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Blu

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Ginevra, per tutti Blu fin da bambina, ha diciassette anni, frequenta il liceo artistico ed è una ragazza solitaria intrappolata in un mondo tutto suo fatto di rituali ossessivi e gesti scaramantici. I suoi genitori sono divorziati e Blu vive con la madre, una donna che lavora molto ed è spesso fuori casa. Blu ha un fidanzato, che non riesce a lasciare perché divorata dai sensi di colpa, un ragazzo che vorrebbe amare e di cui, invece, sopporta appena la presenza. L’unica cosa che ama davvero è l’arte, e disegnare risulta un’attività in cui dimostra di avere talento. Così, quando durante una gita scolastica assiste a un’esibizione di performance art, resta folgorata da quel modo di esprimere l’atto creativo e dall’artista stessa, fino a sviluppare per lei una vera e propria ossessione. A questo punto, i pensieri maniacali si fanno via via più opprimenti, finché la sua determinazione a essere una brava ragazza la porta a vivere uno sdoppiamento della personalità subdolo e pericoloso.
Un romanzo forte e diverso che ci trascina nella mente claustrofobica di un’adolescente, prigioniera di azioni morbose e incomprensibili manie, sino a svelarne il delirante meccanismo.
Il ritmo serrato, imprevedibile, e la densità della scrittura rendono in modo perfetto il tormento psicologico della protagonista e l’incessante lotta interiore per sconfiggere il suo doppio.
Un libro che conferma il grande talento di Giorgia Tribuiani, autrice nuova e originale, capace di immedesimarsi e rendere appieno l’essenza e il tormento dei suoi personaggi.

256 pages, Paperback

First published January 1, 2021

22 people are currently reading
659 people want to read

About the author

Giorgia Tribuiani

7 books68 followers
Giorgia Tribuiani è scrittrice e docente di scrittura creativa.
Ha pubblicato i romanzi Guasti (Voland, 2018), Blu (Fazi, 2021) e Padri (Fazi, 2022) e alcune novelle tra cui Binari, Superstar e Dissolvenza. Il suo nuovo romanzo è in uscita nel 2026 per Il Saggiatore.
Per Dino Audino editore ha pubblicato il manuale Scrivere il perturbante.

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Community Reviews

5 stars
50 (15%)
4 stars
78 (24%)
3 stars
111 (35%)
2 stars
53 (16%)
1 star
21 (6%)
Displaying 1 - 30 of 71 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews629 followers
July 24, 2021
Ginevra Blu ha diciassette anni e un disagio che non riesce a gestire, pieno di ossessioni e di manie, figlie del dolore legato alla separazione tra i suoi genitori (almeno questa è la spiegazione che ho dato io).

Blu, come la chiamano tutti.
Blu, come l'acqua del mare.

“Hai sentito, Blu? Vieni fuori dall’acqua!
Vieni fuori, almeno tu.
Ti si accapponeranno i polpastrelli.
Strappi gli occhi dai suoi e poi indietreggi, ti volti, li agganci bagnati al leggio.
PERDONATEMI, è scritto, e poi: Mentre pulirò il mio corpo esteriore, respirando vi condurrò nel profondo della mia anima; allora, se vorrete, potrete offrirmi il perdono che pulirà anch’essa e mi redimerà.”

Blu, così confusa, così persa, alla ricerca di un po' di amore.
Blu, presa e persa da Dora: “Ti fermi davanti all’agenzia di viaggi che ti ha vista tremare, davanti allo scalino, e solo lì ti accorgi che il tuo respiro affannato si è scollato dal suo. Tiri fuori il volantino dalla tasca, lo rigiri tra le mani e sul retro leggi: Pittrice e scultrice affermata, Dora ha dedicato alla performance art –”

Ginevra Blu che scopre l'amore in modo storto, perché storto è il modo in cui è cresciuta, con un padre che è stato assente e che si è rifatto una famiglia con un'altra donna e ha un'altra figlia:
“Eh, Blu? Mi ascolti?
E dovresti rispondere: No. No, papà, non ti ascolto, dovresti dirgli, perché mentre lui ti apre la porta, il tuo zaino sulla spalla e lo sguardo già alla lista di piadine, tu gli passi accanto e sei lontana, Blu, sei sulla balconata insieme alla Castaldi, e nella vasca insieme a Dora.”

Ginevra Blu e il percorso tormentato per imparare a sbocciare e diventare Ginevra e basta, perché Blu altro non è che il nome delle seghe mentali, delle ossessioni e di tutto ciò che è tossico e che la trascina giù, sempre più giù, finché non si ribellerà per trovare uno spazio tutto per sé, senza Blu, per essere pienamente Ginevra. Ginevra e basta.

“Ho uno spazio anche per te. Chiudi gli occhi e lo vedi, quello spazio, e sai che un giorno sarai lì, avrai una tavola con gli scontrini e li staccherai e leggerai uno a uno, e nel pubblico tua madre gemerà quando le tue puntine rotoleranno al suolo e tuo padre stringerà la mano di Costanza quando le calpesterai, ma tu avrai in quel dolore una catarsi.”


