Margherita Hack, "un bestione tutto senso e stupore", come l'ha scherzosamente definita un collega, ha attraversato il Novecento con lo sguardo rivolto verso un ignoto da indagare continuamente ma "con i piedi ben saldi per terra", mettendo la propria intelligenza e sensibilità al servizio di tutti sin dai suoi primi passi da ricercatrice. La sua contagiosa sete di conoscenza non si è mai placata. Dall'adolescenza in tempo di guerra, alla scoperta casuale dell'astrofisica, e nonostante le difficoltà incontrate all'inizio nell'ambiente universitario fiorentino, si è conquistata il proprio successo passo dopo passo senza mai dimenticarsi dei maestri che hanno contribuito a renderla la persona straordinaria che è: i suoi genitori, raro esempio di libertà e coerenza durante il fascismo, Otto Struve che l'ha invitata ad Harvard e il marito Aldo, l'"enciclopedia vivente" di cui si è cibata per una vita intera.
In occasione dei suoi novant'anni, Margherita Hack si confida con acume e impertinenza; a noi "fratelli di zuppa", nati insieme a lei da quella primordiale esplosione di particelle, ricorda l'importanza dei principi che hanno guidato la sua vita: l'etica del lavoro, l'ostinazione, l'impegno civile e morale, la fiducia in se stessi e nelle proprie idee. Testimonia la sua partecipazione civile alle vicende della società italiana, ripercorre con la memoria la sua straordinaria avventura intellettuale contro corrente, e gli "scompigli" che non ha mai smesso di provocare.
Astrofisica, divulgatrice, scienziata, ma anche laica, vegetariana e ribelle. La vita di Margherita Hack è un pozzo inesauribile di ispirazione e spunti di riflessione. In questa autobiografia, scritta a quattro mani con Federico Taddia (che l'ha intervistata), Hack ripercorre tutte le tappa della sua vita con ironia e semplicità.
Semplicità che è evidente e dichiarata fin dall'incipit del libro (secondo me, meraviglioso) in cui Hack ricorda che siamo tuttз "fratelli di zuppa", fattз della stessa sostanza delle stelle, e stelle torneremo ad essere, quindi inutile la presunzione tipica delle essere umano, inutile credere di essere il centro dell'universo. "Per quanto mi è possibile, in vita mia ho sempre cercato di scrollarmi di dosso questa presunzione. Per questo non credo di essere al centro dell'universo, non credo di essere qui sulla Terra per uno scopo preciso, non credo di essere più degna di rispetto di un pulcino, di un filo d'erba o di un sasso in fondo al mare", scrive.
Hack racconta la sua vita, quindi, come se fosse una vita qualsiasi. Una vita fatta di gioco, passione, divertimento, qualche dolore. Una vita dedicata alla scienza, all'amore per il sapere, ma anche allo sport e agli svaghi. Senza troppi peli sulla lingua, la scienziata parla anche delle difficoltà del mondo della ricerca, così invischiata con la politica, della precarietà economica dei giovani, delle difficoltà di essere una donna di scienza, e si scaglia senza pietà contri i "baroni".
Riflette poi sulla religione, sull'etica, sulla politica, sull'amore, sul sesso, sulla famiglia, sui figli, implicitamente anche sulla società patriarcale a cui lei ha sempre fatto uno sberleffo. Consiglio vivamente la lettura di "Nove vite come i gatti", soprattutto alle scienziate: vi darà una botta di ironia e di motivazione.
La parte più interessante è indubbiamente quella meno legata alla sua vita e più collegata ai suoi pensieri. Chapeau per non avere peli sulla lingua! Una gran donna
8! E’ un racconto breve, troppo breve! Ti lascia sicuramente con la voglia di leggere ancora di e con Margherita. E’ una narrazione molto colloquiale in prima persona, in cui si racconta come l’educazione, la libertà e la curiosità possano costruire una vita straordinaria. E’ un’autobiografia molto schietta , senza fronzoli, una storia di una donna che sicuramente in un modo anticonformista ha raggiunto grandi soddisfazioni rimanendo sempre in ascolto ed aperta al dialogo. Leggere una storia di successo e di scelte consapevoli di una donna nata negli anni Venti offre interessantissimi spunti di riflessioni. “Nascere negli anni Venti da genitori vegetariani, che hanno abbandonato il cristianesimo per seguire la corrente della teosofia,sono antifascisti e credono nella parità tra uomo e donna, non è cosa comune.” "La felicità è essere contenti di quello che si ha. E io non posso proprio lamentarmi. Ho avuto tanto senza mai scendere a compromessi"
Margherita Hack è uno dei miei miti: una donna umile e forte, che non si è mai curata delle convenzioni e si è fatta strada con la sua intelligenza e impegno in un'epoca in cui per le donne era estremamente difficile farsi strada nel mondo del lavoro. Apprezzo moltissimo la sua visione del mondo laica, secondo cui non vi è sostanziale differenza tra uomini e animali, e il suo rispetto per la vita in ogni sua manifestazione. Un libro che andrebbe fatto leggere a scuola.
Stile semplice, ma nello stesso tempo diretto, potrebbe tranquillamente essere un libro per ragazzi, e non lo dico in senso negativo. Grande mente della nostra epoca, che ovviamente ci siamo filati fin troppo poco, non solo per il suo contributo scientifico, ma anche umano (donna, atea, senza figli. In Italia. Ho detto tutto.)
Breve resoconto della vita di Margherita Hack, in uno stile piano che ricalca quello del parlato (e che non fa per me). Nonostante si presenti sotto forma di libro, il racconto manca di struttura narrativa, limitandosi a seguire lo sviluppo della vita di Margherita Hack in ordine cronologico, e per questo risulta piatto e noiosetto - specialmente la parte della sua infanzia, che su un libro di neanche 130 pagine occupa la maggior parte del racconto. È una lettura leggera che non presenta particolare profondità, ma in cui al contrario si può trovare qualche ripetizione di frasi o concetti.
