è per l'uomo più importante di qualunque valore funzionale, la corsa alle spezie ha dato vita alla più lucrosa attività economica della storia umana. Francesco Antinucci racconta questa storia e la storia del veicolo primario delle l'arte culinaria. Alla fine di ogni capitolo ciascuno troverà le istruzioni per farne esperienza diretta, attraverso le ricette più tipiche e più eseguibili della cucina della Roma antica, del Medioevo e del Rinascimento.

Paperback

First published November 1, 2014

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About the author

Francesco Antinucci

15 books1 follower

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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Joni.
818 reviews46 followers
May 10, 2022
Se podría dividir en tres partes el libro.
El principio del desarrollo de las especias y las primeras rutas comerciales.
Las consecuencias de búsqueda de nuevos sabores y productos selectos.
El epílogo analiza las tres infusiones principales. Café, té y chocolate.
Es interesante como se muestran y explican ciertos giros históricos en función de caprichos culinarios como las expediciones de Colon.
Se refuta la idea del rol preponderante de la pimienta por su supuesta propiedad para conservar alimentos.
Hay algunas recetas comparativas para explicar los cambios según los resultados de los viajes, con platos sobrepasados de condimentos como alarde de riqueza. Eso sí, son combinaciones por sabores y cantidades, hoy inimaginables como por ejemplo usar partes iguales de azúcar y canela en un plato principal salado.
También se explica la expansión europea y el enfrentamiento al mundo islámico que aportó sus sabores y formas y también obligó a buscar nuevas rutas para evitar peajes y piratas.
Cuando se fue universalizando el uso de las especias, se comenzó a usar en menos cantidades por nobles y ricos al no ser ya algo distintivo.
Es un libro interesante tanto por su visión histórica como por su contenido culinario que le da otra capa al relato de la expansión humana.
Disiento con algunos pensamientos finales del autor en los que asegura que para finales del siglo XVII, con el furor de las infusiones y creación de bares, se da un nuevo lugar de debate social, que es cierto, pero peca de occidental ya que en oriente ya existían estos sitios de encuentro para el intercambio.
En resumen es un repaso histórico interesante desde una perspectiva pocas veces tenida en cuenta.
Profile Image for Ana Ligia López J..
50 reviews3 followers
January 7, 2023
Desde la pimienta hasta el café: las rutas comerciales, las dificultades de emprender un viaje. Las especies como artículos de lujo y posicionamiento social que con el tiempo pierden su posicionamiento elitista para llegar a nuestras mesas y a nuestra rutina diaria como comensales y cocineros ligado con situaciones históricas.
Profile Image for Rarufu.
160 reviews
November 22, 2025
Leuk boek dat eigenlijk niet echt in een hokje valt te plaatsen, het is deels een geschiedenis en deels een culinair boek.
Wat ik vooral interessant vond was dat voor de Portugezen en Hollanders, je de Venetianen had (wat ik ergens wel nog wel wist en in mijn achterhoofd had) maar het grote verschil was met eerstgenoemden is dat de Venetianen niet direct de specerijen bij de bron haalden maar via de handel met de Arabieren in Alexandrië/ Istanbul, maar daarvoor had je de oude Romeinen die via de rode zee , het ook direct (nou ja, soort van) uit India haalden! En dat die specerijen destijds al heel erg in zwang waren (bij de elite dan weliswaar).
Ook interessant om te lezen dat de Hollanders, gesterkt doordat ze als overwinnaars uit de laatste veldslag kwamen, op hun monopolie-positie in Indonesië bleven volharden, met name Ambon, en vrijwel achteloos Nieuw Amsterdam ervoor opgaven. Ik dacht altijd dat ze Suriname met Engeland hiervoor geruild hadden?
Ook interessant: de “rijke” recepten uit de Oudheid en middeleeuwen die zo anders waren.
Dat Portugal zowat “gedwongen” werd het ruime sop op te zoeken omdat peper zo duur was voor ze vanwege de grote afstand met Venetië. Had ik ook nooit geweten.
Profile Image for Andres Quiroz.
53 reviews
February 26, 2021
Le doy la calificación más porque esperaba encontrarme con algo diferente. Es interesante el repaso que hace de la historia pero es bastante superficial.
Tiene teorías sobre la culinaria que vale la pena q desarrolle mas porque las aborda de una manera muy light.
Si me preguntan, vale la pena la lectura en especial los que le interesa la culinaria y su historia.
Profile Image for Elena.
720 reviews1 follower
May 18, 2025
L'autore racconta la storia delle spezie e dell’arte culinaria. Alla fine di ogni capitolo ci sono le ricette più tipiche della cucina della Roma antica, del Medioevo e del Rinascimento. Utilizzato in questo momento per un lavoro di botanica ed erboristeria dai miei studenti. Ricco di approfondimenti e di curiosità.
Profile Image for Is Szan.
5 reviews
April 11, 2023
Arranca increíblemente interesante y no es que esté mal, pero meten tantas recetas que seamos honestos no vamos a hacer que se vuelve tedioso 1/3 del libro para al final regresar con los atractivos datos.
Profile Image for Lauren Rodríguez.
32 reviews1 follower
June 15, 2023
Rescata puntos interesantes de la historia girando entorno a las especias. Lo que no me gusta es la visión eurecentrista de llamar comercio al colonialismo y la explotación de los territorios
Profile Image for Dvd (#).
514 reviews93 followers
March 3, 2016