Tra 4 e 5 stelle!
Che libro 😍😍😍
Bellissima la voce di Giada Bonanomi, la stessa lettrice de La Regina degli Scacchi.
Profile Image for Sabrisab.
207 reviews64 followers
April 27, 2025
oggettivamente questo romanzo merita un'alta valutazione, confermo il senso di claustrofobia nel leggere i pensieri di questa adolescente problematica, tutto il disagio è perfettamente riportato con la scrittura.
non consigliato se, come a me, non interessano questi temi.
Profile Image for Chiara Santamaria.
Author 5 books1,263 followers
April 12, 2021
Quando l’ossessione parla sarebbe bene starla a sentire anche quando ci si vorrebbe voltare dall’altra parte e tapparsi forte le orecchie.
Blu è un libro che fa male principalmente per il suo linguaggio, che ci immerge nel disturbo ossessivo-compulsivo della protagonista ma che risuona dentro insieme al tamburo delle nostre anomalità. Blu è a prima vista lo stereotipo dell’’adolescente inquieta, ripiegata su sé stessa, che si cova dentro un senso di colpa atavico e si racconta a sé stessa come “cattiva”, imperdonabile. Quando grazie all’incontro con l’artista Dora scopre la potenza della performance art, il gorgo delle sue ossessioni si espande preparandosi all’implosione.
Vi confesso che è un libro che ho faticato a finire, il linguaggio è necessariamente ostico e quasi fastidioso, e nella storia è inevitabile leggere i nostri pensieri ossessivi e le nostre paure da spettatori del dolore altrui. La storia, però, non avrebbe funzionato altrimenti. Chi ha sofferto di patologie mentali ritroverà molto dei suoi pensieri in quei loop infiniti e oscuri e in quegli imperativi categorici in cui Blu si districa per continuare ad andare avanti.
Tag line: come vi curate una frattura, una polmonite, un cancro, nel 2021 soffrire tanto e non curarsi con un percorso di psicoterapia è crudele verso voi stessi e chi vi circonda.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
595 reviews248 followers
April 6, 2021
Quattro stelle e mezzo
Blu di Giorgia Tribuiani (Fazi editore) è un libro che ho aspettato con ansia. Mi sono innamorata della penna di Giorgia quando ho letto Guasti e sapevo che in Blu avrei ritrovato il filo di un discorso mai veramente chiuso. Amore, ossessione, arte si fondevano in Guasti, in Blu anche, ma qui c'è una Giorgia (sì parlo come se la conoscessi), più matura, più provata dal dolore che esce dalle pagine, più consapevole.

In generale rimango sempre stupita quando riesco a vedere, percepire e interiorizzare i dettagli di quello che sto leggendo.

Se della protagonista di Guasti ricordo perfettamente lo sguardo nel bagno del museo, di Blu mi è rimasta impressa la penna che accarezza il foglio e la pelle, le briciole della gomma sul banco, i buchi nella  maglietta dove scivolano i pollici.

Difficile raccontare un libro come Blu, un romanzo che è una composizione di frammenti, riflessioni e ossessioni. Scritto con la seconda persona singolare (e già questo è bastato per catturarmi) è un racconto che non si può interrompere finché non si è arrivati alla fine. Divorato in due giorni mi è rimasta una gran voglia di abbracciare Blu e dirle: "Ti vedo".

Ma ora sto correndo troppo. Torniamo all'inizio. Blu ha diciassette anni ma anche otto. Blu è una giovane donna ma anche un bambina: non ci sono età, solo pensieri.

Siamo dentro alla testa (e al cuore) di Blu: c'è una gran confusione qui. Amore, passione e senso di colpa si mescolano dando vita ad ossessioni bizzarre ma non per questo meno comprensibili.
RECENSIONE COMPLETA: https://www.lalettricecontrocorrente....
Profile Image for Sara (Sbarbine_che_leggono).
562 reviews166 followers
August 1, 2021
Descrive molto bene il disturbo ossessivo-compulsivo, ma per il momento lo metto da parte (sono circa a metà) perché lo sto trovando davvero respingente.
Profile Image for Solo un’altra pagina.
63 reviews109 followers
March 25, 2021
“Blu” racconta di Ginevra, una diciassettenne che frequenta il liceo artistico e che tutti, fin da bambina, chiamano Blu. Blu è la bambina buona, quella ubbidiente, quella a cui tutti vogliono bene; Ginevra invece, fa star male la mamma, con i suoi comportamenti rischia di metterla in pericolo, Ginevra va punita per i suoi errori. Dopo aver assistito ad una performance art i suoi DOC peggiorano, sfociando nella mania e lo sdoppiamento Ginevra/Blu rischia di diventare irreversibile.
Questa lettura è estremamente coinvolgente, nonostante, come vi dicevo, non sia semplice. La narrazione è spesso frammentata: presente, passato, pensieri, parole si mescolano rappresentando perfettamente la confusione e la difficoltà di Ginevrablu nel trovare chiarezza nella sua vita, nel lottare con i suoi demoni.
È un libro che richiede tempo, spesso dovevo riemergere dalle pagine per prendere fiato (ma nonostante questo l’ho letto compulsivamente, si sa, la pazienza non è il mio forte), va metabolizzato perché ci avvinghia a sé facendoci provare la mania che vive nella protagonista.
Un romanzo splendido, perfetto per tutti coloro che amano l’arte (un altro dei temi trattato spessissimo) o approfondire l’aspetto psicologico dei protagonisti, è un romanzo sincero e delicato, che riesce a non banalizzare il problema, ma piuttosto a farcelo vivere.