La storia di Margherita Hack è una grandiosa avventura educativa per tutti coloro che leggono anche solo alcuni stralci della biografia, un libro da gustare pagina per pagina. È di intensa riflessione per i giovani che non hanno ancora trovato un posto nel mondo, dà coraggio e spinta a provare e riprovare senza lasciarsi condizionare. Non è solo un'affermata astrofisica italiana con un curriculum professionale di considerevole riguardo a livello mondiale, è una donna che ha dovuto sgomitare per far valere le sue tesi scientifiche in quanto appartenente a una categoria considerata non idonea a raggiungere tali conoscenze. Trovo che la venuta al mondo della Signora delle Stelle sia stata una vera ricchezza per tutti: appassionata della vita, un'autentica combattente, determinata, capace di parlare con gli uomini, con gli animali e con le stelle. Il suo linguaggio sapeva essere complesso e specifico al cospetto di scienziati e studiosi, ma semplice e condito di metafore quando si rivolgeva alla collettività, riuscendo a correlare aspetti di vita comuni con grandi scoperte scientifiche. Questo libro secondo me andrebbe completato con la lettura di "Nata in via delle cento stelle", scritto da Federico Taddia e pubblicato in occasione del centenario dalla nascita di Margherita Hack che ricorreva il 12 giugno 2022. Si evincono particolari della sua vita, aspetti semplici, ironici, drammatici e carichi di emozioni, importante per conoscerla in modo più approfondito.
Stile semplice, chiaro, comprensibile e schietto. Esattamente come era Margherita Hack quando parlava in pubblico. Ogni volta che rivedo una sua intervista o riascolto un suo intervento, penso sempre che persone come lei siano necessarie e che se ne sente sempre più la mancanza.
"Io la penso esattamente come i miei genitori, che appartengono a una generazione in cui di norma non si poneva nessuna fiducia nelle decisioni di un giovane. Loro, in controtendenza, mi dettero piena libertà di scelta non solo perché ammettevano umilmente di non saperne nulla di università, ma soprattutto perché credevano fermamente nel mio cammino di responsabilizzazione. Ecco perché ancora oggi, quando un ragazzo o una ragazza mi chiedono quale corso di studi conviene intraprendere, io do sempre la stessa risposta: 'Fai una scelta responsabile, purché sia la tua scelta.' Ti piace l'astronomia? Fai astronomia. Non cascare nell'illusione di pianificare a tavolino i prossimi trent'anni e più della tua vita inseguendo un titolo che promette sicurezza economica o un posto garantito (ma poi, esistono davvero corsi di laurea simili? Non credo proprio)."
Mi piace tantissimo la lucidità con la quale Margherita Ax è raccontata in questo breve libro sulla sua vita, concentrato soprattutto sulla sua infanzia e sulla sua giovinezza. Non è uno dei più belli che ho letto su questa straordinaria donna di scienza, alla fine non capisco nemmeno tanto il senso del titolo…c’è da dire che vorrei aver vissuto anche solo un briciolo della sua vita. Una donna ironica, piena di brio, una mente brillante che ha illuminato d’immenso la nostra Italia. Bello il finale con le considerazioni di Taddia sull’approccio spettinato della “Marghe” sulla vita e l’amicizia.
Un libricino tanto piccolo quanto ricco di ricordi e riflessioni. Amo la scienza, proprio come Margherita Hack e sono felice di riuscire a trovare una persona con le idee chiare su laicità e vita. In questa Italia dove, ancora, essere laici non è accettato, un esempio del genere può aiutare il nostro paese a crescere sotto questo punto di vista. La cosa che più mi ha colpita è la felicità e voglia di fare che traspare da questo racconto, che apprezzo più di ogni altra cosa
Margherita Hack ha un pensiero pulito, genuino. Quanto avrei voluto conoscerla. Magari come vicina di casa: almeno un paio di volte a settimana sarei passato per un caffè e quattro chiacchiere. Le avrei chiesto un sacco di cose, e mica solo sulle stelle… ma sulla vita di tutti i giorni. La immagino capace di alleggerirti i pensieri ricorrenti, di incoraggiarti a fare quel passo che già sai di voler fare, ma ti manca solo che qualcuno te lo confermi. Una forza della natura, con un cuore grande e un cervello immenso.
Più un podcast/intervista che un libro. Poteva benissimo essere una conversazione di un’oretta scarsa davanti ad un microfono, sarebbe stata apprezzata di più, senza la pretesa di un’autobiografia.
Molto sbrigativo e superficiale. Migliora leggermente coi capitoli, una volta che si arriva alla fase della sua vita di ricerca e divulgazione e si fa pace con lo stile. La er fortuna smette di rivolgersi ai lettori dopo il primo capitolo.
Piccolo libro piacevole da leggere, non impegnativo, non particolarmente avvincente, ma simpatico per chi come me ha una certa ammirazione per il personaggio.
Spunti interessanti sulla vita, sulla scienza, sulla politica e su tutto quello che ci circonda. Peccato però, che non vengano veramente analizzati, rimanendo appunto solo dei semplici spunti.
“Non ho fatto grandi scoperte, […] ho fatto un lavoro serio, onesto ma senza grandi clamori: ho solo portato la mia pietruzza, il mio contributo al mosaico della scienza.”
La vita di una grande donna all’insegna di principi come etica del lavoro, fiducia nel metodo scientifico, impegno civile e difesa delle proprie idee, documentata con stile agile a arioso.