La vice commissaria Rossi vive momenti di vero terrore quando, per un incidente stradale, precipita in un burrone. Dal verbale, redatto dalla Polizia stradale, emerge che non vi erano tracce di frenata sulla carreggiata e che il sistema frenante della sua auto era stato sabotato. Arena e la sua squadra indagano per individuare la persona che possa odiare la collega al punto di attentare alla sua vita e che, dopo il suo ritorno a casa, la terrorizzi con messaggi pieni di minacce di ritorsioni per quello che lei avrebbe fatto in qualità di poliziotta. Contemporaneamente all’indagine rivolta a scoprire chi possa aver attentato all’incolumità della vice commissaria, ne inizia un’altra sul mortale incidente domestico accaduto a un pensionato che era stato denunciato per molestie dalla figliastra. Quest’ultima, per contestare le proibizioni del patrigno che intendeva prendersi cura della sua educazione, gli aveva rivolto quelle accuse infamanti su istigazione della madre. Entrambe le indagini si mostrano subito complesse e mettono in luce situazioni conflittuali inaspettate che pongono in difficoltà gli investigatori. Quando sembra che esse si siano arenate, nuovi indizi e un nuovo incidente mortale danno loro uno slancio che porterà Arena a individuare i colpevoli di entrambi i reati e di assicurarli alla giustizia. Nel corso delle indagini emergono tensioni tra Arena e la sua compagna ma questo non pregiudica il contributo fondamentale che Margherita offre, come psicologa, per la guarigione della vice commissaria che, grazie a quegli interventi, riesce a recuperare quelle caratteristiche di coraggio e di determinazione che le permettono di affrontare al meglio le situazioni che la minacciano. Durante la terapia psicologica alla quale Margherita sottopone la vice commissaria, Arena viene a conoscenza di una verità che non aveva mai preso in considerazione, cioè che lo stalking non è solo un fenomeno maschile ma che interessa, pure se con percentuale di reati inferiori, anche il mondo femminile.