Ig: @solo_un_altra_pagina
Profile Image for erigibbi.
1,130 reviews738 followers
May 16, 2022
La protagonista è Ginevra, chiamata da tutti Blu fin da quando era bambina. Ha 17 anni, è bravissima nel disegno, e ha un disturbo ossessivo compulsivo. In tutto ciò si aggiunge una sorta di “doppia personalità” perché Ginevra rappresenta la parte cattiva, mentre Blu rappresenta la parte buona, quella che tenta (con le ossessioni e le compulsioni) di mettere ordine ai casini e ai brutti pensieri che Ginevra mette in atto.
Lo stile che Giorgia Tribuiani ha usato in questo romanzo è il punto di forza, ma allo stesso tempo anche il punto di debolezza, la problematica maggiore del libro.
È uno stile davvero compulsivo, fatto di pensieri intrusivi, che interrompono il filo logico di una frase, che comunicano confusione, che respingono chi legge, che quasi ti fanno mancare il fiato. Ed è uno stile davvero perfetto se andiamo a considerare qual è il disturbo di GinevraBlu perché fa capire bene cosa succede nella testa della protagonista e tendenzialmente in chi presenta il DOC, ma rischia di essere un grosso ostacolo per molti lettori.
Le prime 90 pagine sono state toste, tanto che avrei abbandonato volentieri il libro. Essendo breve (poco più di 200 pagine) ho voluto resistere e arrivare alla fine. Ho constatato che pian piano ci si abitua al fastidio iniziale (almeno questo è quello che ho provato io), ma nonostante questo il libro non mi ha entusiasmata.
È sicuramente originale ed è indubbiamente un libro che trasmette tante emozioni a chi legge, fa capire davvero molto bene cosa stia passando la protagonista (e non è una cosa facile) eppure c’è sempre stato qualcosa che mi ha frenata dall’apprezzarlo appieno.
Blu non è un libro semplice né immediato e di sicuro non è un libro adatto a tutti.
Profile Image for Odiblue.
Author 1 book15 followers
May 31, 2022
Mi assumo la mia colpa: forse l'ho solo letto in un periodo troppo stressante e troppo pieno, in cui mi sarebbe servito imbattermi in uno stile diverso. Idea buona ma non mi ha convinta del tutto.
Profile Image for Valentina Zanga.
199 reviews24 followers
December 3, 2021
Tre stelle o quattro?
Un libro veramente difficile da leggere, che scava dentro senza pietà e che costringe a chiedersi: "Ma io, una Blu, l'avrei vista? Sarei stata capace di vederla come chiedeva lei?"
Un'angosciante discesa negli inferi, al termine della quale si sa di poter riemergere e allo stesso tempo si stringe il cuore per chi, come Blu, non ha questa possibilità
(Consigliato per chi ha letto e apprezzato La Carne di Emma Glass)
Profile Image for Cristina Mosca.
Author 13 books45 followers
March 24, 2021
una bella storia di fragilità, ossessioni e di crescita personale. consigliata a quella parte di noi che avrebbe solo bisogno di essere abbracciata.
Profile Image for La_fede_legge.
345 reviews9 followers
July 24, 2021
Il disagio adolescenziale e il disturbo mentale della protagonista viene espresso chiaramente anche tramite lo stile narrativo: caotico,confusionario, indipendente da ogni regola grammaticale e autonomo dal punto di vista della punteggiatura. La lettura non è affatto semplice ma, nonostante si proceda chiedendosi cosa si stia leggendo,alla fine si riesce a comprendere la storia di sofferenza,disagio,disturbo, ossessione e follia della protagonista che identifica tutto questo con un colore: il Blu !
Personalmente,pur cogliendo il potenziale del libro,non ne apprezzo lo stile linguistico e la caoticità della narrazione.
Profile Image for Martina (martiblumarti).
41 reviews51 followers
March 30, 2021
Un libro claustrofobico. Chiusi nella mente di un’adolescente, tra fragilità e complessi, tra disturbi della personalità, disfunzioni familiari, ossessioni e manie.
Un romanzo originale, crudele e vero, che mi ha suscitato tanti sentimenti contrastanti.
Profile Image for ‘mell.
190 reviews34 followers
July 6, 2021
Ginevra, detta Blu, è una ragazza di diciassette anni. Ha una passione per l’arte, un ragazzo che la ama e dei genitori che le vogliono bene, nonostante il divorzio.
La vita di Ginevra è apparentemente perfetta, sembra quasi incarnare lo stereotipo di un adolescente modello. Ma, appunto, solo apparentemente.

Nessuno sa che in realtà la mente di Ginevrablù è sporca, confusa, delirante. Nessuno sa che le sue paure, i sensi di colpa e le ossessioni cercano di soffocarla appena abbassa la guardia. Perché Blu è affetta da DOC. Ha paura. Ha il terrore di fare del male perché è attratta dal dolore degli altri. Lei in quel dolore ci si vuole insinuare per dare conforto, per farsi amare. E allora Blu in qualche modo deve punirsi, deve rifugiarsi nei suoi rituali ossessivi, nelle sue manie, nei soli gesti che riescono a calmarla.

