Questo saggio ha alla base un intento lodevole - andare in cerca del queer nei grandi esclusi dalle antologie scolastiche italiane - e un'idea interessante - portare in scena queste autrici e questi autori del nostro Novecento facendoli declamare porzioni dei loro testi che ne evidenziano il loro discostarsi dal "Canone", inteso non solo in senso letterario ma anche come modelli d'essere uomini e donne -. A porzioni di testo più teoriche si alternano vere e proprie scene drammaturgiche, dove la parola viene ceduta (o meglio "reclamata") da un continuo fluire di voci e personaggi.
La materia è eterogenea: cambia lo stile dell'autore, tra le porzioni più tradizionalmente "saggistiche" e le scene teatrali, e variano gli stili di chi dà voce al proprio monologo. Funziona poco, lo dico senza cattiveria. Il testo si sfilaccia e dopo poco il meccanismo diventa ripetitivo e si infiacchisce: ne escono male anche i frammenti citati, già depotenziati dal dover essere fruiti, per ovvie ragioni, decontestualizzati.
I passaggi più deboli sono i capitoli di raccordo tra un atto e l'altro. Sostanzialmente, elenchi riassuntivi su ciò che è appena salito sul palcoscenico che lasciano il tempo che trovano, e il più delle volte si rifanno ad altri studi citati nelle note.
Se poi, ovviamente, ho apprezzato maggiormente i passaggi derivati da opere che già avevo letto, in un paio di occasioni mi sono ritrovato a saltarne alcuni per non rovinarmi la - certa - lettura futura.
Al di là di qualche titolo nuovo da aggiungere in tbr, non credo mi porterò molto altro di questo saggio.
Questa è la materia che l'autore ha ingurgitato nel corso della indagine. Mi è mancata la sua riflessione personale, la sua opinione, la sua digestione. Il "cosa ho imparato". Attendevo il momento di illuminazione, quello in cui qualcuno finalmente ti pone sotto il riflettore qualcosa a cui non avevi mai pensato in quei specifici termini.
Credo però anche che "Canone ambiguo" segni l'inizio del rimestio di Starita su questa materia e ho fiducia nel fatto che in futuro qualcosa, su queste fondamenta, verrà edificato.