Viviamo in un Paese fragile che ha un’idea autoassolutoria di sé, pensiamo che l’architettura sia una disciplina cool, buona solo per una rivista patinata. Ma di fronte agli stravolgimenti inflitti dalla crisi ambientale e da una inedita pandemia non possiamo lasciare agli specialisti temi come il consumo di suolo o il cambiamento fisico e sociale delle nostre metropoli. In questa raccolta di testi fra arte e architettura, design e restauro, Gianni Biondillo ci racconta, come in ogni suo libro, romanzi compresi, il territorio, i suoi talenti e le sue contraddizioni, gettando uno sguardo competente (spesso polemico, ma sincero) che si astiene dai numerosi luoghi comuni su una disciplina da lui tanto amata. Usando la lingua del narratore, fra ricordi personali, riscoperte di architetti dimenticati, incontri con giovani designer e dialoghi con maestri contemporanei, Biondillo ci porta dentro il grande racconto della metropoli e dei suoi vocaboli, stilando un appassionato prontuario di seduzione urbana che dobbiamo conoscere tutti. Perché nessun paesaggio è innocente e nessuno di noi può fare a meno di reclamare il proprio diritto alla città.
Gianni Biondillo (Milano, 3 febbraio 1966) è uno scrittore e architetto italiano. Autore di romanzi, testi per il cinema e la televisione, articoli di tema artistico, letterario e politico, saggi su Pasolini e Proust. È membro del blog collettivo Nazione Indiana.
Testo scritto per tutti, ma abbastanza comprensibile agli architetti e/o addetti ai lavori. Per gli altri credo che sia di difficile lettura e che sia difficile coglierne tutti gli aspetti, anche quelli reconditi e non chiaramente esplicitati. Sicuramente un testo da leggere per aggiornarsi e informarsi, non certo per distrarsi per leggere una bella storia. Interessanti, e mio parere condivisibili, i giudizi sull'architettura e l'urbanistica contemporanea e sull'idea dell'abitare la società attuale. Un testo che a partire dall'architettura e la città spazia in numerosi campi con chiarezza di giudizio e lucidità di pensiero.
Libro ricchissimo di spunti e riflessioni sull'abitare contemporaneo. Mi ha un po' deluso l'erraticità dello sviluppo di questo testo, suggerisce l'idea che sia in realtà una raccolta di scritti vari. Ne conseguono ripetizioni, e una riduzione di incisività del punto di vista, disperso in mille rivoli.