Ed è attraverso questo suo profondo tormento psicologico che Giorgia Tribuiani snocciola le tematiche del libro: ci inabissa nella mente claustrofobica di Blu, i suoi pensieri ci arrivano diretti come un treno in corsa; le sue ansie si attaccano alla nostra pelle, ci fanno sentire inadeguati, diventano un’agonia.

Lo stile di Giorgia è un fiume in piena: delirante, non dà il tempo di respirare, di metabolizzare. La sua scrittura non ha un freno, è un flusso di coscienza continuo, quasi un grido, uno sfogo, una richiesta di aiuto di un’adolescente condizionata dal peso dei suoi sensi di colpa.

“Blu” non è un romanzo per tutti perché richiede attenzione e anche una buona dose di empatia. È una storia di disturbi ossessivi-compulsivi, di sdoppiamento d’identità, di solitudine, di lotta interiore e di fragilità. È un romanzo feroce, che non si preoccupa di osare anche quando diventa troppo cupo e disturbante. Però Blu merita una possibilità di essere conosciuta, ha bisogno di essere ascoltata. La sua storia non può lasciarvi indifferenti.
Profile Image for Sara maria Serafini.
Author 8 books41 followers
August 23, 2022
"Blu" di Giorgia Tribuiani è un libro che racconta l'ossessione e la nevrosi attraverso la storia, la protagonista, ma soprattutto il linguaggio. La scrittura è strozzata da interruzioni brusche e stordita da frequenti ripetizioni, è allagata di ricordi che fanno focus sulla protagonista, che ce la fanno conoscere, amare di tenerezza e odiare di incomprensione; la narrazione, in seconda persona, appare libera da ogni tipo di schema o regola editoriale. Queste scelte ne fanno un testo unico nel suo genere, anzi, come abbiamo imparato da Blu - la protagonista -, ne fanno una vera e propria performance; il rischio, però, è che, in più punti, la lettura appaia un poco meno fluida rispetto al resto. Sicuramente il risultato finale denota una bravura indiscussa della Tribuiani, che si cimenta in un esercizio di stile puro.

(Voto 4,5)
Profile Image for Elena_19_02.
465 reviews30 followers
September 19, 2021
Claustrofobico, assurdo, opprimente sono gli aggettivi che userei per descrivere questo libro. Finalmente la rappresentazione del disturbo ossessivo-compulsivo ( “OCD” ), che già non si vede mai in libri e altri media, ma qui addirittura da un’autrice own voice che ne è affetta lei stessa, e sceglie di narrare la quotidianità della vita di un’adolescente in mutamento e conflitto continuo, le sue due personalità “Blu”, dal soprannome per quando da piccola rideva alla parola, e “Ginevra”, il nome vero e proprio, ma cosa lo è davvero? Quale parte dovrebbe sopraffare l’altra?

L’io interiore della ragazza è così ben approfondito in più dei semplici “tic” o “fisse” con cui si rischia di intendere il disturbo: è l’ossessione per molti dettagli, il controllo e la sua perdita, il filtro di questo espediente di trama della performance artist Dora Leoni, che sconvolge Blu a tal punto da farvi appassionare- o meglio unirsi e trasformare sé stessa per praticarla, cogliere l’occasione in un senso spirituale e quasi trascendentale dei sensi. Idealizza la sua figura, la desidera in modo fisico ma anche nella completezza affettiva, desidera l’irraggiungibile ed elevarsi a un piano mistico tra la sua passione artistica dei disegni e quella nuova, lontana del performare con la realtà vera e propria.
Per questo motivo è molto approfondito il tema della sessualità, esplorata nel suo desiderio di piacere femminile e masturbazione senza i tabù a cui siamo abituati, e anche nella realistica scoperta con repulsione/poi accettazione -su un semplice piano sensoriale, senza etichettare con forza- dell’essere lesbica: immagini e desideri dell’intimo si contrappongono alla realtà di una mancata comunicazione della relazione con il ragazzo, una denuncia alla mancanza di una corretta educazione sessuale per il corpo femminile e una rivendicazione della sua validità. Allo stesso modo si tratta anche il rapporto con il cibo, quanto si sacrifica per la propria salute mentale— in quel caso completamente orientata verso il workshop di performance art per cui per qualche giorno smette di mangiare, ma fa riflessioni condivisibili, esortazioni e distanze che si alternano senza porre il tema a sé stante ma, con la maestria di quest’autrice, lasciandolo ben intendere tra le varie possibilità che chiunque ci ricada. La confusione è uno dei sentimenti più vivi in pagine quasi sempre ininterrotte, in costante mutamento.