Un libro agile e interessante che illustra bene uno dei grandi motori economici della storia, come già Cipolla nei suoi splendidi libri aveva ben raccontato, ovvero le spezie.

Spezie in tutte le loro forme come oggetti simbolo del lusso e del potere e che, per essere tali, devono prevalentemente essere rari e di difficile reperibilità. Come giustamente riporta l'autore, la spezia è stata, negli anni antichi e comunque fino ben oltre le soglie dell'era moderna, quello che oggi sono i vestiti griffati, le Ferrari, gli yacht e pacchianerie ulteriori: cose prevalentemente (o assolutamente) inutili il cui unico scopo è fare colpo sui propri simili. Emblemi visibili della scalata sociale in atto, della ricchezza accumulata, dell'avercela fatta.

Che la ricerca da parte dei mercanti di vie sempre diverse per andare alle fonti del commercio delle spezie (e quindi, ovviamente, guadagnare sempre di più) sia stata la molla dell'età delle scoperte, del dominio occidentale sul mondo e del colonialismo (nonché di tante scoperte scientifiche) credo sia fuori dubbio. Quindi il ruolo delle spezie nell'economia mondiale è stato assolutamente basilare.

Io che in cucina sono tristemente incapace e spinto da puro istinto di sopravvivenza sono rimasto colpito dal venire a conoscenza che le spezie, fondamentalmente, non servono a niente. Qualche sapore in più, ma se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. Invece dall'antichità romana fino a tutto il Rinascimento si abbondò con esse (nei menù dei ricchi, ovviamente) in una maniera difficilmente comprensibile, visti anche gli obbrobri culinari che ne uscivano e che il nostro palato troverebbe orripilanti: cito, per tutti, una ricetta di maccheroni con zuccherro e cannella.

D'altra parte quello era lo zeitgeist culinario del tempo e, al di là delle mie constatazione gastronomiche che mi fanno tirare un grande sospiro di sollievo pensando a cosa abbiamo scampato, riflette benissimo la cultura delle elite di quei tempi, per le quali le spezie erano pura rappresentazione narrativa al pari dell'affresco del tal pittore o della villa progettata dal tal architetto. Con la differenza che queste diventavano a loro volta parte di un'ulteriore narrazione, quella del banchetto.

Una domanda nella lettura sorge spontanea: come mai quest'epoca fini? Perché le spezie uscirono abbondantemente dalla cucina moderna a un certo punto? Dopotutto i ricchi non mancarono nemmeno nei secoli recenti....