Blu viaggia in generale su piani della coscienza costantemente conflittuali, oppressione e libertà, un nome e l’altro, la “bambina buona” e la “bambina cattiva”, e ci si chiede veramente se sia così o sia solo la sua dissociazione dalla realtà a parlare, la prova che la psiche umana è una sfaccettata scala di grigi mente lei con difficoltà parla di “fare del male o del bene”: si fa un’analisi del concetto di colpa mentre fluisce la sua mente sempre divisa, a volte anche a più di due identità senza saperlo, perché mentre Blu e Ginevra -o Ginevrablù come la sua insegnante la chiama in un ironico mix di stile di narrazione- combattono tra di loro, la Blu o la Ginevra da sempre presentata e al contempo sempre in cambiamento, combatte con il mondo.
Il piano esterno e quello interno si mescolano in passaggi di mix di piani temporali, di luoghi e immagini che quasi non si capisce se siano veri o solo ipotizzati, sognati, percepiti grazie al tocco, tante possibilità nei più piccoli dettagli, ripetizioni di azioni, sguardi, qualunque minima cosa abbia un’importanza equilibrata o meno in un periodo così delicato. Non c’è dolcezza falsa né insegnamento o buoni sentimenti in modo paternale, come spesso si rischia quando gli adulti scrivono di adolescenti, ma sembra invece un andare fin dentro la coscienza turbata di Blu, che ha un bisogno di amore ma non nel classico senso di riceverlo: di darlo equamente al provarlo, del sentire un’empatia più vicina, del “fare del bene o del male” e autovalutarsi nella difficoltà di, semplicemente, vivere. Vive la gioia e la rabbia, la tranquillità e la vergogna, la soddisfazione troppo breve e le frustrazione, tra mille altri umori non necessariamente opposti, ma contraddittori e di diversissime sfumature.



Lo stile di scrittura è originalissimo: narrazione in 2ª persona singolare che solo a volte, nei flashbacks o nelle ammissioni più profonde, diventa 1ª (singolare o plurale addirittura quando le personalità sono unite… o lo sono davvero? Altra domanda che resta al lettore.); frequenti climax di tensione e incertezze, metafore per indicare il doppio, paragoni con i colori o gli altri cinque sensi che a volte sembrano parlare alla- o per la voce narrante. Un fonetico interessante per le assonanze, i parallelismi di parole con simili vocali o consonanti di poco invertite, un registro linguistico che alterna il più semplice al più astratto; un ritmo calzante, martellante per come le parole sono a volte staccate con un trattino per le esclamazioni, l’ansia e i sensi di colpa che continuano a pervadere la mente, la punteggiatura fatta di quasi nessuna virgoletta ma anzi molte virgole e punti, ma anche punti esclamativi e interrogativi che rappresentano il culmine di ogni conflitto che, però, a ogni picco sembra rigirarsi d nuovo su sé stesso. È quindi a volte netta e frammentaria, a volte assente per un fluire continuo delle paure, delle esaltazioni troppo veloci, di cambi d’umore volutamente difficili da comprendere; le parentesi con parole inserite “nel mezzo” che apparentemente spezzano la sintassi, sono invece un arricchimento, o di cose che Blu vedrebbe e che poi combaciano con le parole successive, o di similitudini con cos’altro ricordano alcuni oggetti o sensazioni, sono parentesi che diventano parte in sé di questa strabiliante tecnica narrativa.



Per dirlo con le parole dell’autrice Giorgia Tribuiani nella sezione di voci per gli autori sul sito web Fazieditore, questo libro fa scoprire che: « Il disturbo ossessivo-compulsivo, ho sempre pensato, non è questo: è la sopraffazione della mente da parte delle immaginazioni, è la paura che possano concretizzarsi, è la consapevolezza terribile di non avere alcun controllo sul reale, nessun modo per difendere la purezza, la bellezza, le relazioni, qualsiasi atto d’amore.

[…] racconteremo l’ossessione, il desiderio di conservare la purezza che la realtà continuamente corrompe; sarà il nostro male naturale.

“ Ma può, dunque può, l’ossessione, diventare un’opera d’arte? “

Hanno scritto che “Blu parla di performance ma è esso stesso performance”.

In questo libro sono contenuti il mio desiderio di perfezione e di purezza, l’incapacità di difenderle, l’ossessione di difenderle, e poi i faccia a faccia con la colpa e il senso di colpa, e la preghiera rivolta all’arte affinché salvi, lenisca almeno un po’ – affinché, quantomeno, possa dare una forma a tutto questo, rendere tutto questo contemplabile, guardabile. »


“Blu” è una sorta di romanzo di formazione in cui si adatta, in modo moderno, una scrittura che fa sì che a crescere non sia solo la ragazza in modo lineare nei classici alti e bassi dell’adolescenza -che si apprezzano comunque eh!-, ma più un andirivieni di pensieri che mostrano la distorsione delle persone attorno in modo disequilibrato: è stata un’immersione nella psiche più profonda, in quell’io interiore che ora vuole l’espressione con forza, ora vuole rimanere nascosto; nelle insicurezze, nei disagi dalle piccole interazioni, nei sogni e nelle occasioni colte sul presente, nei rapporti della protagonista con i compagni e con una famiglia allargata a tal punto da sentirsi soffocare senza saperlo, o forse è tutto il mondo esterno che lo fa comunque e da cui deriva la battaglia tra ognuno di noi e tutto il resto? È una delle migliori storie adolescenziali che potessi mai chiedere per rappresentare la complessità di quest’età, sia dietro a un disturbo mentale sia in modo universalmente comprensibile nella routine quotidiana, nei pensieri a volte troppo spietati e a volte troppo sensibili -entrambi per le illusioni che si è soliti fare-, senza rendere mai Blu una vittima della malattia solo da compatire, ma qualcuno che agisce e subisce ogni pesante colpo che la crescita reca.


Durante la lettura ci si chiede chi sia Blu, quanto ne sa lei, quanto sia un “io” vuoto e di solitudine, ma quest’alienazione da piccoli momenti che sembrano mettere il focus in un’altra realtà, è a volte un abbracciare sé stessa più di quanto non sembri, e a volte, contemporaneamente un’alienazione da quella sé stessa. La sua mente e quello che invece le scorre davanti si dipanano e coincidono al contempo in modo volutamente misterioso, eppure possibile. Alla fine, è la storia della quotidianità interrotta da un cambiamento che riguarda l’arte e rende quasi un quadro l’esperienza di guardare la protagonista, d’impatto e senza definizione finale, semplicemente: la storia del caos ben preciso di Blu.

💙🔐🧠
Profile Image for Minimerecensioni .
168 reviews19 followers
June 25, 2022
Blu di Giorgia Tribuiani (Fazi Editore 2021)

🔹Che colore ha un'ossessione?
🔹Ginevra ha 17anni e per tutti è Blu. Un nome che le è rimasto appiccicato da quando era piccola e il suono di quella parola la faceva ridere.
🔹Guardati ora Blu. Guarda le tue unghie rosicchiate, con lo smalto - blu - smangiato, guarda i tuoi capelli - ormai stinti blu - guarda il banco di fianco al tuo, sempre troppo vuoto.
🔹Sei brava Blu. I tuoi disegni sono stupendi. Sei cattiva Blu. Hai preso in giro Lea. Stai prendendo in giro Roberto. E te stessa.
🔹Blu che apre e chiude gli occhi. Blu che conta i capelli, i gesti, i passi, perché nessuno si faccia male. Blu che condivide il dolore degli altri per tenerli legati a sé.
🔹Blu che durante una gita scopre la performing art e resta folgorata (ossessionata) dall'artista che la mette in scena.
🔹Blu è un viaggio. Blu scava dentro, senza sconti e senza pietà. Con i suoi rituali, i suoi sensi di colpa, le sue manie, le sue fragilità. Con la sua ricerca di accettazione, di riscatto. Di una via di fuga.
🔹E chi è Giorgia che ci racconta Blu? È una voce nuova, profonda, non convenzionale. Una di cui vorrei leggere altro. Anche se, dopo essere entrata nel mondo di Blu (di Giorgia? Mio?) avrei voluto scrollarmelo di dosso.
🔹Un libro che cattura e non lascia scampo. Anche quando vorresti dire basta. Anche quando ti trascina e si trascina (troppo?). Senza capitoli eppure frammentato. Scomodo, vero, ruvido, delicato, a tratti anche inconsistente, ma impossibile da dimenticare.
Profile Image for Francy.
67 reviews2 followers
July 12, 2021
Mi ha disturbato questo libro. Non so precisamente dove mi ha fatto male, forse non l’ho ancora realizzato pienamente, ma quel che è certo è ho sentito come una spina in un fianco in più punti. Il che non è di per sè un male, per me. La scrittura è sicuramente particolare, un flusso di coscienza a volte difficile da seguire nei suoi voli pindarici e poi la seconda persona singolare mi mette sempre un po’ a disagio. Ho fatto un po’ fatica in certi punti e ho pensato di abbandonare, ma in altri ho avuto la netta sensazione (ancora una volta un po’ fastidiosa) che toccasse dei punti dolenti e lo facesse con una maestria e una eleganza di scrittura rare. Però boh. Non so dare un giudizio finale certo. Non lo consiglierei però, nel dubbio. Non ora.
Profile Image for Vincenzo Giuliani.
52 reviews
August 13, 2022
Ho fatto fatica a finirlo, le ultime pagine le ho saltate senza perdere nulla: tutto il testo scrive delle allucinazioni e ossessioni di una ragazza, senza portare a nulla, verosimile certo, ma quanti doppi sensi fastidiosi, ripetizioni infinite, personaggi fastidiosi: d'accordo è il racconto fedele di ossessioni mentali, ma per quale motivo devo annoiarmi nella lettura di un racconto di allucinazioni per quanto assolutamente credibili altrettanto inutili. Alla fine che ti resta di un libro così noioso che non vedi l'ora di finire? Pessimo.
Profile Image for _nuovocapitolo_.
1,115 reviews34 followers
November 30, 2022
In generale rimango sempre stupita quando riesco a vedere, percepire e interiorizzare i dettagli di quello che sto leggendo.
Se della protagonista di Guasti ricordo perfettamente lo sguardo nel bagno del museo, di Blu mi è rimasta impressa la penna che accarezza il foglio e la pelle, le briciole della gomma sul banco, i buchi nella maglietta dove scivolano i pollici.
Difficile raccontare un libro come Blu, un romanzo che è una composizione di frammenti, riflessioni e ossessioni. Scritto con la seconda persona singolare (e già questo è bastato per catturarmi) è un racconto che non si può interrompere finché non si è arrivati alla fine. Divorato in due giorni mi è rimasta una gran voglia di abbracciare Blu e dirle: “Ti vedo”.
Ma ora sto correndo troppo. Torniamo all’inizio. Blu ha diciassette anni ma anche otto. Blu è una giovane donna ma anche un bambina: non ci sono età, solo pensieri.
Siamo dentro alla testa (e al cuore) di Blu: c’è una gran confusione qui. Amore, passione e senso di colpa si mescolano dando vita ad ossessioni bizzarre ma non per questo meno comprensibili.
Blu, che si chiama Ginevra, fin da bambina ha sempre avuto la mania di contare: i secondi che separano una fermata di metro dall’altra, i respiri quando è agitata, le faticose masticazioni prima di buttare giù il prosciutto, i cucchiai di minestrone.
Ginevrablù ha la passione per l’arte: disegna se stessa in continuazione, sempre uguale, sempre diversa. Ma qualcosa cambia quando questa ragazza incrocia il respiro (sì non lo sguardo) di Dora che si esibisce in una vasca da bagno.
Qui esplode il romanzo: come se all’improvviso Ginevrablù riuscisse a trovare la strada. La performance è il suo grande amore ma in Blu non esiste confine tra amore e ossessione, lo scopriremo molto presto.
Tribuiani ci trascina così in un mondo dal linguaggio ossessivo – se qualcuno potesse entrare nella mia testa troverebbe penserebbe la stessa cosa dei miei pensieri? – fino a farci toccare il fondo.
Il disturbo ossessivo di Blu non ci dà tregua, anche quando i comandi si diradano noi lettori stiamo sempre all’erta, sappiamo che il “mostro” ordinerà di confessare, sparire, porre rimedio.
Tribuiani racconta cosa c’è nella mente di una persona affetta dal disturbo ossessivo: non si ferma alla descrizione di ogni gesto ripetuto, ritualizzato, interiorizzato. Fa un passo in più e racconta lo strapotere del senso di colpa e dell’ansia da perfezione, il sollievo che si prova nel compiere questi gesti.
Blu è…
Un libro coraggioso. Il tema dell’amore e dell’arte ritorna ma con un ingrediente chiave: il senso di colpa che schiaccia Ginevrablù. Il tema dello sdoppiamento, dell’identità…ah, quante cose in questo libro. Quante finestre aperte su mondi conosciuti e non. Come Blu avremo le spalle piegate dal peso dei nostri stessi giudizi, porteremo la sensazione di inadeguatezza come si sopporta un male antico e proveremo la voglia di catarsi che ci spingerà a voler sparire.
Lo sapevo, ho già detto troppo.
Blu forse non è un libro per tutti: non è narrato in maniera tradizionale, non è rassicurante, non è conciliante, non cerca per forza il lieto fine. Blu è una storia in cui ogni parola è frutto di impegno e passione. Si percepisce ogni cosa, compreso il dolore di chi l’ha scritto.
Consigliato per chi è in cerca di una storia forte e vera. Blu è un’adolescente con dei problemi, la sua storia può essere di conforto per chi si trova nella stessa situazione. Ma attenzione, Blu fugge dalle categorie, non cercate di incasellarla.
628 reviews35 followers
November 30, 2021
Ginevrablù ha diciassette anni e un profondo disturbo ossessivo-compulsivo. Ginevra è Blu, Blu è Ginevra. Ginevra è la cattiva, Blu è la buona. Ginevra è la buona, blu la cattiva.