L'autore fornisce una duplice risposta: da una parte, banalmente, cambiarono i gusti che sterzarono nettamente verso un ritorno al sapore naturale del cibo, non caricato di spezie (speziato, appunto) e portando a una separazione dei gusti nelle portate, non più mescolati fra loro (banditi agrodolce e altre commistioni simili) e serviti in maniera distinta: salato, agro, dolce; dall'altra, si afferma una nuova classe sociale, la borghesia, che cerca nuove forme di rappresentazione gastronomica, trovandole nelle tre nuove regine delle spezie, ossia tè, caffè e cioccolata.

Che questi tre alimenti, oggi a noi comunissimi, fossero considerate spezie non deve stupire: erano, all'inizio, prodotti rari, lontani e costosi; col tempo ne aumentò in maniera esponenziale la richiesta e il prezzo, grazie anche a metodi di lavorazione industriale basati sulla schiavitù, precipitò. Fondamentale anche il fatto che questi tre alimenti non facciano parte propriamente del pasto, ma diano addito a nuovi luoghi e modi di consumo.

Nasce l'età moderna del gusto. E ringraziamo il cielo: se la mattina potete bervi cappuccino e cornetto al cioccolato sapete chi ringraziare!

P.S. tre cose che non sapevo:
1) il pepe non serve a conservare gli alimenti;
2) la cucina romana assomigliava molto, nei gusti, a quella cinese;
3) il tè viene dalla Cina (pensavo dall'India) mentre sapevo dell'origine etiopica del caffè e sudamericana del cacao;

Libro interessante e ben scritto. Consigliato.
Profile Image for Chiara171.
497 reviews27 followers
November 28, 2016
Perché Venezia è stata la regina indiscussa del commercio europeo dalle Crociate alla scoperta dell'America?
Come mai il Portogallo, piccolo ed isolato, ha avuto un ruolo così centrale nelle esplorazioni geografiche del '500?
Come hanno fatto Inghilterra ed Olanda, lontane dal Mediterraneo e senza le basi commerciali di spagnoli e portoghesi, a creare imperi coloniali su scala mondiale?
E che ruolo hanno avuto in tutto questo le "piccole spezie" prima (pepe, chiodi di garofano, noce moscata e cannella) ed i "tre grandi" dopo (caffè, tè e cioccolato)?
Una splendida, affascinantissima storia vera, la storia del nostro mondo e della sua esplorazione. Bello!
Profile Image for Marti books.
27 reviews13 followers
January 20, 2021
La mia recensione completa: https://mollysommersadailibri.blogspo...

"Come sostiene Antinucci, infatti, fin dall'antichità romana e per un periodo lunghissimo le spezie hanno rappresentato un simbolo di ricchezza e di status sociale elevato tanto quanto oggi potrebbe esserlo un capo d'alta moda o un elemento d'arredo di design. Quando oggi usiamo il pepe o la cannella nei nostri piatti, stiamo in realtà mangiando qualcosa che per secoli ha avuto un valore totalmente arbitrario e dettato dall'uomo stesso, senza essere accompagnato al valore nutrizionale o curativo della spezia stessa."

Profile Image for Martina Zuliani.
48 reviews3 followers
April 17, 2016
Il libro parte da un'idea interessante ma si perde nel dare troppe informazioni in un volume breve. Il testo risulta perciò molto superficiale e gli argomenti trattati, se pur interessanti, non vengono approfonditi in maniera adeguata. In alcune parti, le opinioni dell'autore e le sue tesi non vengono spiegate a sufficienza e vi è una mancanza di basi e prove a loro sostegno.
Profile Image for Marco Croella.
178 reviews16 followers
February 3, 2016
Un racconto scorrevolissimo della storia dell'Occidente dall'Antica Roma al diciannovesimo secolo narrato dal punto di vista della storia culinaria e dell'evoluzione del commercio delle spezie nel corso del tempo.
Estremamente piacevole.
Displaying 1 - 13 of 13 reviews

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