In un continuo turbinio di pensieri ossessivi e azioni ripetute fino allo sfinimento, entriamo nella testa di questa ragazzina che all'inizio sembra solo inquieta e ribelle, ma che si rivela essere poi molto di più.

Con un ritmo quasi senza pause e un linguaggio non sempre facile da seguire, questo libro mette alla prova la sopportazione del lettore. Lo spinge fino agli eccessi, lo spinge a giudicare, a colpevolizzare, e forse anche un po' a capire. Lo spinge a crescere, a liberarsi, a uscire. Dalla propria testa e dal proprio corpo.

Difficile da portare a termine, ma forse era proprio quello l'intento dell'autrice: far capire cosa succede quando entri in un loop infinito di pensieri e non trovi più via d'uscita.
Profile Image for SensationDaria.
331 reviews5 followers
May 26, 2023
È un libro fiume, “Blu”.
Impetuoso, come le onde.
È una ragazza spezzata, Blu.
Ma forte abbastanza da provare a tenere insieme tutti i suoi pezzi.

Ginevrablù è una e sono due: una mente adolescenziale in continua crescita, solcata da dubbi, insicurezze e ossessioni; due personalità appartenenti allo stesso essere umano che cercano di convivere pacificamente e di trovare il modo di sovrapporsi.

La narrazione è un flusso continuo di coscienza: dialoghi e pensieri si mischiano costantemente, così come la seconda persona narrante si amalgama all’io della voce interiore (io Ginevra, tu Blu).
Non ci sono capitoli e la punteggiatura è ridotta al minimo: un esercizio di stile interessante e coinvolgente che potrebbe continuare a oltranza. Difatti, in medias res si comincia e in medias res si termina la storia.

Mi aspettavo lacrime e senso di oppressione durante la lettura, per come la maggioranza ne parlava, ma invece le emozioni che più ho provato sono state curiosità e immedesimazione: in tanti pensieri io e Blu ci assomigliamo (o io e Ginevra?)
Profile Image for Caterina Franciosi.
332 reviews4 followers
April 3, 2021
LE RECENSIONI DE IL SALOTTO LETTERARIO
Ginevra Blu vive sospesa in un mondo tutto suo, fatto di gesti ossessivi e rituali, di paranoie e verità negate persino a se stessa. Abita con la madre sempre di corsa e sempre impegnata con il lavoro, ha una storia d'amore con Roberto di cui non si sente davvero innamorata ma che non riesce a lasciare. Nulla sembra poterla trascinare fuori dall'inferno che si è creata, a parte l'arte, l'unica occupazione che riesca a scuotere la coscienza di Blu; soprattutto la performing art, a cui le capita di assistere dal vivo durante una gita scolastica. Ma anche l'arte si trasforma ben presto in una nuova ossessione, una dipendenza insidiosa dalla quale sarà difficile uscire.

In "Blu", Giorgia Tribuiani lascia fluire pensieri ed emozioni dalla mente della sua protagonista direttamente sulla carta, in una sorta di flusso di coscienza che travolge i lettori fin dalle prime righe. Da subito, l'autrice instaura un rapporto diretto con il pubblico e lascia che a prendere la parola sia proprio la sua giovane protagonista. Ciò che emerge fin da subito è infatti la grande capacità di Giorgia Tribuiani di immedesimarsi nella vita e nei problemi di una ragazzina adolescente, nelle sue paure e nei suoi tentativi di far fronte al mondo che la circonda. Con grande chiarezza e in maniera terribilmente struggente, Blu ci fa capire quanto sia difficile per lei trovare il proprio posto nel mondo ed essere accettata; si aggrappa all'arte, ma anche l'arte diviene motivo di ossessione, fino a portarla sull'orlo dell'abisso del non ritorno.

"Blu" indaga a fondo sulla psicologia e sulle emozioni di una ragazzina di diciassette anni, regalandoci un'istantanea dei suoi tormenti interiori, della sua fatica nel lottare giorno dopo giorno contro la gabbia sociale che sembra premerle addosso, della sua odissea nell'annullare il suo doppio.
Ma "Blu" affronta anche le paure di tutti noi, quelle che ci rendono più fragili nonostante ci ostiniamo a nasconderle, sebbene abbiamo ormai superato le fasi adolescenziali più critiche e difficili.
Giorgia Tribuiani ci regala un romanzo totale, immediato, toccante e doloroso. Una storia di incertezze ma anche di coraggio, che non dimenticheremo facilmente.

Recensione completa: https://salottoletterario20.blogspot....
Profile Image for Chilidilibri Chilidilibri.
Author 0 books8 followers
October 8, 2021
La caratteristica principale di Giorgia Tribuiani resta la ricerca dello stile, che anche in “Blu” è ricorsivo e spiazzante. Come già in “Guasti” anche qui ci si ritrova inghiottiti dal modo di pensare della protagonista, come dal gorgo che fa l’acqua quando si svuota una vasca da bagno (similitudine più che mai a tono: se leggete il libro scoprirete perché). Il lettore pensa e soffre come la protagonista.

La scelta tecnica che salta subito all’occhio è l’utilizzo della seconda persona singolare, intervallata ogni tanto da un io narrante che ci fa precipitare nella mente della protagonista. Tutto quello che è accaduto in passato, per lei accade continuamente ancora adesso.

Leggete la recensione completa al link https://chilidilibri.altervista.org/b...
Profile Image for Lucia A Bordo Pagina.
103 reviews40 followers
April 27, 2021
Un libro strano, contorto ma che riesce benissimo in una cosa: farti entrare nella mente di Blu.
Io ci ho messo un mese a finirlo a dispetto della mole perché l'ho trovato molto respingente, da leggere a piccole dosi e quando la mia mente era pronta.
Tuttavia lo consiglio a chi cerca una lettura che non sia scontata, scritta con uno stile tutto suo, che spieghi e anzi faccia percepire il disturbo ossessivo compulsivo a chi non ce l'ha.
Profile Image for Laura Pengwyn.
22 reviews
June 5, 2022
L'autrice usa uno stile particolare ed innovativo che considero perfetto per rappresentare e per farti risucchiare dal vortice delle ossessioni e dei comportamenti ossessivo-compulsivi della protagonista.

Disturba? Sì, e non potrebbe essere altrimenti. Questo disturbo ti incatena e ti rende prigioniero di te stesso e dei tuoi pensieri. Dunque non potrebbe mai essere rappresentato da un tipo di linguaggio e/o narrazione che ha l'intento di rendere più leggero qualcosa che è così catalizzante.
Profile Image for Sara Corrieri.
116 reviews2 followers
September 3, 2022
Dopo Guasti fremevo e aspettavo un nuovo lavoro di Tribuiani. È un libro che fa male e il punto di vista è coraggioso perché è quello di chi soffre di OCD, di chi sta male con se stesso e non può stare bene con gli altri, in nessun caso. È coraggioso e per questo difficile, a tratti faticoso. Avrei preferito maggiore compassione da parte dell'autrice nei confronti del lettore, una mano in più per entrare in un abisso che non appartiene a tutti. Ma forse l'intento era proprio quello e va bene così. Mi ha ricordato di perdonare la mia Ginevra, ogni tanto. Era solo una bambina che voleva salvarsi (punirsi).
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